Francesco ha venticinque anni e non vuole ancora crescere. Ha abbandonato tutto per trascorrere una stagione in alpeggio, a mungere vacche e a fare formaggio. Crede forse di aver trovato la via di fuga da una vita fatta di costrizioni, di condizionamenti, di aspettative. E infatti in alpeggio ci ritorna, per una seconda esperienza. Ma questa volta dovrà fare i conti con se stesso e con i propri limiti.La storia vera di un’estate passata in montagna, di un viaggio fatto di sensazioni e di incontri, per imparare a resistere ma anche a saper cedere. Un racconto forte, sincero, con una prospettiva diversa sulla vita dei pascoli di alta quota.
Prima (breve) lettura dell'anno che, tutto sommato, si è rivelata una sorpresa interessante. Nonostante spesso sia consigliato come un libro sulla montagna, siamo ben lontani: essa è solo uno sfondo sfuocato, poco citata, in tutta la vicenda. Presa coscienza di questo, si capisce ben presto il perché: la vita in malga è frenetica, con ritmi serrati e rigidi, che non lascia spazio ad altro. Il tempo è dato dalle vacche e dal latte stesso, come ci viene minuziosamente descritto nel diario da Francesco Gubert, autore e protagonista dell'esperienza. La sua visione ci apre le porte ad un punto di vista tutto nuovo – ed estremamente diverso – sul lavoro del 'casaro': grazie ad una penna elegante, semplice e scorrevole, si entra facilmente nei suoi panni. Tramite un lessico ben curato, Francesco è capace di farci sentire (prima) le sue emozioni e (poi) la difficoltà e lo stremo dovuto sia alla fatica fisica, sia quella mentale dovuta ad uno squilibrio nella squadra (e la solitudine che questo ha portato).
Una lettura diversa, ma degna di attenzione e stimolante, capace sia di rispondere ai dubbi dei giovani e che, allo stesso tempo, lascia spazio a ragionamenti più ampli: sulla difficoltà di trovare una propria strada, sul ritorno alle origini, sul saper dire di “no” e non accettare condizioni che ci logorano (seppur lentamente), sul 'fallimento'.
Questo libro, breve e scritto con un linguaggio semplice, mira a far capire al lettore quanto sia difficile la vita della montagna, soprattutto per chi non è abituato, e quanto possa essere massacrante fare un lavoro del genere. Attraverso questo breve diario, ci si rende conto di quanto delle cose naturali come la mungitura nelle stalle, il pascolo del bestiame, la lavorazione del latte per produrre formaggi, ricotta, burro e quant’altro, necessitino di un accordo armonioso tra i vari dipendenti e che se manca questo equilibrio ci saranno delle parti che ne risentiranno pesantemente, come in questo caso Francesco. Francesco, che decide di farsi carico di tante situazioni per il semplice motivo che non riesce a dire di no alle persone, ha un forte senso del dovere, si ritroverà a dover compiere una scelta: continuare ad assecondare passivamente ciò che gli altri scelgono per la sua vita, oppure decidere di essere protagonista di questa vita e riprenderla nelle sue mani.