Palermo, oggi. La procuratrice antimafia Serena Vitale, italo-tedesca di bell'aspetto, appassionata e battagliera, conosce bene i rischi che corre quando decide di trascinare in tribunale per collusione mafiosa un politico di chiara fama. Il modello di riferimento di Serena, un famoso giudice antimafia, è stato ucciso. E lei ricorda bene la sua infanzia di figlia di un italiano emigrato in Germania, nel bacino della Ruhr, per sfuggire ai tentacoli della cosca siciliana. È decisa a combattere fino in fondo questa battaglia, costi quel che costi. Dall'interrogatorio di un riottoso testimone risulta chiaro che la rete di interessi criminosi è molto più estesa del previsto e che Serena stessa si trova in grave pericolo. Nel frattempo, un giornalista tedesco volato a Palermo alla ricerca di uno scoop per il suo giornale si lascia catturare in un gioco pericoloso di cui non comprende le regole. E il coraggioso poliziotto che Serena ha sempre considerato suo alleato sembra trasformarsi di colpo in una minaccia...
Insulso, pieno di stereotipi, noioso, mal scritto. Vince a mani basse il titolo di peggior lettura del 2022 anche se siamo solo a giugno. Difficilmente troverò qualcosa di peggio.
“Palermo Connection” di Petra Reski è stata una lettura molto interessante. Benché si tratti di un romanzo, si capisce fin dalle prime pagine che si sta leggendo una versione romanzata di quella che è stata definita la ‘trattativa stato-mafia’.
Palermo, giorni nostri. Serena Vitali procuratore antimafia di origini italo-tedesche, è nel mirino della stampa e della mafia a causa del processo contro il ministro del interno Gambino. L’accusa che pende sulla testa del ministro è quella di aver avuto rapporti con la mafia. Il testimone chiave del processo è il pentito Marcello Marino. Serena Vitali è una donna forte che non si lascia intimidire dalle minacce di morte ed è assetata di giustizia. In prima linea nella lotta contro la mafia, sa che Gambino ha avuto un ruolo determinante negli attentati di stampo mafioso avvenuti 20 anni prima, deve solo riuscire a provarlo per far sì che si arrivi alla verità e ad una condanna. Tra i reporter inviati dalle varie testate giornalistiche per seguire il processo, c’è anche Wieneke, giornalista investigativo della rivista tedesca ‘Fakt’, che non avendo alcuna familiarità con il mondo della mafia, fatica a capire le dinamiche del processo e la sua importanza. Non solo, durante il processo collaborerà con il fotografo Giovanni, un individuo ambiguo e di dubbia morale, che non farà altro che manipolare il reporter tedesco per farsi che appoggi la sua causa.
Nonostante, "Palermo Connection" sia un romanzo, e mi sono ripetuta questa frase migliaia di volte, la mia percezione è stata diversa. Perché i fatti raccontati, mi hanno riportato alla mente gli eventi successi nei primi anni ’90. Anche se, nella storia non si fanno mai i nomi, è chiaro che l'autrice fa riferimeno alle stragi in cui sono morti Falcone e Borsellino. Non solo, più procedevo con la lettura e più cresceva la sensazione di rivivere la drammaticità di quel periodo. I successivi processi e i tentativi di insabbiare la verità.
Lo stile della Reski è impeccabile. Nonostante sia un romanzo, l’impostazione è quella giornalistica, una scrittura precisa e concisa, ha saputo creare dei personaggi verosimili che lasciano poco spazio all’immaginazione. Serena Vitali è una donna divisa in due: le batte forte il cuore quando sale in macchina per paura di saltare in aria, ma allo stesso tempo continua la sua battaglia, perché non vede altra via d’uscita se non quella di combattere. Devo ammettere che mi ha fatto pena il giornalista Wieneke. Ignaro delle dinamiche del nostro paese, stenta a capire l’importanza del processo. Il ‘perché’ è importante conoscere la verità su chi sono i mandanti delle stragi. L’ingenuità con cui Wieneke affronta la sua esperienza giornalistica in Sicilia, sarà il suo tallone di Achille. Infatti, passando la maggior parte del suo tempo lavorativo e libero con Giovanni, non si renderà conto di essere diventato una pedina in un gioco più grande di lui e di cui ignora le regole.
Abbandonato circa a metà, troppo pieno di stereotipi e cliché. La trama fumosa e la descrizione di alcune dinamiche fin troppo semplicistica. La scrittura non aiuta.
Buone le parti riguardanti mafia e mafiosi, ma stile troppo... femminile. Ho scoperto dopo infatti che l'autore è una donna. Troooopo intriso di intrighi amorosi e humor. Ma se io voglio un romanzo che tratta di mafia, che cavolo c'entra leggermi per metà libro delle imprese amorose dei personaggi, dei loro mille sms erotici e di altre porcherie del genere? No, proprio non va... serie abbandonata al volo.