Arata est chargé par la mairie de contrôler les nuisances sonores de son quartier. Son appareil à mesurer les décibels en main, il parcourt Tokyo. Très vite se fait jour en lui l'étrange projet d'établir une carte sonore de la mégalopole. Ballotté entre Fumi, sa compagne qui s'éloigne de lui et qu'il finira par mettre sur écoute, et Mariko, sa partenaire de jeux érotiques qui répond au téléphone rose, Arata cartographie et donne forme à son trouble dans une ville devenue chambre d'échos de ses dissonances intérieures. Avec ce roman singulier et vibrant, Hitonari Tsuji déploie une Carte du Tendre où intrigues, incompréhensions, désirs passent par l'ouïe, masque et révélateur des sentiments...
Hitonari Tsuji (辻 仁成 Tsuji Hitonari) is a Japanese writer, composer, and film director. In his film and singing work he uses the name Jinsei Tsuji, an alternative reading of the Japanese writing of his name. He debuted as a writer in 1989. His films include Hotoke (ほとけ?) (2001) and Filament (フイラメント?) (2001).
Novels (Japanese Edition)
Pianissimo (1990) Cloudy (1990) Kai no Omochyabako (1991) Tabibito no Ki (1992) Fragile (1992) Glasswool no Shiro (1993) Hahanaru Nagi to Chichinaru Zika (1994) Open house (1994) Ai ha Pride yori tsuyoku (1995) Passagio (1995) Sabita Sekai no Guidebook (1995) Newton no Ringo (1996) Antinoise (1996) Kyō no Kimochi (1996) Kaikyō no Hikari (1997) Ai no Kumen (1997) Hakufutsu (1997) Wild Flower (1998) Sennenn Tabibito (1999) Reisei to Zyonetu no Aida Blue (1999) Shitto no Kaori (2000) Ai wo kudasai (2000) Sayonara Itsuka (2001) Koisuru tame ni umareta (2001) Taiyō Machi (2001) Mokka no Koibito (2002) Ai to Eien no Aoisora (2002) Kanojo wa Uchyūfuku wo kitenemuru (2002) O'keeffe no Koibito Ozwald no Tsuioku (2003) 99sai made ikita Akanbō (2003) Ima Kono Syunkan Aishiterutoiukoto (2003) Katana (2004) Daihitsy Ya (2004) Koufuku na Ketsumatsu (2005) Acacia Ashita no Yakusoku (2005) Yada to Iiyo (2005) Ai no atoni Kurumono (2006) Pianissimo Pianissimo (2007) Hito ha Omoide ni nomi shittosuru (2007) Ugan (2008) Madam to Okusama (2009) Mokka no Koibito (2009) Dahlia (2009) Acacia no Hana no sakidasukoro Acacia (2009) Kuroe to Enzō (2010)
Novels (English Edition)
Pianissimo by Hitonari Tsuji,transrated by Rebecca Clare Lindsay,Shueisha Inc.1992 ISBN 978-4-08-749812-7
1989 — Subaru Literary Prize (Shueisha), Pianissimo 1996 — Akutagawa Prize, The Light from the Strait (Kaikyō no hikari) 1999 — Femina Prize (Prix Femina Étranger), Le Bouddha blanc (The White Buddha, 白仏)
«È pazzesco! 85 decibel è più forte del rumore di un camion su una via principale!» dice Ikuo a voce alta. «È una campana!» urla Ikuo. Superato il padiglione principale, c'è una torretta al cui interno è appesa la campana. «Che potenza» dice Ikuo. Io, però, non riesco a rispondere: sono ancora più eccitato di quando ho sentito per la prima volta il canto del gallo. Nell'attimo in cui ha suonato il bonsho, la campana buddhista, l'ago del fonometro ha superato la zona rossa e ora si trova all'estremità destra, immobile in quella posizione.
4 ⭐️ Un ragazzo che lavora misurando i livelli di rumore del suo distretto finché capisce quanto, invece che il rumore, sia più difficile sentire il silenzio. Un romanzo che mi è piaciuto molto sopratutto perché adoro Tsuji
Recuperare, di tanto in tanto, un autore giapponese è per me, ogni volta, una piacevole scoperta. E per caso sono finito a leggere questo romanzo di Hitonari Tsuji dove abbiamo un protagonista, Arata, che va in giro per Tokyo a misurare i livelli di rumore del suo distretto. Non ho ben capito se il protagonista sia autistico o meno, comunque ha un rapporto disastroso con la sua ragazza/fidanzata e spesso si rifugia da un' amica che intrattiene gli uomini via telefono (siamo negli anni 90).
L'autore ci descrive la semplice vita di questo ragazzo che si riempie le orecchie di musica hard rock al quale sembra andare tutto a rotoli, fino a quando, deluso dalla sua ragazza, fa una cosa terribile. A parte ciò, sono belli molti passaggi quasi poetici, ma non ho visto altro di interessante.
Vorrei dare qualcosina di più che un voto secco tra 3 e 4 stelline: una via di mezzo, magari. C’è un qualcosa di profondamente poetico, che però mi sembra trovi la giusta armonia solo a tratti. Ho amato tanto il rapporto che si è creato tra me lettore e il protagonista/io narrante, ivi inclusa la scissione tra l’empatia iniziale e il dilemma etico/morale che si crea nel momento in cui si macchia di un dato fatto. Sicuramente è stata la scelta giusta solo solo per il fatto che mi ha permesso di concludere una lettura, dopo tanto tanto tempo 3 stelline e mezzo e la chiudiamo qui!
Mi è capitato solo una volta di dare 1 stella e, ahimè, devo farlo per la seconda volta. Un libro che non mi ha trasmesso niente.. non scorre e abbastanza noioso. In generale è scritto bene ma non ti lascia nulla. È un peccato perché per me i romanzi giapponesi e coreani sono i miei preferiti.
E' la prima volta che leggo un libro di Hitonari Tsuji e a essere sincera non sapevo cosa aspettarmi, soprattutto perché i romanzi giapponesi sono sempre molto particolari e spesso ho difficoltà a inquadrarli per bene. Tokyo decibel però mi catturato a partire dalla sua copertina che mi ha catapultato proprio dentro una via di Tokyo dandomi un senso di malinconia. Poi ha fatto presa il titolo molto particolare, Tokyo una città piena di gente, luci, colori e confusione accostata alla misura del suono... ammetto che mi ha colpito e quando poi ho letto la trama mi sono convinta. La scrittura di Hitonari è semplice e diretta, mi ha trascinato tra le pagine con il suo insolito lavoro, proprio lui che spara musica a tutto volume nelle orecchie. Insomma già dai piccoli dettagli, escono fuori le prime stranezze, le prime dissonanze che caratterizzano un pò tutte queste penne orientali. Sulla scena si muovono personaggi ambigui, contradditori, con problemi grandi che o non affrontano oppure escono fuori in maniera strampalata e assurda agli occhi di un occidentale. Sotto questa Tokyo fatta di suoni, che spesso non sappiamo cogliere, come il rumore del vento, la vita del protagonista si sfascia con lentezza, fino alla scioccante rivelazione, che per molti lettori potrà sembrare assurda... per non parlare poi del finale che ti lascia un gusto a tratti amaro. La mia recensione è strampalata, me ne rendo conto, i libri giapponesi hanno una sensibilità diversa che va lentamente assaporata per essere fatta propria. Non so bene se sono arrivata all'essenza vera del testo, al messaggio che voleva lanciare l'autore, ma so che ho divorato il libro in poche ore, sottolineando parecchi passaggi che mi ha lasciato colpito e fatto riflettere. Ecco, forse, nella totalità non avrò afferrato il senso vero e ultimo che l'autore voleva darci, ma ho colto spunto per riflettere in parecchi pezzi del romanzo. Vi lascio con una delle sue frasi: ma il vero rumore è là dove non si sente. Fabiana
Ancora non mi è chiaro il metodo narrativo degli autori giapponesi, trovo la loro poetica molto affascinante, ma la narrativa mi lascia sempre un po’ delusa perché non trovo mai la conclusione della storia. In questo caso è bellissima la descrizione degli stati d’animo, ma soprattutto dei suoni che diventano emozioni, sensazioni e sentimenti profondi, vanno molto più a fondo della mera percezione uditiva. Però la storia mi lascia perplessa: la tensione emotiva, che si crea e cresce durante tutta la lettura, attorno al rapporto con Fumi, si infrange in un nulla di fatto, è una soluzione non ben descritta che lascia anche un po’ delusi. Il rapporto con Mariko viene lasciato aperto e senza conclusione, anche il discorso della mappa sonora non porta a nulla. Non è male, ma forse è un po’ esagerata e scritta frettolosamente, la risoluzione del personaggio di Ikuo e del suo rapporto con la moglie e il figlio, ma in generale troppe cose vengono lasciate sospese e io mi ritrovo a dire “e quindi?”
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Una trama ingannevole mi ha trascinata in una storia piena di tossicità e inquietudine.. Ed è un vero peccato, perché se davvero il libro avesse continuato a parlare dei suoni di Tokyo con le sfumature poetiche con cui è iniziato sarebbe stata una piacevole lettura. La storia invece si inceppa su un amore non corrisposto del protagonista, il quale decide di violentare la ragazza in questione. Il tutto continua come nulla fosse. Sono allibita e perplessa
Questo libro non mi è dispiaciuto così tanto. Anche se si concentra alla fine sulla storia d'amore del protagonista, mi sarebbe piaciuto molto di più se si fosse concentrato maggiormente sulla mappa dei suoni. Penso sia ovvio che la sua ricerca dei suoni corrisponda alla sua ricerca di verità con Fumi e quando finalmente ha un confronto con lei inizia a non distinguere più i suoni. Mi aspettavo di più ma non mi è dispiaciuto comunque come voto dò 4/5.
Tokyo Decibel parte benissimo, per poi rovinarsi sul finale con una deriva bro before hoe abbastanza amara. Un buon libro, belle vibes, ma nulla di memorabile. 6.5/10.
Un libro che parla di suoni e che invece é pieno di silenzi. Quello sull'atto terribile del protagonista é l'unico davvero intollerabile. Peccato, gli avrei dato di più.
Libro scorrevole. Molto interessanti i riferimenti all’universo sonoro che ci circonda e di cui spesso siamo ignari. Ma dello stesso autore, ho apprezzato molto di più Uova.