Non educhiamo più, questo è il problema. Se abbiamo smesso di pensare all'educazione è perché ci siamo illusi che per il futuro non ce ne fosse bisogno, e questo è stato l'errore fondamentale. Forse qualcuno pensa che l'educazione consista nel mandare a scuola i figli. No, educare significa aiutare una giovane generazione a crescere forte, capace di camminare con le proprie gambe, orgogliosa di sé, confidente nel proprio talento. Questa è la grande sfida che dobbiamo affrontare.
Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, è un esperto nel campo della ricerca sul tentato suicidio, dell’epidemiologia psichiatrica e della psichiatria sociale.
Registrazione di una conferenza di Crepet a Pesaro, l'ho trovata decisamente interessante e utile.
Crepet ci racconta le principali difficoltà che oggi genitori e insegnanti si trovano ad affrontare, proponendo soluzioni alla crisi educativa che stiamo affrontando.
"Perché a un bambino si dà tutto?... Se tu dai tutto a un bambino,gli togli il desiderio, e senza desiderio quel bambino, diventerà un adolescente senza passioni e quell'adolescente senza passioni diventerà un giovane adulto senza progetto."
"I primi della classe,quelli che prendono tutti 9, sono tutti miei pazienti."
"Educare non è burocrazia, è una forma d'arte meravigliosa. Lo sanno benissimo i genitori che hanno 3 figli, perché dovranno comunicare in un modo con il primo, in un altro modo con l'altro e in un altro ancora con il terzo. Perché la comunicazione è una cosa ad hoc,te la devi inventare. "
"Bisogna dargli degli strumenti, che possano servire a quel bambino anche nella sua solitudine. "
"Educazione è educare alla libertà, non alla costrizione."
Educare è gioia, educare è creatività e responsabilità verso i nostri figli, il loro futuro e verso la società. Assolutamente consigliato a tutti i genitori che vogliono fare questo mestiere perché ci credono veramente e ne sentono la piena responsabilità.
"Che cosa gli ha insegnato la vita? Che tutto quello che è comodo è stupido." [...] "Che cosa ci ha incendiato il cuore? La difficoltà, non la certezza."