Sette storie. Storie di scrittori e di libri, all'apparenza distanti e diversissimi, e in realtà uniti da una rete sotterranea di confronti e paralleli, di colloqui inattesi e di inedite rispondenze. Il complesso rapporto fra Pasolini e Parise, il confronto a distanza fra Parise e Calvino, l'incomprensione di Manganelli e Pasolini, il nesso sacrificio-letteratura di Furio Jesi e Pavese, il «carnevale bolognese» degli anni Settanta di Camporesi e Scabia. E sullo sfondo gli scritti dedicati alla vicenda Moro da Sciascia, Fortini, Arbasino, Eco, Morante, la ricostruzione di episodi che vengono a trovarsi al centro di polemiche infuocate, o la vicenda di una rivista a lungo progettata da Calvino e Celati, ma di cui oggi restano soltanto le carte preparatorie insieme al fascino di un titolo: Alì Babà. Sette storie i cui personaggi ritornano di capitolo in capitolo, magari in ruoli e combinazioni differenti, si rispondono da una città all'altra, si parlano per lettera, dalle testate di giornale, in una quarta di copertina o tra le righe di una scheda editoriale. Sono nodi diversamente intrecciati, punti distanti di una medesima mappa: immagini della società nel corso di un decennio e della sua irreversibile crisi. Storie di un periodo, dunque, storia degli anni Settanta, quando declina la figura dell'intellettuale-scrittore che interviene nelle vicende della società italiana, partecipa alla vita politica, milita in un partito o in un movimento, unisce l'attività letteraria al progetto di una società piú giusta. In Settanta di Belpoliti gli avvenimenti sociali e politici riemergono attorno e attraverso le vicende letterarie, si leggono negli scambi polemici e nelle discussioni sui giornali, appaiono in documenti e scritti inediti, fino a costruire una diversa storia dei libri e degli scrittori che hanno chiuso, in anticipo di vent'anni, il XX secolo.
Marco Belpoliti (Reggio nell'Emilia, 1954) è uno scrittore e critico letterario italiano.
Marco Belpoliti si laurea presso la Facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Bologna nel 1978, discutendo una tesi in Semiotica con Umberto Eco. Insegna Sociologia della letteratura e Letteratura italiana presso l'Università di Bergamo.
Nel 1981 ha fondato, insieme ad altri, la rivista In forma di parole e la casa editrice Elitropia. Ha collaborato a Nuovi Argomenti durante gli anni ottanta. Dal 1981 collabora stabilmente alle pagine culturali del quotidiano il manifesto, e in particolare all'inserto Alias.
Fondatore e direttore editoriale con Stefano Chiodi del sito culturale Doppiozero