Londra 1890: Babele, Gran Forno, Inferno e Paradiso. Capitale del Mondo Occidentale. Dai fasti di Buckingham Palace al Popolo del Sottosuolo, passando per lo sfavillante mondo della potente borghesia in ascesa. Delitti, intrighi, passioni, amore e morte. Il Crepuscolo di un’epoca, l’agonia del Lungo Ottocento che ha ormai perso la sua innocenza.
Jericho è un medium dei bei salotti. Jonas un investigatore che non crede nel paranormale.
Nella Londra Vittoriana l’Uomo Nero esiste davvero. I Mostri sono reali e hanno fame.
Per sconfiggerli ci vuole coraggio, follia e un pizzico di disperazione.
Dai bordelli per ricchi annoiati ai misteri della Londra sotterranea, dalla casa del vizio più pericolosa del West End, agli orrori di Whitechapel, un viaggio da incubo che parte dai sobborghi più infimi per salire su, fino a sfiorare la Corona D’Inghilterra.
Federica Soprani vive a Parma, cercando di coniugare da anni la passione per la scrittura col lavoro e la gestione di una famiglia che ha più zampe che arti. Si è laureata in lettere moderne con una tesi dal titolo La figura del Vampiro nel Teatro tra ‘800 e ‘900. Ha pubblicato racconti in antologie, su riviste e periodici. Insieme a Vittoria Corella ha pubblicato i sei episodi della serie poliziesco-vittoriana Victorian Solstice (www.victoriansolstice.it), il romanzo Steampunk Victorian Vigilante. Le infernali macchine del Dottor Morse (Nero Press) e il romanzo Una segretaria per Milord (Harper Collins Italia). Il suo romanzo Corella, l’ombra del Borgia (www.corella.it) ha vinto il Premio Letterario Mondoscrittura 2013. Nel 2015 ha pubblicato con Delos Book Come tu mi vuoi, collana Storie ardenti, incluso poi nel cartaceo Fantasie piccanti, edito da Mondoscrittura. Nel 2017 ha pubblicato con Edizioni il Vento antico la raccolta di racconti Quello che sulla Terra sapete. Nel 2019 ha pubblicato con Triskell Edizioni Il Cammino del Sapiente, prima volume della trilogia fantasy Cronache di Daederian. Dal 2018 collabora con la casa editrice Letterelettriche e con la rivista digitale Lost Tales. Pubblica racconti in antologie, su riviste e periodici.
Non si può definire questo libro un romanzo, semmai una raccolta di racconti lunghi collegati in sequenza temporale a ricordare lo storyboard di una serie tv. Ogni puntata racchiude le indagini di Jericho Shermaldine, medium, e Jonas Marlowe, ex-investigtore di Scotland Yard. Due personaggi assai diversi, ben delineati e resi per l'umanità che sono e rappresentano in un mondo oscuro quale quello della patinata e tirata a lucido in superficie dell'Inghilterra vittoriana. Ma sotto la superficie si rimesta nel torbido per scovare assassini e colpevoli, torbido in cui Jericho sguazza come un bimbo su una pozzanghera e dove Jonas comincia a vedere appena oltre la superficie per trovare tutte le proprie certezze sbrindellate in poco tempo. Una scrittura fluida,accattivante, un'ottima capacità narrativa che delinea con chiarezza uno sfondo storico e sociale davvero ben descritto, preciso e minuzioso a tratti crudo e violento come è giusto che sia il torbido dell'età vittoriana. NEl complesso un buon libro, ma non catalogatelo nel paranormale, non ce n'è e Shermaldine svilisce tutto il suo potenziale lasciando il lettore con l'amaro in bocca. Cenni appena tratteggiati a dire che il paranormale non è la baggianata reale che è, ma una bambina che parla col fantasma della moglie di Jonas non è abbastanza, se ne poteva anche fare a meno che non si sarebbe notata la differenza. E questo è un gran peccato, che spegne la quinta stellina.
Ho acquistato questo libro in formato cartaceo al Salone del Libro, attirata dall'ambientazione e dalla trama. Quando ho iniziato a leggere non sono più riuscita a smettere. Londra è decadente e bellissima, così come lo sono le persone che la vivono, dai peggiori bordelli ai salotti dell'alta società. La vediamo attraverso gli occhi dei due protagonisti, Jonas e Jericho, che non potrebbero essere più diversi e forse proprio per questo motivo funzionano così bene insieme. I casi che devono risolvere sono terribili, a volte agghiaccianti, e lo intendo nel migliore dei sensi possibili; lasciano con il fiato sospeso e sorprendono con continui colpi di scena. Se siete come me, quando avrete finito di leggerlo, vorrete solo averne di più.
ho pensato di dare 3⭐, per le autrici italiane e auto pubblicate e perchè con così poche recensioni la mia abbasserà la media e mi dispiace: non sono racconti scritti male ma non posso..
non per lo sfruttamento sessuale di incapaci, non per le numerose (per fortuna brevi) scene di sesso che sono al 95% stupro e pedofilia e al 5% disfunzionali non per il cannibalismo non per lo smembramento di bambini
ma per tutto l'insieme, per la devianza ripetuta e perpetuata che mi lascia un senso unto e viscido addosso
(mia nonna diceva che il troppo stroppia e, tranne che per i libri e i soldi, aveva ragione)
Allora. Lo ammetterò subito senza tanti giri di parole: io sono una fifona. Di quelle irrecuperabili, aggiungerei. E queste novelle sono orrorifiche e macabre e piene delle cose terribili della Londra Vittoriana e c'è stato un momento in cui ho pensato "cavolo avrei dovuto leggerle per Halloween!" Ma infondo va bene anche giugno, che è il mese del Pride, e TOH GUARDA CASO in questo libro c'è una meravigliosa relazione lgbt+. Che tra parentesi, ho adorato. Ma andiamo con ordine. Inizialmente ho fatto un po' di fatica con lo stile, perché è molto "aulico" e non ho letto molte cose scritte in questo modo, ma una volta abituata ha cominciato a piacermi sempre di più. Sono un po' una dark inside, ho un passato oscuro che mi impone di andare in visibilio per gli stili di scrittura di questo tipo, mea culpa. Lo definirei gotico e con tante metafore macabre e penso che per il tipo di trame delle novelle sia adatto, nonostante sia molto particolare. Passiamo ai personaggi, che vorrei tanto abbracciare. Circa tutti quanti ma vorrei dare qualche punto in più a JOHNNY perché l'ho amato più di quanto una persona normale dovrebbe fare, poi Jonas che è troppo un cupcake per non adorarlo, Jericho e infine Orlando. Ho amato il fatto che ognuno di loro avesse un lato oscuro ma che in qualche modo il bene prevalesse sempre in loro, li ha resi molto umani e più interessanti. La storia di Jericho in particolare mi è piaciuta molto, il personaggio del Mago è molto intrigante e l'idea della Casa Alla Fine del Mondo mi ha affascinata tantissimo. La relazione tra i due protagonisti si sviluppa lentamente come piace a me e anche in modo dolce nonostante tutte le situazioni terribili in cui i due si ritrovano. A questo proposito, parliamo un attimo delle trame. Mi sono piaciute tutte e quattro le novelle, in modo particolare la quarta ed ultima. L'atmosfera era sempre molto macabra e non mancano descrizioni esplicite e agghiaccianti che ti aiutano ad entrare nella storia e che mi hanno ricordato molto l'Alienista, una delle mie serie preferite dell'anno scorso. Spero davvero in un seguito, poiché mi piacerebbe conoscere meglio il personaggio di Re Belial (non mi fido affatto di lui 😒) e il finale aperto della seconda novella mi da speranza, vorrei vedere ancora Jonas e Jericho insieme e vorrei sapere di più sulle facoltà di medium di Jericho ♡ Personalmente mi sento di consigliarvi queste quattro novelle perché anche se alcune scene mi hanno profondamente turbata non riuscivo a non andare avanti e a non lasciarmi prendere dalla situazione. Avevo troppa ansia che succedesse qualcosa ai miei prediletti! I misteri infondo non sono difficilissimi da risolvere ma tutto è profondamente trascinante ed è davvero difficile staccarsi dalle pagine. Vi consiglio però di fare molta attenzione, vengono trattate molte tematiche delicate e ci sono molte scene esplicite e di forte impatto. Se siete persone sensibili vedete voi quali sono i vostri limiti. Mi sembra giusto quindi lasciarvi un elenco in modo che possiate regolarvi in base ai vostri gusti personali.
Seconda edizione che riunisce quattro racconti già pubblicati in precedenza, “Victorian Solstice” segue le indagini di un’improbabile coppia di detective, il medium Jericho Marmaduke Shelmardine e l’investigatore Jonas Marlowe, in una Londra vittoriana cupa e decadente, popolata da ricchi dediti ai piaceri più sfrenati e poveri che si dibattono nella miseria più totale.
I protagonisti vengono da ambienti molto diversi e possiedono una visione del mondo quasi opposta: mentre Jericho ha imparato a destreggiarsi nel marciume della società e sopravvive come medium tra i salotti dei benestanti, Jonas conserva una sorta di ingenua fiducia nel sistema, nonostante lui per primo sia stato vittima di un’ingiustizia.
Il peso del passato incombe su entrambi, sebbene in modi diversi, perché quello di Jericho è avvolto nel mistero di un’insolita e sensuale relazione, mentre su Jonas pende la condanna per un delitto irrisolto. Il medium cela la sofferenza dietro una maschera libertina, che di racconto in racconto si incrina per mostrarci la verità che custodisce nell’animo, la speranza di un nuovo amore che gli dona nuove motivazioni. Al contrario, l’investigatore si mostra per ciò che è, un uomo rigoroso che dubita dell’esistenza del paranormale e crede davvero di poter portare tutti i criminali davanti a un giudice, nonostante l’intero mondo in cui si muove sia corrotto.
L’amore che nasce tra i due uomini è inaspettato, un sentimento via via più profondo che dona loro forza di fronte alle avversità; le indagini restano in primo piano nella narrazione, tuttavia la relazione tra Jonas e Jericho ha un impatto deciso sullo sviluppo dei due personaggi e sull’andamento della vicenda.
La spirale di vizi e crimini nei quattro racconti è molto cupa e si ha quasi l’impressione che per questa società corrotta non ci sia più alcuna speranza, la risoluzione dei casi a volte consiste solo nella scoperta di una verità che non può essere raccontata, perché non interesserebbe a nessuno.
Di racconto in racconto, di caso in caso, cresce la curiosità di scoprire la verità sui misteri nel passato di Jericho e Jonas, ogni piccolo indizio cattura l’attenzione e suscita nuove congetture. Tutto questo è reso possibile da una scrittura suggestiva ed elegante, in grado di descrivere le situazioni più terribili senza appesantirle o renderle troppo da sopportare per chi legge.
Certo si nota che i racconti sono stati scritti in un arco di tempo dilazionato e che storia, personaggi e stile narrativo hanno subito un’evoluzione, ma questo non pesa troppo sul risultato finale, perché in un certo senso dà modo al lettore di immergersi sempre più nel mondo di ombre e misteri creato dalla coppia di autrici.
Voto: 4.5 RECENSIONE A CURA DI SLANIF Jericho Marmaduke Shelmardine e Jonas Marlowe si incontrano per la prima volta in un contesto inusuale, eppure di gran voga in quel periodo nella Londra del 1890: una seduta spiritica in uno dei salotti bene della città. Infatti, Jericho è un Medium, un Tramite con il mondo dei morti, e Jonas è un ispettore di Scotland Yard incaricato di dire al sensitivo di non interferire ancora con le indagini della polizia. Jonas è convinto che Jericho usi dei trucchi, e non ha nessuna intenzione di farsi imbrogliare dalle magie che riesce a compiere senza farsi scoprire dai meno attenti e gli affascinati spettatori dei suoi spettacoli. Tuttavia, quello che doveva essere un breve incontro, si trasforma in una collaborazione insolita e a tratti quasi paradossale, che vedrà i due uomini indagare insieme in quattro diversi casi di omicidio. Continua sul nostro blog!
* 3.7 ⭐⭐⭐✨ . . Trigger Warning: prostituzione, malattia mentale, incesto, violenza, violenza sessuale, cannibalismo, abusi, pedofilia. . . Questo libro scritto a quattro mani è decisamente riuscito, il mio voto infatti è una media trai voti delle quattro novelle da cui è composto. Rispettivamente i voti sono: 3 ⭐⭐⭐; 2.75 ⭐⭐; 4 ⭐⭐⭐⭐ e 5 ⭐⭐⭐⭐⭐ (questa mi ha ricordato molto L'Alienista, di Caleb Carr, un libro che mi è piaciuto molto e da cui è tratta una delle mie serie tv preferite in assoluto). Ognuna ha la sua trama, ma sono tutte collegate dalla presenza degli stessi personaggi e dalla stessa ambientazione. Sono direttamente consequenziali e si svolgono a poco tempo di distanza l'una dall'altra. I casi sono davvero tutti molto inquietanti, con scende crude e delitti scabrosi, ma se siete amanti del genere non riuscirete a scollarvi dalle pagine. Lo stile delle autrici è un po' ostico in principio, ma ad ogni novella migliora sempre di più (a tal punto che l'ultima l'ho letteralmente divorata). Mi è piaciuto molto come è stato costruito il rapporto trai due protagonisti, Jonas e Jericho, e anche gli equilibri che hanno raggiunto nel corso del tempo. Inoltere mi sono affezionata moltissimo anche ad alcuni personaggi secondari, come Imogene Tipoerary e l'agente Hicks. Il cast in realtà varia molto a seconda delle novelle, ma anche quei personaggi sono bene fatti, nel bene e nel male. Spero avremo un seguito, anche perché vorrei saperne di più sulla parte soprannaturale e su come si evolverà il rapporto e la relazione trai due protagonisti.
Eccomi qui al termine di questa piacevole lettura che mi ha tenuta incollata sulle pagine per tutta la settimana! Avevo proprio bisogno delle atmosfere ottocentesche, del fumo grigio, della pioggia nera, di intrighi e passioni, di occhi blu e di capelli rossi. Necessitavo di spettri e follia, di desiderio e vendetta, di fascinazione e sensualità. L'animo torbido celato dietro un sorriso cortese e l'animo puro che crede nella giustizia. #Victoriansolstice è un libro che merita di essere letto in compagnia di un bicchiere di cognac, di una lampada color tramonto e ascoltando il ticchettare della pioggia. Mi è piaciuto davvero molto come sono stati descritti certi passaggi: spennellate di indaco e sospiri, colate di kajal e lacrime, ravvivate di oro e cristalli. Un passo falso e il buio. Non poteva essere meglio di così. Ho avuto anche il finale che volevo...
Grandioso affresco della morchia torbida sul fondo dell'epoca vittoriana. L'onestà senza cedimenti di Jonas è bilanciata dal disincanto di Jericho, ma insieme perseguono il bene. Che non esiste se non come riflesso dei loro sforzi per sanare ingiustizie e svelare orrori. E intanto ci scorrono sotto gli occhi colori splendidi, dorature, argenterie ossidate e specchi impolverati, abiti da sogno e scoli di putredine. Victorian Solstice è l'omaggio di due penne innamorate a un mondo forse mai realmente esistito, eppure superbamente reso. Da leggere.
Mi ero dimenticata di quanto amo questi personaggi, il torbido di questa Londra e lo stile di queste meravigliose autrici! Voglio il seguito con la forza di mille soli *^*
Ammetto di avere difficoltà a recensire questo volume. È un po' come mangiare una caramella e non capire se ci piace davvero molto o in verità sarebbe meglio sputarla. Per prima cosa lo stile di scrittura è davvero magnifico, così elegante e elaborato che a volte mi sono un po' persa. Ma le sensazioni che trasmettono le parole si traducono in immagini, suoni e odori e questo è da dieci stelle, non cinque. Le storie sono interessanti, ma non il mio genere, tra l'altro la punta di "horror" presente ammetto che mi infastidisce e, tuttavia, (per mio gusto, naturalmente) la storia di sottofondo, ossia il privato dei protagonisti, aiuta a mantenere alto il desiderio di andare avanti. Ecco, i personaggi principali, Jonas e Jericho, all'inizio è stato un po' difficile apprezzare il medium, troppo misterioso, troppo eccessivo, troppo tutto. Poi però, a fronte di un inizio estremamente grottesco, la storia ha preso una piega più comprensibile, e anche Jericho è tornato umano. E, al momento, entrambi sono saliti di livello e la loro relazione spinge per essere rivelata e ascoltata. Per cui, tra alcuni bassi e una maggioranza di alti, direi che è il momento di passare al secondo volume.
Credo che questi due volumi di racconti siano perfetti per chi ama i racconti di Sherlock Holmes e simili, infatti la struttura è simile, anche se le due autrici non rinunciano a conferirgli delle lievi sfumature di mystery sovrannaturale che si accentrano per lo più nella figura di Jericho Shermaldine. Jericho ha un passato tormentato, che ci viene svelato a poco a poco e che Jonas riesce a tirargli fuori solo con tanta pazienza. Forse, dei due è il personaggio che ho trovato più interessante, ma probabilmente questo è dovuto più alla mia inclinazione verso il fantasy che non per altro. Anche Jonas non scherza in fatto di passati traumatici, ma il suo ci viene svelato relativamente presto, se non ricordo male addirittura nel primo racconto. Comunque anche lui si è rivelato un personaggio interessante e – perché no? - shippabile con il nostro intrigante medium. I casi che le due autrici ci raccontano sono tutti interessanti e, se non ho avuto le traveggole mentre leggevo, con un sottile filo conduttore che forse, se ci sarà un terzo volume, verrà esplicitato ancora di più. Quindi, consigliati? Se siete amanti del genere, decisamente sì.