128pages. in8. Broché. La belle et jeune Margot, lassée de raccommoder chausses et culottes dans son demi-tonneau, décide de partir à l'aventure. Elle est recueillie par Mme Florence, estimable maquerelle de la place parisienne. Margot fait chez elle ses premières armes et apprend le métier. Rapidement, elle se met à son compte, et grâce à une haute protection, devient pensionnaire à l'Opéra. Ses clients sont des magistrats, des financiers libidineux, des moines et chanoines paillards, un Anglais égocentrique ou un Allemand balourd. A travers l'histoire de Margot, c'est toute une galerie de portraits que brosse Fougeret.
«Θεέ μου! Μπροστά σε ολόκληρο ανθολόγιο ανοησίας θα έβαζα το κοινό, αν αποφάσιζα να του μεταφέρω όλα τα ανούσια και βαρετά σχόλια που ήμουνα υποχρεωμένη να ακούω δεξιά και αριστερά από τα σμήνη των φλύαρων που βομβάρδιζαν τα αυτιά μου. Μα είναι δυνατόν οι άνδρες να είναι τόσο κενοί και τόσο γλυκανάλατοι; Είναι δυνατόν, εμείς οι ίδιες, να έχουμε τέτοια δίψα για τις άχαρες κολακείες, τις χαμερπείς λατρείες και να ικανοποιούμεθα ακούγοντάς τους να ξεφουρνίζουν ένα σωρό βλακείες;»
«Δεν ανήκω όμως στην κατηγορία αυτής της πόρνης. Ας επιμένει όποιος θέλει στα υπέροχα πάθη και στους πλατωνικούς έρωτες, εγώ δεν χορταίνω με φούμαρα. Ο άδολος και εξαϋλωμένος έρωτας δεν είναι από τα εδέσματα που ταιριάζουν στην ιδιοσυγκρασία μου, έχω ανάγκη στερεάς τροφής. Μα την αλήθεια, ο κύριος Πλάτων θα πρέπει να ήταν ένας συμπαθέστατος ιδιόρρυθμος με όλες αυτές τις ιδέες του περί έρωτος. Σε τι κατάσταση θα βρισκόταν σήμερα το ανθρώπινο είδος, αν ακολουθούσαμε κατά γράμμα τις κούφιες ιδέες αυτού του μαστροχαλαστή;»
Margot la rammendatrice appartiene a pieno titolo al filone dei Romanzi libertini che fiorì in Francia (ma non solo) nel XVIII secolo, poco prima della rivoluzione. La storia narrata è comune a questo tipo di romanzi: Margot è una ragazza del popolo che riesce a farsi strada nella vita facendo la prostituta; apprende il mestiere in un bordello di Parigi, decidendo quindi di mettersi “in proprio” . Legandosi a personaggi sempre più altolocati si assicura una sicurezza sociale ed economica invidiabile. L'autore, Louis-Charles Fougeret de Monbron, è a sua volta un tipico – anche se poco noto - rappresentante dell'intellettualità francese del secolo dei lumi: figlio della piccola aristocrazia, conduce una vita da libertino viaggiando moltissimo in Europa ed essendo più volte incarcerato a causa dei suoi scritti satirici o licenziosi. La sua opera più conosciuta è Le Cosmopolite ou le Citoyen du Monde, in cui narra, con spirito icastico e censorio, i suoi viaggi e la varia umanità che ha incontrato. Anche se le scene di sesso di Margot la rammendatrice sono molto esplicite, ritengo – come ben evidenziato nella bella introduzione di Giovanna Angeli – che il sesso non sia il tratto essenziale del romanzo. In altre opere dello stesso periodo o di poco posteriori (penso ad esempio a Fanny Hill di John Cleland o alle opere del Marchese De Sade) il sesso, quale pratica gioiosa o “perversa” svincolata da qualsiasi funzione che non sia la ricerca del piacere, è visto come il grimaldello per scardinare le convenzioni morali su cui si fonda la società; nel romanzo di Fougeret de Monbron, invece, il mestiere di Margot serve all'autore per inanellare una galleria di personaggi – gli amanti di Margot – uno più grottesco, laido, meschino e ipocrita dell'altro. Sfilano così preti, piccoli nobili, finanzieri, ambasciatori, tutti sottoposti all'inappellabile giudizio dell'autore che ce li descrive, sin dal loro aspetto fisico, come viziosi e spesso crudeli. Margot se ne serve, usa le sue grazie unicamente per per trarne vantaggi economici e sociali (più volte parla di “contratto” per descrivere le relazioni con i suoi amanti); verso fine del romanzo confessa che mentre si dava a questi personaggi pagava comunque dei giovani e aitanti gigolò per soddisfare i suoi desideri. Fougeret de Monbron ci dice quindi con questo romanzo che la società del suo tempo è irrimediabilmente corrotta, che la domina una classe dirigente mediocre, inadeguata ai suoi compiti e dedita soltanto a soddisfare con l'uso del denaro le proprie perversioni, e che l'unico modo per volgere a proprio favore questo stato di cose è servirsi cinicamente – come fa Margot - delle debolezze di questi individui per spillargli denaro. Il finale del romanzo è conseguente: Margot (ormai ricca) si ammala di disgusto per la sua vita e può andare a vivere in campagna con la vecchia madre, abbandonata all'inizio del romanzo, a godere dei frutti della sua attività. La ricetta di Fougeret de Monbron è quindi quella di un intellettuale che, di fronte alla mancanza di valori della società in cui vive, non vede altra via d'uscita che contrapporle le sue stesse armi. In definitiva l'autore ci dice che, non potendo cambiare le cose, si può tentare di volgerle a nostro favore a patto di essere pronti ad essere cinici e spietati quanto chi ci sta di fronte. La morte lo coglierà nel 1760, impedendogli di vedere come, pochi decenni dopo, il mondo da lui così spietatamente descritto verrà spazzato via, sostituito da un nuovo mondo che si rivelerà in generale altrettanto spietato e crudele. Il romanzo è breve e si legge d'un fiato, anche se lo stile piano e quasi cronachistico dell'autore non ne fanno un capolavoro assoluto. Bella l'edizione della Casa Editrice Le Lettere, che credo sia oggi difficilmente reperibile, corredata, come detto, da una illuminante prefazione di Giovanna Angeli.
This minor erotic masterpiece is a pleasant read thanks to its deadpan humor and lively style. The narrator is a young prostitute who, after making a pile, fishes her mother out of prison and leads a quiet life in perpetuity. Although the barbs against the Church owed the author a few months in gaol, I was mostly struck by the unsentimental description of the dreadful conditions endured by prostitutes, who are nonetheless presented as greedy, lazy, and gullible. His heroine has all the savvy and spunk we associate with toughies like Becky Sharp, and would have been good material for a more ambitious novel.