Nel 1974, la Rai chiese a Bergman di realizzare un film su Gesù. Il progetto non vide mai la luce perché i dirigenti Rai, dopo aver letto il soggetto di una ventina di pagine presentato da Bergman, lo rifiutarono perché "troppo protestante". La realizzazione dell'opera venne così affidata a Zeffirelli. Per molto tempo non si seppe più nulla del soggetto di Bergman. Recentemente il testo integrale è stato ritrovato negli archivi Rai e viene presentato così da Bergman: "Trattamento di un film per la televisione sulla morte e resurrezione di Gesù e sulle persone che presero parte a questi eventi". Si tratta di una rilettura originalissima della vicenda di Cristo, tutta incentrata sulle testimonianze delle figure che gli sono state vicino. Dall'intreccio di queste diverse voci il grande regista svedese costruisce una figura inedita di Cristo. Per la prima volta il testo viene presentato in Italia in forma integrale con testo originale a fronte.
Ernst Ingmar Bergman was a nine-time Academy Award-nominated Swedish film, stage, and opera director. He depicted bleakness and despair as well as comedy and hope in his explorations of the human condition. He is recognized as one of the greatest and most influential filmmakers in cinematic history.
He directed 62 films, most of which he wrote, and directed over 170 plays. Some of his internationally known favorite actors were Liv Ullmann, Bibi Andersson, and Max von Sydow. Most of his films were set in the stark landscape of his native Sweden, and major themes were often bleak, dealing with death, illness, betrayal, and insanity.
Bergman was active for more than 60 years, but his career was seriously threatened in 1976 when he suspended a number of pending productions, closed his studios, and went into self-imposed exile in Germany for eight years following a botched criminal investigation for alleged income tax evasion.
«Io non sono un credente. Ogni forma di salvezza ultraterrena mi appare blasfema. Per dirla con parole semplici: la mia vita è priva di significato. Non nutro speranze, né aspirazioni segrete. Se provo a pensare al futuro dei miei figli e dei miei discendenti mi sento profondamente depresso. A tutto questo io oppongo l'abbondanza, la crudeltà e la bellezza della vita, della realtà e dell'esistenza, così come l'inconcepibile potenziale umano per il bene e per il male.»