Parafrasando il titolo io potrei forse dire "Una vita con Riccardo Bertoncelli". In fondo sono solo un po' più giovane, ma lo seguo da quando nel 1973 a 21 anni con Carlo Massarini, che ho sempre considerato alla stregua di un fratello di un anno più grande, diede vita a Popoff, storica trasmissione serale della RAI. Fu Carlo che mi fece conoscere un mondo musicale che allora pareva lontanissimo: la vitalità di Bruce "The Boss" Springsteen, che ancora boss non era, la dolcezza di Eric Andersen, i primi graffi di Tom Waits, ma, sopra tutti, l'altro mio fratello grande Jackson Browne e la regina, Roberta Joan Anderson, in arte Joni Mitchell. Ma se Massarini ha poi privilegiato il lavoro radiofonico e televisivo, Bertoncelli ha scelto la carta, dalla fanzine ciclostilata Blues Anytime, a Il Mucchio selvaggio, Muzak, Gong collaborazioni con importanti quotidiani e tanti libri. Riccardo ha sempre avuto un’ossessione (il termine è suo): il signor Robert Allen Zimmerman, che prima per l'arte e poi anche per l'anagrafe, diventerà Bob Dylan. Questo signore peraltro è più grande rispetto a noi nati nel 1952 e 1953 ed è , che verosimile che questa ossessione sia nata dopo la pubblicazione dei primi quattro lavori di Dylan pubblicati tra il 1962 e il 1964. Lavori che affondavano le loro radici nel Blues, suo primo grande amore. E’ un fatto, peraltro, che retrospettivamente o in maniera contestuale dal punto di vista temporale, sia riuscito a commentare, amare, criticare tutta la produzione dylaniana. In questo libro sono raccolti recensioni di album e concerti, articoli, interviste, impressioni in ordine sparso. Il Dylan che ne scaturisce è un artista poliedrico, letterato, musicista, cantante, pittore, regista cinematografico, attore, capace sempre di lasciare il segno in ormai quasi sessant’anni di cultura americana e mondiale e di trovarsi meritatamente insignito del premio Nobel per la Letteratura (la maiuscola è voluta). Un artista senza tempo, in grado di estrarre dal suo cappello magico un capolavoro come “Rough and Rowdy Ways alla soglia dell’ottantesimo compleanno.