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La Divina

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Roma, due palazzi, un piccolo viale a dividerli, tre finestre, cinque vite che si incontrano, il mistero di una donna che scompare.
E poi un parco, un lago e un cigno, Ludwig.
La Divina è perdizione, punizione e purezza, incanto e follia.
La Divina è un angelo pieno di demoni.

232 pages, Paperback

First published January 1, 2019

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Isabella Santacroce

15 books146 followers
Isabella Santacroce, prima di diventare scrittrice, ha frequentato il Dams a Bologna e partecipato ad alcune mostre d’arte a Londra, Parigi, Tokyo e New York. Ha suonato per molti anni l’organo liturgico a Vienna tenendo diversi concerti. Ha esordito giovanissima, appena quindicenne, nella poesia, con alcuni scritti censurati in Italia. L’esordio letterario è a metà degli anni Novanta, con la pubblicazione di Fluo, primo libro della “Trilogia dello spavento”, cui seguirono Destroy e Luminal. Destroy in particolar modo è diventato un caso letterario in Italia e il nome della Santacroce è stato accostato al gruppo dei Giovani Cannibali. Assieme ad alcuni di essi, come Scarpa, Nove, Ammaniti, Brizzi, Ottoneri, Ragagnin, e con Tommaso Labranca e il cantante Garbo, partecipò nel 1997 al progetto per la creazione di un movimento filosofico-letterario, il Nevroromanticismo, che avesse come campo di indagine l’inquietudine dell'esistenza. Nel novembre del 1998 ha pubblicato Kurt Cobain and Courtney Love. Canzoni maledette, una raccolta di traduzioni dei testi delle più rappresentative canzoni dei Nirvana e delle Hole. Conclusa la “Trilogia dello spavento”, Isabella Santacroce cambia il proprio linguaggio, rimanendo fedele ai propri temi e nel 2001 pubblica Lovers. Il nuovo linguaggio adottato nel libro cerca di avvicinarsi il più possibile a una scrittura fatta di suoni, tanto da essere definita dall’autrice una scrittura per il puro sentire. Proprio basata sul suono è stata l’esperienza che l’ha vista protagonista nel 1999 con la cantautrice senese Gianna Nannini. Frutto della collaborazione fu l’album "Aria", uscito il 26 aprile 2002 e il cartone animato "Momo", per il quale la scrittrice ha collaborato ai testi. Zoo è il primo romanzo pubblicato con Fazi Editore, seguito nel 2007 da V.M. 18. Per Rizzoli ha pubblicato Lulù Delacroix nel 2010. Nel 2012 esce per Bompiani Amorino.

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April 17, 2024
In un'oscurità più profonda, ove l'anima s'immerge come in un abisso senza fine, si cela "La Divina" di Isabella Santacroce, un gioiello editoriale audace, sottratto alle convenzioni del mercato e offerto dalla Desdemona Undicesima Edizioni, come un prezioso dono agli animi assetati di bellezza decadente. La mia copia, num. 415, è un frammento di questo universo oscuro e misterioso.

Dedicato al sovrano Ludwig II di Baviera, il "re dei cigni" rimasto un enigma per se stesso e per il mondo, il romanzo si intreccia con il desiderio universale di rimanere un enigma, di custodire il proprio mistero nel cuore di un'eternità imperscrutabile. Eva, la protagonista, incarna questa dualità di innocenza e perdizione, danzando tra gli abissi dell'anima con l'eleganza di un angelo caduto.

Attraverso una prosa colta e decadente, Santacroce ci trasporta in un regno sospeso tra terra e cielo, ove la Divina Padrona regna sovrana, incarnando una divinità oscura che si nutre di dolore e desiderio. Il BDSM diviene così un rito sacro, una via di accesso all'estasi divina, dove la sottomissione è redenzione e il dolore è la chiave per aprire le porte dell'immortalità.

Ma dietro la maschera di dominazione e piacere si cela l'abisso dell'anima umana, un viaggio verso le profondità oscure dell'esistenza, dove la vita stessa, pur splendendo, è intrinsecamente ignobile. In questo oscuro nucleo risiede il mistero insondabile che ci spinge avanti, che ci trascina oltre i confini della nostra stessa umanità.

Attraverso una scrittura incisiva e visionaria, Santacroce ci svela i segreti dell'amore e della morte, mostrandoci la bellezza e la brutalità della condizione umana. "La Divina" non è solo un trattato sul BDSM, ma un'opera che sfida le convenzioni e le certezze, spingendo il lettore verso l'ignoto, le profondità insondabili della propria anima, come un'eco eterna nel cuore di un eterno enigma.
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