Mi chiamo Elizabeth e sono un’assassina. Ho sognato spesso di pronunciare queste parole ad alta voce. Sarebbe un sollievo riuscire a liberarmi del peso che mi tormenta ogni notte. Ogni giorno. Ogni secondo della mia vita. Ma i segreti hanno un modo sottile di controllarti, di plasmarti e, alla fine, di cambiare per sempre la persona che credevi di essere. Più a lungo tieni un segreto e più distrugge la tua anima. Nessuno potrà mai condividere con te quella disperazione. Chi mai potrebbe capire? Nessuno immagina che dietro la madre amorevole, la moglie affettuosa e il brillante avvocato c’è una donna con un segreto terribile. Un segreto che potrebbe mettere in pericolo tutto ciò che amo. Ho paura che la vita che ho costruito possa essere distrutta. Mi terrorizza affrontare le conseguenze delle mie azioni. No, non posso dirlo a nessuno. Devo rimanere l’unica custode della verità. Nessuno può sapere che io, Elizabeth, sono un’assassina.
Lettura semplice scorrevole coinvolgente già dalle prime pagine l'autrice ci porta innanzi una storia purtroppo attuale, parliamo di stupro, è talmente attuale che forse siamo arrivati al punto che non ci scandalizziamo più di tanto ogni volta che sentiamo notizie. La nostra protagonista reagisce quando una volta stuprata il suo aggressore inizia ad aggredirla una seconda volta, riesce a trovare la forza e il coraggio di reagire e la fortuna anche di trovare una scheggia di vetro sotto mano con la quale riesce a colpire il suo aggressore e ucciderlo all'istante. Scioccata innanzi a quello scenario ricco di sangue non sa che fare, accantona l'idea di denunciare l'accaduto poiché teme di non essere capita,creduta e in ogni caso indicata come assassina nonostante il sopruso subito. Così reagisce pulendo la scena del crimine cancellando qualsiasi traccia della sua presenza, fugge e cerca di dimenticare quanto accaduto ma purtroppo questo non gli è permesso, scopre di essere incinta e allora pianifica di cambiare nome e partorire la bimba in America allo scopo di evitare qualsiasi collegamento con lei ma al momento di dire addio alla bambina davanti alla nursey individua la mamma che la adotterà e istintivamente le ruba la patente così che possa avere la possibilità di contattare la figlia in un futuro. Dopodiché vediamo la nostra protagonista sposata con il ragazzo che l'ha vista al suo rientro al dormitorio dell'università dopo l'aggressione, si sono infatti scontrati fugacemente, questo ragazzo lo vediamo diventare il marito, ma ci manca il collegamento, l'autrice non si sofferma per nulla su questo personaggio secondario e per me questa è una pecca. Elizabeth, la nostra assassina, diventa un avvocato e sposa questo ragazzo che diventa un medico, hanno due bambini e vanno a vivere in un'abitazione di fronte quella dei genitori che hanno adottato la sua bambina, costruisce così la sua vita, instaura una routine sulla menzogna, la bambina, di nome Maya, diventa la babysitter dei suoi figli in questo modo Elizabeth ha la possibilità di averla accanto. Questo castello di bugie rovina quando Miles, il marito, trova in una scatola di scarpe ritagli di giornale dell'omicidio e le lettere minatorie che continuano ad arrivarle inviate sicuramente dalla persona che l'aggressore aveva chiamato al telefono dopo lo stupro. Elizabeth è costretta a rivelare i suoi segreti, e Miles si chiede chi sia realmente la donna che ha avuto accanto in tutti questi anni, la obbliga a dire la verità alla figlia e a costituirsi, perché lui, nonostante tutto il marciume , la ama profondamente e desidera salvare il matrimonio. Altra pecca è lo sbalzo temporale che ci porta all'epilogo alquanto scarno, privo di quell'ingrediente che lascia il lettore soddisfatto
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Mi chiamo Elizabeth e sono un’assassina. Ho sognato spesso di pronunciare queste parole ad alta voce. Sarebbe un sollievo riuscire a liberarmi del peso che mi tormenta ogni notte. Ogni giorno”
Elizabeth, la protagonista di questa storia convive da quindici anni con un segreto tremendo: ha ucciso un uomo che l’aveva appena stuprata e che aveva intenzione di continuare a farlo fino a quando non si sarebbe stancato per poi passarla ad un complice. Pur essendo completamente innocente, lo shock, la paura e soprattutto la vergogna per quello che ha subito, l’hanno convinta che fosse meglio nascondere tutte le prove che avrebbero potuto scagionarla se solo avesse deciso di fuggire via nella notte da quella catapecchia in mezzo ai campi, in cui quell’uomo l’aveva nascosta, per andare a confessare tutto alla polizia. E, invece, decide di restarsene zitta, affrontando con grande coraggio la fuga da quel posto buio, e usandone ancora di più per sopravvivere ai giorni successivi all’evento con la paura costante di essere scoperta e accusata di omicidio. Elizabeth è una giovane donna coraggiosa, decisa a diventare un avvocato e a fare la differenza nel mondo, quindi, quando per una piccola leggerezza finisce nelle mani di un depravato e per puro caso lo uccide, non può assolutamente rinunciare a tutto quello per cui ha lavorato così tanto. Solo che il prezzo per una vita migliore sarò quello di costruire tutta questa vita su delle menzogne che crescono e si moltiplicano giorno dopo giorno, e anno dopo anno. Un marito che la ama, due figli che la adorano, un lavoro che la soddisfa e grazie al quale riesce ad aiutare ragazze che si trovano in difficoltà come è accaduto a lei anni addietro, non riescono comunque a tranquillizzarla. Pur essendo convinta di aver ponderato ogni singola scelta fatta da quella notte in poi, e di aver preso tutte le decisioni più opportune in quel frangente e in quelli che si sono succeduti a catena negli anni, c’è sempre qualcuno lì fuori che conosce il suo nome e sa che era sul luogo del delitto quella notte. Mentre leggevo il libro mi sono chiesta più volte cosa avrei fatto se mi fossi trovata nei panni di questa giovane donna che si sta appena affacciando alla vita con tutti i suoi sogni e devo confessarvi che una parte di me si sarebbe comportata esattamente come ha fatto lei, soprattutto perché il nostro mondo, la nostra società è sempre pronta a puntare il dito contro la donna. In pochi avrebbero creduto immediatamente alla sua storia e quando anche lo avessero fatto, la sua vita avrebbe comunque avuto una battuta di arresto. Sarebbe sempre stata la ragazza che aveva ucciso un uomo, anche se questi era un delinquente della peggior specie. Si sarebbe sempre portata dietro la nomea della donna che forse aveva tentato il "povero uomo". Certo, detto così, qualcuna di voi potrebbe pensare che in me sia nascosta un’assassina o comunque una persona in grado di accettare alcuni comportamenti non proprio consoni dell’animo umano, ma vi assicuro che non è così, non per quanto riguarda la nostra protagonista che non ha mai preso a cuor leggero quello che ha fatto. Non quando ha sofferto indicibilmente per quella sua prima scelta e, soprattutto, non per tutto quello che dovrà affrontare dal momento in cui inizia la storia raccontata nel libro. Le sue scelte, pur avendole fatto realizzare il sogno di una carriera brillante, di una bella casa e di una famiglia felice, le hanno tolto la serenità, la costringono a trattenere le parole e a non esternare mai ciò che realmente sente e vorrebbe dire o fare. Qualcuno potrebbe giudicarla un robot, una donna fredda e spietata, pronta a tutto pur di raggiungere i propri obbiettivi. Per me, invece, Elizabeth è stata la vittima, quella vera, quella che ha dovuto pagare le sue colpe inesistenti, con lacrime e tormenti. È lei che è costretta a guardare le persone che ama negli occhi e mentire, è lei quella che vorrebbe lasciar andare il suo segreto e sentirsi dire che quello che è successo non è colpa sua. Non aggiungo altro, sappiate che la protagonista, per tutta la storia, rimane in bilico su una fune sospesa nel vuoto, ogni tanto si piega verso destra, per poi oscillare verso sinistra, portando il lettore a trattenere il respiro su quello che potrebbe succederle e incitandola mentalmente a riprendere quell’equilibrio che ha dovuto abbandonare anni addietro. Credo che l’autrice sia stata brava nel rendere credibile sia il personaggio principale, sia quello di quanti le girano intorno, ognuno dei quali, almeno una volta nella vita, ha commesso un peccato grave. La scrittura è scorrevole e piacevole, non conoscevo l’autrice ma mi sono ripromessa di seguirla qualora venisse nuovamente pubblicata in Italia.
Dal titolo preannunciavo un capolavoro. Leggendo la trama ne avevo conferma.
Sono rimasta delusa.
Per carità, il libro è scritto bene, i personaggi sono ben delineati e la storia c’è, ma ci sono diversi ma. Mi ha lasciata con un po’ di amaro in bocca perché non è la storia magistrale che mi aspettavo. L’errore, forse, è stato mio, perché le aspettative erano molto alte.
La narrazione non è incalzante, non mi ha attratta ad andare avanti anche se, alla fine, ho fatto bene a farlo. Diciamo che il finale mi ha soddisfatta, ma non ho chiuso l’ultima pagina con l’appagamento solito, anzi, ero felice di aver finito il libro.
Detto così sembra che non mi sia piaciuto per niente, ma in realtà ci sono state diverse parti interessanti e parlando di stupro, ero propensa a capire come si sarebbe risolto.
Quello che mi ha dato più fastidio è stato leggere di come la protagonista affronta l’omicidio. Non mi è parso reale, è come se fosse rimasta per sempre un’adolescente. Una donna, un avvocato per di più, con marito e figli al seguito, incapace di capire come tutelarsi e affrontare l’evento che le ha cambiato la vita. La sua vita è una bugia e l’incapacità di chi le sta intorno di capire che la protagonista non sta bene per niente, è un po’ assurda. Ovvio che nascondere per più di quindici anni di aver commesso un omicidio, non rende la mente chiara e libera, ma la protagonista è malata! E nessuno lo capisce. Mah…
Sono sicura che ad altre persone piacerà più di quanto sia piaciuto a me, quindi consiglio di leggerlo. Sono curiosa di sapere cosa ne pensate!
Si tratta di un thriller dove la protagonista è per l'appunto Elizabeth, una mamma di due bambini e una bravissima avvocatessa. Nel suo cuore, però, serba un terribile segreto che si porta dietro da moltissimi anni. Un segreto che non ha mai condiviso con nessuno e che d'improvviso sembra voler emergere a tutti i costi. I primi capitoli sono alternati con altri ambientati nel passato, grazie ai quali si riesce a capire sempre di più circa quel che le è successo ormai 17 anni fa. La scrittura è scorrevole, ma lo svolgersi dei fatti l'ho trovato un po' troppo "tirato", quasi lento. Al punto da annoiarsi, avrei preferito un ritmo più costante. Elizabeth, inoltre, seppur ben caratterizzata, mi è sembrata un po' troppo... scema si può dire? Certe volte avrei voluto tirarle una testata. Mi è risultata persino contradittoria. E, purtroppo, se non c'è sintonia con il personaggio principale diventa difficile farsi piacere l'intero libro. Per questo la mia valutazione è piuttosto negativa...
Poteva essere un bel libro... Non sono riuscita ad entrare in sintonia con la protagonista che risulta in qualche modo fredda e distante. La storia principale si è dilungata troppo e il finale è stato affrettato. Non è un libro brutto ma non mi ha appassionato, è privo di mordente
Un libro particolare. Diciamo che vuole essere un incoraggiamento per tutte quelle persone, che soffrono di violenza qualsiasi essa sia, di non tenersi tutto dentro ma di parlare ed essere aiutati. La lettura in sé è stata intrigante gli eventi che succedono all'interno sono molto complessi, perché non è sempre facile dire la verità. Mi sarebbe piaciuto di più se la protagonista fosse stata più complessa, però detto questo mi è piaciuto.