Anno 2260. I mari di tutto il mondo sono diventati velenosi per il genere umano. Con il progetto "Nuova Pangea", il governo obbliga le persone che vivono in località costiere a trasferirsi nell'Entroterra. In una di queste cittadine, Stoneseed, abita Clay, un giovane innamorato del mare e da sempre in contrasto con la visione del governo. A seguito di alcuni tragici eventi, lui e i suoi amici sceglieranno di cambiare vita, arruolandosi in un'organizzazione militare. Dalle loro azioni dipenderà il destino dei mari e dell'intero pianeta.
J.P.Khalee, classe ‘91, è nato in Sicilia ma vive e lavora a Milano nel campo della comunicazione. Da sempre è appassionato di fantasy, fantascienza e horror in tutte le loro forme, coniuga queste alla sua passione per il mare con SeaDevil, il suo romanzo d’esordio.
Ero molto indecisa sulla votazione da dare tra 3,5 e 4🌟. Diciamo che per gli elementi che mi hanno convinta di meno forse sarebbe più consono 3,5 ma voglio arrotondare per eccesso perché l'idea che sta alla base del romanzo è davvero, davvero molto buona. In sintesi, mi è piaciuto anche se avrei preferito un maggiore approfondimento sia dei personaggi che della società del Waterglobe
Devo dire che all'inizio pensavo che fosse l'ennesimo young adult che avrei odiato, ma dalla metá in poi si sviluppa davvero bene e non ho potuto dargli meno di queste 4 stelle. Spero che il seguito sia anche meglio
Ci troviamo nell’anno 2260, da buon libro fantascientifico, ci prospetta una realtà alternativa della nostra amata Terra devastata sotto diversi punti di vista. Allontanati dalle città limitrofe al mare, scopriamo che tutte le acque della superficie terrestre, hanno subito un mutamente estremo al punto da diventare tossici e pericolosi per il genere umano. Il governo dispone di un assembramento di ogni città, convogliando tutto nella “Nuova Panagea” considerata come nuova vita per le persone che decidono di mettersi al sicuro. Considerata come unica meta fattibile per la sopravvivenza, tutte le persone vengono ammaliate da questo paradiso terrestre e svolta sicura per il futuro dei figli, tranne un’unica città che si allontana dal flusso ipnotico di tale “pubblicità illusoria”. Proprio a Stoneseed vive il nostro protagonista principale (almeno apparentemente) Clay Anderson, considerato un giovane ribelle che non desidera piegarsi al volere di un governo che pensa solo al suo torna-conto personale. Convinto che la “Nuova Panagea” sia una strada fintamente sicura, decide di rimanere e proseguire la sua vita nella sua città insieme alla famiglia, ma il destino da buon guastafeste decide di mettere in gioco la carta più vicina al giovane ragazzo: la scomparsa del padre. Ma Clay non risulterà solo, perché verrà aiutato dai suoi amici che si troveranno immischiati in dinamiche più grandi di loro.
Il tutto viene innescato da un violento maremoto che distruggerà le ultime sicurezze rimaste per la cittadina di Stoneseed ma rafforzando la voglia di salvaguardia nel protagonista. Per aiutare più persone possibili, verrà attuato un salvataggio da parte del padre di Clay creando una spedizione che sfortunatamente scomparirà all’improvviso. Clay non sarà il solo a preoccuparsi della salute del proprio caro, e raggruppando quel coraggio intrinseco nel cuore di questo gruppo mal assortito, decidono di prendere l’iniziativa e lanciarsi in questa pericolosa avventura sperando in un lieto fine.
Scopriamo che sotto la superficie e apparente mobilità del mare, si cela una verità difficile da inquadrare (soprattutto nel primo volume) perché scopriamo la presenza di una società segreta che attua dinamiche particolarmente discutibili. Inizia così l’avventura di questi giovani ragazzi che entreranno in un mondo fatto da silenzi e omissioni, fino alla cruda realtà delle cose. La verità molto spesso fa male.
Cosa ne penso? Avendo letto entrambe le opere in un lasso di tempo ravvicinato, reputo di riuscire a raggruppare il mio pensiero su entrambi i libri perché presentano le stesse peculiarità positive e gli stessi punti deboli. . Recensione completa: https://unteconlapalma.com/2021/11/12...
Vorrei innanzitutto ringraziare I.D.E.A. per avermi inviato la copia cartacea di Seadevil. Il libro è coinvolgente: fin dalle prime pagine, infatti, vengono introdotti punti interrogativi e argomenti che vengono svelati pian piano durante la lettura e che tengono il lettore incollato alle pagine, pieno di curiosità. Il voto che ho deciso di dare non è basso, ma non è nemmeno il massimo, e ora vi spiegherò il perché. Lo stile di J. P. Khalee è incalzante, semplice e descrittivo al punto giusto. Purtroppo, però, non sono riuscita ad affezionarmi ai personaggi, che ho trovato molto statici e poco caratterizzati (tranne alcune eccezioni). Mi è piaciuto molto Wes, ma comunque resta anche lui molto piatto. Clay, ad esempio, non l’ho sopportato. Ci sta l’impulsività, soprattutto per una missione importante come la sua, ma proprio per questo un po’ dovrebbe anche ragionare prima di agire. Un protagonista così, ad esempio, lo troviamo anche in Jack Atto I, solo che in quel caso Jack, la testa calda, non è irritante, e ha i suoi motivi per agire in quel modo. Il linguaggio è ancora un po’ acerbo, ma sono sicura che lo scrittore migliorerà sempre di più. In ogni caso, il finale mi ha lasciata proprio col fiato sospeso, per questo motivo non vedo l’ora di ordinare e leggere il secondo, già disponibile all’acquisto. Il mio voto è 🌟🌟🌟🌟/5.
"Seadevil" è un romanzo distopico Young Adult del 2019, scritto da JP Khalee ed edito dalla IDEA Immagina Di Essere Altro. Continua infatti la nostra serie di recensioni legate agli acquisti fatti al Salone del Libro di Torino: con questo, ho avuto il piacere di conoscere anche l'autore allo stand della CE IDEA.
Si tratta di un libro dall'ambientazione molto particolare e, secondo me, molto riuscita: "Seadevil" è infatti ambientato nel 2260, in un futuro in cui i mari sono diventati un pericolo costante per la popolazione, poiché le acque sono velenose e i maremoti frequenti e terrificanti. In questo scenario apocalittico, i governi avviano un progetto chiamato "Nuova Pangea", che obbliga la popolazione a trasferirsi nell'entroterra più sicuro e abbandonare le città costiere rimaste. Clay e sua sorella Beth abitano con la loro famiglia in una di queste cittadine rimaste, Stoneseed: mentre il ragazzo non vuole saperne di abbandonare il mare, Beth ha un carattere più aperto e si è abituata a viaggiare anche nell'interno. Uno dei giorni in cui lei è a casa, però, un maremoto improvviso e sospetto inghiotte loro padre; l'allerta che ne segue obbliga la popolazione di Stoneseed ad evacuare la città e pone Clay, Beth e i loro amici Joe e Eve di fronte ad un grande dilemma: andare via con gli altri nella "Nuova Pangea" o andare alla ricerca di risposte su questa situazione?
La prima parte del libro è, secondo me, quella meglio riuscita: i personaggi hanno approcci diversi sul mondo che li circonda e tutti portano argomentazioni ragionevoli e realistiche alle loro decisioni. In particolare, Clay rappresenta quello più restio ai cambiamenti e più critico verso il governo. Nonostante abbia sempre vissuto in un contesto in cui la propaganda governativa è martellante e timorosa verso i mari, lui è testardo e crede che sia tutta una montatura, innamorato delle acque che gli hanno insegnato ad odiare. Beth, invece, ha una mentalità meno rigida e più curiosa, quindi anche felice di vivere nell'entroterra e pronta a realizzarsi in ogni situazione. Il romanzo infatti sembra aprirsi proprio sulla scelta "Nuova Pangea" versus "Coste": non che nell'entroterra la vita sembri tutta rose e fiori, visto che la popolazione che lavora lì, ci viene raccontanto, viene divisa tra "chi ha passato il test", e dunque è meritevole per trovare un lavoro dignitoso e costruirsi una carriera, e "chi invece lo ha fallito", e che quindi è destinato a essere sfruttato dal governo per sopravvivere.
Mi è dispiaciuto non vedere in questo libro la "Nuova Pangea", dal momento che quella storyline sembrava estremamente interessante e promettente, ma confido che sarà maggiormente approfondita nei volumi successivi: infatti, il finale è volutamente aperto e presuppone almeno un seguito.
Nella seconda parte vediamo i vari personaggi confrontarsi con un'organizzazione militare che esplora il mare; per la verità, trattandosi di un primo libro, non vediamo molto della esplorazione degli abissi, visto che i protagonisti sono ancora in una fase di addestramento.
Il romanzo scorre bene, ha un buon ritmo, praticamente nessun tempo morto e una trama abbastanza avvincente. Ho trovato la prima parte strepitosa, sia come presentazione dell'ambientazione sia come ritmo, mentre la seconda parte, introducendo molti personaggi e tematiche che saranno approfondite (immagino) nei seguiti, è un po' meno incalzante. Ho trovato che quasi tutti i personaggi fossero approfonditi bene, con una psicologia definita e un carattere che li distingueva nettamente gli uni dagli altri, così che, anche se erano molti, non vi era mai il rischio di confonderli.
Devo però confessare che ho avuto qualche problema con il protagonista, Clay: nonostante sia costantemente sgarbato con tutti, privo di acume e di empatia, impulsivo, incapace di seguire un ordine e bravo solo a criticare i suoi compagni ogni volta che hanno un dubbio o esprimono una considerazione, tutti lo elogiano e lo seguono, affermando che sarà un grande comandante. In aggiunta, pare anche avere successo con le ragazze per questo, elemento che, come lettrice, ho trovato impossibile da comprendere.
In conclusione, un distopico insolito che consiglio a tutti gli amanti del genere e a tutti i lettori di romanzi Young Adult: l'ambientazione insolita e ben riuscita, nonché il ritmo incalzante della narrazione, lo rendono una lettura veloce e avvincente.
"La morte si rivelò vuota, asfissiante e lenta, priva del fascino del ritorno di un fantasma, come puntualmente avveniva nei film horror tanto amati da Joe, senza la poesia delle canzoni rock ascoltate da Beth e ben lontana da messaggi ultraterreni o spirituali, come riteneva Eve."
4.5 ⭐️, ringrazio moltissimo la casa editrice e l’autore per avermi inviato questo libro.
In un futuro neanche così lontano da noi i mari di tutta la terra sono diventati velenosi e il governo obbliga le persone a spostarsi nell'Entroterra per salvaguardare la loro incolumità. Clay, però, è un ragazzo che ama troppo il mare per arrendersi a questa spiegazione e così decide di non abbandonare la sua città, fino a quando lui e i suoi amici, Beth, Eve e Joe non vengono a conoscenza di una verità che cambierà completamente le loro vite. I loro genitori sono scomparsi e loro sono determinati a ritrovarli e a salvarli, per farlo si arruolano in un'organizzazione militare, anch'essa però piena di segreti che loro sono determinati a svelare.
Questo libro può benissimo essere considerato un Aurora Rising ambientato nei mari invece che nello spazio. Mi è piaciuto moltissimo e affezionarsi ai protagonisti è davvero facile. Clay è il capogruppo, una testa calda a volte, ma concentrato sull'obiettivo da raggiungere. Beth è una travel blogger che si ritrova in una realtà completamente diversa dalla vita che sognava ma che riesce ad adattarsi molto facilmente e scopre di avere delle abilità nascoste. Eve è una ragazza tostissima che non si fa intimorire da nulla. E poi c'è Joe.. Io ho sempre avuto un debole per i personaggi con un grande senso dell'umorismo e sono sicura che anche voi vi innamorerete di lui. E' un grande amante dei film del "passato" (che poi srebbe il nostro presente) e fa dei riferimenti molto colti (come Spongebob o la Sirenetta 😂), che però sono azzeccatissimi per la situazione.
Il libro segue principalmente il punto di vista di Clay e questo è un vero peccato perché mi sarebbe piaciuto conoscere di più i pensieri e le vicende anche degli altri ragazzi.
Il finale spezza il cuore ma sono prontissima a farmelo risanare con il prossimo libro, dal momento che la loro storia non è ancora conclusa.
Fulminato in un giorno e mezzo, cappero che bello! Tra l'altro mi pare di capire che ci sarà un seguito e questo mi rende molto felice. I personaggi sono ben tratteggiati, nessuna spinta verso l'esagerazione americana. L'idea di fondo, di questi mari inquinati, che però non convince tutti, è la spinta all'azione del gruppo dei giovani protagonisti. Bello il passaggio ideale di testimone dai genitori ai figli e la loro conseguente crescita.
Piccola nota, ma ormai si sa che non posso esimermi. Ci sono tre o quattro refusi di verbi non concordanti col soggetto. Inoltre, soprattutto verso il finale, i fatti subiscono continui rimaneggiamenti provocando sviste di trama: niente di tragico, ma solo il lieve disagio di aver letto qualcosa e aver capito l'esatto contrario.
Si tratta di un distopico ambientato nel 2260. Sapete quanto io ami questo genere quindi non potevo esimermi dal leggerlo. È così realistico da fare paura. Il finale mi ha fatto un po’ arrabbiare ma solo perché vorrei il seguito subito. Promosso!
Un buon libro sotto tutti i punti di vista. Iniziamo dal world building: il mondo "subacqueo" mi ha affascinata molto, con la sua gerarchia ferrea e le sue stranezze tecnologiche e non, i mostri marini stile ventimila leghe sotto i mari e le associazioni segrete. Avrei forse voluto sapere qualcosa di più sul mondo "continentale": l'autore ha dato solo alcuni dettagli sulla sua organizzazione, e anche i pochi elementi sociali sono forse un po' troppo simili rispetto ai giorni nostri, contando che sono passati quasi 250 anni al momento in cui il libro si ambienta. Spero di trovare tutto questo nel secondo volume, che a quanto ho capito si concentra maggiormente sulla terra ferma. Per quanto riguarda invece i personaggi, mi sono piaciuti tutti molto. Leggendo qualche recensione qua e là, avevo trovato alcune critiche al protagonista, Clay, che veniva definito come inverosimile in quanto troppo impulsivo. Personalmente, invece, l'ho trovato molto reale, ed anzi talvolta mi sono rivista in lui. Per una volta, abbiamo un "eroe" che non fa sempre la cosa giusta, che sbaglia e ci mette del tempo a capire ed adattarsi alla nuova situazione, comportandosi in modo forse avventato, com'è nel suo carattere, ma sicuramente umano. In molte situazioni, con il mio carattere, credo che avrei agito esattamente come lui. Anche i personaggi secondari mi sono piaciuti, tutti diversi tra loro ma tutti con una chiara caratterizzazione. Anche la trama non è affatto scontata, anzi, ci sono svariati cliffhanger, dei quali uno in particolare mi ha lasciata sconvolta da quanto non me lo aspettassi! Il finale ti lascia assolutamente col fiato sospeso, e non vedo l'ora di avere tra le mani il secondo volume per saperne di più.
Si salta continuamente dal pov di un personaggio a quello di un altro, sempre in modo fastidioso, improvviso e irritante; i personaggi sono piatti, poco approfonditi e si comportano come stupidi, spesso l'hanno vinta per mera questione di fortuna e non per capacità e quelli principali sembrano tutti dei piccoli Mary Sue/Gary Stue nonostante siano stati addestrati per una manciata di mesi a voler essere generosi; è tutto in raccontato, pieno zeppo di avverbi in -mente, non c'è introspezione di alcun tipo, persino la linea temporale è un po' confusa (o presentata in modo confuso), non si affrontano i problemi ed è impossibile empatizzare con nessuno dei personaggi proposti. La parte scientifica è stata costruita letteralmente a caso, senza rispettare le più basilari leggi naturali; c'è confusione persino sui concetti di DNA, genoma, radiazioni, ossidazione e mutazioni genetiche. Ho avuto più volte l'impressione che i termini siano stati utilizzati a caso, o comunque senza cognizione di causa, perché non c'è un singolo aspetto che abbia senso. Per essere 200 anni nel futuro sembra di leggere di ragazzini dei primi anni 2000. La società da un punto di vista sociale e antropologico non sembra aver progredito, né regredito; è identica a quella di una decina di anni fa. Il citazionismo, poi, è alquanto irritante e spesso fuori luogo. Se fosse stato possibile avrei dato 0 stelle. E' un libro scritto male e pensato peggio, lo sconsiglio.
Avevo questo libro nell’armadio da un po’, e i viaggi in treno per andare e tornare da Napoli mi sono sembrati una buona occasione per leggerlo.
Si tratta di un fantasy/distopico, molto particolare, che parla di un mondo in cui la gente non può più entrare in contatto con i mari e gli oceani perché diventati velenosi.
All’interno di questo libro, che vi anticipo già avrà un finale aperto (c’è già il seguito state tranquilli :) ), troviamo tantissimi temi importanti quali l’amicizia, il tema dell’amore dei genitori/figli, quello dell’ambiente e del rispetto degli animali.
La scrittura è molto giovanile, visti i protagonisti del libro, e le descrizioni sono fatte bene, anche se trattandosi comunque di un mondo “inventato” avrei preferito che l’autore si dilungasse maggiormente su alcuni aspetti, per dare un quadro più ampio (si io su i fantasy sono curiosissima ahah)
Devo ammettere che alla fine mi è piaciuto, sebbene abbia trovato antipatico il protagonista dalla prima all’ultima pagina, tanto da pensare di abbandonare la lettura perché proprio non lo reggevo. Alla fine non è che ho cambiato idea su di lui, ma la trama era davvero troppo carina per lasciar perdere.
Tanti colpi di scena lo rendono davvero intrigante, e ripeto come la particolarità di questa storia sia un punto assolutamente a favore di questo libro. Lo consiglio!!