Saggi pubblicati tra il 1997 e il 2017. James Wood illustra gli aspetti che rendono un’opera e un autore ammirabili o meno, illumina magistralmente Sebald, Levi, Woolf, Tolstoj, Cechov e mostra più di una perplessità su autori come Paul Auster, la cui prosa secondo Wood, non è un esempio di stile ed è caratterizzata «da un falso realismo e un vacuo scetticismo».
Nei saggi su Primo Levi e su Sebald dà il meglio, tutta l’opera di Levi è meritevole, ma non eminentemente e principalmente come testimonianza di chi è sopravvissuto ai lager, James Wood mostra come Levi sia anzitutto un grande scrittore, Se questo è un uomo e La tregua, sono prima di tutto esempi di straordinaria abilità nell’arte del racconto; a differenza di altri famosi testimoni dei Lager che tendevano a ricavare morali o insegnamenti o apologhi Primo Levi aveva la curiosità, la precisione e l’occhio del grande scrittore, anche quando spiegava le cose in forma di saggio, vedi un altro testo meraviglioso come I sommersi e i salvati, lo faceva da saggista classico, una specie di Proust che ci parla della sua vita. Una lezione di chiarezza, curiosità e mai pesantezza.
Levi Forse è stato il nostro scrittore del Novecento che più di tutti avrebbe meritato il Nobel.
Prendiamo Il sistema periodico, libro amato da James Wood, da Saul Bellow, da Philip Roth, uno dei nostri capolavori, Wood scrive: «Il sistema periodico è un bellissimo libro inclassificabile, insieme un’autobiografia, un esercizio poetico, nonché il testo che più di ogni altro è espressione dei numerosi talenti di Primo Levi».