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Nouvelle édition 2019 sans DRM de Vingt ans après de Alexandre Dumas augmentée d'annexes (Dumas, sa vie, son temps, son œuvre par de Bury).
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544 pages, Kindle Edition
First published January 1, 1845
D’Artagnan lasciò errare sulle sue labbra uno di quei rari sorrisi malinconici che erano sopravvissuti, nel più profondo del suo cuore, alle disillusioni di gioventù.Inquietudine condivisa di certo dai primi lettori di Dumas, che lasciarono i quattro eroi freschi e forti, per ritrovarli appena sei mesi dopo invecchiati di vent'anni! Tanto intercorse, infatti, fra la fine della pubblicazione de I tre moschettieri e l'inizio di Vent’anni dopo; romanzo in cui Dumas si esibì in una prova di grande verosimiglianza, poiché le due decadi trascorse si avvertono tutte, in primo luogo sui personaggi, che perdono la loro freschezza originaria e maturano con tutte le disillusioni dell'età adulta: se i tre moschettieri originari hanno appeso da tempo la spada al chiodo, trasformandosi chi in abate, chi in possidente di campagna e chi nel più virtuoso degli uomini; il nostro d'Artagnan è rimasto impastoiato nel corpo dei moschettieri, dimenticato da tutti, specialmente da colei che gli deve la corona che ancora porta sulla testa -l'ingrata!- e che ormai non è che l'ombra della maestà d'un tempo, ed è pronto a tutto pur di ottenere un avanzamento di carriera, anche sottostare ai poco edificanti ordini di Giulio Mazzarino, spettro anch'esso, ma del cardinale Richelieu.
«Eh! Mio caro, non sono le guerre civili e separarci; è che non abbiamo più vent’anni, e i leali slanci della giovinezza sono scomparsi per fare posto al mormorio degli interessi, al soffio delle ambizioni, ai consigli dell’egoismo».Qui, a parer mio, ci troviamo di fronte alla perfezione narrativa; e non è un caso se tutti i formidabili espedienti con cui Dumas infarcisce ogni capitolo di questo romanzo siano diventati oggi veri archetipi narrativi, continuamente ripresi ed applicati in migliaia di altre opere. La trama è ripartita equamente in quattro atti: .
«Ahimè! Mio caro Planchet - disse d’Artagnan con un sospiro, - dico che purtroppo non sono più ai tempi in cui i principi volevano farmi assassinare. Ah! Quelli erano bei tempi.»
«Dico - riprese d'Artagnan - che saranno presto centottantatrè ore che siamo qui».
«È colpa vostra», disse Porthos.
«Come? È colpa mia?…»
«Sì, vi ho proposto di andarcene».
«Scardinando una sbarra o sfondando una porta?».
«Esattamente».
«Porthos, uomini come noi non se ne vanno così, puramente e semplicemente».
«Parola mia - disse Porthos, - io me ne andrei con quella purezza e con quella semplicità che voi mi sembrate disdegnare un po’ troppo».
"Il fatto è che - si disse al momento di montare a cavallo per compiere la sua pericolosa missione - Athos è un eroe da romanzo per la sua generosità; Porthos una natura eccellente, ma facilmente influenzabile; Aramis un volto indecifrabile, cioè sempre illeggibile. Cosa produrranno quei tre elementi quando non ci sarò più io a legarli insieme?"E infine, due parole sui lacchè non le vogliamo spendere? Non ne parla mai nessuno, eppure senza queste quattro fenomenali maschere della Commedia dell'Arte le avventure dei moschettieri non sarebbero le stesse; ognuno plasmato per essere complementare al proprio padrone: Planchet scaltro e infaticabile, Grimaud lento di lingua e svelto di mano, Bazin indisponente e bacchettone, Mousqueton cacciatore e ghiottone (per tacer delle sue natiche doloranti). Quattro colonne.

