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Somare

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Chi si diverte a Capodanno, si sa, lo fa tutto l’anno. È con quest’augurio che quattro amici si incontrano in un ristorante di Roma per festeggiare l’inizio del 2019, ma soprattutto per mandare definitivamente al diavolo il 2018: un anno di storie d’amore naufragate, di botta-e-via primaverili, flirt estivi, scappatelle autunnali e corna invernali. C’è Andrea, critico cinematografico sul web sottopagato e con alle spalle una lunga e tormentata storia d’amore vissuta a Milano. C’è poi Eleonora, l’amica del cuore, frociarola doc che ormai esce solo in locali gay, con disperazione della madre che da tempo la vorrebbe fidanzata e, chissà, anche accasata con tanto di figli. E infine ci sono Marco Culetta, sin dalla nascita segnato da un cognome quanto mai preveggente, bellissimo vincitore di Mister Gay Roma 2012 ma del tutto refrattario alle relazioni durature, e Michelangelo, finanziere, gay insospettabile, che ha scoperto l’amore per lo stesso sesso dieci anni prima proprio grazie ad Andrea. Da quel primo gennaio comincia per loro un anno fatto di nuovi incontri, Festival di Sanremo, disavventure, ma anche bellissime ed emozionanti sorprese. Federico Boni scrive un romanzo che racconta il mondo LGBT senza peli sulla lingua, in tutti i suoi sacrosanti luoghi comuni e senza mai prendersi troppo sul serio. Somare è una storia d’amore e d’amicizia che vi farà letteralmente sbellicare dalle risate.

203 pages, Kindle Edition

Published May 30, 2019

10 people want to read

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Federico Boni

10 books1 follower

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Asclepiade.
139 reviews80 followers
June 20, 2020
Quando leggo libri come questo, e m’assale il ghiribizzo di scriverne qualcosa, mi sento alquanto imbarazzato, perché non so come trattarli: voglio dire che se li valuto come letteratura ne fanno parte a stento, fra mille caveat, mentre se li si piglia per meri libri comici bisogna esprimerne un giudizio assai lusinghiero, visto che indubbiamente fanno ridere. D’altro canto, il libro – non lo chiamo romanzo, e fra un attimo spiegherò il perché – di Boni non è una mera silloge di barzellette, anzi, a tratti assume quasi un piglio d’impegno e militanza: sicché alla fine mi sembra che la soluzione più equilibrata sia trattarlo come una normale opera narrativa. E qui, da un punto di vista formale, incomincian le dolenti note: più che un romanzo, questa è una raccolta di storie a tematica GLBT (anzi, per essere precisi, “G” e basta), sia pur messe in sequenza e coi medesimi protagonisti; i singoli capitoli (o racconti) si presentano poi più come sceneggiature che come pezzi di narrativa: i connettivi, la parte diegetica, le descrizioni di contorno infatti sono particolarmente ridotte all’osso, e quasi l’intero testo è costituito da un fuoco di fila di dialoghi brillanti, fitti di battute, trovate, paradossi, bell’e pronti per un film, uno spettacolo di varietà o una sitcom; se l’autore avesse osato di più, avrebbe potuto creare, paradosso pieno di paradossi, un romanzo tutto di dialoghi, come Ronald Firbank o Ivy Compton Burnett: ma si vede che non aveva uzzoli sperimentali. Ciò che il lettore non si deve aspettare è il classico libro di narrativa, non perché vi accada poco (anzi, tutto sommato vi succedono parecchie cose), ma perché i personaggi principali e di contorno e le situazioni stesse costituiscono un concentrato di stereotipi e di macchiette, dove manca in sostanza una vera evoluzione. Boni non vuole creare personaggi verosimili, ma far ridere, e i singoli capitoli sono scenette comiche: abbiamo tre gay e una loro amica, tutt’e quattro perpetuamente affamati di maschi e praticamente incapaci di pensare ad altro che à la bagatelle, e del resto anche nel parlare finiscono sempre lì; a tal proposito conviene che le persone un po’ vereconde, facili ai rossori, si astengano dalla lettura, tanto più che l’autore, parecchio sboccato e boccaccesco, oltre ad amare il pecoreccio non risparmia loro nemmeno situazioni schifosette, sebbene alla fin fine le presenti sempre con tono scanzonato e lieve. A parte il sesso, il pensiero dominante dei personaggi sono le icone gay, soprattutto quelle attuali (un limite alla sopravvivenza nel tempo d’un libro simile sarà dato, a mio avviso, dal carattere decisamente ondivago e labile di molte icone gay odierne, che temo non avranno la durevolezza delle Judy Garland o delle Moira Orfei d’antan, sicché troppe battute fra cinque o dieci anni diverranno più criptiche delle allusioni di Aristofane ai politici ateniesi del quinto secolo avanti Cristo), che formano oggetto di allusioni, facezie, botte e risposte; ma oltre alle icone propriamente dette vi sono, naturalmente, anche i luoghi dell’anima, a cominciare dal Festival di Sanremo (anche l’Eurovision, al quale però è dedicato solo qualche fugace riferimento), seguito dai protagonisti con devote riunioni casalinghe di gruppo, e il Gay Pride, col quale si conclude l’opera. Le vicende si svolgono a Roma, e nei dialoghi ricorrono termini o locuzioni romaneschi, ma sembrano buttati dentro solo per far colore, un po’ a casaccio, senza un vero intento mimetico e caratterizzante, alternandosi a lunghi tratti in italiano puro, perfino, qua e là, leggermente impettito. Un pregio di Boni è però la sua capacità di manipolare bene i ritmi e di non farli mai cadere, tranne forse che nel capitolo di Andrea e Michele che fanno reciproca conoscenza, in effetti lunghino: l’andamento è sempre indiavolato, sopra le righe come i protagonisti, i comprimarî (compreso un quartetto di mamme pazzoidi) e tutto ciò che accade in queste pagine. Insomma, è un libro con pregi e difetti; ma secondo me, se non si pretende di ricavarne troppo, essendo diretto a lettori che condividono una (sotto)cultura settoriale ma non particolarmente sofisticata, i pregi l’hanno vinta sui difetti. Dopotutto, prodotti come questo rappresentano anche un’alternativa piacevole a quella narrativa italiana d’area, impacciata e pretenziosa, che mira al sublime senz’averne non dico i mezzi, ma neppure le basi; ed anche in rapporto a letture a tematica gay ben più valide dal punto di vista letterario – qui, stilisticamente parlando, siamo in zone decisamente lontane delle vette – una sua funzione ce l’ha, un po’ come, nei festival del cinema GLBT, quelle farse americane messe lì a mo’ di dramma satiresco nella serata conclusiva, con risate sguaiate assicurate dopo tanti dolori, tanta commozione, tanta militanza rainbow. Certo, io preferirei leggere libri leggeri in apparenza ma profondi nella sostanza, solo che per scriverne ci voleva la buonanima di Arbasino, e di Arbasino ce n’è stato uno solo; e, a conti fatti, meglio le comiche di Boni che i troppi romanzi impegnati capaci, alla fine, di annoiare e basta. Un invito finale all’autore, se mai gli capitasse di scorrere queste annotazioni: non usi affatto come se significasse “per nulla”: è un modo di esprimersi sbagliato ma più ancora è oltremodo fastidioso: mi fa star male. Ah, chi sono le somare del titolo? Basta, ho scritto fin troppo: i miei tre lettori leggano il libro, oppure lavorino di fantasia.
Profile Image for Emanuela ~plastic duck~.
805 reviews121 followers
Read
August 20, 2019
Libro scritto con uno stile frizzante e ironico, molto contemporaneo, viste le citazioni pop. Praticamente divorato. Scritto soprattutto per dialoghi, assomiglia più a una sceneggiatura che a un romanzo. I personaggi sono ben equilibrati e amalgamati. Perde un po' di freschezza quando c'è qualche discorso più generale e di principio, che sembra più predica che voce dei personaggi. Davvero divertente.

Noi quattro siamo dei cliché viventi. Abbiamo il sognatore cinefilo, la frociarola incattivita, il represso mascherato e la "favolosa", bella e affascinante. Sembriamo usciti da un film di Ferzan Ozpetek venuto male.
Profile Image for Alessandro Lorini.
362 reviews7 followers
June 6, 2019
Non ridevo così tanto leggendo un libro da... mai... bellissimo!!! Una volta qualcuno ha detto che il miglior modo per ridere di sé stessi è quello di raccontarsi per come si è veramente... Boni ha la capacità di condensare in due parole battute che altri impiegherebberro pagine... vi prego datemi subito il seguito
Profile Image for Crini.
214 reviews1 follower
July 29, 2019
un libro che non leggi, ridi
Profile Image for Love Is All Around.
2,304 reviews68 followers
August 27, 2022
RECENSIONE A CURA DI LADY MARMELADE
Era davvero da tanto tempo che non ridevo così durante la lettura di un libro!
Da poco il nostro blog ha deciso di collaborare con la SEM di cui avevo appena letto un altro titolo (“Le parole che mancano al cuore” di Fabio Canino (qui la nostra recensione)), anche quello a tema di narrativa LGBT, e tra i titoli da loro proposti questo aveva stuzzicato la mia curiosità, perché prometteva risate assicurate vista la varietà di personaggi che lo caratterizza.
Questo libro non ha deluso le mie aspettative: è stato uno spasso leggerlo!
In maniera molto divertente, irriverente, ironica, e anche un po’ sboccata, questo romanzo ci mostra tutte le sfumature del mondo gay che possiamo trovare in una grande città, e stavolta è toccato alla nostra Roma!
Continua sul nostro blog!
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