È il frutto di un’unione formidabile, ma sta morendo. Jerome La Crus è vivo solo per metà e le forze lo stanno abbandonando. Braccato da nemici sconosciuti, viene trascinato in una Dimensione parallela governata da una creatura che ha piegato al suo volere il Tempo. Per vivere, Jerome deve colmare il vuoto che porta dentro di sé e affrontare l’ostacolo più grande: la paura. La dovrà incontrare in tutte le sue forme e manifestazioni, sino a scoprire la verità che si cela oltre la sua superficie terrificante. La paura non si sconfigge una volta sola. La paura non si sconfigge.
Oggi vi parlo di un volume corposo, un romanzo ricco di spunti di riflessione che non ha tradito le elevate aspettative che nutrivo nei suoi confronti.
Parlando di Jerome la Crus di Daisy Franchetto, edito da DZ Edizioni.
Era da tempo che puntavo a quest’opera, nello specifico da quando ho avuto contatti con l’autrice che, oltra a dedicarsi alla scrittura attiva, è anche Media Manager della DZ Edizioni.
Ho trovato questi contatti molto stimolanti per cui il desiderio di leggere la sua creazione è sorto con grande naturalezza. Che dire quindi di questo romanzo? Si tratta di un’opera ambiziosa, quasi 600 pagine ricche di elementi pescati da diverse scuole di pensiero rivolte alla crescita personale, e reinterpretate in stile avventuroso, romanzesco e affascinante.
Un lavoro per niente semplice, ma che mi sento di dire sia perfettamente riuscito all’autrice, grazie alle sue indubbie doti, sia tecniche che immaginative. Verremo infatti catapultati in una dimensione differente da quella che conosciamo, un non-luogo che rimane del tutto fedele all’ammonimento dell’Apollo delfico del “conosci te stesso”.
Voglio togliervi subito il dubbio: possibile scrivere un romanzo “di formazione (spirituale)” senza renderlo tedioso? Assolutamente sì! Recensione completa: https://www.scrittorindipendenti.com/...
Questo non è un romanzo facile, al contrario è un romanzo che ha bisogno di essere capito non solo per il numeroso ed intricato costrutto fra trama e sotto trame ma anche perché lo stile narrativo di Daisy, piacevolissimo, non è fra i più semplici. In alcuni punti avrei apprezzato ci venissero date delle descrizioni più approfondite o delle divagazioni più lunghe che permettessero di avere una visione più ampia delle situazioni e delle varie realtà nelle quali ci muoviamo. Fino a circa metà libro, forse anche un po' dopo, mi sentivo completamente persa. Probabilmente il tutto è voluto, perché si abbina perfettamente alle emozioni di Jerome, il protagonista, aiutandoci a calarci nella sua evoluzione, perché la crescita di Jerome, se cogliamo correttamente gli insegnamenti lasciati nel testo, può essere la nostra.
Iniziamo subito il nostro viaggio insieme a Jerome e Luz, dal punto di vista del padre comprendiamo che i due hanno dei poteri e sono affiancati da una Guida: Sky, dalla forma di lupo e che nessuno oltre a loro può vedere. I poteri di Jerome ci sono preclusi, così come lo sono a lui, ancora non sviluppati ma sappiamo che dei nemici già si affacciano sul futuro, interessati all'impedirgli di raggiungere il proprio destino. Un destino previsto anni prima e tramandato da una profezia che mette l'attenzione su un sentimento tanto paralizzante quanto capace d'essere motivo d'evoluzione e di passaggio da una fase all'altra delle nostre vite. Luz, portatrice di una forza inimmaginabile per una bambina, che diventerà una ragazza incapace d'accettare le ingiustizie e concentrata sulla protezione di Jerome che è nato con una fragilità che ne condiziona l'intera esistenza.
In breve i due vengono affiancati da altri personaggi. L'amico d'infanzia, la misteriosa ragazza con la maschera, il Viaggiatore del Tempo, la Mutante, le Streghe, le Ombre. La storia prende il via molto velocemente a differenza della nostra comprensione che segue un ritmo molto più lento. Ci troviamo immediatamente trascinati in altri universi, comprendendo che la nostra visione del mondo, come quella dei nostri personaggi non è che un granello di conoscenza in un deserto di nozioni. In alcuni frangenti ho trovato che i personaggi si rassegnassero con eccessiva tranquillità al loro destino, vedi l'amico che diventato Mutante non ha nemmeno un attacco di panico ma trova subito il modo di vivere positivamente la sua nuova condizione. L'ho trovato inverosimile, probabilmente una percezione meramente soggettiva ma avrei apprezzato maggior tempo su questo aspetto, poi avremmo avuto un libro che sarebbe stato un doppio mattoncino.
Il percorso di Jerome è un sali scendi emotivo, guidato dalla paura del nostro protagonista di sé stesso, del proprio futuro, dei sentimenti per Luz e per i propri amici. La paura inizia ad essere il perno del suo cammino, non potrà sconfiggerla una sola volta e comprenderà che lo sconfiggerla non è una risposta e nemmeno un'opzione. Il nutrito gruppo di alleati si muoverà ai confini di una realtà innaturale, dove ogni cosa sembra giustamente sbagliata e la popolazione si trova incatenata al volere di una Mutante. Un gruppo coeso le cui abilità si intrecciano per raggiungere il risultato finale. Per raggiungere la comprensione e l'accettazione che sono non soltanto la fine del volume ma anche lo scopo che ci si prefissa in questo romanzo di formazione il cui viaggio è sviluppato in chiave fantastica.
Un viaggio nella paura, con la paura. Un viaggio in cui le emozioni si rivelano fondamentali per la riuscita non solo della missione ma della narrazione stessa. Un libro che consiglio a chi ha sempre desiderato vedere, a chi ha colto la necessità di inglobare in sé la paura per farne la propria forza. Un viaggio che ci porta a vedere i riflessi della solitudine, delle differenze che le scelte possono comportare e del potere che l'avere affianco chi si ama e chi ci ama può avere su di noi.
Non è scontato per me, ma "Jerome La Crus: Il Mezzovivo" mi ha conquistato e spiazzato per la qualità del testo, l'abbondanza di idee e uno stile scorrevole (letto in tre/quattro giorni).
All'inizio pensavo si trattasse del "solito" fantasy un po' banale: perché le prime pagine parlano della "solita" profezia e il destino e l'eroe e l'equilibrio e vabbè. E invece non è così. Un Mezzovivo, un pipistrello, una bestia, una maschera e tanto - ma tanto - di più. Personaggi e visioni delineate con cura in un intreccio di eventi che non danno respiro, che si fanno scoprire in uno stile dove l'autrice riesce a combinare complessità di trama (e concetti) e scorrevolezza di lettura.
La complessità generale. Ecco, qui bisogna fare un appunto: questo libro non è per nulla facile. Ogni personaggio ha la sua storia, ogni evento ha il suo sotto-evento che lo ha scatenato: richiede attenzione per non perdere la bussola, ma il risultato è favoloso, un libro sopra la media.
L'Ovoide. Sono rimasto folgorato dalla struttura spazio-tempo creata dall'autrice, dalla coerenza con cui sono mostrati livelli e dimensioni: è rappresentato "semplicemente" dall'Ovoide. Non c'è bisogno di spiegarlo troppo: bisogna leggerlo. Tutto sarà così semplice e così complesso, e tutto nello stesso momento.
La trama si snoda tra salti spazio/tempo, paradossi temporali e l'avventura dei protagonisti, ma non solo. Ci sono alcuni riferimenti ai libri della serie "Io sono Lunar", e questo potrebbe far pensare che il lettore digiuno delle precedenti opere della Franchetto sia in difficoltà per mancanza di informazioni. E invece no. Lo ammetto: mi piacciono i riferimenti a diversi libri, ma non sono sempre facili da "sopportare". In questo l'autrice, con pochi e mirati dettagli, fa capire tutto il necessario e (cosa non da poco) ti fa venire voglia di leggere la serie "Io sono Lunar".
L'anello debole. Se proprio devo trovare un difetto all'ottimo lavoro svolto in questo libro lo potrei indicare (secondo me) nelle scelte degli intrecci amorosi. Nulla di grave, e c'è da dire che il lato romantico non è basilare in questo romanzo, ma rispetto a tutto il resto è forse prevedibile, anche se non evitabile. In generale il senso e che sia una scelta dell'autore il non aumentare di almeno 80/100 pagine un romanzo solo per una sottotrama non necessaria; lo capisco bene e per questo il mio giudizio generale non cambia.
Il fulcro dell'opera è "La paura". Paura del proprio io, del passato e (anche) del futuro, resa con maestria sia a livello introspettivo che esteriore. Ormai sembra banale parlare della paura (è inflazionata da tanti e bravi autori) e spesso si ricorre all'horror o al thriller per renderla al meglio, ma il livello ottenuto in questo fantasy è davvero, ma davvero, notevole. E come ci riesce? Attraverso i personaggi. Ho amato ognuno di loro: caratterizzazione fisica e mentale, punti di forza e punti deboli, il loro modo di accettare lo scorrere degli eventi senza forzature. Credo che i personaggi siano l'elemento migliore.
Ni. Non mi ha convinto. L'ho letto subito dopo Malena senza sonno, che è un piccolo gioiello... Non ha retto il paragone. Storia carina ma forse un po' troppo intricata, anche perché fa riferimenti a una saga precedente dell'autrice. Forse sono fuori target, può essere meglio apprezzato da un teenager. A livello di editing, alcune cose non mi hanno convinto. Direi che è un 6/7
I personaggi di questa avventura attraversano mondi sconosciuti per ritrovare se stessi e approdare a qualcosa di nuovo. Le storie narrate da Daisy racchiudono sempre tante immagini e queste immagini compongono un universo complesso, fisico e psichico.