Liberi professionisti, piccoli imprenditori, artisti e inventori del proprio lavoro questo libro è per voi!
Una limpida e raffinata descrizione di un vero e proprio doppio legame clinico o, in altre parole, quello che riconosciamo come un paradosso da cui non è possibile uscire.
Da un lato la famiglia, la genitorialità, la possibilità di diventare adulti grazie alla creazione di un’identità professionale che conferisce stabilità emotiva e psicologica tale da sentirsi pronti a passi in avanti.
Dall’altro il vincolo di non poter proseguire con sogni e attività instabili, senza garanzie, rischiose pena la totale inadeguatezza nell’interpretare quel ruolo di adulto genitore che tanto si desidera.
“Pigiama, computer, biscotti” non fornisce la soluzione, ma in un crescendo di coinvolgimento grafico e narrativo -che a me ricorda moltissimo il processo terapeutico- amplia la visione, offre nuove prospettive, non giudica né limita.
Alberto Madrigal mi piace per questo, perchè parte dalla realtà, ritraendo addirittura le persone che costituiscono le sue relazioni professionali, aggiungendo curiosità e quel senso di appartenenza del lettore alla storia, di riconoscimento di un mondo che non è degli altri, ma che li include.
Infine, ciliegina sulla torta per me, anche il contesto urbano non rimane sullo sfondo, non è solo ambientazione: ogni città ha le sue regole che vanno scoperte per sentirsi adeguati e capaci.