Su Google è il pubblico che cerca la notizia. Capire la SEO e scoprire come gli utenti si informano permette a giornalisti, freelance e blogger, di realizzare contenuti performanti, essere presenti nei risultati del motore di ricerca e acquisire un enorme vantaggio competitivo. Non è necessario sporcarsi le mani di codice ma è fondamentale avere una chiara visione d'insieme. Questo libro fornisce una risposta concreta ai professionisti che vogliono comprendere a fondo le strategie e le tecniche di comunicazione per aumentare la visibilità dei contenuti online, ottenere nuove fonti di guadagno e creare una comunità di lettori attiva, interessata e partecipe. Non è solo un manuale, è anche un saggio, una lettura che insegna "come si fa" e costringe a una riflessione profonda sul "perché si debba fare". Uno scenario completo sugli aspetti che possono decretare il successo di un progetto editoriale, con numerosi suggerimenti basati sull'esperienza pratica degli autori, che permettono di costruire una perfetta strategia di contenuti e comunicazione.
3.5 In breve: un testo da leggere se si lavora sul web, e in particolare si scrive per il web, anche se non si è giornalisti (non lo sono). Ha almeno due punti di forza dal mio punto di vista: - il primo capitolo che spiega la Seo/la ricerca a che non è del mestiere - il capitolo 5 sulle fake news. In particolare questo capitolo ha salvato il libro da una caduta nel capitolo 2, il core del volume (Tutto ciò che il giornalista dovrebbe applicare della Seo) che mi ha irritato molto. Sono una editor e precedente traduttrice, in altre parole tendo a essere pignola e in questo capitolo ci sono diversi “errori” dal mio punto di vista, alcuni dovuti al redattore, altri agli autori. I primi sono irritanti ma pazienza (didascalia di foto in bianco e nero che parla di testo blu… ovviamente assente. Notare che dopo invece la mancanza di colore viene riconosciuta.) I secondi invece sono meno accettabili dal mio punto di vista, perché “metodologici”. Gli autori parlano di link esterni (è il titolo) per indicare quello che invece sono link in entrata (e sono chiamati così infatti anche da loro). Un link esterno è in genere un link che dal mio sito porta fuori e che gli autori, come tutti coloro che fanno certa SEO, assolutamente evitano di citare, come se linkare qualcun altro fosse peggio che essere positivi al Corona virus nel periodo marzo-aprile 2020… Per altro viene inserito, in forma sottile di detto non detto, la solita indicazione di fare link building. Ma tutta la pagina è assurda, un OT enorme che non tratta del solito elefante nella stanza. :) Tutti a dire questo testo è fighissimo linkami, ma mai l’altro lato della medaglia: possibile che non ammettiamo neanche l’esistenza di siti di nostro pari livello che magari (orrore) avrebbe senso linkare? I siti esterni non esistono di fatto… Il secondo errore metodologico è anche questo spesso presente in testi SEO ma orribile a pensarci. L’invito a usare l’ALT test per fare SEO. Perché orribile? Perché l’alt è per le persone non vedenti, non per rendere te un figo della SERP. Allora, se vuoi dare indicazioni di utilizzare l’alt, sforzati almeno di rendere consapevoli le persone del suo uso corretto e prova a dare un’indicazione che venga incontro a entrambe le esigenze.
Sempre perché sono una pignola orribile: perché ancora accettiamo come normalità l’uso di CMS assolutamente non all’altezza, come WordPress, e normalizziamo gli errori (anche SEO) che questi causano? [Anche io uso WordPress, ho una vetrina modello biglietto da visita. Non lo considero, immagino sbagliando, un sito “professionale”. :O] Faccio fatica a capire perché non proviamo neanche a spingere verso prodotti migliori, per esempio Plone, che sono CMS/ db seri. Ogni oggetto creato in Plone ha un suo id per cui se lo sposti, cambi url ma non perdi il link interno. È inoltre possibile sostituire file/immagini senza doverli eliminare e ricreare… Inoltre se cancelli un contenuto vieni avvisato che quel contenuto è linkato internamento e da dove. …Qui andiamo a dire mi raccomando fatti un giro di tanto in tanto dei tuoi articoli per vedere se i link reggono ancora… :(
Perché 3.5? Perché ho tenuto questo libro sul comodino per tanto tempo. Il Coronavirus ha impattato molto sulla comunicazione interna e non credo che abbiamo avuto tempo di respirare per tutto il 2020 e parte del 2021. Un libro tutto centrato sulla comunicazione esterna è diventato un po’ un lusso. :) Detto questo, è passato oltre un mese da quando mi sono lanciata nell’avventura a quando finalmente ho girato ultima pagina. (E nel frattempo ho letto diversi libri…) Questo mi dice che per quanto mi sia piaciuto non è stato un testo che mi ha convito fino in fondo. Da qui le 3.5 del rating.
Panoramica piuttosto completa sul mondo della SEO, strumenti utili per iniziare fin da subito e linguaggio colloquiale ed ironico molto gradito. Forse sarebbe stato super se ci fossero stati consigli più puntuali su come ottimizzare un sito web.