«Allora, andiamo?» «Dove, stavolta?» «Alla fine del mondo.»
Ci sono persone che vedi una volta e ti lasciano subito il segno, come se ti firmassero la pelle con il loro nome e si mischiassero alle tue molecole. Bolognini Mirko, detto Bolo, è una di quelle. Con i suoi tatuaggi sbiaditi, i ricci scombinati e il sorriso più strafottente dell'universo, è entrato nella vita di Gheghe senza avvisare, un pomeriggio d'inverno, mentre fuori il cielo grigio minacciava pioggia, e da lì non è più andato via. E Gheghe non si è nemmeno resa conto di quello che stava succedendo, troppo presa a viverla, la vita, per avere paura. Nessuno dei due aveva mai pensato che amare qualcuno potesse essere così. Così bello, così vero, così pieno di risate, di baci e così doloroso. Anche adesso che sono passati mesi dal loro addio, ogni volta che i loro sguardi s'incrociano è un cortocircuito. Come se nulla fosse cambiato e toccarsi fosse ancora inevitabile. Entrambi sanno di essere troppo diversi per stare insieme: lui fedele da sempre soltanto alla curva dello stadio, perché è lì che ha imparato a camminare, a correre, a guidare il tifo e a prendersi a pugni; lei ai suoi libri, perché è lì che ha iniziato a sognare. Ma l'amore non si può controllare, arriva dritto come un colpo ben assestato che non ti aspetti. Un amore inatteso e travolgente, che sa mordere la vita, come solo a vent'anni si può fare.
Io e lei avevamo trascorso il resto della serata lontani, senza rivolgerci più parola, ma con gli occhi non ci eravamo mai persi di vista nemmeno un secondo.
Meno di Teschio e Camille ma sicuramente una bella storia questa di Bolo e Gheghe, alcune parti però le ho trovate pesanti e i motivi per allontanarsi futili rispetto a quelli di Teschio e Camille, poi questa storia degli ultras e questo alcol a fiumi proprio non lo reggo, non per forza un ultras è un drogato o alcolizzato quindi un punto in meno ma da leggere sicuramente.
Si guardano a lungo. Non si muovono. Come due che non si sono potuti spogliare, baciare, amare con gli occhi, per tantissimo tempo. Ma che adesso sanno, lo sanno dentro, che non faranno nient’altro che quello.
4.5 "Tutto il mare è nei tuoi occhi" è una conferma del talento di questa giovanissima autrice. La sua penna è così incisiva, così ammaliante che è difficile staccarsi dalle pagine quando intraprendi la lettura di un suo libro. La storia di Bolo e Gheghe poteva sembrare più serena rispetto a quella di Teschio e Camille, ma l'appartenere a due mondi tanto distanti tra loro crea le prime difficoltà; aggiungiamo al tutto un passato ingombrante di Bolo, che torna a bussare alla sua porta e diventa "quasi" impossibile sperare. La Ciompi, però, nel primo libro ci ha dato prova della sua capacità a sbrogliare matasse e chissà... Per me che sono un'amante degli stadi e delle sensazioni che vi aleggiano, ho trovato le descrizioni sugli ultras, quasi poetiche.
Andare allo stadio non è un passatempo, una cosa opzionale, una scelta. È una passione che ti macchia il sangue e che non se ne va come le peggiori malattie le più grandi storie d'amore. Alcune possono anche finire, prima o poi, ma restano incise addosso, per sempre indelebili"
Mi rendo anche conto, però, che mentre per me sono poetiche e meravigliose, per chi non vive questa passione sulla pelle, possono risultare ridondanti.
Tutto il mare è nei tuoi occhi è il secondo ed auto-conclusivo romanzo new adult di Silvia Ciompi, ma è particolarmente collegato al precedente poiché i due nuovi protagonisti principali li abbiamo già conosciuti e visti interagire in Tutto il buio dei miei giorni. Mirko, soprannominato Bolo, è uno dei migliori amici di Teschio ed un ultrà come lui. Margherita, soprannominata Gheghe, è una delle ragazze che Camille ha conosciuto alla clinica di riabilitazione dove è stata ricoverata. Anche Gheghe come Camille è stata vittima di un tragico incidente, ma le dinamiche sono molto differenti. Dopo essere uscita dal coma e dopo due anni passati in una clinica di riabilitazione per imparare ogni cosa dall'inizio, Gheghe è praticamente pronta a tornare alla vita reale. Ma se il suo corpo è praticamente guarito, psicologicamente parlando è tutta un'altra questione. Attraverso il punto di vista in prima persona è facile immedesimarsi in Gheghe e comprendere ogni suo stato d'animo: è una ragazza spaventata da cosa l'aspetta fuori, ha paura di non essere abbastanza forte per ricominciare a vivere e lasciarsi tutto alle spalle come sembra aver fatto la sua amica Camille. La Ciompi ci racconta questa sua nuova storia parlandoci di cosa succede al presente quando Gheghe esce dalla clinica e rivede Bolo dopo molti mesi di silenzio, ma allo stesso tempo ci rende partecipi di come sono andate le cose tra i due ragazzi quando si sono conosciuti alla clinica per la prima volta, e di tutti i loro incontri successivi, grazie a diversi flashback. E sono sempre alcuni flashback, ma questa volta di un Bolo poco più che ragazzino, a mostrarci gli scheletri nascosti del passato di questo problematico ragazzo, necessari a comprendere le sue bugie e le sue azioni al presente. La situazione è complicata, molto complicata, alla Ciompi piace proprio far soffrire e penare le sue lettrici fino alla fine. Quella di Gheghe e Bolo è una storia d'amore sofferta, intensa e travagliata che affronta anche tematiche delicate ed attuali. Oltre ad essere la storia di un grande amore giovanile è anche una storia di amicizia, perché Bolo e Teschio sono più che amici, sono una famiglia e ancora una volta questo legame di lealtà è ben evidenziato. In generale anche questa nuova storia mi è piaciuta, spesso avrei agito in maniera diversa rispetto ai protagonisti, ma ho trovato lo stesso un senso alle loro azioni, soprattutto considerando la loro età e i loro vissuti. Lo stile dell'autrice è molto simile a quello del primo volume, è scorrevole, ricco di pensieri ma anche di dialoghi, i suoi personaggi utilizzano un linguaggio grezzo e tipico dei giovani, molto coerente con le circostanze in cui vivono. Se avete amato il primo volume della Ciompi, allora vi consiglio anche la storia di Bolo e Gheghe, una storia di perdono, seconde occasioni e nuovi inizi.
Punto di vista: prima persona, alternato Sensualità: scene sexy presenti Caratteristiche: storia sofferta, tematiche attuali, Stile narrativo: scorrevole Tipo di finale: conclusivo
Tutto il mare è nei tuoi occhi di Silvia Ciompi, seguito di Tutto il buio dei miei giorni, in uscita domani, 4 giugno, con Sperling & Kupfer.
Aspettavo questo libro da aprile 2018, se ci seguite da un po’ saprete di certo che Tutto il buio dei miei giorni è il libro che più mi ha rapito il cuore lo scorso anno, tanto da eleggerlo best 2018. Le aspettative che nutrivo per la storia di Bolo e Gheghe erano altissime e Silvia le ha rispettate tutte. Ripetersi non è semplice, ma lei ci è riuscita. Ancora una volta ha parlato al cuore e alla pancia del lettore e ha creato una storia che vi rimarrà impressa nella mente per sempre.
Ho adorato la scelta di adottare la tecnica dei capitoli alternati, uno al presente e uno al passato, per ripercorrere tutte le tappe di questa tormentata storia d’amore.
Bolo e Gheghe hanno tremila difetti, sembrano incompatibili, ma insieme funzionano alla perfezione. Ed è questa una delle caratteristiche che più mi piace della Ciompi: non avrete mai due protagonisti perfetti. Non ci sarà mai la donzella in pericolo col principe azzurro che corre in suo soccorso. Nei suoi libri troverete protagoniste con le palle quadrate e protagonisti che, nelle loro vite, hanno commesso un mare di ca**ate per cui cercare di redimersi, anche se non sempre sono interessati a farlo. Altra scelta che ammiro è la voglia di raccontare un mondo che è pieno di brutture, una vita che ti schiaccia, tante cose che non funzionano e una passione che dai più può essere vista come un male, ma che per loro è vita vera, è adrenalina pura, è una delle cose che consente loro di respirare, vivere, gioire, soffrire. Io, sotto quello stadio, avevo aperto gli occhi e avevo visto il mondo.
Bolo e Gheghe si conoscono in clinica, lui spesso accompagna Teschio da Camille, ed è proprio grazie a uno di quei passaggi che Bolo e Gheghe entrano in rotta di collisione. Utilizzo questa espressione non a caso, perché Gheghe è fin da subito scontrosa con lui e non apprezza per niente il suo modo di fare strafottente da ‘sono figo e so di esserlo’. Bolo capisce fin da subito di aver trovato pane per i suoi denti. Lui che è così abituato a ottenere tutto facilmente dal gentil sesso, trova una degna avversaria, una che gli tiene testa e non si lascia abbindolare dal suo stupidissimo sorriso, dai suoi occhioni e dai suoi riccioli ribelli.
Gheghe è una tipa tosta, ma anche fragile, una ragazza davvero speciale che ama la filosofia, ama immergersi nei suoi libri fino a perdere la cognizione del tempo. La vita di Gheghe è stata stravolta in un attimo e, prima di tornare a prenderla in mano, ha dovuto metterla in pausa per molto tempo.
La vita in clinica è stata allietata dall’affetto dei ragazzi che erano con lei, tra cui Camille, Da quando sono uscita, lei è la seconda persona che più voglio rivedere, quella che so per certo non mi metterà a disagio. Perché alla prima persona della lista mi sforzo di pensarci il meno possibile. Ed è proprio mentre sta andando a trovare Camille che la sua macchina nuova, decide di fare le bizze e di fermarsi e lei chiede aiuto all’unica persona a cui si era sforzata di non pensare. Bolo accorre in suo soccorso (sì lo so che vi ho detto che in questa storia non ci sono Principi azzurri, ma ho i miei buoni motivi per affermarlo) e per Gheghe è un bel problema Bolo sfoggia quella faccia furba di chi sa di essere bello da morire. Una bellezza che fa girare la testa. Una bellezza alcolica che crea dipendenza. Non sembra per niente a disagio.
tutto il mare è nei tuoi occhi
Dimenticarsi di lui è sempre stato impossibile, ma averlo vicino e non pensare a cosa sarebbe potuto essere se fossero stati diversi, è addirittura doloroso. Gheghe ha sofferto tantissimo a causa di Bolo ed è certa che, l’unico modo per difendere il suo cuore dal tornado che lui rappresenta, sia tenere le distanze e frequentarlo il meno possibile. Perché Gheghe sa che Bolo è inaffidabile. Bolo che ha la capacità di ferirla come nessun altro nella sua vita, ma che in attimo è in grado di farle toccare picchi di felicità inimmaginabili. La vita di Gheghe con Bolo al proprio fianco è un giro interminabile sulle montagne russe. Ma siamo certi che Bolo non provi gli stessi sentimenti per Gheghe?
Sarebbe cambiato che sarei venuto da te, anche subito, anche di corsa. Sarebbe cambiato che forse avremmo potuto provarci a ricominciare o iniziare per davvero, questa volta. Sarebbe cambiato che te l’avrei detto finalmente che mi sei mancata, che non è cambiato niente. So già cosa mi diresti: che sei appena uscita dalla clinica, che hai una vita da ricostruire e che io non te la posso incasinare un’altra volta solo per riaverti indietro.
Se pensavate che Teschio fosse incasinato è perché ancora non vi è capitato di avere a che fare con Mirko Bolognini, ragazze non avete idea di quante volte avrei voluto prenderlo a padellate. In Tutto il buio dei miei giorni non mi ero resa conto potesse essere così esasperante, ma qui esce in modo prepotente tutta la sua natura. Bolo ha un cuore enorme, ma sa essere di un egoismo e di un cinismo che mettono spavento. La sua anima è tormentata, gli errori di gioventù non possono essere superati così facilmente e Gheghe ne pagherà le conseguenze. Più ANGST di così è impossibile e io in questo genere ci sguazzo che è una meraviglia.
Leggendo Tutto il mare è nei tuoi occhi ho sofferto le pene dell’inferno. Mi sono sentita tradita. Sono rimasta delusa. Ci sono stati passaggi in cui avrei voluto gettare il kindle fuori dalla finestra per colpa del Bolognini e altri in cui avrei voluto stringerlo forte al mio cuore. Perché nella vita tutti commettiamo degli errori, l’importante è trovare qualcuno che sappia accettarli e che grazie alla sua bellezza riesca a tirare fuori tutto il buono che noi abbiamo dentro. E Gheghe è stupenda, lei la amerete e basta, e vi sentirete parte di lei, comprenderete tutte le sue scelte e la spingerete a fare dei passi per mettere della distanza tra sé e Bolo. Perché sarà grazie a quella distanza che entrambi potranno tornare e vivere, potranno capire cosa sono realmente l’uno per l’altra.
Mi rendo conto di aver scritto una recensione delirante, ma quando un libro ti parla allo stomaco non è facile essere razionali e così la mia opinione è esattamente come la storia tra Bolo e Gheghe, caotica, folle, sconclusionata, ma spero che sia riuscita a trasmettervi anche tutta la passione e la frenesia di questa stupenda storia d’amore tormentata che sono certa amerete anche voi alla follia.
Tutto il mare è nei tuoi occhi, Margherita, e io lo so che se non faccio attenzione, va a finire che ci affogo dentro.
Vieni a leggere la recensione su: CrazyForRomance Per acquistare il libro clicca qui
Avevamo conosciuto Gheghe e Bolo come perfetti comprimari della storia di Camille e Teschio; lei, Margherita detta Gheghe, la parlantina facile e una vita da riprendere per le redini. Lui, Mirko Bolognini detto Bolo, una massa di riccioli ribelli, un sorriso spavaldo e un'anima da ultras nel corpo di un quasi trentenne mai davvero cresciuto. Due persone nate in ambienti diversi, con passioni e interessi agli antipodi, che all'apparenza non condividono altro che l'amicizia per Camille. Due persone attorno alle quali l'autrice ha saputo tessere una trama ricca di angst, fedele compagna del lettore fin quasi all'ultima pagina. Ciò che il destino ha in serbo per Bolo e Gheghe non spetta a me svelarlo, ma io mi riservo il piacere di spiegarvi perché non potete perdervi questa lettura. Comincio con il dire che lo stile poetico e incisivo della Ciompi mi ha conquistata anche in questo romanzo, che ha il pregio di avere eliminato alcune lungaggini che invece avevo riscontrato nel primo libro. Ciò che mi ha affascinato alla follia sono state le descrizioni crude e sincere di una città di provincia, affacciata su un mare che fa da sfondo a momenti intensi della storia d'amore narrata. Il focus resta puntato sui quartieri in cui la gente lavora spaccandosi la schiena, assiepata in palazzoni con le paraboliche alle finestre, mentre muore di caldo perché la brezza salmastra proveniente dal mare lì non riesce ad arrivare. L'autrice racconta vite di gente che si accontenta di poco, che ha amicizie profonde nate nei cortili di questi palazzi. Descrive ragazzi che si ritrovano sui gradoni di uno stadio poco blasonato, a stringersi attorno ad un ideale comune, quello dell'essere un ultras. E in questo stile onesto e realistico, ho ritrovato qualcosa della Valentina d'Urbano de Il rumore dei tuoi passi. In questo quadro, s'inserisce alla perfezione una storia d'amore che di semplice non ha nulla. Margherita e Bolo non sembrano fatti per stare insieme e, né il destino né tanto meno le loro azioni e scelte, faciliteranno la strada verso un lieto fine. E se a Bolo è stato affidato il ruolo del bambino mai cresciuto, dell'irresponsabile che, nonostante i suoi sbagli, non puoi far a meno di amare, Gheghe è la combattente che ha saputo conquistare i miei favori, una ragazza che è riuscita a mettere da parte la paura e l'orgoglio per provare a raggiungere la felicità. Continua a leggere la recensione su: CrazyForRomance
Se possibile Tutto il mare è nei tuoi occhi mi è piaciuto più di Tutto il buio dei miei giorni, primo libro di questa duologia di companion.
Stavolta tocca a Margherita e Bolo innamorarsi e combattere per il loro amore. Margherita, reduce da un incidente d'auto che l'ha lasciata con qualche ostacolo da superare e Bolo, ultras, tatuato, tenebroso, con un bagaglio di stenti, errori e preoccupazioni alle spalle.
Ammetto che il motivo per cui questo libro mi è piaciuto così tanto è anche un po' imputabile al luogo in cui è ambientato: Pisa. La città è stata casa mia durante i miei anni universitari e riviverla attraverso le parole dell'autrice è stata un'emozione grandissima.
In quanto ad emozioni, in ogni caso, ho avuto l'imbarazzo della scelta: leggere la storia di Marghe e Bolo mi ha provocato mille sensazioni contrastanti. Silvia Ciompi è molto brava a scrivere di relazioni realistiche inserite in una vita molto comune: si parla ancora una volta di universitari ed ultras, due vite all'opposto ma con problemi che toccano ognuno di noi. La storia d'amore di Bolo e Marghe non si ferma mai solo all'amore ma, anzi, è pretesto per affrontare altri temi: lo spaesamento che proviene dal riguadagnare la vita dopo un brutto incidente, la dipendenza, l'aborto, l'amicizia, l'università e il futuro e tanto altro ancora. Non mancano scene anche piuttosto crude e dolorose, che ho apprezzato perchè il libro è un racconto di vita a 360° in cui a cose belle equivalgono anche cose orribili.
è una storia travagliata quella che vivono i due protagonisti ma è così genuina e reale che emoziona con immensa facilità. Mi sono rivista molto in Margherita, nel suo essere logorroica, nell'amare con tutta se stessa non solo Bolo ma anche ciò che studia, nell'essere legata ai suoi amici e in mille altri piccoli gesti che me l'hanno fatta amare addirittura più di Camille. Fra Bolo e Teschio, invece, è sfida aperta: non saprei proprio chi scegliere, perchè con la sua sfacciataggine Bolo mi è entrato nel cuore. Non nego che più volte avrei voluto prenderlo a schiaffi per convincerlo a ragionare, ma gli errori che compiono i personaggi della Ciompi sono sempre umani.
Insomma, anche Tutto il mare è nei tuoi occhi per me è stato un successone!
Buongiorno, sognatrici. Oggi vi parlo di una favola d'amore con il review party di Silvia Ciompi del suo nuovo romanzo "Tutto il mare è nei tuoi occhi", edito Sperling&Kupfer, che io ho avuto il piacere di leggere in anteprima. “Tutto il mare è nei tuoi occhi, Margherita, e io lo so che se non faccio attenzione, va a finire che ci affogo dentro.” Alzi la mano chi si è innamorata follemente di Teschio e Camille? Un po' tutte credo, io in primis, che in questo anno di attesa non sono riuscita a dimenticare una storia così fragile e dura al tempo stesso. Ho immancabilmente iniziato a sentire la mancanza di questa autrice ed ecco che arriva la notizia che verrà pubblicato il libro su uno dei personaggi secondari che ho amato tanto, il nostro Bolo. Bolo per gli amici, all'anagrafe Mirko Bolognini, occhi verdi da mozzare il fiato e i riccioli scuri. Nato sotto allo stadio, non poteva, crescendo, non diventare un ultras. Ha un carattere ribelle, scherzoso, forse anche dolce a tratti, per questo quando otto mesi prima incontra per sbaglio Gheghe nella cucina della clinica in cui era in cura Camille, e anche lei, si accende una piccola scintilla. Per lui lei diventa la sua ragazza del cioccolato e un po' per gioco, un po' perché sono calamitati l'uno verso l'altro, iniziano a punzecchiarsi e si lasciano andare a una relazione clandestina all'insaputa dei loro amici. Ma non parliamo di una semplice storia d'amore. Parliamo di due persone tagliate a pezzi dalla vita e che da soli devono ricostruirsi per andare avanti. Passano otto mesi e il loro legame si perde tra litigi e discussioni dei loro amici. Margherita finalmente esce dalla clinica per riprendere in mano la sua vita, ma il suo chiodo fisso è ancora lì e quando si rincontreranno cosa accadrà tra i due? Prenderà il sopravvento l'indifferenza o uscirà allo scoperto quella passione mai spenta? “Perché un amore così non si cancella. Come una cicatrice impressa a fuoco sulla pelle, sotto al cuore, è venuto a tormentarmi ancora e ha inciso un'altra volta le linee del suo volto dentro di me.” Io amo la Ciompi. Amo le sue storie profonde e viscerali. Amo il tormento e la passione che riesce a esprimere con le sue parole. La poesia che crea e quelle maledette frasi che ti si incollano addosso come colla. I suoi romanzi sono la perfezione. I suoi personaggi non hanno niente di surreale, sembrano amici, con i loro difetti e i loro pregi, anche se ognuno di loro ha un bagaglio sulla schiena non indifferente. Margherita è passione, sentimento, bellezza. Bolo è una carrellata di guai che non si riesce ad evitare perché si è calamitati verso di lui in maniera imminente. Questo libro è l'acqua salata che sana le ferite, è fumo colorato delle domeniche allo stadio ed è inchiostro indelebile sulla pelle. Consiglio vivamente di leggere questa storia e di amarla come solo noi sognatrici sappiamo fare. Voto 5
Mi sono presa qualche giorno per cercare le degne parole da dedicare a questo libro ma sono giunta alla conclusione che è impossibile. O quantomeno io non so se riesco a trovarle. Ci provo. Nel frattempo in sottofondo ho messo a ripetizione A mano a mano dello zio Rino e Vivere del buon Vasco. Due artisti che per me già significavano tanto. Oggi dopo aver letto Tutto il mare è nei tuoi occhi, queste canzoni le sento ancora più mie. Questo libro lo sento mio. Questo libro è il mio libro. Questo libro, le parti riguardanti il tifo, raccontano la mia vita. Forse è anche per questo che sto facendo tanta fatica a trovare le parole e ogni due secondi mi devo asciugare gli occhi. Tutto il buio dei miei giorni è stato una bomba, un libro micidiale, ma questo è un’arsenale di bombe, non fai in tempo a riprenderti dall’esplosione della bomba precedente che già te ne scoppia un’altra nelle mani. Silvia, che ha uno stile unico, stupendo, sublime, è riuscita a trasformare in perfette parole che cosa vuol dire essere tifosi, però, e non me ne voglia nessuno, credo che solo chi lo vive davvero abbia percepito fino in fondo le sue parole, che le abbia incise sulla pelle. A partire dalla dedica iniziale. Già lì ho capito che questo libro mi avrebbe messa ko. E così è stato. Iniziando dalla città portuale, molto simile alla mia, dal mare e dall’importanza che ha, proprio come ce l’ha per me. Continuando con Bolo e Gheghe che sono una combo perfetta di ciò che sono io, lei che non riesce facilmente a passar sopra a certe cose, lui che fa un casino dietro l’altro solo perché tutto è troppo più grande di lui e non ha ancora imparato a gestire la vita. Lui che ‘Andare allo stadio è un rito, uno stile di vita. La nostra instancabile passione era l’unica cosa certa, immutabile.’ Lei che ‘I libri sono il mio posto. Sono come un mondo dove ti rifugi quando hai paura. Tutti hanno un posto così.’ Bolo lo stadio, Gheghe i libri. Io sono fortunata perché ne ho due. Tutti e due rappresentano il mio posto nel mondo. Questo libro sono io. E mai avrei pensato che un libro potesse essere IL MIO libro nel mondo. Questi due sono due personaggi veri, imperfetti come lo è ognuno di noi, e, senza nulla togliere ai romanzi rosa precedenti che ho letto e amato (e che continuerò ad amare), questo libro parla di vita vera, è reale, è uno schiaffo a cinque dita in piena faccia, come solo la vita a volte sa essere. Potrebbe essere un’autobiografia per le cose che hanno fatto, che hanno vissuto, perché persone come Bolo e Gheghe sono reali e potrebbero essere affianco a te in questo momento, o potresti essere tu stesso. So che probabilmente non sono stata molto brava a scrivere i miei pensieri e che ce ne sono mille altri che ho e non riesco a buttare giù, ma questo libro mi ha boh, non so neanche che parola utilizzare...devastata, arricchita, scombussola, emozionata e ce ne sarebbero tante altre. Quest’anno io e Silvia saremo di nuovo nello stesso stadio, una di fronte all’altra, rivali, ma parte di uno stesso credo, e quel giorno quando sarò lì a cantare e a guardare la curva avversaria non potrò far altro che pensare che di là ci sarà lei, ma ci saranno anche Bolo, Gheghe, Teschio, Camille e tutti gli altri. Voto : IL MIO LIBRO NEL MONDO.
L'ho trovato un po' troppo prolisso e i protagonisti stavolta non mi sono entrati nel cuore, come se stessi leggendo una bella storia ma senza viverla.
Margherita, detta anche Gheghe, non si accorge nemmeno quando quegli occhi scuri come la pece la fissano con curiosità. Non sa che da quel momento in poi, quegli occhi ingombreranno i suoi sogni, i suoi desideri e la sua stessa vita. Mirko, detto anche Bolo, rimane affascinato da quella ragazza dai capelli neri e dalla pelle chiara. Le sue movenze assomigliano a quelle di una dea e poco importa, se lei in quel momento non lo guarda, perché, per lui, quel momento basta che ci sia. Tutto nasce come un gioco di quelli che si fanno a vent’anni. Una battuta, un sorriso, uno sguardo impresso e quel filo immaginario che tiene legate due vite insieme, sembra avvolgerli in una stretta inscindibile. Un filo che diventa due braccia, calore e baci. Un milione di baci che si bramano alla ricerca di qualcosa di più intimo, dal sapore che sa di speciale. L’amore quando sboccia è sempre una cosa meravigliosa. È la luce in una giornata grigia, è la voglia di toccarsi per sentirsi più vicini. È la brama di un incontro fugace, di una passeggiata tenendosi per mano, di scoprirsi così diversi, ma anche così perfettamente allineati come due stelle che combaciano nel cielo.
“Non eravamo nulla, io e lei, ma eravamo la cosa meno vicino al nulla che avessi avuto in vita mia.”
Sicuramente Gheghe e Bolo sono diversi. Due ragazzi cresciuti in città diverse, dove pochi chilometri diventano distanze. Per Bolo la vita non è mai stata semplice. Cresciuto in un quartiere di periferia, che sembra non avergli regalato nulla. Una famiglia modesta, la sua, che tenta di arrivare a fine mese. Una vita fatta di espedienti e di sogni, che fanno fatica a realizzarsi. Ma anche di una passione che nasce e si aggrappa alla vita stessa per diventare uno stile, una religione, un modo di riscattarsi dalle tante insoddisfazioni. Bolo è nato sui gradoni dello stadio, fra le urla, i cori e gli striscioni. Da un padre ultras che gli ha insegnato la lealtà, la solidarietà, lo spirito di lotta sociale e l’amicizia. Una grande famiglia ritrovata, in cui si sente di appartenere come parte di un mondo, per portare avanti una fede che lo unisce ai suoi amici e compagni, tifando ogni giorno per la vittoria di una squadra, che è diventata uno stemma di riconoscimento, una vera appartenenza.
“L’ultras non ha volto, spesso un cappuccio gli copre la testa, una sciarpa la bocca, ma per il gruppo è un fratello, un figlio, una parte imprescindibile.”
Anche Gheghe di sogni ne ha tanti, ma i suoi sono impressi nei libri di filosofia dei grandi poeti che tanto ama. Una ragazza il cui destino le ha rubato i giorni più belli, ma, che allo stesso tempo, le ha portato quel ragazzo che riesce a farla sognare a occhi aperti, regalandole attimi di vita pulsante, sostituti di una vita più atona che non ha scelto di vivere. Gheghe è arrabbiata, perché se il destino ha scelto per lei, poco importa se ha una famiglia che la sostiene e il lusso per poter scegliere. La condizione in cui si trova, le toglie comunque quel senso di libertà in un momento in cui vorrebbe assaggiarne i sapori. E poi, ti capita di incappare in un ragazzo come Bolo che non ha regole se non quelle della sua fede, che ti sveglia per incitarti a sorridere a quel domani, in cui si può ritornare a vivere.
“Un desiderio che forse non ero pronta ad ammettere nemmeno a me stessa trovare qualcosa che assomigliasse almeno un po’ all’amore”
Gheghe e Bolo sembrano diversi per cultura, famiglie di appartenenza e vita, eppure hanno questa voglia insana di stare insieme, di assaporarsi e di mischiare i loro colori. Quel filo immaginario che li unisce è la passione che frantuma ogni diversità, è un vortice di emozioni che apre il cuore. Un amore che nasce piano e poi divampa, schiacciando tutto: il destino avverso e le ferite che si portano addosso, come stemmi di quello che sono stati e che la vita gli rimanda ogni giorno, come segni tangibili che devono accettare. Perché la vita non ti lascia scampo, bisogna avere il coraggio di combattere contro gli errori e la paura. Gli errori di un ragazzo a cui la vita ha regalato poco e tolto tanto. La paura di una ragazza che ha visto scorrere la vita troppo in fretta e che a fatica cerca di stargli dietro. Bolo e Gheghe sono dei sopravvissuti che tentano di inseguire la normalità, come i ragazzi della loro età, che vogliono viversi nonostante tutto, inseguendo l’amore come una magia che solo una volta nella vita può avverarsi. Una storia potente che ti distrugge il cuore per poi ricomporlo pezzo dopo pezzo. Momenti in cui sembra di sentire insieme a loro, gli urli e i cori di uno stadio che grida alla propria squadra, come se fosse tutto in uno: un atto di ribellione e di liberazione. Una passione totalizzante raccontata con gli occhi di chi sogna e guarda la vita nella realtà delle cose. Continua su https://www.vanitiromancebook.com/boo...
Tutto il mare è nei tuoi occhi, Margherita, e io lo so che se non faccio attenzione, va a finire che ci affogo dentro.🤍🌊
Bolo e Gheghe. Due anime attratte come calamite, impigliate prepotentemente l'una nei nodi dell'altra.
Gheghe. Gheghe e i suoi occhi grandi. Gheghe e le sue frasi chilometriche. Gheghe e il suo amore per Schopenhauer. Gheghe e la sua passione per i libri, che è anche un po’ la nostra.
E poi c’è Bolo… Bolo con le sue magliette sgualcite e i ricci scombinati. Bolo con il suo amore smisurato per la curva e per gli amici. Bolo con le sue battute e le sue provocazioni. Bolo con i tatuaggi sbiaditi e il sorriso strafottente.
È una storia complessa, che affonda le radici nella feroce voglia di amare, nelle paure, nel desiderio e nelle lotte di ogni giorno. Lotte con se stessi e col mondo. La scrittura di Silvia scava nell’animo, con un realismo spiazzante, nudo, crudo e straordinariamente dettagliato. Perché le sue parole conducono direttamente nei pensieri dei protagonisti, ed è inevitabile comprenderli entrambi. Comprendere Gheghe e il suo sentirsi danneggiata. Vien naturale capire il suo dolore. Coglierlo. Assimilarlo. E fa male, perché loro due sono lì, sospesi tra indecisioni, frasi non dette e abbracci non dati. Ma è naturale capire anche Bolo. La sua rabbia. Le sue difficoltà. I suoi sentimenti. E la sua impossibilità nel comprendere a pieno il tormento di Margherita.
Bolo e Gheghe, uniti da una magia che rimescola tutto. Un sentimento essenziale, che è anche una sfida silenziosa. Un volersi da lontano, occhi negli occhi. Un toccarsi piano, sfiorandosi e accarezzandosi l’uno le paure e le cicatrici dell’altro. Un libro TRAVOLGENTE, oltre che perfetto.🧡
Una storia potente che ti distrugge il cuore per poi ricomporlo pezzo dopo pezzo. Momenti in cui sembra di sentire insieme a loro, gli urli e i cori di uno stadio che grida alla propria squadra, come se fosse tutto in uno: un atto di ribellione e di liberazione. Una passione totalizzante raccontata con gli occhi di chi sogna e guarda la vita nella realtà delle cose. Silvia Ciompi di anni ne ha poco più di venti ma con la sua scrittura ne dimostra quasi cento. Fotogrammi della vita che scorrono davanti a lei e da cui riesce a catturarne ogni singolo istante per farlo proprio e raccontarlo ai lettori, come se volesse gridare a una realtà che non è patinata come quella sui giornali, ma che esiste e Bolo e Gheghe, insieme a Teschio e Camille e a tutti i loro amici, ne sono la prova. Solo una sensibilità profonda può scrivere della vita vera. Silvia Ciompi di sensibilità ne ha da vendere, per come è riuscita in Tutto il mare è nei tuoi occhi a essere più intima con le sue passioni e a raccontare come un amore può diventare la speranza per una via di uscita Recensione su www.vanitiromancebook.com
L’inizio parte bene, abbiamo due protagonisti che mi piacciono molto e originali, poi però è tutta una discesa, cioè i pensieri di lui sono ripetuti troppe volte , abbiamo capito che stravede per gli ultras e tutto, mentre lei io non l’ho capita , se all’inizio si è dimostrata una tutta tenace, l’ho trovata molto debole alla fine e soprattutto non l’ho sopportata, perché a mio parere lei non è innamorata. Per il resto una bella lettura che consiglio di fare quando si è tranquilli perché l’autrice ha uno stile particolare che fa rimanere il lettore con una sensazione di angoscia , che però funziona .
Buongiorno Cosmo, giugno è arrivato e porta, oltre al caldo spero per voi, anche tanti nuovi libri. Esce oggi TUTTO IL MARE E' NEI TUOI OCCHI di Silvia Ciompi. Da quanto tempo aspettavamo la storia di Bolo? Il migliore amico di Teschio che già in Tutto il buio dei miei giorni aveva catturato la nostra attenzione. Eccoci accontentate, finalmente Bolo e Gheghe ci racconteranno la loro storia! 🌊 🌊 🌊 Quando si rimane chiusi in una clinica per anni, la prima cosa che si ha voglia di fare, una volta uscita, è recuperare tutto il tempo perduto, assaporare la libertà e vivere al massimo la propria vita. Questo è quello che Margherita, Gheghe, ha intenzione di fare. Di certo non era nei suoi programmi rimanere invischiata in una relazione complicata e piena di ostacoli con Mirko Bolognini, Bolo. L'amico di Camille che, durante la sua permanenza in clinica, aveva invaso i suoi pensieri, e l'aveva persino baciata. Ma secondo lei era inutile riportare a galla un qualcosa già morto sul nascere. Doveva concentrarsi solo su stessa, sullo studio e sul suo futuro.
"Bolognini Mirko detto Bolo era stato una di quelle persone. Era entrato nella mia vita senza avvisare e ci aveva lasciato subito il segno."
"È un pensiero costante, è come le parole di una canzone che fingo di non ricordare ma che conosco a memoria."
Ma per sua sfortuna quando Bolo si metteva un cosa in testa, non c'era niente da fare, doveva averla ad ogni costo. E Bolo la voleva, voleva Gheghe, quella ragazza che amava il cioccolato e che teneva sempre il naso dentro ai libri. Quella ragazza, forse l'unica ragazza, che in vita sua aveva smosso qualcosa in lui. Qualcosa che lo spaventava ma che al tempo stesso lo faceva sorridere solo a pensarci.
"Io volevo lei. Perchè solo lei sarebbe riuscita a rincollare tutto, a tenermi insieme."
Così giorno dopo giorno, tra una partita allo stadio e un esame da dare, inizia la loro "storia". Una storia difficile da far durare, una storia tra due persone completamente diverse, una storia che non ha nulla di certo ma che regala tanto ad ognuno di loro. Ogni attimo passato insieme li riempe di un amore così grande da far sembrare tutto il resto minuscolo. Eppure, a volte, l'amore non basta. L'amore non riesce a superare tutte le difficoltà che Bolo deve affrontare. Bolo che da sempre è abituato a fare tutto per tutti, e tutto da solo. Bolo che, nonostante sembri un ragazzo con la testa per aria, dentro ha un mare in tempesta. Un mare fatto dagli errori commessi in passato e che adesso si ripresentano, pronti a distruggere quella felicità che finalmente era arrivata. Quella felicità che porta il nome di Gheghe. Sarà proprio per lei, per proteggerla, che decide di porre fine a tutto. Di lasciarla libera di vivere la sua vita senza la distruzione che Bolo si porta dietro. Ma riusciranno a fare a meno l'uno dell'altra?
"Ho reimparato a parlare, a camminare. Ho sopportato la fisioterapia, la logopedia, il dolore. Ho ricominciato a vivere. Bolo non è niente in confronto a tutto questo. Le sue bugie possono piegarmi, possono fare male quanto vogliono, ma io non mi spezzo. Io non mi lascio spezzare la vita che ho rimesso insieme."
Aspettavo questa storia da tanto, troppo tempo *_* Penso di essermi un po' innamorata di Bolo fin da subito, con quel suo essere un po' sbruffone, un po' così che lo rende unico. I suoi capelli sempre spettinati e quel suo sorriso che ti abbaglia. Bolo è un ragazzo fantastico, nonostante tutti i suoi problemi non si tira mai indietro per aiutare gli altri. Soprattutto per gli amici, lui sarebbe l'amico che ti aiuta a nascondere un cadavere, quello su cui poter contare sempre. Così è Bolo. Questo Gheghe lo sa, sa che in fondo, dietro a tutti quei casini, c'è un ragazzo buono, pieno di rimpianti e con poca fiducia in se stesso. Per questo, nonostante tutto, lei a lui ci tiene davvero. E forse è stato anche grazie a lui se anche lei adesso è più forte. Perchè si, Margherita è forte, anche se ci mette un po' a capirlo. Dopo tutto quello che ha passato, lei ritrova in Bolo quella boccata d'aria che le era venuta a mancare, anche se i problemi tra loro non mancano, è nei momenti passati insieme che ritrova quel pizzico di serenità. Quanto mi era mancato lo stile di scrittura di Silvia Ciompi. Uno stile che ti fa vivere tutte le emozioni a pieno, che ti riporta un po' indietro nel tempo, a quando tutto era più bello, più pulito. Uno stile che ti trascina dritta nella storia e riesce a farti sentire suoni e rumori, a vedere luoghi ma visitati. Una storia che può sembrare lunga ma mai noiosa, grazia ai capitoli che si alternano tra presente e passato e tra il POV di Bolo e Gheghe. Se avete apprezzato Tutto il buio dei miei giorni non potete di certo perdervi questo libro!
Recensione di Alessia per il blog Le Lettrici Impertinenti https://lettriciimpertinenti.blogspot... «Non eravamo nulla, io e lei, ma eravamo la cosa meno vicina al nulla che avessi avuto in vita mia.»
Tenetevi forte. A quasi un anno di distanza dal suo romanzo d'esordio, Silvia Ciompi ritorna con TUTTO IL MARE È NEI TUOI OCCHI e ci riporta nel mondo degli ultras, di Teschio e Camille e di tutti quei personaggi che abbiamo imparato ad amare (alla follia, per quanto mi riguarda). Lo so a chi state pensando. Lo so, lo so.
Bolognini Mirko, meglio conosciuto come Bolo, il migliore amico di Teschio. Il ragazzo con il sorriso furbo e i ricci castani che ci aveva già rapito il cuore ne TUTTO IL BUIO DEI MIEI GIORNI. E non solo a noi. Margherita, detta Gheghe, è appena uscita dalla clinica ed è pronta a iniziare una nuova vita. Sì, una nuova vita, perché dopo i due anni che ha passato in ospedale a causa di un incidente stradale, dopo aver visto Camille scegliere nonostante tutto Teschio e aver lasciato i suoi amici al Santa Cecilia, si ritrova in una realtà totalmente differente. I suoi sono divorziati, può camminare solo con l'aiuto di una stampella ed è catapultata in un mondo senza Bolo. Scopriamo fin da subito infatti che dopo un loro iniziale avvicinamento in ospedale, mentre lui e i suoi amici andavano a trovare Camille, si sono allontanati e si sono detti addio. Bolo, dal canto suo, cerca di essere quello di sempre. Gli amici, la famiglia, le partite, gli ultras, le feste, le ragazze... ma la sua mente è sempre rivolta in un modo o nell'altro a Gheghe, alla ragazza del cioccolato che in qualche modo lo ha affascinato. E già dalle prima pagine ti chiedi che cosa sia successo, perché lo capisci subito che questi due si amano e solo un cieco potrebbe non vederlo. La decisione di Gheghe di andare a trovare Camille, la sua macchina nuova che si rompe e il messaggio di aiuto a Bolo daranno inizio a pagine piene di emozioni e domande e riposte devastanti. Come Camille e Teschio, Gheghe e Bolo sono due personaggi complicati, rotti in qualche modo dalla vita, schiacciati, ma che hanno avuto la forza di rialzarsi e continuare a lottare. Sono pieni di rancore, pieni di odio, ma anche pieni di amore. E si amano, nonostante le differenze, nonostante i loro mondi siano distanti, collidano, in un modo così forte e così disperato da far male. Ovviamente, la vita si metterà in mezzo e allora avrete voglia di lanciare il libro contro il muro per le scelte che continueranno a prendere. E vi verrà voglia di urlare, ma continuate a leggere. Ne vale la pena.
Se con il primo romanzo mi aveva conquistata, TUTTO IL MARE È NEI TUOI OCCHI ha confermato il mio amore per questa scrittrice. Il suo stile duro, realistico, ma anche poetico rende le parole così forti da imprimersi dentro di te. La scelta poi di dividere la storia tra presente e passato, di narrare sia dal punto di vista di Bolo che di Gheghe, ti tiene incollato al libro per tutto il tempo. Non riesci a chiuderlo fino a quando non leggi la parola EPILOGO, e anche allora vorresti che continuasse.
Questo libro è da leggere! Assolutamente! Preparate una playlist con le canzoni di Vasco e dei The giornalisti, un pacchetto di fazzoletti e immergetevi nel mondo di Gheghe e di Bolo. Non ve ne pentirete.
«[…] Hai detto che le nostre vite non sono cambiate, ma la mia dopo di te non è più uguale. Ci provo a farla ritornare come prima, ma ancora non ci riesco. E mi dispiace di aver scarabocchiato tutto il tuo libro, ma tanto la matita, se vuoi, si cancella.»
Non avevo mai letto niente di Silvia Ciompi e, dopo aver letto questo romanzo, non posso che pentirmene. Oltre che darmi una mossa a recuperarli tutti. Come al solito, però, ho sbagliato l’ordine: nonostante si tratti di autoconclusivi, avrei dovuto leggere prima Tutto il buio dei miei giorni, libro in cui si conoscono i due protagonisti. Ma vabbè, lo recupererò presto…
Per quel che riguarda la storia mi è piaciuta molto. L’ho trovata molto delicata, nonostante spesso fosse molto cruda. Per tutto il romanzo non ho fatto altro che emozionarmi: ho perso il conto delle volte in cui mi sono ritrovata con le lacrime agli occhi per ciò di cui stavo leggendo. E questo accadeva verso le 2 di notte, perché preso in mano il libro non sono proprio riuscita a metterlo giù finchè non era concluso, tanto ero presa dal racconto.
Per ciò che riguarda i due protagonisti, non so bene cosa dire di loro. Nel senso che mi hanno lasciata molto interdetta, perché se sotto certi punti di vista li ho considerati il punto di forza del romanzo, sotto altri li ho trovati proprio il suo punto debole. Sia Margherita sia Mirko, infatti, sono dei personaggi molto complessi e ben delineati, cosa che ho molto apprezzato, però per la maggior parte del tempo ho fatto fatica a sopportarli, non riuscendo proprio a capacitarmi di certe loro scelte.
Nel complesso un romanzo molto bello, pieno di sofferenza, sì, ma di quella che non può che farti amare un libro. Sicuramente recupererò altri romanzi di questa autrice.
La vita è spesso scandita da scelte sbagliate, situazioni difficili, esperienze dolorose. A volte ci si sente distrutti, rotti al punto da vivere una vita da cui cercare di proteggersi tenendosi lontani da sentimenti più profondi e capaci di cambiarci. Ma l'amore in ogni sua forma arriva nonostante tutto, ed è in quel momento che ci rendiamo conto degli errori commessi e sta a noi decidere quale strada intraprendere.
Bolo è un ragazzo che è letteralmente nato sotto la curva degli stadi, è un ultras e la sua vita è scandita tra lavoro e partite, trasferte con il gruppo degli ultras, rapporti di solo piacere e una vita in cui solo i pochi amici riescono realmente a entrare.
Bolo ha vissuto esperienze che lo hanno segnato, le scopriamo pian piano mentre leggiamo la sua storia e quella di Gheghe, la scorgiamo nel suo essere tormentato, irriverente, ma anche nei momenti in cui scorgiamo il suo cuore più puro, la semplicità delle cose che ama, gli amici verso cui ha una profonda lealtà.
Gheghe si è ritrovata attorno Bolo in un momento difficilissimo della sua vita, quando tutto si è messo in pausa e ha dovuto concentrarsi solo su se stessa. Gheghe si è ritrovata per qualche anno fuori dal mondo, lontanta dalla vita vera, costretta a ricostruirsi un mondo più ristretto, che però le ha fatto trovare amicizie vere, tra cui Camille, la ragazza di Teschio, migliore amico di Bolo. È una ragazza che ama, con un cuore puro, ma che ha vissuto un'esperienza che l'ha toccata profondamente e non sa bene come riprendere in mano la propria vita ora che è giunto il momento.
L'incontro tra i due protagonisti è l'incontro tra due mondi che sembrano lontani ma allo stesso tempo appartenersi. L'intensità delle sensazioni che Bolo e Gheghe provano l'uno per l'altra ci arriva dritta al petto, ci travolge per lasciarci senza fiato, ammaccati dagli stessi colpi che il destino e le loro scelte gli hanno messo davanti, ma speranzosi di trovare anche per loro un lieto fine.
Silvia Ciompi ci parla d'amore, di amicizia, di vita che sa travolgere. Ci riporta nel mondo degli Ultras, tra quel gruppo di ragazzi di cui spesso si conosce solo il lato negativo, che l'autrice non nasconde, non cerca di tutelare i suoi personaggi dietro il perbenismo, ma ne mostra ogni sfaccettatura, li racconta per i lati buoni e le scelte sbagliate. Un'ambientazione e una scelta che non è sempre facile, perché è semplice puntare il dito, ma quando entrerete in questo mondo e in questa storia non potrete fare altro che cercare di capire, ritrovandovi davanti qualcosa di reale, di concreto e ancora più potente.
I personaggi sono come sempre trattati in modo approfondito, questa volta l'occhi dei riflettori si è spostato su Gheghe e Bolo, ma ci ha anche fatto incontrare nuovamente i protegonisti di Tutto il buio dei miei giorni ed è stato davvero bello conoscerne il risvolto.
Ho apprezzato molto anche lo stile narrativo della Ciompi, sempre diretto, ma allo stesso tempo vibrante di emozioni, capace di introspezione, di approfondimento, di trasmettere la vita per quella che è: difficile e piena di lotta, ma allo stesso tempo capace di regalarci emozioni che, se accettate possono permetterci seconde possibilità inaspettate.
Tutto il mare è nei tuoi occhi è romanzo che sa come portare la vita tra le righe emozionando.
Se amate le storie che vi entrano dentro, che vi spezzano nel profondo, che vi fanno piangere, arrabbiare, se amate le storie reali che vi fanno tremare le ossa, dove i due hanno tutto il mondo contro e però continuano ad amarsi.. questo libro fa al caso vostro.
Bolo e Gheghe sono un tormento di emozioni, vivono una storia dolorosa. Non c’è mai un momento tranquillo, pagina dopo pagina ti rendi conto che non riesci più a farne a meno, che sei entrata a far parte della loro vita e che purtroppo o per fortuna ci sei dentro fino al collo.
Ci sono stati momenti dove mi sono disperata, ho urlato, mi sono arrabbiata, volevo posare il libro e smettere di leggere, ma poi bastava poco, anzi pochissimo, per ritrovarmi di nuovo fra quelle pagine, fra quella vita, fra quei due che hanno preso il mio cuore, ci sono passati sopra e l’hanno fatto a pezzi.
I libri di Silvia Ciompi non possono non essere letti. Ammetto che sono stata colpita da così tanti pugni che avevo paura di non riuscire ad affrontare la fine. Però ci sono riuscita, non importa come, non importa che in alcuni momenti mi sentivo così male da non riuscire a leggere, l’importante è essere riuscita ad entrare nella vita di Bolo e Gheghe.
Per non parlare dell’amore verso lo stadio. Un amore vero, leale, che ti fa sentire vivo come non mai. Non importa se non sei appassionato di calcio, grazie a questo libro (e anche l’altro) riesci a sentirti parte di loro, a sentire le emozioni che ti trasmette la curva, lo stadio, le emozioni che provi quando sei un ultras, anche se per poco, mi sono sentita parte di loro, come se quello stadio appartenesse un po’ anche a me.
Questo libro non bisogna solo leggerlo. bisogna amarlo. bisogna odiarlo. bisogna consumarlo, proprio come lui consuma te, pagina dopo pagina, e non c’è bisogno che tu te ne renda conto, perché quando te ne accorgi è gia troppo tardi. ♥️
Cari lettori, con questo caldo che mi scioglie, mi sono avventurata in questa lettura per cercare un po’ di riparo. Devo ammetterlo, non vedevo l’ora di leggerlo e le aspettative erano tante, visto anche il meraviglioso libro precedente “Tutto il buio dei miei giorni”, che ho adorato (non c’è nemmeno bisogno di dirlo) e che narrava la storia di Luca, detto “Teschio” e Camille. Intorno a Teschio e Camille, c’erano un sacco di persone, di amici che li supportavano, e tra questi ritroviamo, con moltissimo piacere, come protagonisti in questo romanzo, Mirko Bolognini, detto “Bolo” e Margherita, soprannominata Gheghe; per Bolo, Gheghe è invece la ragazza del cioccolato, per via del loro primo incontro avvenuto nelle cucine della clinica dove lei è ricoverata, dopo un incidente.
@silviaciompi è stata una scoperta: una bella scoperta.
Il caso ha fatto sì che io lèggessi un libro prima e tutti gli altri poi. La sua bravura ha fatto il resto.
Storie non banali. Ritmo narrativo crescente, pathos coinvolgente e quel personalissimo modo di scrivere, di raccontare, di parlare al lettore, fatto di discorsi diretti, decisi e spontanei mi ha fatta si incavolare ma anche innamorare perdutamente del suo mondo.
Camille, Teschio, Gheghe, Bolo e tutti gli altri hanno lasciato il segno con le loro debolezze, le loro paure, il loro dolore urlato e la loro voglia di essere vivi, presenti.
Tutto ciò per dirvi che i suoi libri meritano di essere scelti, letti e amati.
Buona Lettura NB: @silviaciompi aspetto con ansia #volevosolosfiorareilcielo
Se avete letto "Tutto il buio dei miei giorni", non potete non leggere il sequel (ma lo si può leggere anche indipendentemente dal primo volume) su Bolo e Gheghe. Ho aspettato tanto questo secondo romanzo di Silvia, che ancora una volta si è mostrata bravissima a incastrare le emozioni nelle parole. E' una storia diversa rispetto a quella di Camille e Teschio, più concentrata sulla facilità con cui l'essere umano tende a sbagliare e a sottrarsi dalle proprie responsabilità, per paura, per immaturità, per un milione di insondabili motivi. E poi c'è l'amore, quello che a vent'anni ti cambia la vita, ti stravolge tutto dentro e ti fa mettere in discussione anche quella vita a cui sembri rassegnato già da piccolo, perché quando nasci in una periferia di una città di mare, dove per arrivare a fine mese ci si deve spaccare la schiena sin da ragazzino, non hai tante possibilità di sognare, se non la domenica, in curva, insieme alla famiglia che ti sei scelto, quella degli ultras, che sono poveri disgraziati come te, con l'unico sfogo dello stadio. Ci sono le fragilità e le insicurezze di una ragazza che si innamora ancora prima di capire come poter ricominciare a vivere e che non sa se quella storia che le sta occupando tutto lo spazio del corpo sia veramente la strada giusta da percorrere, lei che non sa ancora come camminare bene senza la sua stampella. C'è tutto in questo romanzo, sentimenti, rabbia, fatti della vita che te la travolgono e la sconvolgono e ti cambiano le prospettive. Una lettura che ho centellinato, nonostante avessi una grande voglia di vedere se a Bolo e Gheghe fosse concessa una possibilità di viversi. Se i primi capitoli scorrono un po' lenti, tra il perdersi e il ritrovarsi dei protagonisti e i numerosi flashback, dalla seconda metà del libro è tutto un susseguirsi di capovolgimenti e colpi di scena che portano il lettore a girare velocemente le pagine, fino a tirare un lungo sospiro, giungendo alla fine. Silvia ha scritto un'altra piccola perla, che merita assolutamente di essere letta.
Non ce L ho Silvia le parole per descrivere come mi sento. Non ce L ho le parole per dire niente. Le hai usate tutte tu, per farmi rivivere queste montagne russe e per lenire il mio dolore.
Un altro tuo gioiellino che tengo in un pezzettino di cuore, come questa città e questa vita. Grazie❤️
Il libro era partito benissimo, ma poi si è un po’ perso, secondo me, lasciandomi con l’amaro in bocca. Non mi ha fatta impazzire, però lo stile dell’autrice mi piace sempre tantissimo.
Bolo e Gheghe due nomi unici come i protagonisti che li portano ho amato tutto di questa storia; mi piace da matti il modo di scrivere di questa ragazza e quando sono arrivata alla fine non potevo crederci ne volevo ancora se potessi ne darei 10 di stelle INDIMENTICABILE 😍
La loro caratterizzazione è pura poesia tra le righe de "Tutto il mare è nei tuoi occhi", grazie alla scrittura magica di Silvia Ciompi che ci introduce in un punta di piedi nella vita di due protagonisti leali e veri.
Due protagonisti pronti ad annegare negli occhi dell'altro. A morire per poi rinascere tra quelle braccia. A scaldarsi il cuore in un intreccio di arti. A sorprendersi spaventati e impauriti per poi finire a lanciarsi nel vuoto. Con lo stomaco sottosopra e le lacrime agli occhi. Due protagonisti pronti a cadere e a rialzarsi. Pronti a combattere e difendere. Due che hanno voglia di amare e di dimostrare. A cui non piace essere messi in un angolo, che vogliono ridere, urlare e vestire a colori.
Bolo, io ti ho adorato dal primo momento in cui sei comparso nel libro precedente e qui se possibile ti ho adorato ancora di più... però cavolo se ci hai fatto penare ragazzo!!! 🤪🤪 Questa è stata un’altra storia molto intensa, coinvolgente, difficile, con momenti da sorriso stupido sulle labbra e momenti con un buon livello di dramma. È una storia che parla di amore e di amicizia, di sentimenti forti e di passione, quella per la Curva, di errori e di scelte di vita. Ancora una volta ho apprezzato lo stile dell’autrice, forse ancora più poetico rispetto al libro precedente, che ti costringe a restare incollata alle pagine per arrivare al più presto alla fine. Semplicemente meraviglioso ❤️
«E cerco di guardarti fino in fondo, fino a morirci nei tuoi occhi. Ma mi costringi a chiuderli, mi spezzi e mi rincolli tra le mani, Son creta, materia stellare che plasmi e impasti con i tuoi respiri. Generi galassie sconosciute, tutte scombinate come noi, che non lo sappiamo cosa siamo, ma ci viviamo e basta.»
Bolo e Gheghe, i protagonisti di questo romanzo, sono così agli antipodi che potrebbero vivere in due pianeti diversi. Eppure, non si sa come, le loro orbite si sono incrociate e si sono scontrati, amati, fatti male da morire. Tutto il mare è nei tuoi occhi è un romanzo che mi ha fatto sorridere e commuovere, uno di quei libri da accompagnare con Kleenex e Malox. O un bel bicchiere di whisky scozzese. Lo stile di Silvia è unico, pungente e graffiante, ma allo stesso tempo profondo e magnetico. È che va letto, consumato, odiato e amato, così come il suo predecessore. Però, a differenza di Tutto il buio dei miei giorni, la storia di Bolo e Gheghe risulta più matura, più profonda, forse perché affronta temi più duri da mandare giù, ma riesce comunque a regalare sorrisi grazie alla personalità esuberante di Gheghe e i suoi continui battibecchi con Bolo. Se amate le storie che vi entrano sottopelle, che vi fanno piangere, arrabbiare, che sembrano così reali che si confondono con i vostri ricordi; se impazzite per le storie d’amore improbabili e che sembrano avere tutto il mondo contro, Tutto il mare è nei tuoi occhi è la storia che fa per voi. Io l’ho amata e sono certa lo farete anche voi.