Per raggiungere uno scopo la nostra risorsa più grande è l'automotivazione. Ecco come allenarla.
Diversamente da gran parte della motivazione animale che si è evoluta per soddisfare bisogni semplici in tempi brevi, la motivazione umana insegue mete sfidanti e che richiedono tempi lunghi di realizzazione. In particolare gli esseri umani sono caratterizzati da un processo motivazionale che si definisce «passione» o «automotivazione» o, anche, «motivazione intrinseca»: una spinta incessante a coltivare le proprie capacità, a spostare in avanti i propri limiti; una tensione che non richiede ricompense esterne, in quanto gratificante per se stessa. Se questo tipo di motivazione non ci appartenesse, nessuno sarebbe in grado di allenarsi per anni per raggiungere un sogno; o di lavorare un’intera vita per compiere una scoperta scientifica, creare un capolavoro, fondare una grande azienda. Qualcuno definisce tale processo come ricerca della perfezione, allenamento intenzionale, miglioramento continuo. Pietro Trabucchi, con una suggestiva metafora, indica questo sviluppo motivazionale con il termine con cui gli alchimisti rinascimentali descrivevano il processo di trasformazione della materia in metallo prezioso: «Opus». E in questo libro spiega i meccanismi che governano l’automotivazione, le strutture cerebrali su cui si fonda, le azioni che la sostengono e le relazioni che la incentivano, ribadendo che si tratta di una forza che nessuno può darci dall’esterno, ma che è in ognuno di noi. E che, tuttavia, può essere «allenata» con l’aiuto di altri, così come possiamo noi stessi contribuire a sostenere la motivazione altrui, in un circolo virtuoso di sviluppo della potenzialità e della personalità umana.
Un piccolo grande libro che, toccando biologia, neuroscienze, coaching, antropologia, esperienze di vita e narrativa, è in grado di insegnarci che le risorse necessarie a ritrovare un senso a ciò che facciamo, l'evoluzione le ha già messe a nostra disposizione. Da parte nostra è fondamentale metterci impegno, e trovare il giusto equilibrio tra la nostra parte primordiale e quella più razionale.
Il come farlo, Trabucchi lo espone con un tono sempre suggestivo, diretto ed efficace, comprensibile e affascinante anche nelle parti più scientifiche. Fino ad arrivare a un breve racconto finale, illuminante ed emozionante, confermandoci che lo sport rimane sempre la metafora privilegiata della vita. "...quel che conta, in fin dei conti, non è essere perfetti, o vincere le gare, ma esprimere un impegno perfetto. È l'impegno perfetto che permette a ciascuno di noi di dare il suo contributo al mondo."
Se ci fossero state 6 stelle gliele avrei date. Grande uomo, grande libro, grandi conoscenze. E avventure incredibili che fanno sognare. Mi spiace solo che sia durato così poco!
Semina entusiasmo, raccogli padronanza: coltivare relazioni significative per la crescita delle persone
L'essere umano è l'imbranato del creato, ma è anche il più dotato nell'acquisire e perfezionare nuove competenze.
L'incentivo esterno può essere efficace solo temporaneamente, mentre la vera motivazione attinge alla nostra capacità di autoallenamento e perseveranza.
Far fiorire l'entusiasmo negli altri richiede pazienza e dedizione. Piuttosto che praticare iniezioni di motivina, dobbiamo seminare l'interesse e coltivare il senso di padronanza attraverso la manutenzione di relazioni significative nell'ambiente in cui operiamo.
Il modello del Growth Mindset di Carol Dweck ci ricorda che le nostre capacità sono incrementali e plasmabili, non fisse a priori.
Sentirsi capaci e il senso di padronanza ci spinge a impegnarci sempre di più, alimentando un circolo virtuoso di dopamina e desiderio di crescita.
Ecco una sintesi in 5 spunti dal libro di Pietro Trabucchi, Opus:
1️⃣ Allenare le aree prefrontali: rinforzare l'automotivazione richiede di allenare direttamente le aree prefrontali del cervello, fondamentali per comportamenti evolutivamente recenti come la capacità di rimandare la gratificazione, l'iperinvestimento in sforzo e impegno e la regolazione dell'attenzione.
2️⃣ Regola delle diecimila ore: secondo Anders Ericsson, le grandi performance in qualsiasi campo sono il risultato di esercizio e preparazione, non delle capacità innate. È importante dedicare tempo ed energia alla pratica e al perfezionamento delle proprie abilità.
3️⃣ Metodo del giardiniere: chi vuole motivare gli altri deve concentrarsi sulla costruzione e manutenzione di relazioni significative. Questo approccio richiede di seminare interesse, coltivare la padronanza e far sentire gli altri capaci (non incapaci), evitando un approccio arrogante e presuntuoso.
4️⃣ Attenzione alla pressione culturale: è importante prestare attenzione alla pressione culturale da cui siamo circondati che spinge a cercare una via di fuga da qualsiasi disagio. Questo fenomeno è alimentato da aspettative irrealistiche e promesse di soluzioni rapide, che possono minare la motivazione autentica.
5️⃣ Progettare spazi di autonomia: l'autonomia è essenziale per mantenere alta l'automotivazione. Quando le persone si sentono prive di controllo sulle proprie azioni, la motivazione diminuisce. Dobbiamo quindi permettere spazi di autonomia e fidarci delle capacità individuali per mantenere vivo il senso di controllo e di responsabilità.
Testo illuminante! Ho da poco letto Resisto dunque sono, dello stesso autore. Avevo letto da alcuni commenti che questo libro ne ripeteva molti concetti. Affatto! Certo, il tema è sempre quello, la motivazione, ma in Opus ne vengono spiegati i meccanismi considerando aspetti diversi, consigliando tecniche diverse e anche l'approccio narrativo è differente. Resisto dunque sono si concentra sulla resilienza, la descrive attraverso numerosi esempi di campioni sportivi e indica le metodologie cognitive per allenarla. In Opus, invece, si spiegano le funzioni del cervello, la relazione tra il cervello rettiliano e l'area più nuova, la corteccia prefrontale, che consente a noi umani di avere obiettivi a lungo termine. Si parla poi della motivazione, delle tecniche per allenarla negli altri o per sé stessi, degli stimoli interni ed esterni e della loro efficacia. Entrambe letture scorrevolissime e piacevoli, che lette insieme danno un quadro più completo di come il talento sia la scusa che ci trattiene dall'allenare (faticosamente) il muscolo della volontà per raggiungere i nostri obiettivi più ambiziosi.
Non esiste un voto massimo, perché Trabucchi sarebbe capace di andarci oltre.
Come i precedenti, un bellissimo manuale di vita che si concentra sul tema della motivazione estrinseca, intrinseca e sul generare la motivazione altrui.
Il continuo ricorso a concetti evolutivi o esempi dello sport rende molto chiaro e semplice quanto forse tutti già conosciamo, ma non a questo livello di dettaglio e di semplicità.
Un saggio sui principi che regolano l'auto-motivazione (o motivazione intrinseca). Il tono è divulgativo ma l'approccio è scientifico, e l'autore si tiene ben alla larga dall'imbonimento farsesco di certi bestseller di crescita personale che trattano il medesimo argomento. Tuttavia, poiché è intitolato "manuale", mi aspettavo una parte pratica un po' più consistente.
Non uno dei classici libri di automutuo aiuto che lasciano talvolta perplessi. Un libro semplice, spiegato in modo comprensibile ma con le citazioni di fonti e articoli scientifici. Si capisce che Trabucchi ha tanta esperienza nel campo e anche gli esempi che porta sono ineteressanti.