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Ogni riferimento è puramente casuale

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«Eppure quando aveva cominciato a lavorare nell’editoria le intenzioni erano altre. I libri servono. I libri sono i mattoni di una società, si diceva, i libri sono la barriera al pensiero unico, ai terrorismi teocratici, ai pensieri acritici, i libri sono l’ancora di salvezza e il livello di civiltà di una società. I libri siamo noi, ci rappresentano, pensiamo e viviamo perché ci sono dei libri da leggere. Tutti i figli di puttana del mondo si sono scagliati contro i libri, contro la libertà di esprimersi, di dire quello che si ha nel cuore, anche se inviso ai potenti, anche se contrario alle dittature. [...] E adesso? Rendicontazioni, grande distribuzione, grafica accattivante, quarta di copertina, sconto editoriale, in una parola: marketing».

Tra realismo grottesco e thriller psicologico sette racconti sull’industria culturale, critici, sarcastici, che idealmente si ricollegano alla visione polemica di Sull’orlo del precipizio contro il cinismo e la speculazione che minacciano la libertà dei libri; ma in essi soprattutto si sente l’inventiva di un grande scrittore e la capacità di attrarre e imprigionare nella purezza del raccontare.

276 pages, Paperback

Published January 1, 2019

4 people are currently reading
133 people want to read

About the author

Antonio Manzini

70 books721 followers
Antonio Manzini (Roma, 1964) è un attore, sceneggiatore, regista e scrittore italiano.

Antonio Manzini is an Italian actor, director, novelist and scriptwriter.

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5 stars
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124 (41%)
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2 stars
20 (6%)
1 star
7 (2%)
Displaying 1 - 30 of 39 reviews
Profile Image for Heideblume.
240 reviews152 followers
August 18, 2019
L'ho iniziato senza aspettative. Cercavo qualcosa da leggere al mare che fosse semplicemente scorrevole, interessante e breve, e mi sono ricordata che due mesi fa avevo aggiunto l'ebook al Kobo.

Questa raccolta si è rivelata anche meglio del previsto: 7 pungenti racconti nei quali si passano in rassegna i maggiori "scheletri" del panorama editoriale italiano. Ghost writers, fiere del libro, marketing, la dura vita dell'autore emergente, big CE e CE indipendenti, i critici professionisti, la frivolezza del pubblico, le recensioni.
Mi duole scoprire che anche all'interno del settore si ravvisa e si patisce l'impoverimento qualitativo dell'offerta; si è costretti a stampare e promuovere libri mediocri solo per tenere in piedi l'azienda, dovendo venir meno alla propria integrità, alla propria preparazione, alla propria professionalità per poi doversi anche sorbire il peso della coscienza.
La rivelazione del libro è stata amara, sì, però mi fa sentire meno sola: negli ultimi anni mi sentivo un pesce fuor d'acqua a furia di leggere e schifare libri che i più considerano "capolavori" ma che io trovavo vuoti. Pensavo di essere sbagliata e invece ho avuto la conferma che il marketing è solo marketing. Che sollievo!

Manzini ha uno stile così ben bilanciato che porta a leggere un racconto dietro l'altro senza sentirsi affannati. Conosce bene l'importanza del ritmo, padroneggia la lingua, sa catturare l'attenzione e mantenerla viva, non dice più del necessario. Ad essere sinceri non mi capitava da un pezzo di trovarmi in perfetta sintonia con la scrittura! Lo consiglio senza dubbio!

4 stelline perché verso la fine cala un po'.
Profile Image for Andrea.
186 reviews62 followers
September 10, 2021
“Quello che resterà di tutto il lavoro fatto in questi anni, pensò, sarà un elemento di arredo. Se facciamo belle copertine. Altrimenti solo carta da riciclare. Eppure quando aveva cominciato a lavorare nell'editoria le intenzioni erano altre. I libri servono. I libri sono i mattoni di una società, si diceva, i libri sono la barriera al pensiero unico, ai terrorismi teocratici, ai pensieri acritici, i libri sono l'ancora di salvezza e il livello di civiltà di una società. I libri siamo noi, ci rappresentano, pensiamo e viviamo perché ci sono dei libri da leggere […]. E adesso? Rendicontazioni, grande distribuzione, grafica accattivante, quarta di copertina, sconto editoriale, in una parola: marketing” (pagine 146-147).

Scrittori talentuosi sull'orlo di una crisi di nervi a seguito di umilianti tour promozionali delle proprie opere; critici letterari una volta severi ed integerrimi, che si pentono di essere scesi a compromessi in una realtà editoriale sempre più corrotta e truffaldina; editori senz'anima pronti a tutto per accaparrarsi i profitti dati da scrittori internazionali di grande successo ma di scarso valore, troppo pieni di sé per riconoscerlo; ghostwriters disperati e delusi, in perenne attesa che venga data loro l'occasione della vita; sfortunati narratori le cui qualità letterarie verranno riconosciute da pubblico e critica soltanto dopo la loro morte; illusi librai pieni di debiti che provano ogni stratagemma, anche il più ridicolo, per invitare i propri clienti alla lettura, in quella che è una vera e propria guerra contro i mulini a vento; autori di opere rivedibili che si lanciano in ringraziamenti patetici e fuori luogo; altisonanti arringhe contro le falsità e le ipocrisie del marketing editoriale. Sono solo alcuni dei molti personaggi che popolano questi sette racconti di Antonio Manzini, campioni esemplificativi della dura situazione attuale, profili rappresentativi del quadro desolante dell'odierna industria culturale.

Sette racconti ambientati nel mondo competitivo, spietato e feroce dell'editoria di oggi, un mondo popolato da individui spregiudicati e privi di scrupoli, speculatori obbedienti soltanto alle logiche di mercato e alle leggi del marketing, pronti a tutto pur di avere successo, anche a rinnegare se stessi, i propri principi morali, le proprie passioni, l'amore per il pensiero libero, per la cultura e per i libri. Antonio Manzini, con una visione polemica, critica aspramente le attuali derive dell'editoria, pur ridendoci sopra, attraverso la descrizione di queste figure grottesche e la narrazione di vicende piene di amarezza e di cinismo.

Avendo trovato in passato molto riuscita e sorprendente la lettura del precedente “Sull'orlo del precipizio”, mi aspettavo altrettanto da questo “Ogni riferimento è puramente casuale”, che ne dovrebbe rappresentare il seguito ideale. Devo ammettere di essere un po' deluso, molto dispiaciuto nel dare un giudizio così severo a questa raccolta di racconti ambientati nell'attuale mondo dell'editoria: il tema centrale su cui insistono questi racconti suscita sicuramente il mio interesse di lettore, ma il modo in cui questo tema viene sviscerato non è per niente convincente. Forzato e poco credibile lo sviluppo di “Racconto andino”; affrettati e superficiali i finali di “Critica della ragione” e “La parete azzurra”; un po' prevedibile e scontato il racconto intitolato “È tardi”; abbastanza banali e irritanti “Ringraziamenti” e “L'arringa finale”; tra tutti, forse il più riuscito è il racconto che apre la raccolta, “Lost in presentation”, che tuttavia dal punto di vista stilistico poteva essere scritto con rese migliori.

Nonostante possa tranquillamente affermare di trovarci davanti ad uno scrittore buono e onesto, ma non di primo livello (e qui ne ho avuto la conferma), sono sempre rimasto (almeno finora) un lettore fedele di Antonio Manzini: mi piace la sua leggerezza non banale, apprezzo come in genere caratterizza i suoi personaggi, come descrive la vita reale e come delinea le trame dei suoi racconti e dei suoi romanzi. Nonostante anche questi racconti siano molto scorrevoli, calzanti, dal ritmo serrato che non annoia mai il lettore, ho avvertito parecchie esagerazioni, una ricerca forzata di situazioni grottesche, assurde, irrealistiche, una volontà di far ridere a denti stretti creando delle caricature più che dei personaggi, delle macchiette assolutamente prive di profondità e di una psicologia complessa. Non è un caso che l'autore ceda spesso al facile umorismo, ai luoghi comuni ed agli stereotipi, nei dialoghi come nella descrizione dei protagonisti di questi racconti.

Insomma, sapevo già di non trovarmi di fronte ad un capolavoro, ma mi aspettavo qualcosa di più sul piano letterario, soprattutto per le importanti tematiche toccate. Pensavo che questa potesse essere un'occasione per Manzini di dimostrare le sue qualità di narratore anche fuori dalla serie di Rocco Schiavone. Per me, occasione mancata, almeno in buona parte.
Profile Image for Romina.
30 reviews
May 21, 2019
Apprezzo Manzini, il suo stile e quello che scrive, ma avrei voluto mettere 3.5 stelline più che 4, perché le situazioni sono davvero esasperate al limite. Amaro in bocca e risate, ecco cosa provoca questo libro, che cerca di ripulire il mondo dell'editoria da quell'aura romantica, lasciando al lettore solo la dura realtà regolata dalle dure leggi del marketing, quello brutto e cattivo. Nel senso che il marketing non è sempre brutto e cattivo, ma in questo caso è interpretato nel suo aspetto più venale. Almeno così l'ho interpretata io, che non sono né un autore, né un editore, ma solo un umile lettore.
Profile Image for Antonio.
199 reviews
April 13, 2020

Sette racconti sul mondo dello scrivere, dell’editoria e dei lettori. In “Racconto andino” ho trovato un po’ forzata l’idea del raccapricciante stratagemma; migliori mi sono sembrati “È tardi” e “L’arringa finale”, forse perché più leggeri ed ironici.
“La parete azzurra” mi ha deluso nel finale un po’ frettoloso, e i restanti tre racconti hanno chi un tratto da parabola, chi quello del gioco enigmistico (invero abbastanza banale), e infine di una velata e metafisica riflessione.

Comunque libro godibilissimo, mi ha allentato un poco i pensieri da una quarantena che svuota anche del desiderio di leggere.
Profile Image for Chiara Lopresti.
24 reviews
January 7, 2026
2.5⭐️I racconti sono una divertente disamina del mondo editoriale ma purtroppo le situazioni sono spinte fino all’esasperazione e rasentano il ridicolo.
Peccato perché il fondo di verità c’è ma la costruzione narrativa è proprio fantascientifica.
15 reviews
February 4, 2024
Premetto che a me la scrittura di Manzini piace. E questa raccolta di racconti sul mondo dell'editoria è ironica, graffiante, a volte grottesca, e si fa leggere con piacere.
Profile Image for Marianna Rainolter.
1,643 reviews23 followers
July 8, 2019
Il titolo e il formato del libro mi hanno attirato e leggendo la quarta di copertina e qualche pagina l’ho preso. Non mi aspettavo di ridere così tanto! Situazioni assurde ma che, allo stesso tempo, fanno un ritratto reale dell’editoria italiana con tutte le sue luci e ombre. In molti punti ho riso tantissimo, proprio tanto e ho adorato la scrittura di Manzini tantissimo. Mi è piaciuta l’argutezza, la fedeltà e il realismo di tutte le situazioni anche se poi c’è indubbiamente una certa estremizzazione di alcune situazioni al limite con l’irreale che però divertono e colpiscono il lettore, in positivo o in negativo. Perché infatti questi racconti sono un ritratto spietato e anche triste della realtà editoriale italiana e portano anche a voler riflettere. Il problema sta che forse solo dei lettori forti e arguti potranno cogliere e leggere il libro sotto questa luce mentre gli altri, colore che ne gioverebbero, forse, non lo toccheranno mai... Io nel mio piccolo lo consiglierò sicuramente è rileggerò molti punti.
Aggiungo inoltre che, incredibile ma vero, questo è stato il mio Sellerio e che dire ottima lettura ;)
Profile Image for giada.
698 reviews108 followers
November 30, 2020
Questo libro mi ha fatto perdere le speranze in un anno che già di per sé era buio nelle sue prospettive. Molto cinico, un po' troppo apocalittico per i miei gusti, dall'umorismo basso e una narrazione con una punta di superiorità da ragazzetto indie che pensa di sapere tutto della vita perché ha letto Hemingway.
Sorprendentemente un'alta percentuale di sardi. (Non si fanno mancare gli stereotipi)
Veloce, scorrevole, però non di mio gusto.
(Poi sicuramente Antonio Manzini ha un'esperienza diversa dalla mia, ma io soldi per le schede del libro fatte non ne ho mai visti, quei trenta euro almeno mi avrebbero pagato l'abbonamento dell'autobus.)
Profile Image for Alessandra Gennaro.
324 reviews38 followers
May 10, 2019
Parte bene, poi si perde un po'tant'è che ho faticato a proseguire la lettura fino alla fine.
Di buono c'è l'impietoso sguardo sul mondo dell'attuale editoria, raccontato ora con distacco, ora con passione, ora con rabbia, spesso con lo sguardo straniato di chi è talmente parte del meccanismo da aver perso il lume della ragione, in primis di quella che lo ha spinto a voler pubblicare e vendere libri. Peccato per la scrittura che, come dicevo, verso la fine ha qualche cedimento.
Lettura comunque consigliata, fra un Rocco e l'altro :)
Profile Image for GONZA.
7,446 reviews127 followers
June 13, 2019
Brevi racconti ambientati nel mondo dell'editoria, raccontata da chi la conosce e la frequenta. Molti sono agghiaccianti e per questo ancora piú credibili, altri sono dei riempitivi, ma tutto sommato resta un libro divertente.
Profile Image for Consuelo Murgia.
Author 12 books57 followers
May 15, 2020
Una raccolta di sette racconti sul mondo dell’editoria: grotteschi, vagamente surreali, critici e fortemente pessimisti.

Con uno scrittore uscito di senno e ridotto a mendicare, un recensore prima fedifrago e poi suicida, un autore di fama mondiale improvvisamente deceduto mentre si trova all’apice del successo, un’addetta all’ufficio stampa che si lascia coinvolgere in un crimine, finendo così in galera dopodiché all’aldilà, uno scrittore sardo caduto nell’oblio che torna in auge solo in seguito alla sua morte… Comune denominatore? A parte un pessimismo da tagliarsi le vene? La solitudine.

I racconti di Manzini partono con il piede giusto, con un’avvincente delineazione dei personaggi, per poi però precipitare nel baratro finale. L’autore accompagna per mano il lettore fino al ciglio del precipizio e poi lo spinge giù. A questo punto, è meglio leggere un giallo, dove la tragedia è a monte e il lettore insegue invece la catarsi della verità e della giustizia.

Ogni riferimento è puramente casuale è un libro a cui all’inizio avrei dato 5 stelle, poi quando mi sono imbattuta in alcuni errori ortografici sono scesa a 4 (uno su tutti: l’imperdonabile spagnolo di “Jo soy jo” ripetuto per ben 2 volte in pagine diverse al posto del corretto “Yo soy yo”) e alla fine, visto il reiterarsi di un pessimismo dilagante in (quasi) ogni racconto, mi sono assestata su una valutazione a 3 stelle. Amen.

La copertina merita una menzione a parte. La ruvidezza della sua carta, con la fantastica texture a costine verticali, offre un’esperienza tattile originale ed estremamente piacevole.
Profile Image for Elvio Mac.
1,023 reviews22 followers
October 13, 2021
Questo libro è una raccolta di situazioni che coinvolgono chi lavora nel mondo dei libri, l'editore, lo scrittore, il ghostwriter, l'agente, il libraio. Alcune cose sono interessanti, spiegano tante vicissitudini che gli scrittori si trovano a vivere e che li annoiano, le ripetizioni delle giornate di presentazioni dei libri, sempre le solite domande, sempre le solite dediche. Una routine che a volte finisce per annichilire la persona o un lavoro. Tutti e sette i racconti parlano dei lati negativi in maniera profonda e dettagliata. Certo Manzini sa di quello che parla, scrive bene anche se non c'è Rocco, ma non mi ha convinto parlando dei disagi dello scrittore. Forse ha detto qualcosa a qualcuno del suo entourage, forse si è tolto qualche sassolino dalla scarpa, o più semplicemente doveva scrivere questo libro per contratto.
21/05/19
Profile Image for Gastone Dal Molin.
253 reviews2 followers
April 4, 2025
Ogni riferimento è puramente casuale - Antonio Manzini
Sette racconti, alcuni molto belli, altri meno interessanti per un Manzini diverso dal solito ma che non delude mai come stile di scrittura.
L'argomento è l'editoria nei vari ruoli.
Nel complesso l'ho letto volentieri

Trama:
Antonio Manzini ritorna, dopo Sull’orlo del precipizio, alla satira del mondo della comunicazione e dell’editoria. Ironia spietata nel dipingere una realtà che a tratti diventa amara e squallida, oppure davvero spassosa. Dal rito delle presentazioni, alle campagne comunicative, dall’ossessione della prima pagina, alla ricerca della benevolenza del critico, dalla concorrenza tra editori, alle abitudini degli uffici stampa, all’incubo dei manoscritti, questi racconti sono tutti scritti con un sarcasmo al limite del grottesco.
#ogniriferimentoepuramentecasuale #antoniomanzini
Profile Image for LadyElena.
49 reviews
March 20, 2020
La penna è più potente della spada e Manzini lo sa eccome. Dalla mente che ha dato al vita al famosissimo Rocco Schiavone sono nati sette racconti che spiattellano al pubblico cosa succede davvero dietro le scene dell’industria editoriale. Un editor in erba che ancora si batte per pubblicare “solo libri di qualità”; una addetta ufficio stampa che fa l’impensabile per ottenere della pubblicità positiva; un critico letterario costretto a ignorare l’etica e piegarsi a favore del marketing: questi sono i personaggi che popolano "Ogni riferimento è puramente casuale".

Tanti vinti e solo un unico vincitore, il profitto, per questo libro che rivela il lato oscuro dell'editoria.
Profile Image for Francesca Morelli.
370 reviews
October 8, 2022
Un serie di racconti sull'editoria.
I protagonisti o ci lavorano in questo mondo o ne fanno parte come scrittori.
Manzini è sempre ironico nel descrivere il comportamento dei suoi personaggi. A tratti fa sorridere e a tratti ti viene spontaneo pensare in che mondo di squali siano le casi editrici e che tutto sta nella pubblicità che se ne fa di un libro piuttosto che il suo contenuto.
Infatti non mi fido più delle campagne pubblicitarie risonanti, un esempio è stato cinquanta sfumature di grigio che dopo il primo libro di nulla, l'ho mollato. Manzini non ci va leggero con i suoi protagonisti che fanno sempre una brutta fine.
Profile Image for Massimo Carcano.
522 reviews6 followers
June 14, 2019
Racconti piacevoli, acuti, sorprendenti. Magari manca quella profondità propria dei maestri del genere però Manzini difficilmente mi delude per cifra stilistica e scorrevolezza della scrittura. La tematica di tutti e sette i racconti di questa raccolta è legata al mondo dell'editoria, che ne esce un po' a pezzi dalla penna dell'autore. Invidie, cattiverie, arrivismo, scorrettezze, ce n'è davvero per tutti i gusti in queste pagine, con "lost in presentation" che a mio modesto parere merita il gradino più alto del podio.
Profile Image for Elisa Aldrigo.
50 reviews20 followers
April 10, 2021
Un piccolo tuffo nell'editoria

In pochi racconti Manzini spazia tra la mente di diverse persone che popolano e frequentano le case editrici, raccontando i loro timori, delusioni, dubbi... distruggendo anche un po' l'idea idealizzata che si può avere di questa realtà.




Amedeo era arrivato alla conclusione che l'amore per i libri non è questione di dna o di un ambiente o di educazione. È come l'arte, inspiegabile, o ce l'hai o non ce l'hai.




Incuriosita dalla presentazione di Bookblister a Libri a Colacione e un po' guidata dalla voglia di avere uno sguardo di qualcuno che in editoria ci lavora, ho affrontato la lettura e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa.



L'idea romantica del libraio immerso tra mille storie che lo fanno campare, quella di un'addetta ufficio stampa (sogno della sottoscritta da qualche anno a questa parte) con mille contatti e in grado di promuovere anche il più difficile scrittore, il critico venduto al miglior offerente e altre belle favole vengono pian piano, ma non troppo, a un "sad ending": non è tutto felice come lo pensate

Profile Image for Sophi1.
38 reviews1 follower
June 24, 2019
Ho trovato questo libro per caso e me ne sono innamorata, l'ho divorato e mi ha rapita. Si percepisce quell'aria italiana che fa polemica e svela cosa c'è di marcio in ciò che vediamo. La prosa rapisce e i racconti, nonostante siano diversi tra loro e unici hanno un filo comune. Lo consiglio a tutti coloro che amano Sorrentino, perché me l'ha ricordato in qualche modo, e a tutti coloro che amano i libri di qualità.
36 reviews
September 5, 2023
Sei appassionato di editoria e di storie intorno alle storie?
Non hai mai letto questa raccolta di racconti? Cosa aspetti? Iniziala subito.
Ironico, sarcastico, divertente, amaro.
La cosa che mi è piaciuta di più che a scrivere in questo modo dell'editoria sia stato un autore che non ha bisogno di recriminare, che non è un di quelli "a cui rode" perché gli altri vendono e lui no.
Questo è uno dei libri che ho sempre sul mio comodino, perché di tanto in tanto vado a brucarne una storia.
Profile Image for Aya Lawliet.
233 reviews
August 24, 2025
Impietoso, parodistico al limite del grottesco, esilarante e geniale (non so come altro definire la capacità di nascondere i veri ringraziamenti dell'autore in un racconto omonimo). Mi sono goduta queste storie dalla prima all'ultima pagina, ricordando a me stessa perché mi spaventa tanto il mondo dell'editoria ma anche perché continuo ad amare con tanta forza il mondo dei libri. 'La parete azzurra' mi ha toccato il cuore.
Profile Image for Stefania.
4 reviews
June 4, 2022
Piccola antologia che descrive bene il mondo dell'editoria, con le sue contraddizioni, i suoi compromessi, i suoi peccati, i cliché alternati all'autenticità dei suoi autori, ricco di colpi di scena e di umorismo.
Profile Image for Eugenia Beccalli.
33 reviews
May 11, 2019
Molto sagace, una rappresentazione ironica del mondo editoriale italiano. Fortunatamente ci sono delle eccezioni virtuose e Sellerio ne è la prova. Particolarmente consigliato agli addetti ai lavori.
Profile Image for Antonio Parrilla.
747 reviews29 followers
August 16, 2019
Il terzo libro di Manzini che leggo, e la terza volta che gli assegno 3 stelle. Racconti carini, godibili, ma… manca il guizzo
Profile Image for Fiorella.
257 reviews3 followers
January 3, 2021
"Ogni riferimento è puramente casuale" di Antonio Manzini
Ne ero già convinta e, dopo la lettura di questi sette racconti, lo sono ancora di più: Manzini è un grande narratore. Da leggere!
Displaying 1 - 30 of 39 reviews

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