Alexander FitzMaurice III, Lord della camera dei Pari, discendente ed erede unico di una tra le più antiche e nobili casate d’Inghilterra. Il viso sfregiato, che offende la bellezza algida e austera, gli ricorda, ogni giorno, il suo fallimento. “Non sono riuscito a salvarle.” Il tormento dell’anima lo avvolge come una coperta scura e regala, a chi lo guarda, la sinistra consapevolezza della sua pericolosità. “Sono pronto a tutto. Quella bambina è come una figlia per me. Piccola peste... Ha trovato la chiave del mio cuore, ammesso che io ne abbia uno.” Una donna irrompe nella sua vita. Messicana di nascita, americana del Bronx nel temperamento. I suoi modi irruenti, la lingua tagliente e la brutta abitudine di essere fin troppo sincera, lo irritano profondamente, ma ha bisogno di lei. Deve tenere duro e tollerarla fino a quando tutto non sarà finito. E poi, forse, prima di restituirla alla sua vecchia vita, si concederà la soddisfazione di dimostrarle che non è l’uomo che lei lo accusa di essere. Un uomo di ghiaccio. Oh sì, quella sarebbe stata la parte più divertente.
3,5 Englishman di Veronica Deanike ⭐⭐⭐💫 Questa storia la definirei con la frase: "ha molto potenziale ma non si applica abbastanza" La trama c'è ed è buona peccato che venga approfondita poco e male, lasciando più spazio ad altri aspetti e poi risolva tutto in modo frettoloso e superfluo. I personaggi mi son piaciuti, il lord di ghiaccio e la tata anticonformista sono un po' un cliché dei romance storici ma hanno sempre un loro perché, ma la pecca anche qui e che i personaggi non siano stati approfonditi abbastanza, in particolar modo quello femminile, la parte sensuale tra i due è molto forte e ben descritta ma apparte quello non mi han lasciato altro, paradossalmente mi ha presa di più l'altra coppia di questa storia seppur raccontata in modo marginale. Nel complesso è un bel libro ma sarebbe potuto essere molto meglio.
Alexander è un nobile ricco, temuto e rispettato che però ogni giorno, guardandosi allo specchio, deve fare i conti con un passato che non può e non vuole dimenticare. Finché una notte proprio questo passato bussa alla sua porta portandogli in dono sua nipote, la piccola Marisol, che giura di proteggere a costo della sua vita. Ad occuparsi di lei arriva Jennifer, psicologa messicana tutta curve, dalla lingua tagliente e insofferente alle etichetta dei nobili che farà impazzire Alex in tutti i sensi. La trama si sviluppa partendo da un antefatto che introduce una storia di legami famigliari e narcotrafficanti e che si intreccia con lo scoppio della passione tra Alexander e Jennifer. Pur essendomi piaciuto questo libro, do 4,5 ⭐⭐⭐⭐🌠 perché il finale poteva essere sviluppato meglio e far capire di più i rapporti tra Alexander e la mamma di Marisol. Mi auguro che l'autrice scriva un libro su Lui, che sebbene personaggio secondario, riesce a catturare l'attenzione del lettore.
4,5 stelline per questo bel libro che alla fine mi ha commossa! Ho apprezzato molto la scrittura di questa autrice, anche se forse ad un certo punto del libro, alcuni eventi sono accaduti in maniera frettolosa! Avendo apprezzato l'autrice adesso mi butto sullo "Scozzese"!
prima di iniziare a parlarvi di questo romanzo vorrei fare una piccola precisazione: non ho mai letto nulla di questa autrice, pertanto, durante la lettura non sono stata influenzata da nessuna aspettativa o remora e ho potuto godermi, in assoluta tranquillità, questo bellissimo romanzo che mi ha dato modo di scoprire un’altra valida autrice italiana, di cui recupererò i romanzi precedenti quanto prima.
Ma veniamo a noi, la storia prende il via quando ad un uomo che insegue qualcuno accade qualcosa di brutto, durante una notte londinese senza Luna. In questo antefatto non ci è dato modo di sapere chi è chi, e chi cerca chi, perché tutta l’azione viene bloccata da un colpo di pistola. Qualche anno più tardi, nel cuore di una notte ancora più buia, un telefono squilla nella dimora dei FitzMaurice, annunciando una questione della massima urgenza al padrone di casa. Ed è qui che facciamo la conoscenza di Alexander FitzMaurice III, Lord della camera dei Pari. Alexander è degno figlio della classe a cui appartiene, ha un portamento altero, un’educazione rigida e una bellezza algida, profanata, però, da una cicatrice che gli deturpa tutto il viso, risultato di quella notte di tanti anni prima in cui non è riuscito a compiere il proprio dovere. La questione della massima importanza con cui si troverà a fare i conti è una bambina di cinque anni, sua nipote, abbandonata davanti al consolato messicano come una bambola di stracci. Grato per aver ritrovato almeno lei e di poterla finalmente abbracciare, non esita un attimo a portarla nella casa avita e a cercare qualcuno che possa aiutarlo nel difficile compito di far breccia nel cuore e nella mente della piccola per scoprire qualcosa in più e riportare a casa anche sua sorella.
La scelta cade su Jennifer, giovanissima psicologa di origini messicane, che mal sopporta tutto quello che ha a che fare con l’alta società. L’incontro tra i due è sorprendente per entrambi. Lei, guardandolo vede l’uomo e non la cicatrice che gli squarcia il viso… né è affascinata, estasiata, contrariata, avviluppata…
“Il desiderio di svelare il mistero che aleggiava intorno ad Alexander la portava costantemente a provocarlo, a scavare, a cercare, scuotere.”
Alexander, con tutta la sua classe, la padronanza di sé e la maturità e malgrado tutto questo, se ne sente attratto oltre misura, né è sconcertato.
“Non gli era mai capitato di avere a che fare con una donna simile. Tutte le sue partner avevano sempre evitato di guardargli apertamente lo sfregio: alcune se sorprese a fissarlo, avevano la decenza di arrossire e abbassare lo sguardo, altre, invece, facevano fatica a non mostrare ribrezzo.”
Ma Jennifer non è così, lei anela a toccarlo, a baciarlo a tenerlo stretto a sé, senza capirne il motivo, soprattutto visto il distacco con cui lui cerca di tenerla a distanza.
Il loro provocarsi reciproco non è solo voglia di prevaricare sull’altro, ma un modo come un altro per stuzzicarsi, conoscersi più a fondo, cercare di stemperare quello che iniziano a provare. A mio modesto parere, a soffrirne di più è proprio Alexander: l’onore del suo lignaggio, il rispetto per una donna che è una sua dipendente e la paura per quello che dovrà affrontare, gli impediscono di lasciarsi andare. La sua priorità è la famiglia, la nipote ritrovata, la sorella ancora da salvare, un impero da gestire e soprattutto vendicare ciò che gli è accaduto in passato. Ma Jennifer è una tentazione troppo forte, troppo bella…
“Lei era così giovane, spontanea, fresca. Un’onda leggera, fuori stagione, quando il sole non l’ha ancora scaldata: piacevole e molesta nello stesso istante.”
Per Alexander lei è troppo e il troppo va assaggiato, degustato, sorseggiato a piccoli e grandi sorsi. La passione fra loro, quando finalmente vi cederanno, e incontenibile, insaziabile, per Jennifer è anche qualcosa in più, un sentimento che non osa confessare nemmeno a se stessa soprattutto per la consapevolezza di non essere nulla paragonata a lui, di far parte di due mondi diametralmente opposti.
Credo di avervi dato più di un assaggio dei due protagonisti principali, due figure ben delineate sotto ogni aspetto e sfaccettatura. L’autrice ne ha tratteggiato con perizia ogni singolo atteggiamento, ogni paura nascosta e ogni debolezza. Ha saputo rendere l’algido signore del maniero uno zio dolce e affettuoso, pronto a dare in cambio la sua vita per le persone che ama.
Naturalmente il libro contiene tanto altro di cui non ho voluto parlarvi per non anticiparvi nulla, sappiate solo che la storia mantiene tutte le premesse che l’autrice ha seminato dall’inizio, creando aspettativa e palpitazioni nella mente e nel cuore del lettore e dando vita a personaggi secondari che, in alcuni momenti, hanno quasi rubato la scena ai protagonisti principali. Mi raccomando, durante la lettura, riservate uno sguardo particolare a Lui. Ve lo assicuro, non ve ne pentirete.
“Ti voglio per quello che sei, la cicatrice che porti non ti rende deforme, è il bacio che la verità crudele, ha voluto posare sulla maschera che fin da bambino ti hanno imposto. Parla di te più di quanto non lo facciano i blasoni e le buone maniere, i doveri, l’onore e il rimorso.”
«Englishman.» Il tono strascicato e quel nomignolo derisorio, che odiava fino alla nausea, gli diedero la certezza dei suoi sospetti. Forse sarebbe morto. Invece si salvò ma gli venne deturpato il viso con una cicatrice, per conto di chi, invece, avrebbe dovuto apprezzare il suo intervento e stare dalla sua parte. "Era bellissimo. Era orrendo. I lineamenti virili, di una bellezza classica, deturpati da uno sfregio che tagliava il suo profilo dalla tempia fino alla bocca. Le labbra carnose piegate in un sorriso che era come una nota stonata: il ghigno malefico frutto della sua cicatrice". Alexander è un nobile inglese, raffinato elegante, dall'educazione rigida, che vive in un austero "castello" con l'anziana madre che poco lo stima. Si trova a dover prendersi cura della nipotina di cinque anni e chiede aiuto alla giovane psicologa Jennifer, saccente e schietta che lo sfida sin dal primo giorno e che non si lascia intimidire dallo sfarzo della casata né dalla sua compostezza . Egli è intrigato e attratto da lei ma la terrà lontana per la sua incolumità. Cerca disperatamente la sorella da salvare, così almeno crede, rivolgendosi al sicario Lui e allo Scozzese, entrambi uomini forti, virili e misteriosi. Si tratta del racconto di una "favola imperfetta" , dai tratti Noir, molto intrigante, che parla di un vero nobile, stoico persino dinanzi a gesti poco rispettosi della madre, rigido e impostato ma che si scioglie al cospetto della nipotina, disposto a tutto per portare a casa la sorella. Suspence, inganni, tradimenti, un gesto estremo di un dipendente colpito da cattiva sorte. Un mix incredibile di avvenimenti che rendono la lettura coinvolgente e affascinante.
L’incipit di questo nuovo romanzo di Veronica Deanike racconta l’antefatto, in un’atmosfera noir, di quello che succederà successivamente e ci proietta in una situazione che intendiamo essere pericolosa e misteriosa. Lord Alexander FitzMaurice vive a Londra, in una residenza bellissima, ma lugubre, con la madre che da qualche tempo non sta bene e la governante di origini messicane, Isabelle. L’arrivo improvviso della nipotina dei FitzMaurice richiede l’intervento di una persona in grado di seguire una bambina di cinque anni, con una situazione particolare alle spalle; viene quindi fatta arrivare Jennifer, sorella di Isabelle e laureata in psicologia dell’età evolutiva. E qui comincia il bello… Jennifer è una splendida venticinquenne, ribelle, scarmigliata, intollerante alla ricchezza e all’ostentazione; con queste premesse, appare ovvio che l’incontro tra i due provoca scintille: due caratteri forti e indomabili a confronto, ma chi avrà la peggio?
“In quel momento, guardandola dall’alto, si accorse del liquido che aumentava le trasparenze dei suoi indumenti. Due punte irte, sfacciate, scure come il peccato, si affacciavano dal cotone sciatto che indossava come un manto regale. Era un uomo e i suoi istinti erano bassi come non avrebbe mai ammesso. Il rigido controllo e la buona educazione, ancora una volta, lo salvarono.”
Sì, perché Alexander è una persona particolarmente austera: l’educazione e la disciplina ne hanno fatto un uomo rigido, controllato e inflessibile. Per contro Jennifer è insofferente alle regole dell’etichetta, spontanea e coraggiosa nello sfidare, più o meno apertamente, il suo datore di lavoro; ne risultano battute esilaranti e vi assicuro che ho molto amato questi momenti di confronto tra di loro, in cui la tensione sale e si studiano come due avversari. Oh, come gliele canta Jennifer! Non si lascia certo intimidire dall’aura di autorevolezza del signore del castello… Mi è subito piaciuta questa giovane esuberante e sincera! E quando il dialogo prende una piega decisamente sexy, credetemi che la temperatura si alza di parecchi gradi! È uno spasso assistere ai loro dialoghi, Veronica Deanike ancora una volta ha saputo crearne di accattivanti, e imbarazzanti, e sensuali. Poi Alexander le presenta la madre; e se Jennifer aveva pensato che l’uomo fosse rigido, deve subito ricredersi: di primo acchito la donna, allettata, è una megera, che comunque il figlio riesce a gestire, sebbene mi abbia fatto tenerezza il modo in cui reagisce alla sfuriata dell’anziana… Onestamente mi pare che questo libro sia più maturo dei precedenti, che pure ho amato, di quest’autrice: i personaggi, soprattutto Alexander, sono più profondi, più psicologicamente delineati. O forse sono io, che mi trovo in un momento particolare e sono più pronta a cogliere determinati aspetti. Certo è che mi si è stretto il cuore per il comportamento che la mamma di Alexander gli riserva, e se da un certo punto di vista ho ammirato la sua reazione composta, dall’altro le sue parole e il successivo comportamento, ne lasciano intendere il dolore e l’amarezza che prova. Ed è la stessa empatia che sente Jennifer, che gli si avvicina commossa e turbata.
I loro battibecchi sottendono una tensione sessuale che va aumentando di volta in volta e che solo il ferreo autocontrollo di Alexander riesce a tenere a bada.La cicatrice che deturpa il bellissimo volto di Alexander gli rammenta in ogni istante quello che ha passato e chi gliel’ha procurata; ovviamente ciò gli provoca ondate di angoscia. Ora però questa giovane donna indisciplinata ha sovrapposto a questi ricordi altri, molto più piacevoli, e baci e carezze vanno a sostituire il dolore e il tormento passati.
Il desiderio che provano l’uno per l’altra raggiunge livelli altissimi; è sempre più difficile contrastarlo e non lasciarsene travolgere. Fino al momento in cui non ci riescono più, ma Alexander sbaglia l’approccio e ferisce Jennifer, che si ritrae imbarazzata e combattuta. Ma è possibile che l’uomo cambi le sue intenzioni? È possibile che per una volta ascolti il cuore e non il senso del dovere, la rigida educazione e il freddo passato? Anche perché grazie alla compagnia di Jennifer sta riscoprendo quella vena selvaggia e primitiva che aveva da giovane, prima che l’inflessibile formazione lo cambiasse. Sì, è possibile, e Alexander regala a una Jennifer ormai innamorata una favola, nella splendida campagna inglese, alla luce di un tramonto indimenticabile... L’intimità raggiunta è tale che l’uomo si confida con lei, le racconta la triste storia della cicatrice che gli attraversa il viso, le confessa il senso di inadeguatezza e impotenza provati e i tentativi mai cessati di rimettere le cose a posto. Sono le confessioni di un uomo solo, che sente finalmente l’esigenza di avere qualcuno vicino, mentre si scopre umano e bisognoso di calore. Sono le confessioni di un uomo innamorato? Jennifer non lo sa, non sa se Alexander ricambia il suo amore e non riesce a scoprirlo, perché la situazione, idilliaca fino a un momento prima, assume una piega drammatica. Il mistero che ha attraversato tutto il romanzo e che gli ha dato una piacevole connotazione di giallo, si scioglie; la suspense raggiunge il suo climax, ma per Jennifer la soluzione è triste e desolante: decide di lasciare la casa di Lord FitzMaurice e quell’uomo tormentato che in poco tempo ha imparato ad amare così profondamente… A questo finale emozionante, si aggiunge un ulteriore dramma, che ovviamente non vi voglio svelare, ma che ci aiuta a riflettere sulla fragilità della vita e sull’amore nella sua accezione più ampia.
Ho molto apprezzato il doppio POV dei protagonisti, e ben presto oltre ai due si delinea una nuova coppia all’orizzonte, di cui non si dice nulla, ma che si intuisce: quella formata dalla sorella di Jennifer, Isabelle, e da Lui, il sicario che Alexander ha assunto per sbrogliare il mistero e che nello stesso tempo protegge lui e la sua famiglia dal pericolo che incombe. Ebbene, questo misterioso personaggio merita sicuramente uno spazio più ampio di quello che ha trovato in questo romanzo e sono certa che ha una lunga e drammatica storia da raccontare. Per ora posso solo dirvi che nella vita ha sofferto molto e in più occasioni ha perso qualcosa di molto prezioso; spero che l’autrice gli dedichi presto un libro tutto suo!
Lo stile sempre piacevole di Veronica Deanike, la complessità delle sue storie, ben articolate, i personaggi carismatici che crea e la giusta e sapiente dose di sensualità che li permea, ne fanno certo un bel romanzo da leggere.
“ in ogni istante della nostra vita abbiamo un piede nella favola e l’altro nell’abisso”
È la prima volta che mi ritrovo a leggere Veronica Deanike e devo dire che ne sono rimasta affascinata, nonostante la sua sia una storia che si evolve abbastanza frettolosamente.
English man è un romance con tratti noir. Non ha una trama complessa, è abbastanza facile da comprendere e seguire. Anche i dialoghi sono stati per lo più positivi, riescono a imbarazzarti, colpirti, trascinarti sia quando esplode la passione sia quando questo non accade.Tutta la storia riesce a tenere vivo l’interesse e, la bellezza dei dettagli è quel qualcosa che apprezzo di più, nonostante essi portino la scrittura a essere meno fluida e scorrevole.
La storia ha inizio con un antefatto di cui non ci è dato sapere nulla, solo che quanto accaduto è veramente brutto.
Siamo a Londra, sono passati un paio di anni dagli eventi dell’antefatto e conosciamo il personaggio di Alexander FitzMaurice III, Lord della camera dei Pari che, per come viene descritto e raccontato, io ho adorato fin dal primo momento. Un uomo nato e cresciuto nell’alta società, rigido, inflessibile, di una bellezza raffinata, se non fosse che nel suo passato c’è una cicatrice sia fisica che psicologica con la quale non riesce bene a convivere, perché segno per lui di debolezza e di perdita.
Quando l’uomo riceve, durante la notte, una chiamata improvvisa, capisce che il passato è tornato e questa volta gli presenta una bambina di cinque anni, sua nipote Marisol. Con il disperato tentativo di trovare un punto d’unione e maggiori indizi per riportare anche la sorella a casa, Alex non si fa scrupolo e cerca qualcuno che l’aiuti. Tra tante, in casa arriva Jennifer, ragazza di origini messicane e laureata in psicologia che con il suo carattere forte, non tollera per niente la ricchezza.
L’incontro tra i due potete solo immaginare come avvenga , si intuisce tra di loro già una sottile infatuazione. Se lui ne rimane affascinato non tanto per i suoi modi, ma per come riesce a tenergli testa e soprattutto a guardarlo in faccia, nonostante la cicatrice, lei ne rimane letteralmente folgorata e lo confida alla sorella maggiore Isabelle, che lavora già per la famiglia da molto tempo.
“Non gli era mai capitato di avere a che fare con una donna simile. Tutte le sue partner avevano sempre evitato di guardargli apertamente lo sfregio: alcune se sorprese a fissarlo, avevano la decenza di arrossire e abbassare lo sguardo, altre, invece, facevano fatica a non mostrare ribrezzo.”
Ogni personaggio ha una sua storia, che pian piano scopriamo grazie alla presenza della bambina. Quello che non è chiaro all’inizio è il come e il perché l’uomo ha iniziato questa ricerca, ma nell’andare avanti con la storia, attraverso i dialoghi e le provocazioni che ci sono tra Alex e Jennifer tutto diventa più chiaro. Quando i due protagonisti parlano tra loro infatti, utilizzano sempre toni stuzzicanti, tendono sempre a dire qualcosa che non vorrebbero e ci fanno scoprire fatti ed eventi che li hanno condotti a quel punto.
Non vi saprei dire chi tra i due soffre di più, di questo tira e molla attraverso le parole, i baci rubati e gli sfioramenti. Alexander cerca di trattenersi perché la sua istruzione, l’onore gli impedisce di lasciarsi andare con una sua dipendente, ma rimane comunque turbato dalla giovane; mentre per Jennifer l’idea di essere una delle tante, che questa sia una favola, e quindi non possa essere reale, la porta sempre a cercare di non lasciarsi andare. Eppure entrambi sono una tentazione per l’altro e in un certo modo riescono a far funzionare per poco, pochissimo tempo le cose. Sono entrambi due caratteri forti, è difficile capire chi, e in quale circostanza, può avere la meglio. Non mi dimentico però di sottolineare che tra loro, l’elettricità è talmente alta, palpabile che tutti alla tenuta capiscono che c’è qualcosa tra loro.
Eh già, tra tutta la storia, i dialoghi tra Jennifer e Alex sono stati i più belli.
Nonostante sia un libro autoconclusivo e si sa, le storie talvolta mettono l’acceleratore e le autrici si perdono per strada alcuni personaggi, ne ho apprezzato ogni momento. Sia Alexander che Jennifer vengono spiegati, descritti, mostrati pagina dopo pagina. Di loro non conosciamo solo l’aspetto, i sentimenti, ma anche le paure e i sogni. Specialmente Alexander che abbandona il ruolo di Lord e torna a essere un semplice uomo in questa storia d’amore intrigante, dove fanno capolinea violenza, narcotrafficanti e specialmente la vendetta collegata alla sorella e madre di Marisol, Estelle.
«Englishman.» Il tono strascicato e quel nomignolo derisorio, che odiava fino alla nausea, gli diedero la certezza dei suoi sospetti. Forse sarebbe morto.
Inoltre seppur in minor dose oltre ai vari personaggi, l’autrice riesce a mostrarci anche il personaggio di Lui, un sicario ingaggiato da Alex. Seppur un personaggio secondario, senza volto, senza nome, con semplici parole e momenti, l’autrice riesce ad attirare l’attenzione del lettore e riusciamo a conoscere meglio l’uomo che all’apparenza sembra freddo, ostile, minaccioso, e invece nasconde una storia molto bella e triste. Una storia che si ripete, una storia che secondo me potevamo anche non subire, perché si, nel finale tra le tante avventure – se volessimo chiamarle così – c’è quel particolare struggente che seppur compreso e amato alla follia, non ho per nulla gradito. E non posso lasciarlo passare inosservato. Questa parte che riguarda Lui mi ha distrutto e ha condizionato il mio giudizio, tanto da farmi togliere una stella. Poteva essere meglio articolato il tutto, spiegato meglio e invece c’è stata troppa frettolosità che talvolta sembra prendere e animare la storia.
Recensione a cura di Dalia – Englishman di Veronica Deanike Baudelaire, pubblicato self il 15 giugno 2019
Smeraldine, prima di iniziare a parlarvi di questo romanzo vorrei fare una piccola precisazione: non ho mai letto nulla di questa autrice, pertanto, durante la lettura non sono stata influenzata da nessuna aspettativa o remora e ho potuto godermi, in assoluta tranquillità, questo bellissimo romanzo che mi ha dato modo di scoprire un’altra valida autrice italiana, di cui recupererò i romanzi precedenti quanto prima.
Ma veniamo a noi, la storia prende il via quando ad un uomo che insegue qualcuno accade qualcosa di brutto, durante una notte londinese senza Luna. In questo antefatto non ci è dato modo di sapere chi è chi, e chi cerca chi, perché tutta l’azione viene bloccata da un colpo di pistola. Qualche anno più tardi, nel cuore di una notte ancora più buia, un telefono squilla nella dimora dei FitzMaurice, annunciando una questione della massima urgenza al padrone di casa. Ed è qui che facciamo la conoscenza di Alexander FitzMaurice III, Lord della camera dei Pari. Alexander è degno figlio della classe a cui appartiene, ha un portamento altero, un’educazione rigida e una bellezza algida, profanata, però, da una cicatrice che gli deturpa tutto il viso, risultato di quella notte di tanti anni prima in cui non è riuscito a compiere il proprio dovere. La questione della massima importanza con cui si troverà a fare i conti è una bambina di cinque anni, sua nipote, abbandonata davanti al consolato messicano come una bambola di stracci. Grato per aver ritrovato almeno lei e di poterla finalmente abbracciare, non esita un attimo a portarla nella casa avita e a cercare qualcuno che possa aiutarlo nel difficile compito di far breccia nel cuore e nella mente della piccola per scoprire qualcosa in più e riportare a casa anche sua sorella.
La scelta cade su Jennifer, giovanissima psicologa di origini messicane, che mal sopporta tutto quello che ha a che fare con l’alta società. L’incontro tra i due è sorprendente per entrambi. Lei, guardandolo vede l’uomo e non la cicatrice che gli squarcia il viso… né è affascinata, estasiata, contrariata, avviluppata…
“Il desiderio di svelare il mistero che aleggiava intorno ad Alexander la portava costantemente a provocarlo, a scavare, a cercare, scuotere.”
Alexander, con tutta la sua classe, la padronanza di sé e la maturità e malgrado tutto questo, se ne sente attratto oltre misura, né è sconcertato.
“Non gli era mai capitato di avere a che fare con una donna simile. Tutte le sue partner avevano sempre evitato di guardargli apertamente lo sfregio: alcune se sorprese a fissarlo, avevano la decenza di arrossire e abbassare lo sguardo, altre, invece, facevano fatica a non mostrare ribrezzo.”
Ma Jennifer non è così, lei anela a toccarlo, a baciarlo a tenerlo stretto a sé, senza capirne il motivo, soprattutto visto il distacco con cui lui cerca di tenerla a distanza.
Il loro provocarsi reciproco non è solo voglia di prevaricare sull’altro, ma un modo come un altro per stuzzicarsi, conoscersi più a fondo, cercare di stemperare quello che iniziano a provare. A mio modesto parere, a soffrirne di più è proprio Alexander: l’onore del suo lignaggio, il rispetto per una donna che è una sua dipendente e la paura per quello che dovrà affrontare, gli impediscono di lasciarsi andare. La sua priorità è la famiglia, la nipote ritrovata, la sorella ancora da salvare, un impero da gestire e soprattutto vendicare ciò che gli è accaduto in passato. Ma Jennifer è una tentazione troppo forte, troppo bella…
“Lei era così giovane, spontanea, fresca. Un’onda leggera, fuori stagione, quando il sole non l’ha ancora scaldata: piacevole e molesta nello stesso istante.”
Per Alexander lei è troppo e il troppo va assaggiato, degustato, sorseggiato a piccoli e grandi sorsi. La passione fra loro, quando finalmente vi cederanno, e incontenibile, insaziabile, per Jennifer è anche qualcosa in più, un sentimento che non osa confessare nemmeno a se stessa soprattutto per la consapevolezza di non essere nulla paragonata a lui, di far parte di due mondi diametralmente opposti.
Credo di avervi dato più di un assaggio dei due protagonisti principali, due figure ben delineate sotto ogni aspetto e sfaccettatura. L’autrice ne ha tratteggiato con perizia ogni singolo atteggiamento, ogni paura nascosta e ogni debolezza. Ha saputo rendere l’algido signore del maniero uno zio dolce e affettuoso, pronto a dare in cambio la sua vita per le persone che ama.
Naturalmente il libro contiene tanto altro di cui non ho voluto parlarvi per non anticiparvi nulla, sappiate solo che la storia mantiene tutte le premesse che l’autrice ha seminato dall’inizio, creando aspettativa e palpitazioni nella mente e nel cuore del lettore e dando vita a personaggi secondari che, in alcuni momenti, hanno quasi rubato la scena ai protagonisti principali. Mi raccomando, durante la lettura, riservate uno sguardo particolare a Lui. Ve lo assicuro, non ve ne pentirete.
“Ti voglio per quello che sei, la cicatrice che porti non ti rende deforme, è il bacio che la verità crudele, ha voluto posare sulla maschera che fin da bambino ti hanno imposto. Parla di te più di quanto non lo facciano i blasoni e le buone maniere, i doveri, l’onore e il rimorso.”
In una Londra buia e fredda prende il via la storia di Englishman e fin dal prologo capiamo di aver a che fare con qualcosa di drammatico.
Una cicatrice sfregia il viso di Lord Alexander FitzMaurice a ricordo del suo fallimento come uomo, figlio, fratello. Una macchia che lo ha reso freddo, distaccato, chiuso in un mondo fatto di controllo, regole, apparenza.
Da quella notte in cui ha perso parte di sé Alexander ha ricostruito il suo corpo e la sua anima in attesa di un evento che potrebbe riportare nella sua famiglia parte di quella serenità perduta.
E la serenità arriva sotto forma di una bambina di 5 anni piena di vita ma anche di dolore, cresciuta circondata da sangue e violenza e bisognosa d’amore. Sarà il suo visino dolce, i suoi occhi che scheggeranno il muro di ghiaccio che circonda Alexander; in fondo lui per quella bambina ha già dato molto e il legame che li lega è indissolubile.
Non sarà solo il dolce sorriso di Marisol a sciogliere il ghiaccio ma anche l’arrivo di un tornado nei panni di Jennifer, giovane sorella della governante di casa. Un primo incontro a dir poco difficile.
Tanto è algido Alexander tanto è spontanea Jennifer, un fuoco che ammorbidisce la rigida postura, blandisce l’anima di un uomo bisognoso di amore, amore che non ha mai ricevuto, costretto in un ruolo che la madre ha scelto per lui costruendolo con una rigida educazione e senza affetto.
Bandire il suo e scatenare la passione, questo riuscirà a fare Jennifer.
Tra le pieghe di questa storia d’amore si inserisce la violenza, la vendetta, il cartello di narcotrafficanti che è legato alla madre di Marisol, sorella di Alexander. E tutta la preparazione e l’attesa trovano le loro risposte. Sarà un momento duro per tutti i protagonisti che rafforzerà alcuni i legami e ne romperà altri. Il personaggio di Alexander qui mi è davvero piaciuto, abbandona il ruolo di Lord e trova la sua natura di uomo.
Nella vicenda ritroviamo vecchi personaggi ancora avvolti dal mistero che li caratterizza. Spero che l’autrice riunisca ancora questa squadra e riesca a lenire il dolore che permea la vita di Lui, si merita molto di più.
Un libro che riscopre le diverse sfaccettature degli individui, ne esalta la natura curando la parte psicologica contemporaneamente a quella ricca di azione, la Deanike ha colpito ancora.
VOTO: 4,5 STELLINE. RECENSITO DA QUEEN PER IL BLOG DI "LIBRI E SOGNALIBRI" Sono anni che ascolto molte di voi professare l’amore per un solo lord (sapete di chi parlo no? 😜) e finalmente posso dire di aver trovato anche io il mio: Lord Alexander FitzMaurice III, un uomo imponente come il nome che porta, un uomo modellato da una rigida educazione e da una madre anaffettiva, un uomo che porta sul viso i segni dell’amore e dell’onore per la propria famiglia.
Vado avanti? E se vi dicessi che sotto questa corazza si nasconde un fuoco che arde come le fiamme dell’inferno? Che il suo cuore è di ghiaccio solo in apparenza? E che sa mettere da parte l’orgoglio per essere indulgente con chi ama?
Solo lei poteva creare un personaggio del genere, fuori dal tempo, e renderlo credibile semplicemente costruendo lo scenario giusto.
“Era bellissimo. Era orrendo. I lineamenti virili, di una bellezza classica, deturpati da uno sfregio che tagliava il suo profilo dalla tempia fino alla bocca. Le labbra carnose piegate in un sorriso che era come una nota stonata: il ghigno malefico frutto della sua cicatrice.”
Ma in questo libro, oltre al personaggio maschile che, come la Deanike ci ha abituato, è bello, ricco, potente, sicuro di sé, spicca un personaggio femminile che riesce a tenergli testa, che nonostante sappia di dover stare al proprio posto rompe continuamente gli schemi e che, seguendo l’istinto, esagera per poi morire nei sensi di colpa senza però cambiare atteggiamento.
Lei è Jennifer, la ragazza chiamata a fare da balia alla nipote di Alexander. Della trama non aggiungo altro, perché qualsiasi dettaglio sarebbe troppo; posso dirvi che lei è l’opposto della dolce e remissiva Isabelle, anche lei al servizio di Alexander, che farà da ponte tra due personalità così diverse.
«Inizio a pensare che l’aspetto del gentiluomo sia soltanto una facciata.» Alexander sospirò, assorbì la feroce accusa della sua amante e le rispose con sincerità. «Inizio a pensarlo anche io.»
La storia all’apparenza è semplice: lui ricco che assume lei per badare alla ritrovata nipotina a compensazione della propria scarsità nel relazionarsi con gli altri, ma l’autrice decide di intrecciarla con una realtà molto moderna che stride con l’aurea storica che ha creato per il Lord (permettetemi questa confidenza) e allo stesso tempo gli dona quella nota di suspense che mantiene vivo l’interesse del lettore, al di là della storia romantica. Il tutto senza uscire dai binari del romance.
«Mi farai del male.» «Lo so» ammise lui. «Allora non farlo, ti prego.» Il desiderio disperato, la struggente passione e la paura di lei lo turbarono. «Allora stammi lontana.» «Allora non cercarmi, non so dirti di no.»
Come ho già detto amo quest’ autrice, per la capacità che ha di manipolare le parole, per come riesce a farti entrare nel racconto, per i personaggi che riesce a delineare grazie alle sue descrizioni mai eccessive ma sempre efficaci. LA RECENSIONE CONTINUA NEL BLOG: https://libriesognalibri.wordpress.co...
Questo libro è bellissimo . Sin dalle prime pagine la storia ti cattura in modo avvincente e ti trasporta con passione nella vita dei personaggi. Ho amato come è stato scritto, la narrazione è fluida e scorre incalzante senza farti mai perdere il desiderio di andare avanti. I personaggi tutti meravigliosi, descritti bene ,padroneggiano la scena in maniera straordinaria. Mi è piaciuta anche l'introduzione ai personaggi dei prossimi capitoli. Insomma devo dire che l'autrice ha fatto centro . Mi è dispiaciuto solo per uno dei risvolti sul finale, avrei sognato un'altra storia, però anche lì l'autrice è stata formidabile . Promossa a pieni voti . 5 stelle tutte meritate
Il finale merita cinque stelline ma in totale ne do quattro perché in alcuni punti c’è stato poco approfondimento, e poi l’inizio mi aveva fuorviata di brutto, non avendo letto la trama ho pensato che la storia fosse su Isabelle. Non avevo mai letto nulla di questa scrittrice ma ora non vedo l’ora di leggere la storia dello scozzese ma soprattutto quella di Lui.
Sconsiglio vivamente la lettura a chi pensa di leggere il romanzo comodamente seduta al sole. Alexander ha il potere di riscaldare i cuori più gelidi dell'universo, ha il potere di insinuare in noi quel non so che di impalpabile esternamente, ma di profondamente marcato, netto, distinto all'interno del nostro spirito, suscitando in noi i più proibiti desideri nascosti nei meandri della nostra mente. Grazie a Veronica, ameremo fin da subito questo spirito tormentato nell'anima e nel corpo. Alexander FitzMaurice III Lord della camera dei pari è un uomo segnato nel profondo da un passato terribile, da rimorsi incolmabili e in lotta continua con i propri demoni. La sua corazza esterna, dura e invalicabile sembra aiutarlo a sopravvivere ai suoi demoni, ma come in ogni storia d'amore che si rispetti, la bella e coraggiosa donzella verrà in suo aiuto. Stò parlando di Jennifer, bellissima e caparbia Messicana, sorella di Isabelle governante di casa FitzMaurice. Jennifer entra nella vita di Alex come un uragano, senza permesso, si insinua nei suoi pensieri e piano piano nel suo cuore. A Presto L’Aura
Era un uomo che per anni aveva convissuto col senso di colpa, con la sconfitta incisa sulla pelle. Era arrivato il suo momento.
Prima di iniziare a raccontarvi le emozioni che ho provato per questo romanzo vorrei fare una breve premessa: ho letto tutti i romanzi di Veronica Deanike e si contraddistinguono tutti per la particolarità del suo stile forte, per il percorso psicologico, per le trame intricate e mai banali.
Ambientata a Londra, questa storia inizia con un antefatto che introduce e irrompe nella vita di una famiglia nobile. Alexander FitzMaurice III è un Lord della camera dei Pari, un uomo potente ma anche una brava persona dai modi sofisticati ed eleganti. È stato istruito in modo da sapere cosa fare e cosa dire, abituato a mettere in soggezione le persone e non viceversa, a eccezione di una bambina di cinque anni che lo fa sentire inadatto. Marisol, sua nipote, è stata abbandonata davanti il consolato messicano, il Lord seppur considera i bambini una seccatura, la porta a casa con la speranza di ritrovare anche la madre, sua sorella Estelle.
Il viso di Alexander è deturpato da uno spessa cicatrice, uno sfregio che taglia il suo profilo dalla tempia fino alla bocca e che cela la verità di una notte che ha ingoiato fango e sacrificio. Un uomo che vive da anni con il senso di colpa, con la sconfitta incisa sulla pelle e nessuno ha mai osato fissarlo, eccetto Jennifer.
Jennifer di origine messicana, è laureata in psicologia dell’età evolutiva e nonostante non ami l’alta società, accetta di occuparsi della piccola Marisol quando le viene proposto dalla sorella, già dipende nella casa del Lord, da diversi anni. Ha un carattere vivace, singolare, è una ragazza piena di vita e soprattutto non ha peli sulla lingua. Curiosa di conoscere il padrone di casa, l'incontro tra i due è inaspettato...
“La fissò con insistenza: era carina, niente di più. Perché catturava la sua attenzione? Aveva carattere da vendere, questo era chiaro. Nessuno osava contrariarlo, tanto meno sfidarlo apertamente. Forse la permanenza della piccola Martinez sarebbe stata un simpatico diversivo ai momenti difficili che lo attendevano. Una risata ogni tanto non avrebbe potuto fargli che bene.”
Jennifer, nonostante trovi Alexander inquietante, rimane affascinata dal viso offeso e nello stesso tempo incantevole: la sua curiosità è più forte del buon senso nel percorrere la cicatrice con il suo sguardo.
“Il desiderio di svelare il mistero che aleggiava intorno ad Alexander la portava costantemente a provocarlo, a scavare, a cercare, scuotere.”
Anche per il rigido Alexander la ragazza non passa inosservata. Nessuna delle sue partner avevano mai avuto il coraggio di osservare apertamente lo sfregio e rimane disarmato da questa giovane ragazza che si permette anche di giudicare il rapporto appena nato con la piccola Marisol.
«Lo ha fatto ancora. Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico.»
«Non lo faccio apposta, la guardo per una sola ragione, non è come pensa lei.»
«È quale sarebbe la ragione di tanta impertinenza, sentiamo.»
Il tono canzonatorio di lui le diede il coraggio della verità
«Quando la guardo mi chiedo se sarebbe stato così bello anche senza i segni che porta sulla faccia.»
Jennifer è spontanea, senza filtri, sincera, piacevole e molesta nello stesso istante. La passione che nasce tra i protagonisti è dirompente, pericolosa, prende il sopravvento sulla ragione, ma i segreti che celano nella famiglia e nelle mura della casa sono dolorosi e sinistri. Avrà il coraggio di averlo davvero?
Englishman è una trama ben strutturata e i personaggi principali sono ben delineati e tratteggiati in ogni sfumatura.
C’è dolore e le debolezze sono nascoste dietro l’aura di mistero e ghiaccio che si intreccia anche con i personaggi secondari, indispensabili a muovere e intessere i fili di una trama non banale, alquanto accattivante che suscita nel lettore le sensazioni angoscianti, intense ma anche dolorose. Il piacere di leggere questo romanzo cresce al pari della paura, della precarietà che si insidia e la felicità appannata dell’incertezza.
«Perché hai il coraggio di camminare al mio fianco, né davanti, né dietro, ma con me.»
Per chi conosce i romanzi dell’autrice, vi farà piacere sapere che troverete all’interno della trama dei camei su un personaggio che abbiamo conosciuto.
Englishman è un romanzo che fa capire che non bisogna mai giudicare la superficie e che l’esuberanza è un’arma sottile che può esplodere in un raggio di sole.
Mi complimento con l’autrice che anche stavolta è riuscita a creare la magia e suscitare mille emozioni coinvolgenti.
Se con 𝐋𝐨 𝐒𝐜𝐨𝐳𝐳𝐞𝐬𝐞 l'autrice non mi aveva convinto al 100%, colpa della mia "non simpatia con Lucy" in 𝐄𝐧𝐠𝐥𝐢𝐬𝐡𝐦𝐚𝐧 ho letteralmente gioito, perché ho ritrovato quel feeling con tutta la storia e poi la vera essenza di Veronica.
Per chi, come me, ha letto le sue storie sa bene com'è la sua penna, quali emozioni riversa tra le righe, come la passione bruciante tra i protagonisti la si sente strisciare addosso,così come il dolore, i sensi di colpa e la paura riescono a togliere il respiro.
Si dice che un buon libro riesce a farti viaggiare, a farti dimenticare ciò che ti circonda e perché no anche sognare e Veronica ci è riuscita!
Non starò qui a raccontarvi la storia, non aggiungerei nulla di più di ciò che si legge nella trama, lascio a voi scoprire cosa succede tra Alexander e Jennifer, a me non resta che spiegare invece perché questa storia mi è piaciuta.
✍️Innanzitutto ho amato i protagonisti così diversi ma che si completano a vicenda.
Alexander e Jennifer arrivano al cuore dei lettori, in modo diverso, con i loro tormenti e paure, ma anche con l'amore, quello vero che ti toglie il sonno e il fiato, un sentimento che ancora nessuno dei due ha mai provato.
Lord Alexander FitzMaurice, è un uomo austero, l'educazione e la ferrea disciplina lo hanno reso rigido e controllato. Vive a Londra insieme alla madre che non sta bene e alla governante di origini messicane, Isabelle. L'arrivo improvviso della nipotina di cinque anni Marisol, mette Alexander nella posizione di aver bisogno dell'aiuto di una psicologa per la piccola, ed è così che conosce Jennifer.
Jennifer, venticinque anni, sorella di Isabelle, è solare, ribelle e senza peli sulla lingua, e sopratutto bella.
Alexander non è immune alla ragazzina ma più cerca di tenere a bada l'attrazione, più Jennifer lo sfida, gli tiene testa, fregandosene che lui è il suo datore di lavoro.
Jennifer è genuina, non cerca di approfittarsi delle ricchezze di Alexander, semplicemente vede oltre quella cicatrice che deturpa il bellissimo volto di Alexander, ed è il suo cuore che sceglie per lei.
Alexander conquista non solo Jennifer ma tutti i lettori. Il suo fascino va oltre il suo essere nobile, sono i gesti che parlano, sono gli sguardi bruciati, le carezze rubate e la passione che divampa tra lui e Jennifer e farci capitolare ai suoi piedi.
Ho amato il loro provocarsi,le frasi a doppio senso, che sottendono una tensione sessuale che sale alle stelle, ma che Alexander con il suo autocontrollo tiene a bada finché cedere diventa la tentazione più bella.
Ottima la scelta del doppio pov che ci permette di conoscere intimamente i due protagonisti che l'autrice delinea bene sotto ogni aspetto.
Questo romanzo profuma di seconde possibilità e di amore - quello vero e inaspettato - che arriva nel momento in cui le certezze a cui ci aggrapiamo iniziano a vacillare, e ci mostra una felicità che avevamo dimenticato o forse mai provato.
Una lettura che ha saputo tenermi incollata alle pagine e scaldato il cuore grazie allo stile in cui è scritta e per la trama che rivela molte sorprese e per i numerosi messaggi che lascia.
Se cercate una lettura che possa strapparvi sorrisi, ricca di amore in tutte le sue sfumature 𝐄𝐧𝐠𝐥𝐢𝐬𝐡𝐦𝐚𝐧 è quella che fa per voi. Consigliato
Veronica ormai è inarrestabile, non si ferma più. Sforna un maschio alpha uno dietro l'altro. Te non hai il tempo di riprenderti da uno che.. BAM, in arrivo l'altro. Non vedo l'ora di incontrarla al RARE per poterglielo dire di persona. Perché ormai Deanike è entrata nell'olimpo delle scrittrici italiane, a dispetto di chi non ci credeva. E forse questa cosa ha stupito anche lei, che ha fatto nascere il suo primo personaggio quasi per gioco. Ma lei è la dimostrazione che quando uno ci crede e quando uno è capace, allora ce la fa.
Anche questa volta ci sono tutti i giusti ingredienti: un maschietto pronto a farci perdere la testa (che ha le sembianze niente di meno che di un lord inglese), una donna messicana tutto pepe, qualche intrigo, due/tre colpi di scena e la macchietta di turno, che questa volta assume le sembianze di una dolcissima bimba di 5 anni. È una romantica storia d'amore che però dovrà scontrarsi anche con la vita di tutti i giorni, con un passato oscuro e con un presente che all'inizio non aiuterà di certo i due protagonisti, che tutto sono, tranne che affini.
Mi ricorda quasi "i due mondi" , in cui i due protagonisti sembravano quasi troppo distanti per potersi amare davvero. Ma niente, se sulla loro strada si piazza Deanike, allora sono tutti spacciati.
La penna sensuale di questa autrice è sempre una certezza, così come i suoi protagonisti maschili capaci sempre di seccarti la gola per l'aura di fascino che li ammanta. Una bella storia con un finale dolceamaro come spesso è la vita e che ho apprezzato sebbene la punta di tristezza con cui mi ha lasciata:
"[...] anche le più belle favole, a volte, sono dannatamente imperfette."
Tuttavia sebbene la storia sia ben scritta e i personaggi ben strutturati, mi è mancato quel qualcosa che mi facesse appassionare e divorare il romanzo. Quel qualcosa che è venuto a mancare anche nel precedente romanzo e che invece mi ha fatta innamorare perdutamente degli altri romanzi della Deanike.
Englishman Alexander è un uomo affascinante anche se Lui mi ha intrigato di più. E non vedo l'ora di leggere la sua storia. Jennifer non mi ha convinto molto. Più che altro all'inizio. Sembrava una ragazzina, una che provoca e poi si pente e si tira indietro. Alexander da uomo tormentato con sensi di colpa accanto a lui ci avrei visto bene una donna. Una che sapesse ciò che voleva. La piccola Marisol è dolcissima. Avrei letto volentieri molte più scene con lei ed Englishman. Libro piacevole da leggere.
Anche questo secondo volume davvero splendido, appassionante e conferma la grande bravura di questa autrice che ho scoperto da poco ma si è subito trasformata in una garanzia Uno degli aspetti che mi piace di più è l'attenzione al dettaglio, in particolare nelle descrizioni dei paesaggi, ma soprattutto adoro il modo in cui intreccia le storie fra loro, rendendole ognuna distinta e che si può leggere separatamente ma con un comune denominatore dettato dalla presenza di personaggi incontrati in precedenza e che a volte ritornano sulla scena
Un lord con uno sfregio sul volto ed una bambinaia si contendono una passione travolgente, ma il loro amore è messo subito a dura prova da eventi che possono far soffrire tutti e due. Ho adorato Alexander, il suo personaggio ha molte sfumature, di Jennifer ho amato la sua lingua tagliente, ma anche i personaggi secondari mi hanno catturata. Consigliato