Nel piccolo continente di Alika, popolato da umani, ninfe, draghi, mutaforma e altre creature fantastiche, tra guerre civili e maledizioni, mari infestati da pirati e foreste mortali, si incrociano le strade di quattro ragazzi: Ayeres, Jean, Miluna e Cyrniev. A ognuno di loro, per motivi diversi, è stata affidata la stessa missione: rubare Tarima, un medaglione gravato da una maledizione sconosciuta ai più, simbolo del potere di uno dei dieci Stati del continente. La corsa al medaglione porterà i quattro ragazzi a esplorare il sorprendente mondo di Alika, in un rocambolesco viaggio di crescita tra amicizia e tradimenti. E mentre lo Stratega, un misterioso e potente generale della Corona del paese dei mutaforma, dà loro la caccia, Ayeres, Jean, Miluna e Cyrniev dovranno confrontarsi, giorno per giorno, con chi sono e chi vogliono essere, barcamenandosi, come meglio riescono, tra le tante strade da poter scegliere e le possibili scelte da percorrere.
Questo libro aveva le carte in regola per essere meraviglioso. Elementi originali, personaggi interessanti, degna caratterizzazione e stile di scrittura scorrevole e coinvolgente ... Il problema? La trama.
È come se le autrici, in balia della scrittura abbiano perso il senso della storia, come se loro stesse nn avessero la minima idea di dove andare a parare. Accadono cose senza alcuna logica, col solo fine, fin troppo evidente, di fare in modo che la narrazione possa andare avanti. Ogni qual volta la situazione si complica e ci si trova in un vicolo cieco subentra dal nulla un nuovo personaggio pronto a sbrogliare la matassa per poi dileguarsi dopo aver adempiuto al suo compito. Il sistema magico viene accennato ma a conti fatti è inesistente. Nn ci sn regole, non ci sono limiti al modo in cui la magia è utilizzabile. Quando credi che la situazione sia irreparabile ecco che dal nulla sbuca fuori una nuova straordinaria capacità magica a risolvere tutto. Ed è dannatamente frustrante la facilità con cui i personaggi sn in grado ogni volta di uscirsene da situazioni complicate grazie a questo espediente. (ovviamente anche il finale si risolve in questo modo) Per nn parlare dei vuoti temporali. Intere parti vengono omesse col chiaro scopo di narrare unicamente l'"utile", e il lettore il più delle volte resta con un pugno di mosche quando incuriosito dalla piega che sta prendendo la vicenda viene catapultato avanti nel tempo e lasciato a chiedersi.... MA allora cm è diavolo è andata la faccenda? Questi salti temporali, oltre ad irritare enormemente il lettore, creano anche confusione nella percezione dello scorrere del tempo. Si fa fatica a collocare i vari eventi nell'arco della narrazione e nn si riesce affettivamente a capire quanto tempo sia trascorso.
È un vero peccato, le autrici hanno talento ma la trama.... Oh la trama!!! It doesn't make sense😱
Mi dispiace dover dare a questo libro una valutazione così bassa, perché credo che le autrici abbiano molte potenzialità. Infatti questo sarebbe potuto essere un ottimo libro, se solo avesse ricevuto un buon editing (sto parlando con te, Fanucci …). La storia scorre bene: le autrici sanno coinvolgere ed è chiaro che hanno messo molta cura nel costruire il loro mondo. Hanno inventato molti paesi con la loro storia e inserito diverse specie, alcune già viste come draghi o elfi, ma altre create o modificate da loro (molti interessante l’idea dei tieqa). Alcune scene sono davvero avvincenti e anche il messaggio non è banale. Nonostante questo, ho fatto fatica a non abbandonare il libro a causa delle forti incoerenze nella trama e nelle azioni dei personaggi. Questi ultimi sono ben caratterizzati (in particolare Cyrniev, che mi è piaciuto molto) ma fanno spesso scelte che appaiono senza senso o, se ce l’hanno, non è spiegato. Tutto ciò a volte dà un po’ l’impressione che, più che una storia, si stia leggendo un insieme di cose slegate che accadono. Per esempio, inizialmente due personaggi si trovano in una foresta. Questa è descritta come pericolosissima, da cui non si può uscire se non si è accompagnati da un tieqa. Invece, a parte dei moschini fastidiosi e uno strano lupo che dà lezioni di vita (del resto quale lupo non lo fa? Boh), i due personaggi non incontrano nessuno e la volta successiva che li vediamo sono passati mesi e sappiamo solo che sono usciti dalla foresta indenni; come non è spiegato. Inoltre non ci viene neanche descritto lo sviluppo della loro amicizia, pur essendo questa importante nel corso della storia. Questo è solo un esempio, ma ce ne sarebbero molti altri. Il risultato è una struttura narrativa per nulla lineare e molto confusa. Gli eventi accadono ma non hanno conseguenze, oppure portano la trama in direzioni strane. In particolare, quello che dovrebbe essere il fulcro della trama viene risolto in maniera molto strana da uno solo dei personaggi, con una scena (volutamente) comica e del tutto priva di conflitto che stona completamente con il tono del resto del libro. Un’altra sottotrama importante viene risolta solo nell’epilogo in modo sbrigativo. Inoltre, ci sono delle scene un po’ bizzarre e che ho trovato prive di logica. In particolare quella in cui due navi nemiche si scontrano. In questa scena, una delle due navi si fa vedere dall’altra, poi resta immobile e manda delle scialuppe di nascosto (ma come hanno fatto a non farsi vedere in mare aperto?), ma quando i passeggeri delle scialuppe sono saliti sulla nave nemica vengono scoperti e catturati (del resto cosa sperassero di fare non è chiaro). Mentre i passeggeri della nave sono distratti da loro NON SI ACCORGONO che nel frattempo l’altra nave si è avvicinata a tal punto da assalirli e sconfiggerli in fretta. Sono rimasta molto perplessa da questa scena, perché secondo me non è credibile. Sarebbe stato meglio riscriverla. Il punto in effetti è proprio questo: il libro andava riletto bene (magari da una terza persona, perché è difficile essere oggettivi con il proprio lavoro) e poi riscritto con cura dalle due autrici. Sono sicura che con un buon editing sarebbe stato bello. Davvero non riesco a capire come la Fanucci possa investire nella stampa, grafica e compagnia bella di un romanzo, ma non scomodarsi neanche di fargli un editing decente. Se le due autrici leggeranno questa recensione spero che la prendano come un incoraggiamento e non un attacco. Mi dispiace per i toni un po’ accesi, ma il mio sgomento e la mia indignazione sono tutti per la Fanucci, che ha confermato ancora una volta la sua pessima fama. Spero invece che le autrici scriveranno ancora,. Scrivere non è facile e ci vuole tempo per imparare, e la pazienza per riscrivere tante volte il proprio lavoro. Il mio consiglio è di rileggere con più attenzione, chiedendosi sempre quale scopo ha ciascuna scena e qual è il suo ruolo nella trama. Sono sicura che se ci metteranno più cura in futuro potranno scrivere qualcosa di ancora più avvincente.
Finire di leggere questo libro è stata un'esperienza spiacevole tanto che gli ultimi capitoli mi hanno messa in dubbio se premiarlo con la quinta stella, che invece avrei dato per scontata nelle parti centrali della lettura. Il problema credo stia nel fatto che è diverso da altri fantasy che ho letto, non c'è un cattivo che ha perso contro il buono oppure un'incredibile conclusiva svolta degli eventi. Tutta la storia è un susseguirsi di colpi di scena e non saprei meglio descriverla che con questo pensiero "è il viaggio che conta, non la destinazione". È stato un viaggio davvero incredibile, i personaggi non sono definiti da paletti prestabiliti, non esistono etichette, ognuno evolve o involve in modo differente senza che il percorso sia lineare, in salita o discesa. Ho apprezzato enormemente le dinamiche che in alcuni punti mi hanno ricordato Jack Sparrow, le caratteristiche di ogni specie magica personalizzate per ogni individuo andando oltre l'immaginario comune, come ad esempio una fata impersonificata da un avanzo di galera piuttosto che dalla classica Trilli. Ammetto di aver trovato più spenta la conclusione rispetto a tutto il resto, ma forse è anche dovuto all'amarezza che si prova alla fine di un viaggio. Mi dispiace averlo finito, vorrei poter stare in quel mondo ancora, e davvero, mi mancherà. Inoltre penso sia un romanzo relativamente sottovalutato, in sincerità non ne avevo mai sentito parlare e l'ho comprato per caso perché in offerta ma a differenza di altri libri acquistati in questo modo, c'è stato qualcosa che mi ci ha fatto credere già solo leggendo la trama, anche se devo ammettere che per metà libro mi sono chiesta quando effettivamente sarebbero iniziati gli eventi anticipati e ho avuto qualche difficoltà a capire i personaggi principali, come se si fosse creata un'aspettativa di una piccola avventura e mi fossi invece ritrovata in qualcosa di molto più grande e profondo.
In realtà non so bene cosa dire di questo libro poiché non era nemmeno in programma, l’ho visto scontato e ho detto: perché non provare! Devo dire che in alcuni punti ho fatto fatica ad andare avanti poiché risultava abbastanza lento e sopratutto molte cose utili alla trama sono state saltate, creano confusione su come le cose si fossero evolute. La storia è stata bella, mi è piaciuto leggere un fantasy ben strutturato con un world-building vero e proprio (con tanto di mappa) e alla fine mi sono affezionata anche a tutti i personaggi - tra cui lo Stratega e Cyrniev - che sono da capire per apprezzarli, ma viene facile ad una certa empatizzare con loro. C’è una forte componente politica dietro che in realtà è facile ricollegare anche alla modernità e che tu porta anche a riflessioni interessanti. Nel complesso mi è piaciuto.
Il libro è sorretto da un'architettura congegnata davvero benissimo. Le storie dei quattro personaggi si intrecciano alla perfezione, tra salti indietro e in avanti nel tempo, ellissi, cambi di scena, come nelle migliori storie di questo tipo, come in Ariosto, senza lasciar spazio al superfluo. Nel libro finiscono per trovare posto tutti gli archetipi del romanzo fantasy e di avventura, dalla foresta ai pirati ai segreti del passato ai monti nevosi, accostati in maniera intelligente, originale, non banale. Niente cattivi senza movente, eroi senza difetti, deus ex machina ingombranti, niente finale forzato come spesso si trova alla fine di questo genere di libro: tutto si incastra, fila liscio, in maniera naturale e avvincente. Ben architettato ed avvincente!
Amo la sensazione di leggere un libro e voler stare incollata alle pagine. La trama sembra apparentemente così semplice, dei ragazzi che vanno a prendere un medaglione. Quando invece ci si trova a seguire le righe una dopo l’altra, la storia dei personaggi e del paese sono accompagnate da mille emozioni e scene per niente scontate e spesso sorprendenti. Insomma, è da leggere!! Anche l’inizio, apparentemente sembra di trovare tante scene che tentato di mettere in confusione mentre andando avanti con la lettura si scoprono essere dei puntini che si collegano alla perfezione tra loro. Super consigliato!
La lettura è stata scorrevole e appassionante, i personaggi a mio parere ben sviluppati e interessanti. Avrei voluto vedere più costruzione dei colpi di scena (ad esempio la vera identità di Ayeres) e un maggior sviluppo del personaggio dello Stratega, che ho trovato tra i più interessati. Anche più informazioni su come funziona la magia sarebbero state ottime, perché è un argomento intrigante in ogni libro fantasy. Detto ciò, ho molto apprezzato la lettura, se non per qualche dialogo che mi è parso leggermente forzato (specialmente un paio di litigate che ho trovato non necessarie), ma per il resto intrattenente. 4✨
The book was very clearly written by late teenage-early 20s people coming from a little town (which should not mean anything bad as there are many who started out as such and were still successful, like Christopher Paolini, Samantha Shannon or Sarah J Maas). In this instance though, it clearly feels like something anyone would have been able to write, if only they had the right imagination, as it ultimately is nothing more than a good idea just mediocrely executed.
The world was really interesting and well developed to begin with, but in the end, all wasted potential as the action mainly took part in the same two places and one of them a boat deck.
The characters were also good (yet nothing exceptional) but the dialogue felt completely unnatural and stilted, sometimes even forced and fake.
The plot was at times too convenient, with things happening way too easily, problems almost resolving themselves very quickly and others off screen completely, while certain scenes were repeated twice from different povs. It definitely would have done well with extensive editing.
Overall, I think the main flaw in this book is the juvenileness and lack of experience of it all: it reads more like an extended school project than an actual book. For lack of better words, it just isn't good enough.
Also, there are many points in the novel where more adult content would have been appropriate and it clearly reads as if that had been the original intention of the authors, yet they ultimately backed down and refused to take the risk, which brings me back to the juvenile aspect. I feel that, in the hands of an adult and more experienced writer the potential of world, characters and plot could have been exploited tenfold.
Because of all this, the book was quite sluggish in places, yet I still decided to give it 3 stars for effort and for the idea at the centre of it which definitely had potential.