Non sempre le famiglie che agli occhi degli altri sembrano normali lo sono davvero. Licia ha diciassette anni e una profonda rabbia che sfoga concedendosi agli uomini sbagliati. Il suo è un segreto che tiene gelosamente chiuso dentro di sé, sorvegliando che almeno a Giada, la sorellina, non capiti nulla. La loro madre, Amanda, è “strana”: ogni tanto sparisce di casa e quando rientra, sempre stanchissima, porta con sé giocattoli rotti che sostiene di dover “curare”. È una donna enorme, alta e grossa, ma anche una creatura fragile, incapace di usare la forza persino per difendersi dall’uomo che ha sposato: Luca, il padre delle due ragazze. Questi è un essere minuto, un ometto addirittura ridicolo che passa il tempo libero al bar ma che a casa sa perfettamente come incutere paura, inveendo contro la sorte che gli ha dato in moglie una donna “così tonta”. La stessa che, anziché reagire alla violenza, lo accudisce e protegge come un bambino, sotto gli occhi stupefatti delle figlie. Poi, un giorno, qualcuno scioglie alcune pastiglie di un medicinale nel bicchiere di vino dell’uomo… Con una scrittura unica e potente, in cui ogni parola è calibrata al millimetro, Cynthia Collu ha costruito un romanzo di emozioni feroci, che non ha paura di essere crudo come lo è la vita reale, e che allo stesso tempo non smette mai di indagare l’animo umano in cerca di una luce. Perché la luce va inseguita, sempre, con ostinazione, in ogni cosa.
È difficilissimo non crucciarsi per la storia di questa famiglia. Una famiglia apparentemente normale che vive in un quartiere di periferia di Milano e che è composta dall'adolescente Licia - le labbra tenui atteggiate a sorriso, gli occhi pazienti già melanconici e grandi -, dalla sorella minore Giada - Tenero buffo fantolino con il sole tra la lana dei capelli -, da mamma Amanda e papà Luca - Mamma è alta e grossa – un donnone, la definiscono tutti – vicino a lei papà ha sempre l’aria di un ragno che agiti frenetico le zampe -. Questa famiglia purtroppo nasconde segreti inconfessabili: Luca è alcolizzato, ha una pistola e molesta la figlia maggiore. Amanda, succube di quest uomo in tutti i sensi, è "svanita", sparisce da casa per ore e fruga tra i rifiuti. Giada cresce in un ambiente malsano e con un odio spropositato verso i genitori. Licia offre il suo corpo agli uomini perché è così che è cresciuta: imparando a far contento il suo papà.
E nella quarta di copertina spicca una frase: "È facile essere buoni quando si è felici. Quando si soffre, non lo si è per niente."
È così! È un racconto intriso di dolore e di infelicità questo. Un romanzo che affronta un tema duro e terribile; lo fa senza mezzi termini, con parole schiette e affilate, perfino l'immagine e i colori della copertina sono azzeccatissimi. È un viaggio nei meandri nascosti della sofferenza impossibile da curare se non estirpandone alla radice il motivo effettivo. Ma non è così facile come sembra, in realtà ogni azione, ogni gesto che si compie è una conseguenza del proprio vissuto.
Ma è giustificabile la molestia sul minore dalla ricerca di un affetto che non si è mai avuto? Sono sicura che si leverebbe un NO unanime e compatto. Eppure scivolando tra le pagine di questo libro magnetico e inquietante, la risposta non giunge così scontata e si sarebbe quasi tentati di difendere l'indifendibile.
Solo un grande coraggio porrà fine alla disperazione e all'infelicità di tutti; una scelta obbligata che non si augurerebbe a nessuno di dover prendere. #SLEP
Un libro molto triste, nel quale sul filo della tensione leggiamo la storia di una famiglia che da fuori sembra come tante altre, ma all'interno è malata. Luca, il marito violento, il padre abusivo che ha avuto un'infanzia infelice è messo a confronto con le donne della sua famiglia, quelle da cui trae vantaggio e che reagiscono alle violenze in maniera diversa. Un'infanzia infelice è abbastanza per giustificare l'atteggiamento di Luca? Il libro sembra volerci mettere di fronte a questo quesito. Ma la risposta non può mai essere positiva. Non deve esserlo.
Bellissimo, meraviglioso, crudo, coinvolgente. Ultimamente leggo poco, o meglio leggo pochi libri dei quali valga la pena scrivere o addirittura finire ( ne ho una decina lasciati a metà, il tempo è troppo prezioso per essere sprecato con libri che non mi piacciono ). Questo libro scritto magistralmente riesce a mescolare delicatezza e dolore in egual misura. Dal titolo si può evincere che non è un libro "felice". Vi accompagnerà per tutta la durata della lettura la rabbia ed il senso di impotenza che contraddistingue i protagonisti. Proprio tra le mura domestiche dove di solito ci si dovrebbe sentire protetti succedono le cose più terribili. 📚📚📚📚📚/5 #book #bookstagram #booktok #lettureconsigliate #bellibro
Un libro durissimo e disturbante. Un romanzo corale, che fa convergere i fili della trama verso una unica direzione: la mancanza d’amore e ,quando non si è amati, è difficile riuscire ad amare. Una scrittura sobria ma potente , soprattutto schietta che racconta numerosi atti di violenza.