Il tenebroso maggiore Edward Fitzwilliam, figlio cadetto del marchese di Winchester e valoroso combattente al servizio della Corona inglese, ha un unico piano: far sposare lo scapestrato nipote Thomas duca d’Arcy entro l’estate, in modo da assicurare alla sua casata una discendenza. Finita la stagione poi, ritirarsi in solitudine nella sua tenuta nel Devonshire, lasciando per sempre fuori dalla sua vita tutte le passioni che, dopo la menomazione subita in battaglia, ritiene essergli ormai precluse. Eppure l’incontro con lady Esther Ashcroft, unica donna che a quanto pare è ancora in grado di accendergli i sensi e far palpitare di nuovo il suo cuore divenuto di pietra, fa vacillare il suo piano. Le sue resistenze vengono meno quando la necessità di salvare la reputazione della bella baronessina si mette di mezzo, costringendolo a chiedere proprio la mano della donna che avrebbe voluto con tutte le forze allontanare da sé. Il matrimonio d’onore che ne deriva nasce sotto i peggiori auspici. Incomprensioni, malcelata gelosia e vane opposizioni alla passione, ogni giorno più vibrante, rendono la convivenza dei due coniugi quantomeno scomoda…
Emanuela - per RFS . L’autrice di questo simpatico Regency (al suo primo approccio con questo genere letterario) è già nota al pubblico per aver scritto storie Made in Italy, ben sviluppate e ricche di sentimento.
Nella Londra del Reggente, due nobili sorelle (Esther e Charlotte) aspettano di incontrare il giusto pretendente per contrarre matrimonio. L’attesa sembra finita al materializzarsi di un giovane e scapestrato duca, bello come un angelo ma furfante con le fanciulle e di suo zio, un ex militare congedato dopo aver riportato una brutta ferita alla gamba.
Quest’ultimo si chiama Edward ed è un uomo segnato dalla guerra sia nel fisico che nel cuore. Lui in realtà non è interessato al matrimonio, il suo unico obiettivo è far sposare lo scapestrato nipote con una fanciulla degna del suo casato e in grado di garantire eredi al titolo.
Sin dai primi incontri, tra Esther e il tenebroso Edward c’è una grande attrazione. Alla ragazza sembra non importare che lui sia claudicante mentre l’uomo ha delle remore a legarla a sé perché sa di essere diventato sterile a seguito della ferita e non vuole che Esther rinunci ad avere dei figli a causa sua.
Mentre il nipote è impegnato in un serrato corteggiamento volto a minare le resistenze di Charlotte, un inaspettato temporale contribuisce a sbloccare la situazione tra Edward ed Esther, facendo in modo che i due cadano l’uno tra le braccia dell’altra.
Ritengo che il romanzo sia davvero grazioso e ben scritto. Nonostante il tema non sia una novità, l’incantevole verve narrativa che lo caratterizza, lega il lettore fino all’ultima pagina. E’ un romanzo storico rosa molto ben riuscito, verosimile ed equilibrato, scritto con la consueta perizia narrativa che contraddistingue l’autrice, alla quale auguriamo un nuovo successo editoriale!
Ed eccoci qua con un altro romanzo storico! Il mio genere preferito.
Questo libro è ambientato nei primi anni del 1800 in Inghilterra e racconta la storia delle due sorelle Ashcroft, in particolare di Eshter, la protagonista femminile. Cresciute da una madre dalle idee aperte, che però muore prematuramente, Esther e Charlotte sono due ragazze forti e risolute che sanno cosa vogliono dalla vita.
Anche se entrambe sono in età da marito nessuna delle sue è stata mai veramente corteggiata da nessun uomo e conoscono l’amore solo attraverso i libri. Con il progetto di trovare marito le due giovani si trasferiscono per la stagione invernale dagli zii a Londra. Qui incontrano zio e nipote: il primo, Edward, è un maggiore dell’esercito dai sani principi morali che rimane, suo malgrado, folgorato da Esther, mentre il secondo dai modi libertini inizia una corte sfacciata a Charlotte.
“…Edward ebbe modo di osservarla con attenzione: i suoi occhi erano luminosi, nonostante fossero neri come opali, il naso delicato e sottile, le guance naturalmente rosate come quelle di una pesca. La bocca, piccola ma carnosa, gli richiamò alla mente un bocciolo di rosa che avrebbe tanto desiderato schiudere con delicatezza…”
Iniziano così una serie di equivoci, passioni rivelate e non, che porteranno Esther a trovare marito in un modo inaspettato. Anche se i dettami dell’epoca approverebbero un matrimonio celebrato solo per interesse o comodità, Esther sogna invece un rapporto di vero amore.
Qual è la natura del rapporto tra lei e Edward? Lei vorrebbe solo essere amata, non sa quali siano i veri sentimenti di suo marito…
“…Il vento faceva aderire il voile leggero del vestito alle sue forme, accentuando in lei la sensazione di essere nuda davanti a quello sguardo capace di risvegliarle parti del corpo che non sapeva nemmeno di avere. Il turbamento che l’attraversava ogni volta che il maggiore le era accanto, tornò a manifestarsi in tutta la sua intensità, facendola tremare impercettibilmente…”
Consiglio la lettura di questo romanzo agli amanti della Austen e alle sognatrici che vorrebbero vivere un’avventura sul genere “Orgoglio e pregiudizio” tra abiti svolazzanti, carnet di ballo ed etichette morali da seguire. Il romanzo è scritto in terza persona per dare modo al lettore di conoscere i pensieri e le azioni dei personaggi, dandogli così la possibilità di seguire la trama come uno spettatore consapevole.
Complimenti all’autrice perché i personaggi sono ben descritti, i dialoghi sono scorrevoli e mai noiosi e la trama è avvincente e romantica, a tratti anche divertente.
(Dalida Lorenzi) Dunque vediamo: l’editore è DRI, la cover ha il pizzo e le silhouette, i paragrafi citano con meticolosa attenzione data e giorno della settimana di un lontano 1813, quindi è per forza uno storico! Ovviamente tutto questo non basta e per fortuna c’è molto di più nel lavoro di Marilena Boccola, perché al di là della trama (non nuovissima, ma svolta con sufficiente fantasia) è soprattutto lo stile ciò che si fa apprezzare in questo romanzo.
Questo vale soprattutto per le descrizioni, che riescono a dosare ritmi e lessico con una grazia che in molti momenti non ha nulla da invidiare a un testo davvero scritto due secoli fa, mentre i dialoghi restano un po’ più anonimi, e la differenza è resa forse ancora più evidente proprio dalla qualità della parte in prosa. Forse è dovuto ai personaggi – almeno quelli principali -che non sembrano avere tutto quello spessore che serve per “bucare lo schermo”, ma ammetto di aver fatto fatica in alcuni punti a mantenere acceso l’interesse quando si trattava di seguire gli scambi di battute (personalmente poi non amo le “virgolette” per circoscrivere il discorso diretto, anche se hanno funzionato egregiamente in altri lavori pubblicati sempre dalla stessa casa editrice).
C’è un unico aspetto che proprio non mi ha convinto e che per fortuna è talmente marginale che non danneggia in nessun modo una storia che merita di essere letta. Mi riferisco – senza fare spoiler – alle lettere scritte dalla protagonista. Sarò troppo esigente, ma fatico a credere che una ragazza del 1813 avrebbe messo per iscritto certe cose già con la sorella, figuriamoci poi con suo padre, però capisco che ormai è quasi impossibile riuscire a non cedere all’impulso di modernizzare trame e personaggi.
Dopotutto per Marilena questo è una specie di debutto (è il suo primo storico, dopo numerosi successi contemporanei), quindi aspetto con curiosità il seguito… perchè sarebbe un peccato che dopo Edward e Esther Marilena non ci porti di nuovo nel suo mondo Regency!
Voto: 4 stelle
p.s. spero che la copia data al pubblico sia stata sanata dalla presenza imbarazzante di refusi ed errori di battitura che invece erano presenti in quella inviata forse con troppa fretta al blog. Come si dice: a caval donato… il dubbio resta.
Parole, parole, parole. Ecco cosa ho canticchiato una volta arrivata all’ultima pagina del romanzo. Quanto sono importanti le parole, specialmente quelle non dette…! Una scrittura elegante, timida e romantica quella di Marilena Boccola, esattamente come l’animo della nostra protagonista, Esther. Leggendo questo romanzo veniamo trasportati in una storia fatta di sguardi, cuori che palpitano, ricevimenti, balli. Un’atmosfera ovattata piena di sentimenti taciuti, segreti, incomprensioni e una passione che ribalta qualsiasi convinzione e qualsiasi promessa. Esther e il maggiore Edward si incontrano per la prima volta a teatro ma tra loro c’è solo un sottile e lontano gioco di sguardi. Mesi dopo i due si rincontrano ad una festa dove fanno da mediatori nelle presentazioni tra il nipote di lui (Thomas Il Duca D’Arcy) e la sorella minore di lei (Charlotte), che però pare si conoscano già per circostanze interessanti e che coinvolgono il padre delle ragazze. Queste circostanze in effetti, spingono il Duca a voler a tutti i costi chiedere la mano della ragazza alla quale però non è permesso sposarsi finché non sarà maritata anche la sorella maggiore, ossia Esther (questo mi ha ricordato molto Dieci cose che odio di te, film che adoro!) A Thomas viene dunque una splendida idea, lo zio (che lo supera di poco in età) sposerà la maggiore cosicché lui possa fidanzarsi con la sorella. Non sospetta che tra i due, nonostante le poche parole scambiate, stia già nascendo qualcosa che va ben oltre una banale proposta pratica. Edward tenta in tutti i modi di tenersi alla larga dal cuore della bella Esther, pur alternando momenti di pura scortesia nei suoi confronti a momenti in cui sono il cuore e la passione a parlare, innescando una serie di incomprensioni e giudizi affrettati. Per buona parte del libro, viene voglia di richiudere questi due testoni in un cubicolo e obbligarli a parlare dei propri sentimenti una volta per tutte. L’amore c’è, si sente nell’aria già dal loro primo sguardo. Lo abbiamo capito tutti, tranne loro due che si ostinano a dubitare di uno e dell’altro. Ora non aspetto altro che leggere la storia di quei due matti di Thomas e Charlotte, che mi aspetto super pepata proprio come i due protagonisti.
Questo è un romanzo regency, e ci parla di Esther e sua sorella Charlotte, figlie di un facoltoso proprietario terriero. La più grande delle figlie cioè Esther per stare dietro alla mamma malata e ormai defunta ha perso gli anni designati per cercare marito, e la prossima stagione sarà la sua ultima occasione per trovare un buon partito e cosa più importante per innamorarsi, si perché lei non vuole un matrimonio combinato, ma si vuole innamorare, e sarà un colpo di fulmine che colpirà sia lei che il bellissimo maggiore Edward. Proprio lui che cerca di tenere le donne a debita distanza e per un po' ci riuscirà anche con la bellissima Esther, finché un giorno, il cervello finalmente si allineerà con il cuore e quello che succede dopo lo dovrete scoprire voi! Una storia molto carina, fatta di tira e molla, di suspense e di vecchie tradizioni. La lettura è fluida è ben descritta ed è molto gradevole, anche se non amo gli storici, questa è riuscita a catturare la mia curiosità. MARA
Hampshire 1812. Un’atmosfera natalizia aleggia a Smoothills Manor e tra un preparativo e l’altro, uno dei temi più scottanti riguarda il futuro di Esther, primogenita del Barone Nathaniel Ashcroft. “Converrai con me, Nathaniel, che è giunta l’ora, soprattutto per Esther, di essere presentata in società, dato che non è più così giovane (…) La piccola stagione inizierà subito dopo Natale e anche allora si possono fare delle conoscenze molto interessanti” Novità e curiose prospettive, illuminano il viso della primogenita, che ospite dei parenti materni, si avvicina alla tanto sospirata e amata Londra. La più giovane delle Ashcroft, viene trattenuta per impegni nella proprietà paterna. Ma uno scambio epistolare, terrà in contatto le due sorelle di ogni novità, compresi sguardi, turbamenti e battiti impazziti. A Londra, il maggiore Edward Fitzwilliam, non vede l’ora di godersi il congedo tanto agognato a seguito di quell’increscioso incidente… Ma la coscienza non glielo permette finché non vedrà sistemato quello sciupafemmine del nipote Thomas, duca d’Arcy. “Edward non l’aveva mai vista prima ma, nonostante fosse bella di una bellezza poco appariscente, lo colpirono il suo sguardo espressivo fisso sul palco e il movimento impercettibile delle sue labbra, come se una profonda commozione la stesse pervadendo.” Un amore a prima vista, senza preavviso. Due giovani rimasti in ascolto del battito impazzito dei loro cuori… un gioco di sguardi indimenticabile, nel quale si perdono, rimanendo entrambi ammaliati. “…nel frattempo spero tanto di conoscere qualche gentiluomo che mi faccia battere forte il cuore, come è capitato proprio ieri sera quando il mio sguardo ha incrociato casualmente quello di un ufficiale affacciato al palco a fianco del nostro.” Parole e sguardi che Esther crede di aver lasciato sul quel foglio bianco, ma che contro ogni previsione si reincarna davanti ai suoi occhi, manifestando “atteggiamenti” strani e indecifrabili. Una conoscenza più approfondita, che coinvolge anche Charlotte, la sorella minore e lo scapestrato Thomas. Il quadro mostra due potenziali coppie che appianerebbe il problema di maritare la maggiore delle Ashcroft e assicurerebbe la discendenza al casato degli Arcy. Ma… “Lady Esther Ashcroft era parsa al maggiore talmente desiderabile da fargli avvertire, acuto, il bisogno di sfuggirle.” Una fuga inspiegabile, dettata dalla paura e dall’insicurezza. Ma cosa nasconderà di così terribile il maggiore Fitzwilliam, con quali fantasmi deve lottare ogni giorno Edward? “Oh, quasi mi vergogno a dirlo! In un modo che… be’, insomma, mi ha fatta sentire nuda! Il peggio è che, dopo aver scatenato in me un tale turbamento, quell’arrogante è quasi fuggito via, senza proferir parola…” Nel frattempo il duca d’Arcy, persevera nell’opera di convincimento di suo zio, a stringere quella sorta di patto che più di una volta, quest’ultimo, si trova a declinare. Ma un temporale cambia improvvisamente le carte in tavola. “Sono perduta! Irrimediabilmente compromessa” A scappare ora, non è più il Maggiore. Piuttosto è il momento di accorciare le distanze, mettendo a tacere quel fastidioso chiacchiericcio. Il senso di responsabilità prevale sulle paure… ma un nuovo inganno si va costruendo nei suoi pensieri. Un matrimonio con annesso un piano diabolico, sembra sgretolarsi di fronte ad un nuovo sentimento sconosciuto: la gelosia. Un nuovo risvolto. Sentimenti taciuti. Novità in vista. Equivoci. Amore e passione… un capanno che prenderà “fuoco” e che non dimenticherete mai! Ancora il guanto è protagonista assoluto. Quello di sfida, affidato stavolta a Marilena Boccola, che passa dal romance contemporaneo al Regency con una semplicità disarmante. Non impiega molto, con il suo linguaggio forbito, elegante e maturo, ponderato e comunque appassionato, a conquistare il lettore. Ogni volta un romanzo della Dri Editore, sa sorprendere anche per questa caratteristica. Pur muovendosi in pugno di anni – nel periodo della reggenza – i fatti narrati e le emozioni sono sempre diversi e ogni volta unici, grazie anche alla bravura delle autrici alle quali viene affidata la penna. La fragilità di un uomo, celata dietro un fisico scultoreo e dominata dalla “figura” di Maggiore, spicca in questo romanzo, al fianco di una ragazza insicura della propria bellezza ma curiosa di carpire le meraviglie della nuova vita che le si prospetta. Un uomo Fitzwilliam, che si dissocia da quello che chiede la società. L’uomo, con il matrimonio, deve assicurare la discendenza, assolvendo ai bisogni della moglie, garantendole l’agio. Poi le amanti, il divertimento… ogni tipo di svago è concesso. Ma Edward sogna l’amore vero, lo stesso che anela Esther. E il destino vuole che i loro occhi si incrocino facendo scintille. Impossibile non amare i due protagonisti, sorridere di fronte alla sfacciataggine di Thomas e ammirare la determinazione di Charlotte. Personaggi molto interessanti e di spessore. Senza dimenticare l’opera del narratore, che con attenzione e minuziosità, rende partecipe il lettore di ogni avvenimento ma soprattutto dei tormenti interiori. Amo l’evoluzione di Edward che trova finalmente la pace e l’ardore qui… Sarà il mantra, il tormentone, l’hashtag più usato nei prossimi giorni, a ricordare la bellezza di un romanzo e la sua profondità. Diventerà “il posto” della speranza, dove tutto può succedere, dove niente è perduto. Perché sì, non bisogna mai lasciarsi sopraffare dalle paure, dando tutto per scontato. Non bisogna mai arrendersi alla sconfitta, piuttosto armarsi e combattere per ciò che si ama… per colei che si ama! “Lui aveva capito di provare nei confronti di sua moglie un sentimento talmente forte da non riuscire più a concepire come potesse essere chiamato vita il tempo senza di lei, ma Esther cosa sentiva nei suoi confronti?” Voi, cosa state aspettando, correte a cercare la risposta.
Esther Ashcroft, sua sorella minore Charlotte e loro padre hanno appena finito l'anno di lutto per la morte della madre. Siamo a fine dicembre e la cugina Harriet con il consorte Dorian, sono appena arrivati per far loro visita. Ed ecco che decidono di portare con loro Esther a Londra per la piccola stagione, per cercare un gentiluomo disposto a sposarla. Charlotte non potrà seguirla per impegni musicali, ma le sorelle si promettono di tornare in aprile con la zia Mary Anne, sorella del padre. Ed ecco che a teatro, Esther incontrerà lo sguardo di un bel militare che la incuriosisce e intriga in un istante. Sarà proprio il cugino Dorian a presentarle ad una festa di ballo il maggiore Edward Fitzwilliam: alto, moro, presenza statuaria e in grado di farla sentire nuda con un solo sguardo. Purtroppo però, l'algido Lord si darà alla fuga immediata, senza proferire parola, e lasciando perplessa e un po' indignata la povera Esther. E lei che credeva di aver avvertito un certo interesse scorrere tra loro! Si era forse sbagliata? Sperava solo di non dover incontrare mai più quel cafone, altro che gentiluomo! Grazie alla narrazione in terza persona, possiamo conoscere meglio Edward e i suoi pensieri: dopo essere tornato dalla guerra, segnato sia nel corpo che nello spirito, ha deciso di precludersi la possibilità di trovare moglie e preferisce dedicarsi a quello scavezzacollo e libertino del nipote Thomas, cercando di fargli mettere la testa a posto una volta per tutte, visto che essendo un Duca deve portare avanti la discendenza. Quando Edward incontra Esther sente smuoversi qualcosa nel suo cuore, ma troppo spaventato da tutto ciò e dai suoi problemi fisici, preferisce scappare da quella dolce tentazione, sicuro che non l'avrebbe rivista mai più. Siamo ad aprile e le due sorelle sono tornate insieme alla zia a Londra per l'apertura della stagione. Ad una di queste serate di ballo, Charlotte informa la sorella che il padre, il quale non è mai riuscito a superare il lutto, si è dato al gioco d'azzardo. Ed ecco che poco distante dalle due dame, Edward sta dialogando con Thomas sulla sua recente bravata: gioco d'azzardo con un vecchio Barone che ha mandato al suo posto la bellissima figlia secondogenita travestita da uomo e Thomas ha deciso di sposarla per fare un dispetto al vecchio. Questo alimenta l'ira di Edward, ma il nipote gli dice senza mezzi termini che lui potrebbe sposare la sorella maggiore. Scopriamo così che le due fanciulle altri non sono che Charlotte ed Esther! Così il maggiore, convinto dal nipote, lo presenta alle dame chiedendo loro di ballare. Edward però cerca di restare il più fedele possibile al suo proposito di restare scapolo comportandosi in modo distaccato. Inizia così un susseguirsi di comportamenti contrastanti di Edward nei confronti di Esther, mentre Thomas continua imperterrito a corteggiare la bella Charlotte dal forte temperamento. Mentre la sorella maggiore si strugge per lo strano comportamento del maggiore, la minore è parecchio infastidita dalla corte del Duca perché ha capito che è un libertino con intenti non proprio nobili. Quando a causa di un forte temporale Edward soccorre sulla sua carrozza una Esther bagnata fradicia, tra i due scatta un bacio piuttosto appassionato. Tutto sarebbe filato liscio, riportando a casa sana e salva lady Ashcroft, se non fosse capitato un incidente che ha costretto i due a fermarsi in una locanda ad aspettare la carrozza della zia della fanciulla. Che guaio! Ora tutta Londra potrà spettegolare sulla poveretta che è stata compromessa! Eh sì, perché Esther sa che il maggiore non le chiederà la mano, nessun altro uomo la vorrà e resterà per sempre zitella. Ma dovrà ricredersi perché dopo alcune settimane arriverà la proposta di matrimonio del maggiore Fitzwilliam. Una volta sposati e trasferitisi nella villa Belle Maison di Edward, i due novelli sposi continueranno a restare distanti, parlando poco, senza sfiorarsi e dormendo addirittura in camere separate. La visita improvvisa del fratello maggiore di Edward con i suoi cinque figli farà in modo che, per mancanza di spazio, i coniugi inizino a dormire nella stessa stanza. Basterà questo ad avvicinarli? Il testardo maggiore riuscirà a lasciarsi andare all'amore e alla passione che prova per la sua bella Esther? Due sorelle molto diverse tra loro ma anche molto unite. La maggiore è dolce, romantica ma tenace e ama la pittura. La seconda invece ha un carattere schietto e forte, adora leggere, la musica ed è fermamente convinta di non volersi sposare. Edward è passionale e romantico nel profondo ma a causa delle sue insicurezze alternerà momenti in cui si mostra interessato ed innamorato di Esther, ad altri fatti di silenzi e freddezza. Nonostante ciò Marilena Boccola è riuscita a creare due bei protagonisti, che insieme sono veramente una bella coppia! E parlando di coppie, vorrei parlare di Charlotte e Thomas: la ragazza che non ha peli sulla lingua, che ha conosciuto l'amore nei romanzi che ama leggere e che non si vorrebbe mai sposare; e il libertino, impertinente ed affascinante, che la vuole tutta per sé. Una storia molto delicata con un pizzico di passione in pieno stile Regency che mi riporta alla mente Orgoglio e Pregiudizio, libro che viene peraltro citato nel romanzo. La lettura è molto scorrevole tanto da non accorgersi di essere arrivati alla fine. Una favola romantica d'altri tempi, che ci fa sospirare. Spero di leggere prima o poi anche la storia di Charlotte e Thomas. Complimenti Marilena! Per essere il primo libro Regency che scrivi per me è stata una lettura dolce e piacevolissima e spero che continuerai a scrivere questo genere. Lettura consigliata per tutte le romantiche e amanti delle storie d'altri tempi.
Dopo aver letto la storia di Charlotte e Thomas mi è sembrato giusto leggere anche quella di Esther ed Edward, rispettivamente sorella di Charlotte e zio di Thomas. Chi ha letto entrambi i libri si sarà accorto che, in particolare nella parte iniziale, alcuni dialoghi sono uguali, ma con punti di vista differenti. Qualcuno può aver pensato a una svista della scrittrice oppure di chi ha curato l'editing, io invece ho immaginato, giustamente devo dire, che fosse una cosa voluta dall'autrice. Dal momento che le due storie si intrecciano tra di loro e alcune scene vengono riportate in entrambi i romanzi, era giusto capire il punto di vista di due persone sullo stesso argomento. I personaggi caratterialmente sono ben delineati e il loro aspetto fisico è dettagliato, così come l'abbigliamento. Considerando che è ambientato nel periodo Regency ho trovato giusto descrivere in modo approfondito sia gli abiti dell'epoca che il contesto in cui si dipana la storia che ha come protagonisti Lady Esther, figlia del Barone Ashcroft e il Maggiore Edward Fitzwilliam. Aprile 1813. Lady Esther, assieme alla sorella Lady Charlotte, accompagnate dalla zia Lady Mary Anne, si trova a Londra per partecipare alla stagione londinese che è appena iniziata. A una festa, fa la conoscenza di due giovani nobiluomini, il trentenne Maggiore Edward Fitzwilliam e il nipote, il venticinquenne Lord Thomas, duca d'Arcy. In realtà Edward ed Esther si erano già incontrati alcuni mesi prima e più precisamente durante il veglione di capodanno. La ragazza rimane affascinata dal giovane uomo, ne è attratta. Anche lui prova una forte attrazione per la giovane Lady, ma cerca di soffocarla in quanto è convinto di non poter essere lo sposo ideale, non solo per lei, ma per qualsiasi donna. Saranno un temporale e un incontro compromettente che costringeranno Edward a un matrimonio d'onore e a chiedere al Barone Ashcroft la mano della figlia maggiore. I personaggi di questo libro mi sono piaciuti. Sono riuscita a entrare in empatia sia con i protagonisti che con i comprimari. Anche se a volte avrei voluto scuotere il Maggiore Fitzwilliam per tutte le elucubrazioni mentali che si faceva e per il modo in cui teneva a distanza la sua sposa. Inoltre lo avrei preso a schiaffi per l'atteggiamento e per le parole che usa quando Esther gli fa una importante rivelazione. Il fatto che abbia dei segreti e che non li voglia rivelare alla moglie alla lunga rischia di danneggiare il matrimonio. Devo però dire che fisicamente non ha niente da invidiare al nipote. Anche lui è affascinante, sexy, ma contrariamente al giovane Duca non è un arrogante e dissoluto playboy. Al contrario è posato ligio al dovere, assennato, forse anche un po' troppo! Lady Esther, mi è piaciuta molto. È meno impulsiva della sorella minore, meno appariscente, più propensa a seguire le regole imposte dal Ton. Quando, a causa di un probabile scandalo, è costretta a sposarsi con Edward, lo fa senza opporsi, per salvaguardare il buon nome della famiglia. Al suo posto comunque avrei fatto attendere un po' di più il marito prima di perdonarlo per il comportamento, alquanto discutibile, che le ha riservato durante i primi mesi di matrimonio. Senza contare il segreto che le ha tenuto nascosto… Concludo dicendo che sono contenta di aver letto questi due libri. Conoscevo Marilena Boccola come autrice di romanzi contemporanei, ora l'ho conosciuta anche come scrittrice di storici. Non sono un'amante del genere, quindi non mi considero un'esperta, posso però dire che queste due storie mi hanno appassionato. Da un matrimonio combinato può benissimo nascere una bella e romantica storia d'amore. È vero che questo è un romanzo, ma sono sicura che anche nella vita reale può succedere. Complimenti all'autrice per aver scritto un libro che si legge con piacere e che mi sento di consigliare non solo agli appassionati di questo genere, ma anche a chi semplicemente ama le belle, romantiche storie d'amore.
Matrimonio d’onore di Marilena Boccola. Edito il 27.05.2019 da Dri editore. Genere: narrativa, regency. 205 pagine.
Come ormai tradizione, ogni tot di letture impegnate, distruttive o devastanti mi concedo la lettura di un regency targato Dri editore e non ne rimango mai delusa. Questa volta mi sono rilassata tra le pagine di un romanzo di Marilena Boccola, autrice già conosciuta al pubblico italiano per le sue pubblicazioni tutte di ambientazione contemporanea. Se non erro, a parte un racconto comparso in un’edizione natalizia, questa è la prima volta che l’autrice si cimenta nel genere regency e il risultato è più che piacevole.
Protagoniste sono due sorelle che stanno superando il lutto per la morte della propria madre, morta dopo una grave malattia. Esther e Charlotte i loro nomi, scosse dalla loro perdita, si ritrovano a dover fare il proprio debutto in società ormai in ritardo, soprattutto la maggiore Esther, che già s’immagina di finire sola e vecchia. Le due sorelle sono l’una l’opposto dell’altra: Esther capelli e occhi neri, desidera per sé un matrimonio d’amore e dei figli, ha un animo artistico e si dedica con passione alla pittura; Charlotte, invece, bionda e dagli occhi azzurri crede che il matrimonio sia una trappola per le donne, non desidera avere figli e trascorre il suo tempo intrattenendo il proprio animo letterario con piacevoli letture solitarie.
Dall’altra parte abbiamo il maggiore Edward e il nipote Thomas. Il primo è tornato alla vita civile dopo essere rimasto ferito in battaglia, una ferita che gli impedirà per sempre di avere degli eredi, e il suo unico obiettivo prima di ritirarsi a una vita solitaria è quello di veder sistemato il nipote Thomas che, una volta diventato maggiorenne ed entrato in possesso del suo patrimonio, trascorre tutto il proprio tempo ad adescare fanciulle che, dobbiamo ammetterlo, non fanno proprio nessuno sforzo per resistergli… del resto è pur sempre un duca!
Questi sono i protagonisti che l’autrice mette sul tavolo ai quali dovete poi aggiungere uno sguardo scambiato a teatro, una serie di feste da ballo, immancabili in un regency che si rispetti, un temporale improvviso e la reputazione rovinata per sempre. A mischiare le carte ci penseranno il destino e l’amore!
Come mio solito, non voglio dirvi più nulla della trama, sta a voi scoprire tutto il resto.
La scrittura dell’autrice è davvero piacevole, la trama ben congeniata e un punto in più meritano le mie amate epistole che ogni tanto interrompono la narrazione. Ho anche apprezzato il fatto che la storia sia narrata da entrambi i punti di vista, quindi noi lettori conosciamo in tempo reale lo stato d’animo e i pensieri di entrambi i protagonisti e nulla ci viene taciuto.
Se siete appassionate del genere, vi piacciono le storie romantiche e non disprezzate balli, pizzi e merletti, non lasciatevi scappare questa piccola perla della Dri editore che ormai ci sta viziando con questi regency così romantici… finirà che torneremo a credere nell’amore vero?
Credo che quando un uomo è tanto sprovveduto da innamorarsi di sua moglie, a quel punto non può lasciare le cose a metà
Matrimonio d’onore è il primo titolo che il blog recensisce per Dri Editore. Per un’amante del romance e del Regency era un’occasione da non perdere, e stuzzicata dalla trama mi sono buttata nella lettura.
Nel 1813 basta una frase, un evento riportato in maniera volutamente errata per “rovinare” la reputazione di una giovane donna single e l’unico modo per porre rimedio al danno non fatto è un matrimonio d’onore. Così Esther ed Edward, sebbene provino entrambi una certo interesse l’uno per l’altra, si ritrovano sposati, costretti in un matrimonio che per quanto desiderato si rivela un pò complicato… per colpa di chi? Per le loro teste dure ovviamente! 🤫 Il romanzo, seppure breve, riesce a concentrare tutti gli elementi del genere nella narrazione, nonché i classici elementi del romance. Però credo che l’autrice abbia fatto delle scelte che abbiano penalizzato tutto il romanzo. Innanzitutto, proprio per la sua brevità, la scelta di soffermarsi sulla descrizione delle emozioni dei singoli protagonisti ha appesantito la storia, lasciando poco spazio alle azioni di Esther ed Edward e ai dialoghi tra loro. Sono pochi e talmente brevi che i due non possono conoscersi, confrontarsi, litigare e nemmeno chiarire gli equivoci che ci sono tra loro. La storia sembra più un diario in cui ciascuno si racconta le sue giornate, si confessa e sfoga le proprie frustrazioni; e avendo dato largo e troppo spazio ai pensieri viene penalizzata e risulta frettolosa e confusa. Manca il gentiluomo, bello e affascinante, che si innamora di una donna dalla bellezza e grazia non convenzionale, che cerca di conquistarla e allo stesso tempo tenerla lontana da lui, dal comportamento ambiguo che però corre in suo soccorso immediatamente. Edward ignora semplicemente la donna che ama perché troppo tormentato dai suoi pensieri. E lo ripete in continuazione.
Per quanto riguarda Esther dove sono i suoi sospiri d’amore? La sua indole di eroina tipica del genere che vuole ribellarsi ai canoni del Ton e vivere la sua vita seguendo l’amore e non il bigottismo e i compromessi? Dov’è la donna che si arrabbia alle accuse ingiuste del marito? Dov’è la donna che lotta per l’amore? A parte per un nano secondo in cui emerge… poi non viene più mostrata al lettore.
Sinceramente sono rimasta molto delusa. La storia è carina e potrebbe essere avvincente, ma non viene sviluppata e approfondita. I protagonisti per come sono pensati potrebbero rappresentare in maniera ideale il Regency e magari andare oltre dando quel tocco in più per rendere il libro diverso da tanti suoi simili, ma sono senza freddi e distaccati e non riescono a entrare nel cuore del lettore. Romanzo indicato solo a un neofita del genere. Recensione sul blog ➡️➡️➡️ https://www.isussurridellemuse.it/mat...
La storia appassiona indubbiamente il lettore, sopratutto gli amanti del genere: gli ingredienti ci sono tutti, e benchè l’autrice sia alla sua prima esperienza, si dimostra all’altezza delle aspettative. I dubbi e le incertezze che fanno andare avanti il romanzo a volte sembrerebbero superflue, mentre in realtà sono ben calibrate e mostrano pian piano le piccole sfumature degli animi dei protagonisti. Difatti Edward mostra una fragilità non comune al classico bello e tenebroso, ed Esther non è solo dolcezza e miele, ma una donna che comprende – anche una volta divenuta moglie di Edward – di dover mettere in gioco tutta se stessa per carpire l’animo dell’amato. Senza ombra di dubbio sono meravigliosi anche i personaggi di Charlotte e Thomas, dalle leggere sfumature austeniane ma col carattere decisamente migliore di quello di Lizzy Bennet e Mr Darcy.
Carissime Sognatrici, oggi sul nostro blog c'è il Review Party per il nuovo romanzo di Marilena Boccola, "Matrimonio d'onore" edito dalla Dri Editore.
Questo è il quinto libro che leggo di questa casa editrice e ormai posso affermare che sono una garanzia per storie d'amore ricche di emozioni, suspense e colpi di scena!
L'autrice poi è stata in grado di scrivere di due protagonisti che non cadono mai nel banale e nello scontato, ma anzi seguiamo passo per passo i pensieri, le tentazioni e le speranze che porteranno finalmente Edward ed Esther a coronare il loro sogno d'amore!