Contrariata se arrotondare a due o tre. Al momento lascio a due per il semplice fatto che la storia ha iniziato a prendermi verso la fine del tankobon. Ho trovato la narrazione molto confusionaria. Specie all'inizio dove in qualche modo bisogna accompagnare il lettore nel proprio mondo, devo dire che ho fatto fatica ad ambientarmi. Ho trovato un sacco di elementi letteralmente lanciati nella storia tutti assieme e non è stato semplice seguirli tutti. Ci sono a quanto pare un bel po' di personaggi anche se poi sono sempre gli stessi presenti nel corso dell'opera. Quello che fanno non mi è ancora del tutto molto chiaro, e come lo fanno ancora meno. Gli episodi in sè sono suddivisi in storie singole con alcuni elementi però che si incontrano anche in altre, quindi c'è una specie di continuazione, anche se lo si scoprirà man mano.
Verso la fine, invece, si cominciano ad avere più episodi collegati tra loro e questo ha permesso di avere una storia in sè più completa e meglio sviluppata. Ed è infatti quando si inizia a seguire questa linea che sia personaggi che world building sono risultati più a fuoco e chiari.
L'arte invece è senz'altro il punto caratteristico di questa mini-serie (sarà infatti completata col prossimo volume). I disegni hanno un tratto del tutto nuovo, con prospettive non sempre rispettate e mi vien da dire anche un pochino stilizzati. Per quanto mi riguarda sia per la storia che per i disegni, è una serie che non ha delle mezze misure, o piace o non piace. Ho iniziato ad apprezzarla verso la fine quindi con me non ha funzionato molto questo mix confusionario. Ormai che ci sono dentro però, la concluderò sicuramente visto che manca un solo volume e la storia resta ovviamente sospesa nel primo.
Dal titolo e dalla breve descrizione, ma anche dalla cover, mi aspettavo un classico shonen mentre si tratta di un manga altamente atipico. La grafica di Terada ha delle chiare influenze europee, soprattutto francesi e questo primo volume sembra richiama molto il suo lavoro di illustratore: si susseguono pagine prive di dialoghi, aeree, fluide, sfuggenti. Alle volte vorrei dire anche poco chiare, ma è comprensibile quando ritraggono una visione o una premonizione. Il senso di sospensione è dato anche dal continuo aprirsi di vicende e l'ingresso di personaggi e situazioni che non trovano, per ora, alcuna chiusura. La mia attenzione è stata catturata, ora spero solo che il secondo volume sappia saziare la mia curiosità. Unico difetto, gravissimo, ma che non compromette l'opera, è l'impaginazione dell'intervista a Terada che è all'occidentale ma non ne viene data alcuna indicazione.
Sorprendente da guardare, assolutamente inconcludente da leggere. Anche se si tratta di una storia a episodi che ha nella sua natura l'essere frammentaria, non ne continerò la lettura. Perfetto per chi sia in cerca di reference per yokai e mondi affini, direi poco utile a tutti gli altri. Dovrebbe concludersi con il 2.