Clarke è senza dubbio il più conosciuto e celebrato autore di sf. Nel 1964 ha teorizzato l'avvento di Internet: "Le città potrebbero non esistere più nel 2000, non a causa della bomba atomica ma per gli incredibili avanzamenti delle telecomunicazioni, che saranno resi possibili grazie ai satelliti, rendendo pensabile un mondo nel quale comunicheremo costantemente, indifferentemente dal luogo in cui ci possiamo trovare e senza conoscere l'ubicazione fisica dei nostri amici. Tra cinquant'anni sarà possibile che una persona svolga il suo lavoro a Tahiti o Bali, nello stesso modo in cui potrebbe farlo a Londra". Qui proponiamo la prima parte della sua più completa raccolta di racconti, un'opera monumentale che pubblicheremo in quattro volumi. Da "Spedizione di soccorso" a "Passeggero del silenzio", ventitré spettacolari racconti con otto inediti per il nostro Paese.
Stories, works of noted British writer, scientist, and underwater explorer Sir Arthur Charles Clarke, include 2001: A Space Odyssey (1968).
This most important and influential figure in 20th century fiction spent the first half of his life in England and served in World War II as a radar operator before migrating to Ceylon in 1956. He co-created his best known novel and movie with the assistance of Stanley Kubrick.
Clarke, a graduate of King's College, London, obtained first class honours in physics and mathematics. He served as past chairman of the interplanetary society and as a member of the academy of astronautics, the royal astronomical society, and many other organizations.
He authored more than fifty books and won his numerous awards: the Kalinga prize of 1961, the American association for the advancement Westinghouse prize, the Bradford Washburn award, and the John W. Campbell award for his novel Rendezvous with Rama. Clarke also won the nebula award of the fiction of America in 1972, 1974 and 1979, the Hugo award of the world fiction convention in 1974 and 1980. In 1986, he stood as grand master of the fiction of America. The queen knighted him as the commander of the British Empire in 1989.
Terminata questa prima parte. Essendo i racconti in ordine cronologico si riesce ad apprezzare l'evoluzione dell'autore. I primi racconti infatti hanno uno stile umoristico, in qualche caso sfacciatamente umoristico, in altri casi invece l'umorismo è molto più sottile. "Come andammo su Marte" è chiaramente del primo tipo. "Viaggiare via cavo" e "Ritirata dalla Terra" appartengono all'umorismo sottile. In un certo senso anche "Spedizione di Soccorso", uno dei suoi racconti più noti, presenta in diversi punti un sottile umorismo. In generale tutti i racconti sono da sufficiente a buono, con alcuni ottimi, che in generale sono anche quelli più noti. Tra questi "Angelo Custode" che ha originato quel gran romanzo che è "Guide del tramonto", ma anche "Il Leone di Comarre" che anticipa di decenni la realtà virtuale che solo oggi inizia a essere sviluppata, ma che mostra già dove si può finire. Ho trovato ottimo anche "Il Muro delle Tenebre" e "Nemesi", che in parte è la rielaborazione dello stesso canovaccio di "Il risveglio". Ho trovato interessante il ritorno periodico della tematica "glaciazione prossima ventura". Infatti tra gli anni 50 e la fine degli anni 70 c'era questo timore di un futuro freddo, l'esatto contrario di quello che sta accadendo oggi, ossia a livello di attimi nella scala geologica. Oggi un giovane Arthur C. Clarke creerebbe racconti sul riscaldamento globale e probabilmente sarebbero ben fatti come questi. Perché 4 stelle e mezzo e non 5? Possiedo l'edizione originale e mi sono divertito, a campione, a confrontare l'originale con la traduzione. In qualche caso ho trovato alcuni passaggi che non mi hanno convinto. Non dico che siano errati, ma il senso era un poco diverso.
Interessante raccolta di racconti, ordinati cronologicamente dai più vecchi. Se i primi scritti denotano l'esperienza acerba dello scrittore man mano che ne aumenta la consapevolezza migliora sensibilmente la resa. Rimane la brevità della maggior parte dei racconti che si sviluppano più in una suggestione che non in una vera e propria trama.
Non c'è bisogno di presentare Arthur Clarke. Urania ha deciso di dividere in quattro parti la monumentale raccolta dei suoi racconti - ne mancano otto, per cui nemmeno l'edizione originale ha i diritti - che mostrano l'autore al di fuori dei suoi romanzi. In questa prima raccolta, che arriva fino al 1950, lo stile è inizialmente acerbo, con l'autore che cerca uno stile umoristico venuto - e tradotto - non troppo bene: ma arrivano presto i racconti in cui anche in poche pagine la sua fantascienza hard svetta. Si vedono ancora ingenuità narrative come in "Il leone di Comarre", dove spiega un po' troppe cose inutili (e nemmeno scientifiche, se per questo), ma credo che questo fosse abbastanza comune al tempo. È poi buffo vedere l'idea dei macchinari del futuro - ma qui non lo si può certo incolpare - e interessante vedere come la seconda guerra mondiale appena finita faccia più o meno inconsciamente capolino nei testi. Sulle traduzioni, a parte quelle storiche, ho qualche dubbio su quelle di Enzo Verrengia; a parte il calco pedissequo delle unità di misura, ogni tanto mi sono trovato una costruzione incomprensibile.