Riporto qui sotto la recensione che avevo scritto per Amazon, che non mi hanno accettato. Sì, vedendo le linee guida forse posso capire che non le rispetti completamente. Però sono sicuro di una cosa: è la recensione più dettagliata che abbia mai fatto perché quello che scrivo è assolutamente reale. E in Amazon non hanno il senso dell'umorismo.
- Oh ma hai visto? - Cosa? - Il suo libro ha solo due recensioni. - COSA?! Non ci credo, fammi vedere. - ... - È vero, ha solo due recensioni. Come è possibile? - Ormai la gente non legge più molto... se non c'è scritto "LA VERITÀ CHE I POTENTI TI NASCONDONO" oppure "QUESTO È QUELLO CHE IL CAPITANO CONSIGLIA DI LEGGERE", non vanno oltre le due righe. - Bisogna anche dire che i suoi testi sono molto lunghi. Tipo che alcune volte speri passi John Wick che, in preda ad un crisi di nervi, ti spari in fronte. - Vero, vero. Però riesci a notare la profondità dei personaggi? - Sì. E la capacità con cui riesce ad unire sentimenti profondi ad elementi frivoli? - Hai ragione. E le ambientazioni: da atmosfere sinistre fino a mondi irreali che però sembra di conoscere da sempre. - Eh, non è un caso che gli abbiamo dato il Premio Nobel per la letteratura. - ... - Dico, il Premio Nobel non lo prendono mica tutti. L'anno prima lo avevano conferito al grande ed irreprensibile Ivan Alekseevič Bunin. Non uno a caso, dico! - Continuo a non capire. - MA COME? Non sapevi che nel 1934 aveva ricevuto il Premio Nobel? - Nel 1934 Targhetta probabilmente era una idea. Del nonno. Forse. - Targhetta? Chi cazzo è Targhetta? - L'autore del libro di cui stiamo discutendo. Di chi pensavi stessimo parlando, dall'inizio? - Pirandello. No? - No. - Eh, però si assomiglia.
Ho fatto l'errore di portare questo libro a un silent book. Non so come sono riuscito a trattenermi dal ridere continuamente e ogni tanto a non piangere 10/10 Nicolò ti si ama
Il primo suo libro che ho letto Dialoghi impossibili. 27 storie per ricordarci che (purtroppo) ci siamo dimenticati tutto me l'ero proprio goduto, ha alzato troppo le aspettative? Può essere, ma questo libro (che mi pare precedente al primo) non mi ha strappato neanche un sorriso. Mezzo? Si dai, si mezzo si. Anche la scrittura rimane dinamica, elegante e pungente. Eclettica e dissacrante. Però mi è parso mancassero le idee e le invenzioni che mi aspettavo sulla base dell'altra lettura. Leggerò un terzo libro suo (già acquistato) Piove per esigenze di trama. Commissario Elfo che si differenzia perché non è una raccolta di storie/racconti/aneddoti come quelli citati sopra. Vedremo se sarà riscatto o...
L'umorismo, il format, la capacità dell'autore di passare da comico (ma riflessivo) al grottesco, passando per il tragicomico. Tutto è brillante. Se fossi un trentenne con un blog definirei questa raccolta di racconti in forma di dialogo come un'analisi cinica della classica visione romantica delle piccole cose che compongono la vita quotidiana, a partire dalle relazioni sentimentali passando per la psiche fino al lavoro. C'è spazio per molta critica sociale, in alcuni racconti l'autore vuole mandare messaggi forti mentre altri sono (volutamente?) più leggeri, talvolta alcuni sono abbastanza mediocri in confronti ad alcuni che sono veramente geniali.
Consigliato? Snì, non è un libro da 5*, ho dato questo voto perché l'autore è un emergente e merita attenzione, inoltre mi pare sia una piccola casa editrice. Questo voto lo do anche come incoraggiamento, ho conosciuto di persona l'autore durante Lucca, e ho assistito a una breve sua presentazione, mi ha fatto una buona impressione.
Inoltre prima di comprare questa raccolta, consiglio fortemente di andare a leggere nel suo blog: "Non è successo niente" su Facebook i suoi brevi dialoghi gratuitamente... ah aspettate ho detto blog. Intendo pagina Facebook.
Ho conosciuto la pagina per puro caso, di tanto in tanto leggo qualche post. Quando ho saputo di questo libro ho voluto subito metterci le mani su. L'operazione di Nicolò Targhetta è piuttosto semplice: raccogliere alcuni dei suoi post più belli in un volume. Alcuni non li conoscevo, altri (per esempio la versione videoludica del Canto di Natale) li avevo letti già. È un volumetto carino, che di quando in quando strappa un sorriso, ma nulla di più. Mi sento piuttosto deluso dal fatto che non ci siano storie originali, scritte apposta per la pubblicazione cartacea.
Raccontini simpatici con un tocco surreale e a volte amaro. Anzi, si tratta quasi di sketch, visto che la maggioranza è composta solo da dialoghi. L'argomento principale è sempre il solito (penso ad es. a Zerocalcare e ai The Jackal) e terribilmente capace di farti immedesimare: trentenni-quasi quarantenni della mia generazione impreparati alla vita adulta. Si legge in un lampo, ma verso la metà comincia ad affiorare un po' di stanchezza per la ripetitività della formula.
Lettura decisamente piacevole e divertente, soprattutto se hai trent'anni e ti ritrovi in molto di quanto descritto. Scene brevi e dissacranti si alternano a momenti decisamente profondi, capaci di guidarti in riflessioni personali sulle basi che ritieni "certe e inamovibili".
Essendo una raccolta, è normale trovare storie più o meno interessanti, ma penso che tutti possano essere piacevolmente colpiti in qualche modo da questo libro. Volete staccare senza accendere Netflix? Leggete Targhetta.
È vero... nella sinossi/avvertenze ero stata avvisata... questo libro può creare dipendenza! Purtroppo però, e l'ho constatato proprio sulla mia pelle, non è l'unico effetto collaterale a cui andrete incontro... questo concentrato di cinica ironia infatti, vi farà "volare" dalle risate come l'indimenticabile Mr. Dawes di Mary Poppins.
Non è successo niente è un libro che dovrete usare con parsimonia, una storia al giorno, soprattutto se vi sentirete tristi o arrabbiati, grazie a due o tre capitoli, il sorriso tornerà in un attimo! Tra queste pagine infatti troverete fatti quotidiani, situazioni di coppia o lavorative che spesso, ogni giorno, ci troviamo ad affrontare. Situazioni che spesso ci fanno anche arrabbiare o innervosire ma che viste in questa forma così ironica e simpatica, è impossibile non riderci sopra. Troverete così storie veloci, divertenti e ciniche, che velatamente, hanno come unico scopo quello di metterci di fronte la dura e cruda realtà. L'autore gioca con i difetti, le paure o le paranoie dell'umanità... un mix esilarante di dialoghi, che vede per lo più protagonisti, tre scapestrati trentenni, Nicolò, Sergej e Primo.
Mi vergogno a dirlo, ma solo grazie alla lettura del libro, ho scoperto che l'autore, Nicolò Targhetta è in realtà un noto Webcomic e che la sua pagina facebook Non è successo niente, da ci prende il nome il libro, è in realtà seguita da tantissime persone. Fortunatamente questo concentrato di ironia e comicità è stato un biglietto da visita così vincente, che la casa editrice Becco Giallo, ha deciso di far conoscere questo giovane autore, anche a chi come me, è più legato ai libri che al Web... e che scoperta! Che aspettate quindi? Se volete farvi due risate, questo è il libro perfetto per voi.
Ah dimenticavo, non date retta alla sinossi/avvertenze... questo libro non può assolutamente essere letto sui mezzi pubblici... sono sicura che qualcuno mi ha presa per matta mentre mi sbellicavo dalle risate ad ogni pagina.
40 racconti scritti sotto forma di dialogo o di "monologo interiore" in cui la vita di tutti giorni di un comune 30enne incontra l'assurdo e l'impensabile (sconfiggere il ciclo della propria ragazza come se si partisse per l'avventura de "Il signore degli anelli"? Solo Nicolò Targhetta poteva immaginare una cosa simile!). 40 racconti che ho divorato nel giro di tre giorni, la maggior parte divertentissimi (ridevo da sola mentre leggevo in spiaggia: la gente mi avrà preso per una cretina), alcuni un po' più seri e altri un po' più tristi, ma tutti accomunati da un modo di scrivere decisamente brillante. Nicolò Targhetta riesce a farcire ogni capitolo di sarcasmo tagliente e di un cinismo che può rivelarsi talvolta scomodo e politicamente scorretto, ma quel che apprezzo di questo libro sono due elementi: Il primo è il modo in cui l'autore riesce sempre a trovare la metafora e "l'allegoria" più azzeccata per parlare di un determinato argomento. Il secondo è la riflessione che scaturisce al termine di ogni racconto. Non sempre sono concorde con le posizioni e le opinioni dell'autore, ma è davvero piacevole da leggere e conoscere i suoi punti di vista, forse perché riesce a delineare benissimo la sua personalità scrivendo di sé e dei suoi pensieri. C'è una cosa però che mi fa storcere il naso, ovvero lo "stereotipo stilistico" in cui sembra essere caduto. I personaggi dopo un po' diventano quasi prevedibili, o meglio, lo diventano le loro risposte, il continuo ripetere a pappagallo le affermazioni degli interlocutori, per esempio, dopo un po' diventa pesante. La mia è un' opinione personalissima, ma credo che queste ripetizioni siano un esagerazione tranquillamente evitabile.
Non credo di esagerare, però, se dico che dovrebbero esserci più libri del genere nelle librerie. Spero tanto che esca un seguito, o comunque un altro libro (magari -perché no?- sotto forma di romanzo) dello stesso autore.
Difficile scrivere una recensione di un libro che meriterebbe di scriverci sopra una tesi di laurea, o magari anche due o tre.
Perché è una delle cose più inusuali e fuori dal comune che mi sia mai capitato di leggere. Si tratta sostanzialmente di una serie di fulminanti dialoghi, non più lunghi di qualche pagina, che generalmente mettono in scena - ma non in maniera teatrale, per quanto questo testo potrebbe essere effettivamente messo in scena con profitto - personaggi del nostro tempo, generalmente di trent’anni o più, che sostanzialmente si sono visti “diventare adulti senza essere mai cresciuti”, per usare le parole del poeta, o meglio senza che nessuno abbia mai dato loro l’occasione di crescere e di diventare altro da quello che erano da bambini o da ragazzi. Il tutto facendo un ampio uso di fantastico, di surreale - personificazioni di agenti o operatori interni della psiche, animali parlanti, libri che vanno a una festa e parlano dei loro autori, incontri tra persone che vengono commentati fuori campo come se fossero incontri di boxe, e ancora molto, molto altro. Con una sincerità e un’acutezza spiazzante, uno strappare le maschere spietato, un restare perennemente in bilico tra comico e disperato (lezione pirandelliana accolta ai massimi livelli).
Il libro è tratto da un blog, o meglio da una pagina Facebook con lo stesso titolo, che da quello che ho visto continua ad essere aggiornata anche dopo l’uscita del libro. Se riuscite a reggere al disagio di cercare dei contenuti in un contesto tra i più respingenti e ripugnanti a livello formale che sia mai stato creato dall’uomo (Facebook intendo; ma no, c’è stato di peggio, tipo Myspace) fateci un giro, per avere un assaggio.
🇮🇹: in primis si ringrazia @fidanzato per il gentil regalo. in secundis, si parla di queste 271 pagine edite @beccogiallo con i disegni di @robyilpettirosso scritte da Nicolò Targhetta (autore della pagina facebook “Non è successo niente”) : un’antologia di racconti che vi lasceranno l’amaro in bocca. Ogni storia ha una propria fine (lettura perfetta per questo periodo) ma è legata alla seguente da un file rouge che tocca un po’ tutti: la crescita, l’entrata nel mondo dei grandi, del lavoro, del profilo LinkedIn che deve essere sempre aggiornato, dell’invio del curriculum, dell’arrivo dei figli. Alla base di tutto un’ironia cinica che vi farà spuntare spesso il sorriso ma vi farà pensare e realizzare il vero modo in cui il XXI secolo ci prepara alla crescita. Un libro che potrebbe prendere il posto del mostro sotto al letto che avevate da bambini, facendolo andare in pensione. 🇬🇧: this book is not available in English but you can find the author’s blog on Facebook : “Non è successo niente”.
Divertente, agrodolce, impossibile da mettere giù. In una parola, bellissimo. Alcuni pezzi li avevo già letti sulla pagina e li avevo adorati; è stato bello ritrovarli in questa raccolta. Peccato l'abbia finita in una notte; spero che il prossimo sia più corposo: ci vogliono più cose belle come questa. Ora ho un libro pieno di linguette colorate per segnarmi i miei pezzi preferiti (quasi tutti, in effetti) e sono contenta di verificare che non sono di quelli che, tolti dal contesto di internet e buttati su una pagina stampata, persono di smalto. Funzionano benissimo, quindi onore e gloria all'autore. Ho trovato un solo refuso ("dì" invece di "di'" per l'imperativo del verbo dire) e mancava qualche virgola qui e lì, ma chissenefrega. Applausi, applausi, applausi. E non so che altro aggiungere, ma ci tenevo a lasciare un attestato di stima da queste parti, perché l'autore se lo merita: è riuscito a rendermi impossibile avere un solo preferito. Arrivata all'ultimo, ne volevo ancora e penso lo rileggerò spesso. E lo consiglierò a chiunque non fuggirà urlando da me.
Frizzante, scorrevole, fresca è la scrittura di Targhetta. In questa raccolta di pezzi sarcastico-umoristici, l'autore spesso prende in giro se stesso e, più in generale, alcuni "topoi" che sono l'emblema della crisi esistenziale di chi si ritrova nella fase di transizione dall'adolescenza all'età adulta, dalla cameretta con i poster dei super eroi a una vita coniugale con mutuo e figli. Un volume che si legge con piacere e con il sorriso sulle labbra.
Rating: 3.5 ☆ È il primo libro che leggo di questo autore e devo dire che, a suo modo, mi ha colpita. È molto particolare, scritto bene e scorrevole, si può tranquillamente leggere in una mezza giornata. Le storie trattano diversi temi e sono davvero geniali. Alcune non mi hanno totalmente convinta, mentre da altre sono stata particolarmente colpita, per esempio il capitolo 14 che personalmente ho intitolato "la fatica d'esser donna", che tratta della triste realtà femminile del giorno d'oggi. Mi sono rimasti impressi, seppur in modo diverso, i racconti in cui il protagonista incontra la morte o in cui finisce per sbaglio in Paradiso. Mi hanno divertita molto! Se volete immergervi in una lettura un po' diversa dal solito, questo è il libro che fa per voi!
Stupendo. Amo questo autore con tutta me stessa e lo consiglio a tutti. Bellissima l'ironia graffiante in alcuni suoi racconti, bellissima la tristezza che alcune sue riflessioni fanno scaturire... bravo Nicolò.
Leggero, ma dolce. A tratti immensamente divertente, a volte divertente di brutto. Consigliato a chi ha trent’anni, perché l’autore ha condensato tutte le paranoie, le cose ridicole, e le cose bellissime di non sentirsi ancora adulti. Bellino forte.
Prestato da un amico con la premessa: "due pomeriggi e lo hai finito, non è certo Steinbeck" Ecco la recensione è rovinata... Di mio aggiungo che un sorriso te lo strappa, tant'è che ho aggiunto lo scaffale "Umorismo" , non potevo mica metterlo in Lett. Italiana!
Tante piccole storie, che richiamano il blog dell'autore (che a prescindere va seguito!). Tante piccole avventure che fanno aprire gli occhi sul mondo e le sue sfaccettature. Va' letto, non ho molto altro da dire.
Divertente e ingenioso nelle trovate narrative. Un libro perfetto per chi, a trent'anni, si sente fermo al palo e pensa di non aver combinato nulla di buono nella sua vita. Non siamo soli, qualsiasi sia il nostro disagio, e Nicolò Targhetta ce lo ricorda facendoci ridere pagina dopo pagina.
La mia confort zone di quasi quarantenne che rifiuta ogni tipo di relazione con l'età adulta. Grazie Nicolò per scriverlo facendolo sembrare divertente 😂