Ambire alla sovversione dell’eterosessualità significa lottare contro il capitalismo a partire dalle sue cause, anziché dai suoi effetti più immediati e visibili. In questo consiste la differenza tra ogni altra forma di anticapitalismo e il comunismo queer. La tesi di "Comunismo queer" è che lo sfruttamento e l'esclusione, all'interno delle società capitalistiche, non hanno solo un carattere universale, ma particolare. Di conseguenza, se vogliamo lottare efficacemente contro il capitalismo, dobbiamo fronteggiare ciascuna delle singole matrici di oppressione da cui trae linfa e sostanza per affermarsi e riprodursi. Nel caso dell'oppressione di genere e sessuale, la sua matrice è l'eterosessualità. Ambire alla sovversione dell'eterosessualità significa lottare contro il capitalismo a partire dalle sue cause, anziché dai suoi effetti più immediati o visibili. In ciò consiste la differenza tra ogni altra forma di anticapitalismo e il comunismo queer.
Interessante lettura che mi piace sintetizzare da questo breve estratto. Spero che accenda la curiosità .
“Il Capitale non estromette il gay o la lesbica dagli odierni processi di valorizzazione e sfruttamento, a patto che questa loro inclusione avvenga nel segno della sostanziale identicità alle persone eterosessuali che già godono di cittadinanza politica e sociale, in modalità che rafforzino l'adesione ai modelli, anche estetici, di "conformità" al genere, di bianchezza e di performance produttiva - e, di fatto, agevolando l'ulteriore marginalizzazione dei corpi trans*, o di quelli difformi dalle norme dell'abilismo, psichico e motorio" (Zappino, 2019:61)
Diffondetelo a gran voce, amatelo e moltiplicatelo. Bello, diretto, potente e finalmente mi ha aiutato a definire (un po' meglio) cosa penso quando penso a "queer". Ho subito messo in lista tutti gli altri libri di Zappino.