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Le due zittelle

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Due anziane e devote «zittelle», Lilla e Nena, sprofondate nella più tetra e «muffosa» provincia italiana, prigioniere di un'esistenza sulla quale sembra essersi depositata «un'impalpabile polverina grigia»; una vecchia madre paralizzata ma implacabilmente autoritaria, che comunica solo percuotendosi il petto; una beffarda e turbolenta scimmia, Tombo, unico «maschio di casa», anche se «debitamente castrato»; e sullo sfondo «un'annosetta fantesca», Bellonia, assolutamente simile alle padrone. Ci sono tutti i presupposti per un bonario e ironico bozzetto, per una vecchia stampa provinciale di sapore palazzeschiano. Ma cosa succede se, appena liberate dall'incubo della dispotica madre, le due «zittelle» (e già la grafia, che gioca sul falso etimo «zitta», lascia presagire i biliosi intenti dell'autore) scoprono che di notte Tombo inscena sfrenati e blasfemi cerimoniali nella cappella dell'attiguo monastero? E se, a giudicare dell'operato della scimmia, vengono chiamati due religiosi, monsignor Tostini, appartenente alla più «declamatoria e retriva genia» degli uomini di fede, e il giovane padre Alessio, veemente e appassionato seguace di un Dio estraneo alle «complicate partite di dare ed avere» degli uomini? Succede che i due si scontrano senza esclusione di colpi e che il fortunato lettore può assistere alla più incredibile e fulminante delle dispute teologiche. Ma anche che il tranquillo bozzetto lascia improvvisamente posto al più oltraggioso sarcasmo, alla più acre irriverenza di quello che Landolfi ha sempre considerato «il mio miglior racconto» e Montale definì, nel risvolto della prima edizione, uno dei «maggiori "incubi" psicologici e morali della moderna letteratura europea». Questo racconto apparve prima a puntate sul «Mondo» nel 1945 e poi in volume nel 1946.

114 pages, Paperback

First published January 1, 1946

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About the author

Tommaso Landolfi

93 books78 followers
Tommaso Landolfi was an Italian author, translator and literary critic. His numerous grotesque tales and novels, sometimes on the border of speculative fiction, science fiction and realism, place him in a unique and unorthodox position among Italian writers. He won a number of awards, including the prestigious Strega Prize.

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Displaying 1 - 30 of 49 reviews
Profile Image for Domenico Fina.
296 reviews93 followers
February 5, 2020
Tommaso Landolfi, alcune storie non mi sono congeniali, altre sono una folgorazione; penso a Le due zittelle o a racconti più brevi come La moglie di Gogol’, La muta, Le labrene, e siccome un autore si giudica dalle folgorazioni, ossia dalle vette che tocca e non dalle medie che ottiene, be’ non saprei cos’altro aggiungere: leggetevi se vi va, se non lo avete mai letto, “Le due zittelle“(1946). Uno spasso e una botta in testa in tutti i sensi.
“In uno scuorante quartiere d’una città essa medesima per tanti versi scuorante” vivono due zittelle, con due t, come zitte, come frittelle, vivono con la loro vecchia madre e con una scimia, con una m.
La loro casa muffosa sa di vite non vissute, consumate accudendo la vecchia madre. “Dominate, come lo erano sempre state, dalla sua volontà, sgomente di sentirsi scoperte, fin nei loro mènomi divisamenti.”
Ma Landolfi non è un mero inventore o risumatore di parole desuete, mi avrebbe personalmente stancato, se solo così fosse, direi che Landolfi è uno che sa veramente raccontare e impressionare, egli stesso mentre racconta si ammonisce, si stufa se la frase sta prendendo una piega retorica, e se lo scrive da solo, scrive cose come ‘ora mi faccio serio’. Quindi arriva il momento in cui introduce la scimmia che le zitelle tengono in gabbia, questa scimmia, scardina il nottolino, di notte esce dalla finestra e inizia a fare dispetti pericolosi, fino a quando nella canonica accanto mangerà le ostie consacrate, a questo punto il racconto diventa grandioso...

Ho letto grosso modo tutti i migliori racconti italiani, da Bassani a Calvino all’Ortese, Silvio D’Arzo, Delfini, Buzzati, Tabucchi, Del Giudice, la splendida raccolta capolavoro di Levi, “Il sistema periodico“ in cui tutti i racconti si tengono insieme in una meravigliosa armonia, ma un singolo racconto, di questa forza e bellezza forse non lo avevo ancora letto. Cioè “La due zittelle”, mi appare come il racconto italiano più bello del Novecento. Il più impressionante. (Lo stesso Landolfi giudicava “Le due zittelle” il suo libro migliore).

Nota singolare. Nell’antologia dei migliori racconti di Landolfi presentata da Calvino nel 1982, non c’è “Le due zittelle”, suppongo perché Calvino privilegiò i racconti medio brevi, e “Le due zittelle” è un racconto medio lungo, circa 90 pagine. È abbastanza assurdo, tutto ciò, è come se si pubblicassero i migliori racconti di Kafka senza “La metamorfosi”.
Profile Image for Ubik 2.0.
1,095 reviews312 followers
October 5, 2019
Delitto e castigo?

L’arco di questa novella descrive una parabola talmente perfetta che non si saprebbe cosa aggiungere (o togliere, o spostare) senza rischiare di rovinarla; riflettendo subito dopo il finale, appare quasi incredibile quanto materiale, quanti temi e quanti caratteri, Landolfi sia riuscito ad inserire in un numero così ridotto di pagine.

Sono otto brevissimi capitoli, ognuno dei quali potrebbe costituire un gioiellino di racconto che, disposti in questa sorprendente progressione, determinano una piccola sinfonia (incastonata fra il silenzio di un incipit che si insinua nella casa “muffosa” e quello di un finale ancora più sommesso, cimiteriale e virato al grigio) all’interno della quale esplodono passioni, grida di sgomento, addirittura una disputa teologica, un imprevedibile thriller, un processo con tanto di spietata condanna.

A sfumare questa pletora di sensazioni forti Landolfi utilizza il registro dell’ironia e del grottesco creando uno scarto fra il tormentato affanno che più o meno tutti i personaggi manifestano e il distacco velato di sarcasmo da parte del narratore che non risparmia nessuna delle figurine che si agitano sulla scena, nemmeno colui che sembrerebbe più vicino al pensiero dell’autore e che nella foga di contrastare l’ipocrisia e il conformismo circostanti, finisce per dannare il povero cercopiteco “imputato” che, come chiosa il finale del capitolo, “…peggior avvocato non poteva trovare!”.

E’ stato giustamente osservato che il racconto cela anche un sottotesto denso di implicazioni psicanalitiche, soprattutto nel confronto fra il super-io rappresentato dalla madre delle zittelle che viene meno dopo il primo capitolo lasciando una sorta di via libera allo scatenarsi dell’es, simboleggiato ovviamente dalla “scimia”, fino a generare un conflitto talmente intollerabile per l’ideologia cattolica da esigere il massimo della pena.

Perché allora non 5 stelline?
Per il linguaggio; che, sebbene la critica ritenga un punto di forza ed originalità del libro, si lancia in costruzioni sperimentali, barocchismi, arcaismi, vezzi grammaticali (“zittelle”, “scimia”) che avranno anche una loro giustificazione teorica, ma a mio parere finiscono per sottrarre attenzione al lucido sviluppo del racconto e in qualche modo ne fanno risaltare la datazione a un’epoca della nostra letteratura in cui di funambolismi lessicali si faceva ampio uso (e talora abuso).
Profile Image for Evi *.
406 reviews311 followers
June 26, 2020
Tommaso Landolfi è un prolifico autore che volevo approcciare da tempo ma perennemente  scuorata, per usare una parola sua, dalla vastità della sua produzione  non sapendo bene da dove cominciare alla fine ahimé non cominciavo mai.
Vi è  che per leggere Landolfi bisogna portarsi appresso il vocabolario, come minimo un Treccani o chiedere una consulenza all'Accademia della Crusca.
Nel peggiore dei casi entrambi saranno inutili perché Landolfi anche grazie alla sua dimestichezza con lo studio di molte lingue straniere (ma non simpatizzo' mai però con  il latino) ha il meraviglioso difetto di inventare lemmi, ripesca arcaismi linguistici, gioca con le parole.
Per farla breve Landolfi fu un letterato onomaturgo.
E chevvordi? 
Onomaturgo: Chi conia parole nuove, inventore di neologismi.
Spesso le inventava di sana pianta,  grazie a lontane assonanze etimologiche, o resuscitando echi di parole di tempi lontani.
Si potrebbe fare un gioco, vedere chi ha mai incrociato questo elenco di parole  che ho trovato nel suo racconto, chi ne conosce gli arcani significati; per quanto mi attiene, tranne rare  cui sono arrivata grazie alla stampella dello studio della lingua greca classica, ne conoscevo poche. 

Scuorante Verbigrazia Parlasia Castrica Scolta Cencilani Menomo Principiare Postutto Invida Taccia  Stronfio Bennato Tonsurato Longanimita' Bupreste Furlano Brunate Rattenere Noncale Casigliane Inulto  Zipila Ronchiuto Frascato Cernecchi

La prosa di Tommaso  Landolfi è  sontuosamente aulica, quasi ottocentesca nonostante sia  nato e cresciuto  nel 900,  deferente, magniloquente ma  mai retorica e mi ha totalmente avvinto.
Se poi lo strumento "alto" della lingua serve a supporto  di una storia amaramente divertente, di tema   "basso", per così dire, l'esito non può  essere che quello che è stato, cioè  bellissimo.
In questo lungo racconto ci sono le due zittelle del titolo, che  nelle descrizioni ricordano vagamente le fantastiche Sorelle Materassi di Palazzeschi, solo molto più  arcigne  e antipatiche, c'è uno stuolo di suorine dai copricapi importanti che vivono in un monastero adiacente alla casa delle due zittelle, e c'e.... una scimmia, sì  una scimmia.
Cosa ci sta a fare una scimmia dentro un racconto con due anziane zittelle?
Ci sta, ci sta, è  l'elemento che non ti aspetti è  la follia di Landolfi, è la mascotte di casa, ultimo   dono rimasto  di un fratello delle due donne che viaggiò in paesi esotici e lontani.
E partendo da una scimmia, si compie il meraviglioso  prodigio della  letteratura,  il discorso si eleva in su  finanche  a parlare del sommo, di Dio, dell'espiazione del peccato  in una conversazione che diventa anche dotta  teologia.
Le due zittelle, quello che lo stesso autore reputava  come: "il mio  racconto migliore".
Profile Image for Daniele.
323 reviews68 followers
June 23, 2024
Con questo racconto lungo rivaluto Landolfi!
Qui mi è piaciuto molto, fantasia e parole ricercate quanto basta, tutto mixato sapientemente.
La parte del "processo" a Tombo è esemplare.
Profile Image for Gabril.
1,090 reviews272 followers
July 16, 2018
Incipit:
«In uno scuorante quartiere d’una città essa medesima per tanti versi scuorante, al primo piano d’una casa borghese vivevano due zittelle colla vecchia madre. E buon per il lettore ch’io non sento il dovere, che a quanto sembra altri sente imperioso, di descrivere minutamente simili luoghi! Ce ne sarebbe di che fare entrar le paturnie al meglio disposto. Con che costrutto non so vedere; dunque cercherò di limitarmi qui ai cenni strettamente indispensabili, che sarà fin troppo».

Due zittelle (falsa etimologia da: zitte) una simia (ovvero scimmia), un sacrilegio e due preti che disquisiscono sulla natura di Dio e del libero arbitrio.

Surreale, irriverente, geniale.
Profile Image for Hank1972.
226 reviews61 followers
February 15, 2026
Team Tombo

Ecco, passare dal frenetico, cartoonesco, comico, ironico, multicolor, californiano, allucinato, paranoico Pynchon alle due (tre) vecchie in un appartamentino di uno “scuorante” paesino laziale con uno stile di scrittura arcaico è stato uno shock.

Poi però procedendo con la lettura ti accorgi che quello stile di scrittura è supeoriginale perchè mescola termini in disuso ma molto pregnanti con invenzioni linguistiche ed il risultato finale è notevole.

E senti, nel fondo una sottile ironia e qualche scena è quasi comica. E poi quella vitalità di Tombo, la sua voglia di uscire dalla gabbia, la sua messa scimmiesca in contrapposizione al grigiume bigotto e ipocrita delle represse zitte zittelle, del probabile finto candore delle monache, del dogmatico padre Tostini che avrà la meglio nel confronto filosofico-teologico con padre Alessio (un po’ tipo Nafta e Settembrini).
Profile Image for Carmine R..
633 reviews101 followers
January 6, 2022
Tre donne in casa (per non parlare della scimia)

"È costume degli uomini tenere se possibile in gabbia l'oggetto del proprio amore."

"E invero tutte le qualità che un accorto novellatore di razza umana, esperto quanto si voglia di caratteri, può rilevare in un animale o attribuirgli, non sono al postutto che mere supposizioni, cui solo il nostro smodato antropomorfismo presta verosimiglianza. Fra noi: in che modo penetrare d'un bruto i pensieri, il vero significato dei suoi gesti, anche ad adottare l'accezione umana di tali termini? Un uomo di fronte a un altro uomo ha almeno una convenzione, se non altro di linguaggio, alla cui stregua commisurarne gli attributi; ma riportare questa convenzione sugli animali sarebbe a dir poco arbitrario. Rispetto a che cosa, infine, ad esempio una scimia sarebbe buona o cattiva? Tanto vale dunque agnosticamente confessare dal bel principio di non capirci nulla, e chiudere l'imbarazzante parentesi. Quella scimia insomma era una scimia, con tutti gli attributi esteriori e le qualità apparenti della sua razza; era una creatura misteriosa."

"Dio non è quello che credete. Dio è, monsignore, al pari di me, al pari di quella scimia, estraneo alle vostre complicate partite di dare ed avere! Dio non ha nulla a che fare colle vostre o nostre istituzioni morali, coi nostri altari, colle nostre ostie consacrate; non dico che sia al disopra o al disotto di queste cose, dico anzi che esse non gli appartengono, non gli sono pertinenti, o almeno non più di altre, di tutte le altre cose, di tutti gli altri moti dell'uomo, degli animali o degli astri. Dio non è un dio di giustizia, non è neppure misericordioso, non è cattivo e non è buono..."

Landolfi lo considera il suo miglior racconto, a mani basse; Montale lo definì, nel risvolto della prima edizione, uno dei « maggiori "incubi" psicologici e morali della moderna letteratura europea». Io, dall'alto della mia piuttosto bassa erudizione letteraria, lo reputo un gran bel racconto. Onomaturgo per diletto e cantore - a tempo perso, si intende - del profluvio lessicale che tanto la lingua italiana onora, Landolfi si rivela ora affabile affabulatore ora diabolico manipolatore; finanche ironico - lo potremmo immaginare bicchiere alla mano, i sensi fieramente obnubilati - nel dileggiare l'esistenza umana, votata a pigri aneliti e sicurezze che fanno della stolidità la definitiva sublimazione.

Cosa potrebbe succedere, allorquando la vita di due anonime "zittelle" viene sconquassata dalla scimia di casa - cimelio e vestigia del di loro fratello viaggiatore -, rea dell'irreparabile vituperio di una chiesa profanata delle sue sacre ostie?
Da uno spunto così scombiccherato, quasi un azzardo tanto è surreale il pretesto di partenza, si dipana un potente esercizio del dubbio che persegue l'impossibile: mettere in discussione un sistema - di vita e mentalità, di ipocrisie capillari e contrasti paradossali - che la religione ha così profondamente fatto attecchire in un contesto medio-borghese.

Se per personale preferenza mi trovo costretto a rimembrare le sensazioni sordide, profondamente disturbanti, che racconti come Il Mare delle Blatte e La muta hanno saputo restituire, questo Le due zittelle guadagna l'onore delle armi per un gradino dabbasso; anche afflati poetici come Una favola e Asfu, indimenticabili per la vibrante intensità emotiva che li muove, tendo a preferirli. Una verità è scoperta, in chiusura: siamo nei pressi della letteratura nella sua forma più alta.
Profile Image for Dimitri.
176 reviews72 followers
May 28, 2024
Ambedue erano sempre vestite di nero o comunque di scuro, con certi giubboncelli o tuniche senza vita, e le spalle coperte da una breve pellegrina di lana viola o uno scialle di bigia; avevano i capelli, spesso in disordine e ritti verso la nuca e le tempie, fra bigi anch’essi e vagamente rossastri, dovuto ciò ad antichi tentativi di serbarli neri; e infine, com’è chiaro, sui loro visi, nei solchi fra le pinne del naso e le guance, e così pure in qualche ruga delle più profonde, stagnava perennemente un denso sudore, simile a sego.

A seguito di uno scandaloso evento, due zittelle si vedono costrette a giudicare i peccati e a stabilire una punizione per l’eroe di questa storia, l’amato Tombo, una scimia castrata lasciata loro in eredità dal fratello defunto. Durante il “processo” due preti faranno gli avvocati dell’accusa e della difesa. Racconto spassoso e spietato, sarebbe piaciuto a Kafka.

“Ah, perché non vi ho risposto, quando poco fa mi chiedevate, con ehm, veh, e altri versacci ignobili: di questo peccato cosa ne facciamo, giovanotto?” e padre Alessio contraffaceva la voce e il tono del monsignore. “Perché non vi ho risposto: mettetevelo in tasca, corpo del vostro Dio, per non dire nel tafanario!”

"Il mio miglior racconto, dopo tutto”. (Tommaso Landolfi)
Profile Image for Tyrone_Slothrop (ex-MB).
865 reviews118 followers
May 4, 2021
Il genio di Pico al suo meglio

In questo racconto lungo, c'è davvero tutto quanto di unico e affascinante si possa trovare nella scrittura di Landolfi, un grandissimo scrittore italiano sempre troppo sottovalutato e che meriterebbe molta più attenzione da parte dei lettori.
Soprattutto, qui si può assaporare al meglio la insensibile ma inesorabile transizione di atmosfera da un inizio accattivante, giustamente ironico e godibilissimo, ad una conclusione da brividi in cui il peggio dell'essere umano viene rappresentato con una visione chiarissima e icastica.
E questo miracolo di ibridizzazione tra tono ironico-macchiettistico e registro tragico-dolente avviene tramite (ma non solo) un uso abilissimo della lingua, con delle perle da grande glottoteta (quale Landolfi era) e figure retoriche quali la preterizione e la litote.

Sicuramente una lettura da consigliare a tutti, senza eccezione alcuna - poche pagine di una intelligenza e potenza espressiva rare...
April 17, 2020
La lingua dello spreco.

“Scuorante”, “anfibologìa”, “bischizzo”, “squacquerata”, “squarquòio”, “postutto”, “ipotipòṡi”, “berciare”, “elicitare”, “scolta”, “bupreste”, “cerambice…” sono solo alcune delle auliche paroline di cui sono infarcite le prime quarantanove pagine delle centoquattordici, formato 10x17, carattere 14, pt 0,5.

Sarà perché ho aperto gli occhi tra stradine strabordanti di balconi barocchi in ferro ritorto su mensoloni in pietra con figure grottesche di sirene, sfingi, leoni, ippogrifi, cavalli alati angeli ed altro…
sarà che le ho amate in segreto perché i “critici e i personaggi austeri“ dicevano fossero brutte come i fiori di platica, per poi cambiare opinione e innalzare sugli altari quell’arte di tufo e stucco del secolo dello spreco…
sarà per tutto questo, ma “Le due zittelle”(che deriva da zitta e non da zita, la qualcosa ne cambia il senso) mi ha subito incantato come un putto in gesso del Serpotta, e come…"Er pasticciaccio brutto" o “E venia pien d’angoscia…”.

Il barocco tentò di celare la tragedia di una società che non poteva più permettersi marmi e affreschi (fatta eccezione per il Papa Re che a Roma, allora come oggi, i denari dello spreco li sottraeva ai fedeli-sudditi). Allo stesso modo la lingua di Landolfi serve a ‘celare’ la tragedia che cova in quel piccolo mondo ridicolo in cui la tragedia non dovrebbe avere dimora.
E invece…la povera scimmia Tombo viene condannata a morte dalle due zitelle per vilipendio della religione, nonostante l’emotiva difesa spinoziana del pretino!
La storia è grottesca, infatti, ma la reazione delle due vecchiette è romanticamente “passionale”; la loro richiesta di un giudizio competente a due talati si traduce in una disputa teologica tra un tradizionalista e un libero pensatore, come in un'operetta morale.
Le sirene, le sfingi, i leoni, gli ippogrifi e i cavalli alati, che sono la lingua usata da Landolfi, librano (perdonatemelo il vocabolo) in alto, ma molto in alto: “il più bel libro” (a suo stesso dire) da lui partorito nelle sfere della letteratura e non solo italica.
Profile Image for soulAdmitted.
292 reviews74 followers
January 6, 2018
Volevo recensirlo parlando di miniature, bassorilievi e perfezione. Poi dev'essere successo qualcosa tra me e l'inconscio di Landolfi in caduta libera.
Profile Image for Elalma.
927 reviews110 followers
January 8, 2013
Un racconto straordinario fin dall'inizio, con le sorelle mustacchiose e la loro scimia blasfema. In così poche pagine con un'arguzia stilistica davvero rara si sviluppa una storia ironica e un po' surreale che porta, come dice Montale, a un climax narrativo che ha pochi esempi nella letteratura contemporanea.
Profile Image for Ffiamma.
1,319 reviews147 followers
May 27, 2013
landolfi strepitoso e scanzonato nel raccontare la storia di due "zittelle" nella muffosa provincia italiana e della loro "scimia" blasfema. irresistibile.
Profile Image for Theut.
1,922 reviews37 followers
September 8, 2021
«In uno scuorante quartiere d’una città essa medesima per tanti versi scuorante, al primo piano d’una casa borghese vivevano due zittelle colla vecchia madre.».
Due zittelle, una simia, un sacrilegio, disquisizioni. Una folgorazione. Datemi tutto quello che ha scritto Landolfi, pliz!
Profile Image for Roberta.
2,028 reviews340 followers
November 17, 2013
Uffa, non sono stata attenta alla puntata di Per un pugno di libri che l'ha presentato. Ricordo la descrizione delle due zittelle,ma la scimmia?!? E i preti?!?
La storia ci racconta della provincia italiana, quella per bene, quella dove l'apparenza conta e i vicini spettegolano. Delle due zittelle, solo una pare esserlo per vocazione. In qualche tempo passato c'è stato anche un fratello, di cui non sappiamo nulla, che ha lasciato alle due donne la propria scimmietta in eredità.
La scimmia è furba: sa scappare dalla gabbia quando nessuno la vede, esplora il vicinato e mima le azioni e gli atteggiamenti delle persone che vede. Sfortunatamente, il vicinato è rappresentato da un convento: scimmie e religione non si mischiano bene.
Improvvisamente la vicenda diventa riflessione per temi molto più alti: il libero arbitrio, il peccato, Dio, il castigo. Il processo morale si tiene nel salotto delle zittelle e i due preti fanno da accusa e difesa. La difesa perderà, perché leggermente eretica, e poco dopo gli verrà tolta anche la tonaca.
Il racconto è una satira interessantissima sul costume della provincia italiana, su cosa è bene e male, più agli occhi del vicinato che alla prova della coscienza. L'impressione è che nulla, nulla debba cambiare nella lenta e placida routine quotidiana, pena il ben noto ostracismo di "cosa diranno i vicini/il paese?".
Profile Image for Alessandra.
177 reviews24 followers
August 5, 2022
Un racconto godibilissimo!
Landolfi è bravissimo, ma ingiustamente poco letto. Fa parte di quel Novecento di nicchia prolifico e immotivatamente ostracizzato. E invece merita.
Le due zittelle, Nena e Lilla, sono pie e devote donne che convivono con Tombo, una scimmia donata dal fratello defunto (e che chiaramente lo sostituisce). Quando scoprono che Tombo fugge occasionalmente per saccheggiare la chiesetta di fronte, intendono accertarsi del fattaccio e pedinarlo. Ecco che Nena assiste a ciò che di più sacrilego possa esserci: "Lettore, non ne ho colpa: Tombo diceva messa", e non solo, "Tombo lasciò cadere il sacro calice e ruzzolar pel piano; e, contro uno spigolo del tabernacolo... devo pur dirlo in qualche modo, scompisciò l'altare".
Ecco. A questo punto occorre che le due zittelle prendano un provvedimento e urge confrontarsi con un prete. In realtà i preti saranno due e decideranno con un acceso e grottesco confronto del destino di Tombo.
Un racconto breve e simbolico: Tombo è sì una scimmia (simbolo satanico/sfrenato e finto uomo) e sarà giudicato mediante dogmi cristiani (poco compassionevoli), ma è soprattutto il pretesto per chiedersi cosa sia 'il bene' e cosa 'il male', cosa giusto e cosa ingiusto, cosa morale e cosa immorale e in relazione a chi le precettistiche e le regolamentazioni siano valide e applicabili.
26 reviews
January 23, 2019
Lettura non pianificata che mi ha colpito positivamente.
Lo conoscevo di nome per via di un vago ricordo di Anna Marchesini che lo recitava a teatro.

Lo stile di Landolfi può essere un deterrente per alcuni. Per me non lo è stato, ma ho avuto bisogno di mantenere un livello di attenzione superiore alla mia norma durante la lettura.

La storia, grottesca e divertente, mi è parsa una bella cornice al capitolo centrale che sembra essere il manifesto delle idee dell'autore sulla religione, che condivido.

La separazione tra la storia e il messaggio centrale mi ha disturbato perché mi è sembrata troppo marcata.
Profile Image for Demetrio Marra.
42 reviews5 followers
August 30, 2021
Dialogo pseudo-filosofico tra due zitelle e due parroci a proposito di una scimmia. Non vi dico altro: ma è un esercizio retorico e parodico di squisita eleganza.
Profile Image for Flynth Shower.
46 reviews
July 25, 2025
Le due zittelle è uno dei racconti lunghi - o romanzi brevi - partoriti dalla mente landolfiana; come la maggior parte delle sue opere, è veramente un piacere leggerlo per forma e struttura; i risvolti della trama sono un saliscendi di sorprese che culminano in un meraviglioso saggio-discorso su dio e la religione per poi, terminare in un finale molto amaro e angosciante.
La mia esperienza di lettura è stata esattamente così: parto divertito ed incuriosito, divorando la parte del "processo" e poi, rimango esterrefatto, triste e sconsolato pel finale.
Resti in pace il nostro vero eroe della vicenda!
Profile Image for Intervalla Insaniae.
141 reviews39 followers
April 30, 2025
Cosa succede se, d’un tratto, sul banco degli imputati, fra i peccatori malvagi o pentiti compare non più un essere umano, bensì «un ignaro bruto», una bestia senza coscienza, un semplice privo dell’idea del male e del bene, insomma, cosa succede se a peccare è una scimmia?
“Le due zittelle” risponde a questa gravosa questione...

Potete leggere il resto dei miei pensieri sulla rivista online "L'Amletico". Qui sotto il link!

https://www.lamletico.com/articoli/to...
Profile Image for Juan.
Author 29 books40 followers
November 29, 2023
Questo piccolo romanzo, benché un po complesso per lettori come io ancora non stagionati, è un bel testo e ben corto. Dunque, sebbene ho bisognato cercare parecchi parole ogni pagina, è stato bene.
Aveva ascoltato parlare di ciò su un podcast, magari Copertina oppure Timbuktu; una idea molto originale: ci sono due sorelle, le zittelle che vivono presso un convento, ma anche una scimmia, che scappa alla notte e anda in convento per fare un simulacro di missa.
Un bel pezzo del libro è una lite fra due preti su cosa è el male ed il peccato, è cosa se può fare con la poverella scimmia.
Forse questo romanzo parla de la vita è della morte, invece di ciò che pare a primo sguardo. Le due zittelle sono interrate in vita, e la scimmia è in gabbia, ma scappa. E per ciò deve essere punita. Molto interessante, insomma, e buona per aggiungere parecchi parole al mio lessico.
Profile Image for I Am Vertical.
44 reviews8 followers
March 1, 2013
IO VOGLIO TOMBO.


Tombo è l'ottavo nano, ribattezzato da me Tombolo, il nano sacrificale. E' una scimia blasfema, pura e svuotata come un tacchino nel giorno del Thanksgiving.

Si infila di soppiatto nella chiesetta di un monastero e mangia manate di ostie consacrate, beve il sacro vino dal calice, dice messa a modo suo per emulazione umana ed alla fine, dulcis in fundo, "scompisciò sull'altare".
Tombo è puro ed innocente perchè, essendo animale, non possiede il libero arbitrio e nulla di ciò che fa è, in realtà, blasfemo o peccaminoso. (ma noi umani, il libero arbitrio, lo abbiamo davvero?).

Ho letto questo racconto il giorno delle dimissioni di Ratzinger. Il 2 aprile 2005, giorno della morte di Wojtyla, mi trovavo a Roma per la seconda volta in tutta la mia vita e gioivo della compagnia di amiche care in un taxi sgangherato.
Questo racconto, tra le tante cose, mi ha fatto capire che il mio reale problema con la religione è puramente un problema di tempistica: nulla di grave quindi, ma totalmente irrisolvibile.

Io voglio Tombo, mangerei e respirerei e copulerei la blasfemia innocente di Tombolo e ci farei un sacco di Tombini insieme, lo giuro (ahi!)

E, se solo potessi, salirei sul grattacielo più alto della più alta città e lancerei decine e decine di copie di questo libro in regalo ai passanti, proprio come George Michael lanciava i preservativi dal palco (o era Madonna? o Freddy Mercury?), o come Crozza - imitando Berlusconi - gettava l'altra sera mazzette di migliaia di euro al pubblico. "Tanto mica sono soldi miei!" Povero Crozza (ma chi è?).

"Ma la ragione che mi indusse a riportare questo appunto è soprattutto il desiderio di giustificare la forma "scimia" da me adottata invece della più comune. Onde, per compenso forse, mi venne l'altra di "zittella"; per compenso e quasi (direi) "zittella" potesse esser diminutivo di "zitta", anziché di "zita" - Tommaso Landolfi.
Profile Image for Guido Mura.
Author 7 books4 followers
January 3, 2020
La parte iniziale di questo celebrato racconto di Landolfi è a dir poco fastidiosa. Qui l’autore porta avanti in modo sempre più evidente la sperimentazione del suo linguaggio arcaizzante e il suo narratore onnisciente è decisamente sovraesposto e invasivo. Il procedere sussultorio scoraggia la lettura e l’impressione che se ne ricava è quella di una creazione scherzosa e priva di contenuti che possano emergere dal compiacimento formale. Invece, quasi senza preavviso, dall’enunciato apparentemente giocoso, che peraltro non risulta neppure troppo divertente, emerge una delle più robuste creazioni della nostra recente tradizione letteraria. La discussione, che diventa processo, sul blasfemo comportamento della “simia” Tombo, che è lo sciagurato reale protagonista della vicenda, si trasforma in una delle massime esposizioni filosofico-teologiche della nostra realtà letteraria. L’eretico “avvocato” della “simia”, il giovane padre Alessio, con le sue posizioni panteiste, con i suoi ragionamenti degni della filosofia umanistica, con una sorta di coincidentia oppositorum cusaniana, diviene un accorato esponente di una critica radicale al tradizionalismo religioso, a quello di ogni religione rivelata e ai suoi dogmi e tradizioni. Per chi parteggi il narratore è evidente, come è evidente la sua rassegnazione alla sconfitta. Così vanno le cose del mondo e il narratore-autore Landolfi, spesso considerato come un laudator temporis acti, si rivela al contrario un pericoloso contestatore dell’autorità e della tradizione. Un libro di grande spessore, malgrado le sue ridotte dimensioni, un’opera da leggere, anche se certamente Landolfi sappia essere anche altro, cioè il creatore di un mondo allucinato e romantico, sia pure intriso di una vis ironica travolgente e godibile, al di là dei preziosismi lessicali che tanto piacevano ai critici di una volta.
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September 17, 2013
La storia, grottesca , vede protagoniste due zitelle e la loro amata scimmia in una piccola provincia dove regna arretratezza e bigottismo.
La narrazione , vivace e divertente, e' solo lo spunto per una riflessione sul pensiero e la pratica religiosa che prende origine dal dialogo tra il curato del paese e un giovanissimo prete che, in un crescendo vorticoso, diventa dura invettiva di quest'ultimo sulla incongruenza tra dottrina e pratica ( il classico si predica bene e si razza male).
Alla fine tutto ritorna nel pigro immobilismo come dimostrano la rimozione del pretino , che aveva messo in discussione i dogmi della fede, e l' epilogo che si svolge nella casa delle tre zitelle.
Da consigliare
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306 reviews5 followers
July 20, 2012
Ironia assassina, inventiva che tesaurizza financo la minuzia, ottima caratterizzazione psicologica, raffinate capacità descrittive.
E tutto nello svolgersi di un racconto lungo.
Perchè solo due stelle, allora?
Per la lingua.
La prosa di sapore ottocentesco coniata da Landolfi mi causa l'orticaria.
Sicuramente un mio limite.
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