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Peppino Impastato. Una vita contro la mafia

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Peppino Impastato nasce a Cinisi, piccolo centro vicino a Palermo; rompe con il padre "...capo di un piccolo clan e membro di un clan più vasto, con connotati ideologici tipici di una civiltà tardo-contadina e preindustriale, aveva concentrato tutti i suoi sforzi, sin dalla mia nascita, nel tentativo di impormi le sue scelte e il suo codice comportamentale. È riuscito soltanto a tagliarmi ogni canale di comunicazione affettiva e compromettere definitivamente ogni possibilità di espansione lineare della mia soggettività... (scrive Peppino)", lo caccia di casa e lui, forte di una formazione comunista, avvia un'attività politico-culturale contro il silenzio e le diffuse connivenze mafiose. Dalla protesta in piazza ai giornali volanti, alle manifestazioni improvvisate, Peppino arriva infine all'uso politico di una radio, Radio Aut, emittente autofinanziata che indirizza i suoi sforzi e la sue scelte nel campo della controinformazione e soprattutto in quello della satira nei confronti della mafia e degli esponenti della politica locale. Dai microfoni della radio fa nomi e cognomi, denuncia interessi che ruotano intorno all'ampliamento dell'aeroporto di Punta Raisi, mettendo con le spalle al muro il boss Tano Badalamenti che, per ritorsione, ne commissiona l'assassinio. Il 9 maggio 1978 a Cinisi viene ritrovato il corpo senza vita di Peppino Impastato dilaniato da una carica di tritolo posta sui binari della linea ferrata Palermo-Trapani.

339 pages, Paperback

First published November 18, 2014

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Salvo Vitale

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Profile Image for lalibreriadifra.
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May 15, 2022
“Di molti non si parla più, di lui ancora. Ha lasciato un segno profondo in tutti quelli che l’hanno conosciuto, nella gente integrata, che lo riteneva un folle, negli amici che ne condividevamo le scelte: una dimensione umana, quasi sempre occultata da quella politica: dietro l’immagine del militante rivoluzionario, del provocatore, del dissacratore di norme e persone intoccabili, c’era un uomo profondamente tormentato.”

Peppino Impastato nasce a Cinisi, vicino Palermo, da una famiglia molto legata agli ambienti di Cosa Nostra. Fin da subito Peppino rompe i rapporti con il padre, che lo caccia di casa. Quasi come risposta, o forse come ancora di salvezza, Peppino si immerge nel mondo della politica, estrema sinistra e sopratutto contro la mafia.
Nel 1977 fonda Radio Aut: radio liners autofinanziata, con cui denunciò i crimini e gli affari dei mafiosi di Cinisi, in primo luogo di Gaetano Badalamenti (chiamato sarcasticamente «Tano Seduto» da Peppino), che aveva un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga.
Il programma più seguito era ‘Onda Pazza a Mafiopoli’ trasmissione satirica in cui Peppino derideva mafiosi e politici.
Nonostante le continue minacce decide di candidarsi, nel 1978, nelle liste di Democrazia Proletaria, ma a campagna elettorale ancora aperta, venne assassinato, nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1978, il mandante è proprio Badalamenti.
Con il suo cadavere venne inscenato un attentato, per distruggerne anche l'immagine, in cui la vittima apparisse come suicida, ponendo una carica di tritolo sotto il suo corpo adagiato sui binari del treno.
Il delitto, avvenuto in piena notte, passò inizialmente inosservato, poiché nella stessa giornata, una decina di ore dopo, venne ritrovato il corpo senza vita del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro ucciso dalle Brigate Rosse, in via Caetani a Roma.
Sommariamente si potrebbe riassumere così la vita e l’attività di Peppino, eppure c’è molto di più. Dentro questo libro Salvo Vitale, storico amico di Peppino, ci racconta tutto, e ci mostra il Peppino più vero, quello intimo, nascosto, che nessuno, probabilmente, si aspetta.
Con una introduzione sul contesto storico dell’epoca, Vitale poi ci porta a Cinisi, ci racconta della famiglia di Peppino, e del Clan Badalamenti.
Poi si arriva al ‘68, l’anno delle ribellioni, delle proteste, delle rivendicazioni; poi il compromesso storico, mal visto dall’attvista siciliano, la storia di Peppino si intreccia perfettamente con la storia del nostro Paese.
Vengono poi descritti gli ultimi giorni di vita di Peppino, e dopo l’assassinio, tutte le iniziative e le attività che sono state organizzate in sua memoria, per non dimenticare mai.
Pagina dopo pagina si inizia a conoscere un Peppino nuovo, a tratti diverso da come i giornali lo hanno sempre descritto, anche lui con le sue paure, e con le sue incertezze, ma nonostante ciò, sempre a testa alta, a combattere per i propri diritti e ideali.
È stata una bellissima lettura, un saggio davvero interessante, ho scoperto moltissimi nuovi aneddoti, che mi hanno fatto apprezzare ancora di più questa figura importantissima per la lotta alla mafia, un bel viaggio nel mondo di Peppino, che dopo tutti questi giorni in cui mi ha tenuto compagnia, mi manca già.
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