Nel suo nuovo libro, Riccardo Muti ci accompagna alla ricerca del mistero della musica attraverso otto lezioni che intrecciano la storia dell’arte dei suoni, la sua grande esperienza di direttore e i ricordi più intimi: i maestri che ha incontrato sulla sua strada; il sogno – realizzato – di creare un’orchestra di giovani musicisti italiani e un’Accademia dell’opera italiana in un Paese che spesso dimentica il ruolo dell’arte nella società. Poi l’inestinguibile passione che lo lega da sempre non solo ai grandissimi, Mozart e Verdi, ma anche ai compositori italiani a lungo dimenticati. Una riflessione affascinante alla scoperta della potenza della musica e dei segreti della partitura, che un gesto può trasformare in un’emozione capace di raggiungere il cuore di tutti.
Riccardo Muti: L’infinito tra le note. Il mio viaggio nella musica. Solferino ed.
Riccardo Muti, classe 1941, Direttore d’orchestra celebre in tutto il mondo, racconta il rapporto con l’Arte che ha ispirato tutta la sua vita: la Musica. Muti rievoca brevemente gli studi, le figure che lo hanno ispirato nel corso di una carriera fulgida: Antonino Votto, il suo Maestro, Herbert von Karajan, Gianandrea Gavazzeni, Francesco Molinari Pradelli. Rigore negli studi, compostezza nel gesto, percorso per gradi, interpretazione della partitura che ne rispetti la struttura e la ragione più intima del compositore sono i pilastri su cui si fonda l’arte del dirigere una orchestra. Parte rilevante del racconto è occupata dalla narrazione dello spazio della didattica musicale: dalla Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini”, alla fondazione della Accademia dell’opera italiana, dedicata ai giovani musicisti provenienti da tutto il mondo che spesso si cimentano per la prima volta con la nostra lingua e con l’importanza di scelte drammaturgiche e musicali inestricabilmente legate. Muti sottolinea le peculiarità del dirigere le opere teatrali, la lirica, ove la musica acquista il significato di commento e sottolinea le peculiarità della “scuola italiana” di direzione. Le pagine dedicate alla scuola napoletana, a Mozart, a Verdi sono luminosissime e profonde.
Piacevole. Quando si consuma un po' di saggi di questo genere (Barenboim, Venezi, Melograni per citare le mie esperienze di lettura) è inevitabile che si rintraccino facilmente alcune ripetizioni. Sicuramente una prospettiva filosofica interessante.
Un bel libretto che ci porta nella mente dei compositori, dei direttori d'orchestra e di tutti coloro che vivono di Musica. Ne traspare l'amore per l'Italia e per tutto il suo passato e glorioso patrimonio artistico. Forse alcune parti sono difficili da seguire se non si è dei professionisti del settore, ma è comunque una lettura godibilissima anche per il semplice appassionato o curioso che vuole approfondire un po' come si crea e come si interpreta la Musica, con le parole di uno dei più importanti Maestri italiani contemporanei.
Avendo già letto i precedenti saggi autobiografici del Maestro ero perplesso circa l acquisto di questo picco libro ad un prezzo elevato. Mi sono dovuto ricredere. Pagine molto belle sulla attività del maestro, sul suo repertorio. Da leggere assolutamente.