Il 28 maggio 1974, in piazza della Loggia a Brescia, nel corso di una manifestazione antifascista, esplode una bomba che uccide otto persone fra cui Livia, un’insegnante di italiano che ama la poesia. Insieme a queste esistenze, scompare un mondo intero; il mondo prima del 1974, un anno che marca un punto di svolta per l’Italia e non solo. Dopo, niente e nessuno sarà mai più uguale. Benedetta Tobagi ci accompagna in un viaggio dentro i misteri recenti della vita italiana, per restituire un volto alle vittime e dare voce alla rabbia dei sopravvissuti. Perché «solo la verità può ristabilire un ordine nelle cose, dove il senso è stato distrutto», e solo la verità può porre fine all’ingiustizia e fare in modo che una strage non si riduca semplicemente a un luogo e a una data.
Se doveste leggere un solo libro, quest'anno, leggete questo. La storia dell'Italia contemporanea, parte da Piazza Fontana e Piazza della Loggia, ed é su questo libro che andrebbe studiata. Oltre ad essere immenso, dal punto di vista storiografico, é scritto meravigliosamente.
Scrivo questa recensione su un treno della tratta Venezia - Bologna, muovendomi da una delle regioni in cui Ordine Nuovo era più radicato, a uno dei luoghi simbolo della strategia della tensione, dove è avvenuta la più grande strage del terrorismo nero italiano. Chissà se qualche bomba ha fatto questo stesso tragitto, nascosta agli occhi delle forze dell'ordine che vedo passeggiare in ogni stazione, o forse nascosta proprio da quegli occhi. Il volume di Tobagi mi ha trasmesso anche questo: angoscia e sfiducia, che già covavo, nei confronti di chi dovrebbe garantire la mia sicurezza e quella collettiva di chi si trova in questo paese. Tobagi inizia questo libro quasi come un romanzo, addentrandosi nelle vite spezzate delle vittime e dei sopravvissuti alla strage di Piazza della Loggia, cosicché il lettore si ritrova ad inseguire per più di quattrocento pagine una giustizia che non arriverà mai pienamente, lasciandolo con l'amaro in bocca. È un libro denso di fatti, nomi, numeri e date, a tratti difficile da seguire da chi è piuttosto nuovo a queste vicende accadute ormai quasi 44 anni fa. Ho faticato molto a portare a termine alcuni capitoli, ma considerando la massa di eventi che la penna di Tobagi è riuscita a collegare e il marasma politico e sociale del quale gli stessi sono causa e conseguenza, non posso che lodare il tentativo dell'autrice di portare chiarezza in una vicenda ancora incoronata di buio e la sua capacità di tracciare un nesso tra gli eventi e i protagonisti. Vi è molto di personale, in quanto la figura di Walter Tobagi e i temi delle sue inchieste emergono spesso tra queste pagine, ma questo non fa che acuire l'empatia del lettore. Amara è la mia bocca ed amaro è questo libro, ma l'ostinatezza con la quale l'autrice, così come Manlio Milani, Giampaolo Zorzi e fortunatamente molti altri, insegue verità e igustizia mi raddolcisce il cuore e mi dona la speranza che stavo iniziando a perdere. Piccola nota comica: in un passo l'autrice commettere l'errore di posizionare Rovigo in provincia di Padova, ma d'altronde qui si dice proprio "co Rovigo no me intrigo".
Un bel libro che mi ha preso molto e che faccio fatica a classificare. E' limitativo considerarlo la cronaca della storia processuale della strage di Piazza della Loggia a Brescia. Nel suo ripercorrere gli atti del processo e le vite di vittime e sopravvissuti c'e' in parte un suo percorso personale di rielaborazione del suo vissuto ma anche il racconto di quel periodo, della politica, degli eventi sociali e della strategia del terrore raccontato e riscoperto con gli occhi di qualcuno che non c'era. Una narrazione che non e' solo storica e neanche solo emotiva, una narrazione che a tratti assomiglia ad un romanzo anche se e'piu' una cronaca. Difficile da definire ma un romanzo forte ed emotivo, sicuramente un percorso personale verso la conoscenza ma anche una narrazione che ben racconta un'epoca e spiega in parte il nostro presente con una lettura storica.
Non sarò obiettiva nel suggerire la lettura di questo libro: a me Benedetta Tobagi piace molto. Ammiro la sua ossessione per gli archivi e per la ricerca storica, l’ossessione per la ricerca della verità, il desiderio di chiarezza, la passione che si percepisce nella sua scrittura. Una stella incoronata di buio è stato pubblicato per la prima volta nel 2013, dopo nove anni di lavoro. La strage, allora, era ancora impunita. Si conosceva la trama, lo scopo, la matrice ideologica di stampo neofascista, riconducibile al gruppo di Ordine nuovo, ma mancavano i nomi di chi materialmente aveva piazzato la bomba. La Tobagi lavora intorno al buco dell’impunità, prende per mano il lettore e lo conduce nell’Italia di quegli anni; cerca di ricostruire il contesto internazionale, la guerra fredda, la militanza politica di destra e di sinistra, i golpe organizzati e sfumati, le bombe (perché ne esplosero diverse in quel periodo), le responsabilità politiche. Dedica un intero capitolo al tema dei depistaggi, il metodico occultamento dei documenti che, se fossero emersi all’epoca dei fatti, avrebbero permesso di mettere sotto inchiesta da subito le persone realmente coinvolte.
Delinea con chiarezza e scrupolo documentario il quadro sociale-storico-politico in cui matura e avviene la strage di piazza della Loggia a Brescia, è quello che ne segue. Tre buoni motivi per leggerlo: 1) racconta un pezzetto di storia del nostro paese tra opacità, collusioni, infami progetti; 2) ci rammenta chi siamo, da dove veniamo, le fragilità della nostra democrazia; 3) perché la memoria va coltivata sempre, quella collettiva e quella individuale e questo libro ci aiuta a ricordare le persone che sono state spazzate via tragicamente dall’insensatezza.
Alla fine di questa lettura, senza dubbio impegnativa, non si può che ringraziare l'autrice. Da un lato per il grandissimo lavoro di documentazione che ha svolto per consegnarci questa analisi di un pezzo così oscuro della nostra storia, dall'altro per la sensibilità con cui l'ha fatto.
Ci ho pianto su un po'. Poi ho visto i commenti qua sotto. Beh, cara Italia, quante cose si capiscono da un libro... su quel che sei e su quel che sarai...