Laura Tynes, la moglie di Smiley Grant, è morta in un incidente stradale. Di questo, Smiley è certo. Ma un giorno riceve una lettera di James Leidstern, vecchio amico nonché archeologo, che lo invita ad una festa mascherata a casa sua e gli dice che Laura potrebbe essere stata vittima di un omicidio. La stessa affermazione è riportata anche sulla lettera che riceve Colburn. Stesso invito, con uguale firma ma scritta da un'altra grafia. Il detective e il suo amico raggiungono così l'archeologo nella sua isolata villa in Bretagna, e si trovano ad assistere ad una caccia al tesoro con delitto. Ma ben presto Leidstern viene trovato morto. Il maltempo impedisce all'assassino di lasciare la casa, quindi è chiaro che è tra gli ospiti che hanno partecipato alla festa, ma chi? E mentre Colburn e Smiley indagano, proseguono i delitti, avvolti da una strana maledizione di una statuetta raffigurante il faraone Chefren.
“Alla cortese attenzione di David Colburn. Un suo carissimo amico, conosciuto durante una mia spedizione in Egitto, mi ha parlato molto di Lei. Vorrei chiederle di raggiungermi, possibilmente insieme a lui, in quanto sento che la mia vita è in pericolo. Immagino che pensi anche lei che la morte della signora Tynes sia stato un incidente, ma non è così. Ora però non posso dirle di più. Sono disposto a pagarla profumatamente per tale impegno. Nel giorno 20 corrente mese terrò una festa in maschera nella mia villa. Potrebbe parteciparvi, magari travestito per non farsi riconoscere. La prego, venga, è importante. L'aspetto per le ore 13. Distinti saluti. In fede. James Leidstern.”
“Caro Smiley, è da parecchio che penso di invitarti nella mia villa per parlare un pò dei vecchi tempi. Dopo che anche mia moglie è venuta a mancare e che il medico mi ha dato pochi giorni di vita, sento il bisogno di incontrarti. Spero vorrai accettare il mio invito, se non lo farai capirò benissimo. Se puoi, ti aspetto per il 20 di questo mese, ossia tra 3 giorni, nella mia villa. Penso di avere novità anche sulla morte di tua moglie. Ci vediamo per le ore 13. Amichevolmente James Leidstern.”
Inizia così il terzo Romanzo giallo di Valentino Meynet, con due missive entrambe apparentemente provenienti dallo stesso mittente ma scritte con due calligrafie diverse: James Leidstern che invita i nostri amati protagonisti, il Detective più famoso della Francia, David Colburn e il suo aiutante, Smiley Grant ad una festa in maschera presso la sua villa in Bretagna aggiungendo di non sentirsi al sicuro e di avere notizie sulla morte della moglie di Smiley. Ma quale sarà la lettera falsa? E perchè scriverla? A che pro? e soprattutto, Laura, la moglie di Smiley, era morta in un incidente d'auto, cosa poteva essere successo di misterioso? Spinti da questi interrogativi, i due amici decisero di recarsi sul posto per saperne di più. Ma ad attenderli non c'era solo una Festa in maschera: tutti gli ospiti e i domestici erano riuniti nel salone della villa per partecipare ad una fantomatica caccia al tesoro orchestrata dal proprietario James Leidstern, il quale aveva disseminato per la casa numerosi indizi per svelare l'assassino di un presunto/finto cadavere che si trovava in cucina. Tutti indossavano una maschera diversa e ognuno era impegnato nella ricerca degli indizi quando Colburn e Smiley trovarono il Signor Leidstern in una pozza di sangue nella sua camera da letto, ucciso con un coltello. Chi poteva essere stato? Il gioco si era davvero trasformato da finzione in realtà? ma soprattutto, tutti erano sospetti e nessuno poteva lasciare la villa in quanto chiusi in casa senza possibilità di aprire la porta, precedentemente chiusa proprio dal padrone di casa, la pioggia sembrava non cessare e un albero caduto sulla strada aveva ostruito il passaggio. Tutti erano in trappola. E se vi dicessi che altre morti faranno seguito a quella di Leidstern e che accanto ad ogni cadavere verrà trovata un'antica statuetta del Faraone di Chefren? Non sarà tutto collegato ad un omicidio avvenuto anni prima in Egitto, proprio durante una spedizione archeologica guidata da Leidstern, cui parteciparono anche Smiley e sua moglie? Nell'aria aleggiava una maledizione e i nostri protagonisti riusciranno a distinguere gli indizi veri da quelli falsi per smascherare chi si cela dietro a tutti quei cadaveri?
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Una scrittura incalzante e avvincente vi terrà incollati alle pagine, inconsapevoli del tempo che scorre riga dopo riga, fino a ritrovarvi alla fine entusiasti di come è stata condotta l'indagine. Una trama molto intricata, si denota un miglioramento sempre maggiore dell'autore che libro dopo libro mette nero su bianco la sua genialità dando sfogo alla sua creatività. Caratteristica di questo giallo è il fatto che i personaggi sono nati soltanto dopo aver individuato quali maschere avrebbero indossato: lo scrittore ha fatto ricorso alle maschere italiane e ognuna di esse ha una propria personalità che è andata a caratterizzare ogni personaggio. Avremo ad esempio Tartaglia che verrà indossata dal domestico balbuziente oppure Pulcinella che simboleggia la tristezza e l'allegria contemporaneamente che vestirà i panni della cameriera Sharon oppure Arlecchino che è un povero ingenuo messo spesso in difficoltà ma che riesce sempre a cavarsela che verrà rappresentato dal personaggio di Edgar il maggiordomo. C'è stato pertanto, non soltanto uno studio della trama e di come architettare i vari delitti ma anche, una ricerca molto approfondita per quanto riguarda i vari personaggi. Questo terzo Romanzo segna pertanto un notevole passo avanti per l'autore, il quale ormai è diventato una garanzia. Leggere i suoi libri vi sembrerà ogni volta come tornare a casa dai vostri ormai colleghi Colburn e Smiley e sarà un piacere accompagnarli in ogni loro indagine ma non fate come me in questo libro, dove ogni personaggio di cui sospettavo poi alla fine moriva, altrimenti i cadaveri aumenteranno e l'indagine si prospetterà più animata del previsto, per poi sentirmi dire dall'autore che sono più letale io con i miei sospetti che la maledizione del Faraone!! Pertanto, non mi resta che augurarvi una Buona indagine e state attenti nella villa e a chi si cela sotto ogni maschera, dove nessuno è chi afferma di essere!!
Una maledizione, una tomba ritrovata, un Faraone dell’Antico Egitto e una statuetta che semina morti e sventure per tutte le persone che lasciano il loro sguardo vicino. Una villa, un ballo in maschera per “smascherare” un presunto assassino, un gioco fatto da morti sospette e indizi posizionati per un motivo, nulla lasciato al caso ma…qualcosa non torna…La statuetta del faraone Chefren compare sempre in corrispondenza di un corpo e, il nostro caro detective David Colburn, intuisce subito che questo dettaglio viene associato alla maledizione e ogni persona all’interno della villa è in pericolo…che inizino i giochi !!! Rispetto ai casi precedenti, il nostro Colburn, dovrà salvare da morte certa il suo caro amico Grant Smiley che sarà vittima di questa maledizione, sia nel presente che nel passato. Ci saranno diverse risposte importanti per Smiley che permettono di chiudere e riaprire nuove porte sia della ragione che del cuore.
Questa ultimata è la terza indagine che leggo di David Colburn (ho iniziato anche la quarta) e come sempre è un piacere scovare insieme a lui chi sia l’assassino. Ci troveremo tra gli invitati a una festa in maschera, organizzata in una lussuosa villa da un famoso archeologo che teme per la sua vita. Sulla festa, infatti, si abbatterà la maledizione del faraone Chefren, al quale tempo addietro fu profanata la tomba. Credere alla maledizione o togliere la maschera al colpevole? A voi scoprirlo. P.s. Attenzione che in questi casi c’è sempre un maggiordomo di mezzo.
Bel libro. Mi è piaciuto molto. La trama è avvincente, c'è ritmo e la lettura è molto scorrevole. Una grande crescita nella scrittura di Valentino. Interessante anche l'idea delle maschere della commedia dell'arte abbinate ai personaggi. Una trama non scontata e mai banale degna dei migliori gialli in stile British. Un libro che consiglio per una piacevole lettura ma che spinge il lettore a ragionare fino alla fine per capire chi è il colpevole.