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Severianus: La Signora dei Cancelli della Notte

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A.D. 394. Milano, la nuova multietnica capitale dell'Impero Romano, è in grave pericolo. Mentre l'Imperatore Teodosio vieta i culti pagani per affermare il Cristianesimo, diversi cittadini muoiono nel sonno, e oscure presenze vagano nelle necropoli. Ambrogio, Vescovo di Milano, chiama a indagare Severiano, ex esorcista ed ex soldato dal passato tormentato, soprannominato "il Cacciatore di Demoni". La sua indagine svelerà un complotto che può avere conseguenze terribili per tutto l'Impero, e dietro al quale sembra nascondersi la divinità Ecate, Signora dei Cancelli della Notte, padrona di ogni porta dell'universo...

326 pages, Paperback

First published December 15, 2014

35 people want to read

About the author

Giovanni Anastasi

3 books2 followers
Pseudonimo di Luca Tarenzi.

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Displaying 1 - 16 of 16 reviews
Profile Image for Alessia.
126 reviews20 followers
December 3, 2021
Molto bello! Forse non il libro più innovativo di sempre, ma abbastanza da non essere banale.
È scritto in un modo tale da renderti difficile staccarti dalle pagine.

Location: 9
Menù: 7
Servizio:8,5
Conto: 9
Profile Image for Aislinn Aislinn.
Author 11 books89 followers
January 15, 2015
Giovanni Anastasi altri non è che Luca Tarenzi, che non ha bisogno di presentazioni (ma se non lo avete mai letto, stolti!, procuratevi all'istante Godbreaker, Quando il diavolo ti accarezza, Il sentiero di legno e sangue e, naturalmente, l'altro libro Acheron Poison Fairies - La guerra della discarica).
La trama di Demon Hunter Severian in poche righe. IV secolo d.C.: il cristianesimo sta diventando la religione dominante e i pagani sono costretti a nascondersi o a finire sul rogo. Aurelio Severiano, ex prete ed ex soldato, è un cacciatore di demoni: quando il vescovo Ambrogio lo chiama a Milano, capitale dell'Impero romano di Teodosio, Severiano dovrà indagare su alcune morti misteriose, provocate a quanto sembra da un demone che aggredisce le sue vittime nel sonno. Al suo fianco un giovane schiavo pagano, Flavio, e alcuni altri insoliti alleati...

Da scribacchina a mia volta, (ri)leggere questo romanzo mi ha provocato notevole irritazione. Prima di tutto perché Luca Tarenzi riesce a creare un affresco storico perfetto inserendo esattamente la giusta quantità di dettagli nei momenti migliori, una qualità che gli invidio tantissimo. La Milano che vedrete è vivida, concreta, reale come se vi trovaste al fianco di Flavio o Severiano per le sue strade, tra i banchi del mercato, nelle lavanderie o all'anfiteatro; e non c'è mai la tentazione di saltare paragrafi che è tipica dei romanzoni storici dove gli autori si perdono in righe e righe di informazioni per mostrare al lettore quante ricerche hanno fatto.
Un'altra cosa che mi ha fatto arrabbiare alquanto è che, conclusa l'ultima pagina, la voglia di ritrovare i personaggi - tutti - nel libro successivo è enorme, ma chissà quanto dovrò aspettare: non solo il protagonista Severiano, che sfugge al cliché del "duro dal passato tormentato" per l'essenzialità e la concretezza dei suoi modi, aspri e spicci quando serve, comprensivi e delicati in altri momenti, oppure Flavio, un adolescente credibile nei suoi slanci di coraggio ma mai irritante come spesso sono i "ragazzini" descritti con i toni degli YA più banali; ma anche Bata l'egiziana, per esempio, un piccolo gioiellino di personaggio in un gioiellino di libro, oppure Festinio il cocciuto pagano pieno di dignità, o perfino Clodoveco, la guardia di origini barbare che compare solo per poche pagine ed è riuscita a incidersi nella mia memoria nonostante abbia un unico dialogo di poche righe con Severiano - poche righe che esprimono tutta la stanchezza e la saggezza appresa attraverso dure lezioni da due veterani.
Terzo motivo per cui invidio tantissimo Luca Tarenzi è la capacità di creare un intreccio da manuale, il classico meccanismo che funziona con la precisione di un orologio svizzero, dove non una pagina è inutile o ridondante, gli indizi e i dettagli si incastrano alla perfezione e, di conseguenza, il romanzo non si "legge", si beve letteralmente capitolo dopo capitolo e fermarsi è difficile.
Non so cosa potreste chiedere di più a un romanzo.

Recensione pubblicata in origine su http://aislinndreams.blogspot.it/2015...
Profile Image for Tanabrus.
1,981 reviews202 followers
February 25, 2015
Siamo agli inizi del terzo secolo, e Milano è la capitale dell’Impero Romano. L’Imperatore e il potentissimo vescovo Ambrogio hanno messo al bando i culti diversi dal cristianesimo cominciando a perseguitare i pagani.
In questo momento, convocato da Ambrogio in persona, giunge a Milano Severiano.
Severiano è un uomo potente e misterioso, dal passato complesso: soldato nel nord europa, poi prete, infine esorcista.
Ha visto sua moglie morire davanti ai suoi occhi per via del demonio, e lui non ha potuto fare altro che aumentare le sue sofferenze. Ora vaga per l’Impero cacciando il male.

Un male sottile, demoni che non girano in carne e ossa per le strade delle città, ma che agiscono sulle menti delle persone e tramite culti pagani e stregoni.
In questo caso, almeno due persone sono state trovate morte nel sonno, espressioni terrorizzate sulle loro facce e una strana statuetta demoniaca sotto il letto.

Severiano comincia subito a indagare, non prima però di aver combattuto con le guardie imperiali per salvare dal rogo uno schiavo, Flavio, colpevole di aver celebrato un rito pagano.
Severiano è un uomo più avanti del suo tempo, è cristiano perché crede nella parola di Cristo e disapprova ciò che la Chiesa e l’Imperatore hanno creato a partire dai suoi insegnamenti. Come può un insegnamento di amore e carità venire stravolto fino a giustificare massacri, saccheggi, roghi e violenze?
In questo modo si scontrerà più volte con la schola Palatina, e immagino questi scontri proseguiranno anche nei prossimi libri.

Le indagini ci porteranno a conoscere il culto di Diana, ormai proibito, e diverse persone che per via di questi editti imperiali si sono viste crollare il mondo addosso perdendo tutto ciòche avevano o erano… ma anche gli abitanti dell’anfiteatro ormai in declino, i circoli degli schiavi e le camere del futuro Sant’Ambrogio.



Ci sta la fissazione di Daco relativa a Severiano e a Flavio, ci stanno le ragioni dietro allo stregone (un po’ troppo facile da capire chi lui sia, però), ci sta l’ostilità di Rufino nei confronti di questo esorcista che disprezza apertamente la sua chiesa e la sua stessa esistenza.

Le uniche pecche che ho trovato sono state che Rufino è troppo monodimensionale nella sua aperta ostilità a Severiano, al punto di arrivare quasi a ostacolarlo apertamente, almeno finché non viene minacciato; e il fatto che quando Severiano scopre il vero obbiettivo dello stregone, è vicinissimo alle sue stanze. E invece di fare in modo di raggiungerlo (difficile spiegarsi, certo, ma era la cosa più ovvia da fare) torna indietro, esce, smaschera il nemico, poi fa un giro larghissimo per prendere un lungo passaggio segreto rischiando di venire ucciso e di fare comunque tardi nel suo salvataggio.
Queste, e il fatto che Severiano stesso rimanga un po’ troppo sullo sfondo, aprendosi anche a noi solo in sporadiche occasioni. Principalmente rimane sempre un tizio grande e grosso, oscuro e misterioso, pericoloso e letale, che gira pieno di cicatrici e con un mantello di pelliccia. Alla fine è più protagonista Flavio di lui…

A parte queste piccolezze, un ottimo romanzo storico con tinte fantastiche donate dalla vena sovrannaturale che permea la storia e con una bella atmosfera abbastanza cupa, che ci porta in un periodo dell’Impero Romano tendenzialmente misconosciuto (a parte per i milanesi, ovviamente).
Profile Image for ohfierobeeeccoo.
12 reviews4 followers
July 6, 2021
Sul mio kindle è approdato uno dei titoli che poteva essere il più cringe dell’intera storia letteraria del fantasy in Italia, oppure il più intrigante titolo a premessa di una buona avventura urban fantasy in grado di sciogliere anche me.
Me ed i miei pregiudizi sull’urban fantasy.

Ci sarà un motivo per il quale non parlo MAI di questo genere di fantasy?
No, non è vero che il fantasy è tutto bello, non è vero che ogni scarrafone e bell'a mamma soja, il mio è un grande, immenso, ineluttabile no.
Io odio l’urban fantasy. Questa è la dura verità.
Qualora tu sia un fan del genere, accettalo e passa oltre.

MA:
se da non intenditrice del genere dovessi consigliarvi il primo, valido, piacevole, sorprendente titolo urban fantasy, sarebbe lui.
“Severianus – La Signora dei Cancelli della Notte”, di Luca Tarenzi.

Torno anche oggi ad esplodervi gli schermi con il mio martello del tormento: parliamo di fantasy italiano. Del nostro fantasy tricolore.
Pronti?
Pronti.

SEVERIANUS, PRIMA CHE AGLI SHADOWHUNTERS ANDASSE STORTO TUTTO IL RESTO
Non date retta agli store online e al fatto che vi suggeriscano uno dei ventordici titoli dedicati alla saga di “Shadowhunters” in correlazione al vostro acquisto. Lasciateli perdere, loro e gli algoritmi programmati da chi non se ne intende.
Se dovete approcciarvi ad una storia ambientata fra le mura cittadine (anno domini 394), non abbiate dubbi su quale titolo scegliere: una Milano così non l’avete mai vista e neanche letta.
Parliamo di un protagonista carismatico, arrabbiato e deluso, quasi un Geralt di Rivia che si aggira al buio per i viottoli non illuminati di una città sconvolta dai roghi che bruciano i blasfemi nel buon nome della Santa Sede. Tarenzi non scrive nulla che abbia anche solo lontanamente a che fare con… gli Shadowhunters (avete avvertito il mio tono sdegnoso mentre scrivo “Shadowhunters”? Scommetto di sì.)

Anche perché in questo mondo, i veri demoni sono gli uomini e siamo noi.


«Un uomo sacro, dici?” Volse gli occhi alla nebbia confusa che gli nascondeva Curzio Vittore. “Quel che ci rende sacri o empi sono le opere delle nostre mani, non una tonaca nera ed una spruzzata d’acqua in testa.”»


È UN THRILLER, NO, È UN FANTASY, NO È UNO STORICO, NO…
Ciò che ha più appeal del romanzo di Luca Tarenzi è il ritmo costante, commisurato ad una fotografia scenica estremamente riuscita: è uno di quei romanzi che ti fa voltare la pagina o ti fa “tap-tappare” sullo schermo del kindle. In parole povere è il “page-turner” che non ti aspetti.

Oltre questa caratteristica, la commistione di generi nei quali si può incasellare l’avventura di Severianus lascia sorpresi e dona libero spazio agli amanti di più ramificazioni del fantastico: alcuni elementi corrono sul filo dell’urban fantasy, altri viaggiano ad ali spiegate sull’historic fantasy, altri ancora vengono retti dai canoni del thriller, altri soddisfano le scelte dello sword&sorcery (con davvero poca sorcery).
Solo su una cosa siamo tutti d’accordo: non è una storia di eroi.

Severiano, il protagonista, mette tutti d’accordo: non siamo di fronte ad un uomo maledetto per il suo passato che, entrando nel vivo della scena, si copre di adorante gloria e meschino proselitismo.
Lui, piuttosto, cammina da solo, preferibilmente non visto, con l’unica compagnia dei suoi echi passati che non riescono a soffocare la sua profonda umanità.

PERCHÉ LEGGERE DI SEVERIANO E DELLA SUA CACCIA NOTTURNA
L’epurazione dai culti ormai ritenuti pagani ad opera dell’Imperatore romano Teodosio è un motivo per approcciarsi alla lettura degli oscuri avvicendamenti che hanno luogo nella Milano del 394 d.C.
Aggiungo un numero indefinito di falò umani che un solo uomo può fare in modo non vengano accesi. Chissà quanti sono. Questo è un altro buon motivo.
Metto sul piatto l’inanellamento di religione, misticismo, credenze popolari, inquietanti statuette demoniache e aggressivi serpenti chiusi dentro alla ceste da donne con la lingua mozzata. Incantatori o fuorilegge, stregoni o impostori, guardie inflessibili o consacrate alla corruzione.
Mi sembrano tanti, ottimi motivi.

Vi invito alla caccia, allora: Severiano non vi aspetta.
170 reviews3 followers
July 22, 2018
"Demon Hunter Severian" è un libro scritto da Luca Tarenzi sotto lo pseudonimo di Giovanni Anastasi.
Il difetto fondamentale che ho trovato nel libro sono stati i personaggi. I protagonisti sono 2:
- Uno è quell'eroe cupo che non muore mai. Non importa contro quante persone combatta, alla fine sopravviverà. Inoltre, il passato del protagonista non è dettagliato abbastanza da poter comprendere la sua cupezza. Personaggio, che in questo momento, è di moda nel fantasy contemporaneo.
- L’ altro è il classico ragazzino che non usa mai il buon senso e quindi si caccia sempre nei guai. Praticamente 3/4 del libro sono incentrati nel porre rimedio a dei problemi causati dalla sua impulsività. Classico personaggio da young adult.

Tuttavia vi sono anche tante caratteristiche positive che ho riscontrato quasi in ogni libro di Tarenzi:
- Ritmo elevato e buona gestione della trama.
- Atmosfera piuttosto interessante. La scelta del periodo storico è molto originale, dato che non tanti autori hanno sfruttato il periodo storico di declino dell'impero romano.
- Un sistema magico spiegato in maniera scientifica e sempre piuttosto chiaro. Questa è la caratteristica che più apprezzo di Tarenzi. Il sistema magico è sullo stile macabro/gotico basato su morte e demoni. Io personalmente preferisco un sistema magico basato più sulla luce che sulle ombre, ma questi son gusti e il voto non ne è influenzato.

In conclusione, mi son reso conto di non riuscire a trovare neanche un tratto di questo libro che fosse eccellente. Non la trama, non i personaggi, non l'ambientazione. Per cui, letta l'ultima pagina, sebbene non avesse nulla di evidentemente sbagliato, proprio non sono riuscito a dirmi che il libro mi fosse piaciuto. Peccato, il resto di Tarenzi è superiore.
Profile Image for Valentina Tini.
Author 2 books5 followers
November 5, 2020

Voto: 3

Non so bene cosa pensare di questo libro. Di Luca Tarenzi avevo trovato carino "Quando il diavolo ti accarezza" e interessante "God Breaker" (e del tutto dimenticabile "Le due lune", ma quello era uno dei suoi primi libri), quindi mi aspettavo un libro ben fatto che sapesse destare il mio interesse. Anche l’ambientazione Romana lo rendeva diverso dal solito e potenzialmente interessante. Purtroppo, però, sono rimasta delusa.

La storia è quella del solito tipo silenzioso e solitario che combatte creature soprannaturali che uccidono la gente e che finisce per salvare l’inutile ragazzino di turno. Lo sviluppo è assolutamente prevedibile e non ha niente di originale e i personaggi, fin troppo buonisti per i miei gusti, sono banali e non hanno mai destato la mia empatia. Perfino l’identità dello stregone diventa chiara già un centinaio di pagine prima che venga effettivamente svelata.

Insomma, questo libro soffre di mancanza di originalità. Si è già sentito parlare fino alla nausea dei cacciatori solitari che combattono il male, quindi se decidi di buttarti in questo ramo devi essere dannatamente bravo a costruire i personaggi, oppure avere qualcosa di nuovo e originale da raccontare. Questo libro non è nessuno dei due casi.

Nemmeno l’ambientazione Romana un po’ diversa dal solito è riuscita a destare la mia attenzione. Si vede che si è documentato al riguardo, ma il modo in cui mostra la sua ambientazione è sempre molto freddo, più simile a una guida turistica che a un romanzo e di certo non me ne ha fatto innamorare, né mi ha fatto respirare l’aria della Milano Romana.

Insomma, personaggi noiosi e storia prevedibile. Questo libro non è scritto male e anzi si vede la cura che c'è dietro, ma purtroppo non mi ha lasciato nulla.
Profile Image for Angharad Eldrige.
83 reviews10 followers
February 16, 2016
Milano, A.D. 394. Aurelio Severiano è stato soldato, prete e ora è un cacciatore di demoni. Viene convocato a Milano dal vescovo Ambrogio per un preciso incarico:

“E ora possiamo passare alla ragione per la quale ho richiesto la tua presenza in questa città, Aurelio Severiano”.
“Ovvero?”
“Demoni, naturalmente”.


Ci sono state due morti, a distanza di un mese l’una dall’altra, in cui le vittime sono morte del sonno e sono state ritrovate col volto fisso in un’espressione di orrore. Il sospetto è che ci sia di mezzo uno stregone e il compito di Severiano è scovarlo prima che possa uccidere ancora.
Ad aiutarlo ci sarà Flavio, un giovane schiavo, che Severiano ha salvato dal rogo proprio il giorno del suo arrivo a Milano.

Luca Tarenzi, che ha pubblicato questo romanzo sotto lo pseudonimo Giovanni Anastasi, ha di nuovo fatto centro, per quanto mi riguarda. Insomma, potevo lasciarmi scappare un romanzo con ambientazione italiana e, oltretutto, storica? Ok, l’avrei letto lo stesso (perché quando trovi un autore che ti conquista, senti la necessità impellente di comprare tutto ciò che scrive), ma è un bel punto a suo favore.
E, lasciatemelo dire, l’ambientazione è proprio ciò che ho più amato. Tarenzi ha saputo ricreare tra le pagine la capitale dell’Impero Romano d’Occidente. Le descrizioni sono dettagliate, ma mai eccessive o fuori luogo, tutto è funzionale a rendere tangibile la Milano in cui si muovono i personaggi. Risulta evidente, quindi, che dietro c’è stato sicuramente uno studio attento; e infatti dopo l’epilogo, c’è un breve capitolo inerente proprio ai luoghi e agli edifici citati nel romanzo.
Va sottolineato che l’ambientazione accurata emerge anche negli aspetti culturali: siamo ormai negli anni in cui è il Cristianesimo a farla da padrone e sono i pagani a essere perseguitati. La nota vincente è che vengono presentati entrambi i punti di vista, toccando i più estremisti e intransigenti, ma anche i più tolleranti. In questo modo non abbiamo solo un punto di vista parziale, ma un quadro più completo. Non a caso i protagonisti di cui abbiamo il punto di vista sono Severiano, un cristiano, e Flavio, uno schiavo pagano.
E proprio per questo è sempre presente è la tensione tra cristiani e pagani nel romanzo, si sente a ogni pagina: dopo anni di persecuzione sono i primi ad avere la meglio e non si tirano indietro dal rivalersi di questo potere.
La storia si ripete sempre, in fondo, dato che imparare dal passato non ci riesce proprio bene. Non per niente, pur essendo molto lontano storicamente, e pur essendo un romanzo fantasy, ho trovato molto attuali le tensioni rappresentate; si prova quasi un senso di déjà-vu ed è piuttosto triste, se ci pensiamo.
Tralasciando le mie riflessioni, mi ha colpita la scelta del periodo storico, soprattutto perché, per quanto mi riguarda, quando penso all’Impero Romano tendo a riferirmi ai secoli pagani ed è stato particolarmente stimolante ritrovare un aspetto che di solito non considero (Scusami, Impero Romano d’Occidente!).
I personaggi sono ben caratterizzati e ho amato particolarmente Severiano. Potrebbe sembrare il classico personaggio tenebroso e misterioso, ma è molto di più. Oh, davvero molto di più. Nel corso del romanzo ci viene svelato man mano il suo passato, rendendolo sempre più sfaccettato. Anche se… poveraccio. Mai ‘na gioia per Severiano.
Poi è miope Ok, lo sta diventato con l’età mentre io ho ricevuto la mazzata da adolescente, ma ero lì che “I feel you, Severian.” e ho avuto un momento di amore per i miei occhiali (grazie di esistere, occhiali miei!). E niente, avere un personaggio con un difetto così semplice e comune, mi è piaciuto.
E Flavio è la tenerezza. È giovane, impulsivo e innamorato. Lui e Severiano si contrappongono in tanti modi, dal credo religioso al carattere. E proprio per questo sono un team vincente e assistere allo sviluppo della loro amicizia è stato davvero bello.
In realtà, ho apprezzato anche i personaggi secondari. Persino il personaggio che poi si è rivelato il “colpevole”. Un momento prima ero tutta “Awwww, I love you!” e quello dopo “WHY?! ç___ç”, mi ha spezzato il cuore.



*Angharad che sgrida Lei-sa-chi*

Il mistero al centro del romanzo è davvero ben strutturato e avvincente (demoni e impero romano, una combo!) e vengono forniti gli elementi necessari a risolverlo prima dei protagonisti, anche se fino all’ultimo ho sperato di essermi immaginata tutto, lo ammetto. Tuttavia, alla fine non manca il plot twist, che è davvero inaspettato. Well done.
Insomma, non c’è una cosa che non mi sia piaciuta in questo romanzo e spero di avervi convinti a leggerlo. Perché dovete leggerlo.



E io ho bisogno di un altro romanzo su Severiano, se possibile. *lancia frecciatine poco velate*
Profile Image for Delos Veronesi.
Author 14 books11 followers
June 17, 2019
Non c'è molto da dire sull'abilità di Tarenzi, è bravo e sa come si racconta una storia.
Severianus ci trasporta nella Milano romana preda del vizio e delle prime persecuzioni contro i pagani, una città diversa da quella che consociamo ma ancora riconoscibile se si passeggia per i luoghi sopravvissuti al passare del tempo.
Un demone si aggira per la città uccidendo le persone nel sonno e Severianus è stato chiamato per occuparsi della faccenda senza dare troppo nell'occhio. Un'indagine che scivolerà tra le strette vie del centro, combattimenti, riti pagani e complotti si susseguiranno in un crescendo emozionate.
Come sempre: Bravo Sig. Tarenzi
Profile Image for Phoebes.
597 reviews27 followers
July 3, 2021
Mi è piaciuto parecchio questo libro. Il protagonista è senza dubbio la cosa che mi ha attratto di più, ho amato un sacco Severiano, così tenebroso e misterioso, anticonformista, inarrestabile. Ma in generale anche la storia mi ha preso moltissimo, era da un po’ che non mi capitava una lettura così coinvolgente! Veramente un bel romanzo, avvincente ed emozionante, con un’ambientazione originale e ben ricostruita, personaggi interessanti e un protagonista davvero affascinante!
http://www.naufragio.it/iltempodilegg...
Profile Image for I Mondi Fantastici.
247 reviews22 followers
January 27, 2018
“La signora dei cancelli della notte” è un romanzo appassionante, per la commistione di elementi fantastici, storici e anche per gli spunti riflessivi che offre sul tragico conflitto religioso che si è consumato sul finire dell’Impero Romano, un conflitto che, sia pur con contendenti e religioni diverse, ha macchiato di sangue molti periodi storici, compreso il nostro presente. E’ anche un romanzo maturo, dove l’abilità costruttiva di Luca Tarenzi nel creare una trama solida, e al tempo stesso lineare, si rivela al meglio, con personaggi che sembrano uscire dal vivo, tanto sono vivi, tanto hanno da raccontare, al punto che, arrivato alla fine (e complice anche il doppio titolo, uno per la serie e uno per il libro stesso), il lettore spera, confida, brama decisamente un nuovo romanzo. L’avventura è comunque autoconclusiva, per cui anche coloro che temono le saghe infinite possono tirare un sospiro di sollievo, mettersi in comoda e sfogliare il romanzo, precipitare nella Milano dell’epoca (descritta benissimo, come se Severiano avesse una videocamera su una spalla) e seguire l’affascinante cacciatore nella sua scoperta della verità. Una verità che, come apprenderà, e il lettore con lui, non è mai univoca, bensì ha molte facce. Facce insanguinate, facce integraliste, facce più umane, tutte che partecipano al grande gioco, tutte decise a morire per i loro ideali. Era un’epoca, infatti, in cui qualcuno credeva davvero che la vita fosse qualcosa di più del mero trascinarsi nei sentieri polverosi di una città che a stento poteva definire casa. Era un’epoca di scontri, in cui i fedeli della Signora della Notte non volevano abbassare il capo, servendosi di ogni strumento per avere la loro vendetta. Era un’epoca da cui il lettore non vorrebbe staccarsi, auspicando l’uscita di una nuova avventura.
Profile Image for Il Lettore.
192 reviews7 followers
March 9, 2018
Un buon romanzo storico ogni tanto ci vuole, anche se infarcito di elementi sovrannaturali in qualità di demoni e magia.
Mi è piaciuto molto sotto tutti gli aspetti: culturale, storico, narrativo, stilistico, investigativo e sì, anche sovrannaturale. Il tutto è stato mescolato con garbo e sapienza, non una virgola fuori posto, una narrazione fluida, coerente agli episodi che narra come ritmo; lo stile è secco e preciso, ma fluido. La ricerca storica è indubbia e la ricostruzione di ambienti, usi e costumi nonché beceri fanatismi è senza alcun dubbio minuziosa e ben curata.
Personaggi credibili, con le proprie sfumature di grigio che dipingono le loro anime e ne delineano comportamenti e ragionamenti; dialoghi ben strutturati, italiano perfetto.
Un ottimo romanzo sotto tutti i punti di vista.
Profile Image for Andrea Oliverio.
Author 8 books8 followers
March 17, 2021
Il libro è davvero ben scritto, l’autore ha molto mestiere e lo si vede eccome! Soprattutto nelle “povere” descrizioni della vita in una città dell’impero romano ormai al suo tramonto: poche le descrizioni per evitare di incappare in scivoloni storici. L’impressione è che manchino delle solide basi sul periodo trattato, frutto forse di ricerche e studi approssimati, e quindi l’escamotage di mostrare lo stretto necessario conferma l'abilità di chi scrive.

La storia in sé poteva essere sviluppata in tutt’altro modo e anche il tentativo sul finale di regalare un colpo di scena...non contribuisce a farla decollare. Rimane un pochino di amaro in bocca.

Peccato, gli ingredienti per fare una trama più accattivante c’erano tutti.
Displaying 1 - 16 of 16 reviews

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