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L'amore in sé

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In un'aula dell'università di Ginevra echeggiano i versi d'amore di Petrarca: davanti ai suoi studenti, un italianista legge e commenta, interpreta, e mentre la poesia risuona tra le pareti, nella memoria del professore a poco a poco riaffiora una lontana storia d'amore, che va a intrecciarsi in modo inaspettato e imprevedibile con la sua vita presente. Ancora adolescente, nella pianura emiliana in cui è nato, si era innamorato di una ragazza della borghesia locale, ricca, bellissima, e naturalmente irraggiungibile come le donne delle poesie. Era stato un amore forte, intenso, pieno di passione e di ideali, ma anche un amore infelice, senza speranza, un incanto che forse solo i versi del poeta possono risvegliare.

Paperback

First published January 19, 2006

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Marco Santagata

46 books11 followers

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1 star
10 (4%)
Displaying 1 - 13 of 13 reviews
1 review2 followers
March 11, 2017
Un capolavoro. Con un argomento del genere scadere nel banale e 'petrarcheggiare' sarebbe stato facile; l'autore riesce invece a mantenere un delicato equilibrio 'comico' (per dirla alla maniera di Dante!)
Per chi ama Petrarca un libro da leggere, per chi non lo ama, da leggere per apprezzarlo nella sua umanità.
Profile Image for ClaCle.
29 reviews4 followers
October 7, 2018
Ho scoperto questo romanzo per caso, attratta dal nome dell'autore che avevo la sensazione di conoscere. Quando ho realizzato che Marco Santagata era il famigerato Santagata del commento al Canzoniere (Mondadori, I meridiani) su cui avevo speso ben più di una notte insonne per preparare un esame, capirete, non ho potuto fare a meno di leggerlo.
Speravo, a dire il vero, di fare pace con l'autore. Di perdonargli le notti in bianco, e magari anche i post-it che, dalle pagine del "suo" Canzoniere, ancora mi scrutano cattivi dalla libreria.
E invece no, perché se la competenza del petrarchista arriva diretta come sempre e come sempre è magia in forma di parole, la penna del romanziere stenta, inciampa su cliché triti e non brilla né per scrittura né per originalità della trama.
Ed è un doppio peccato perché è anche un'occasione mancata: quella di avvicinare Petrarca ad un pubblico di non addetti ai lavori.
Salvo la scelta del sonetto, perché il 272 è bello. Bello, bello, bello.
1 review1 follower
July 16, 2024
il bro si fa i viaggi mentali come me, feel him
2 reviews
January 3, 2019
Devo ammettere che questo breve romanzo è davvero straordinario io personalmente mi ritrovo in Bubi che è’’ il nome del desiderio”. E’ questa la frase che una mattina d’inverno suona stonante, sconveniente, quasi incomprensibile in un’aula dell’Università di Ginevra, mentre il professor Fabio Cantoni spiega un sonetto di Petrarca a un gruppo di studenti che hanno ancora parecchio da apprendere . Ma è stato solo un colpo di fulmine: il professor Cantoni voleva dire “Laura”, naturalmente (ovviamente). Nonostante il fatto che proprio quel nome e proprio in quel momento, sia stato ricordato , deve avere un senso… Alla fine di questa giornata diversa da tutte le altre il professor Cantoni scoprirà che sono stati proprio l’aver accettato la nostalgia , la mancanza e il dolore che rimescolano la sua memoria a permettergli di stabilire un rapporto più prosperoso e forse più attenuato con la sua vita presente e futura. Leggendo questo libro io mi sono chiesto dentro di me se i versi degli stilnovisti possono diventare cornice e sfondo del racconto, un po’ alla How I met your mother ( per coloro che la conoscono), del primo batticuore, del primo bacio, senza che il risultato sia un banale telenovela o storie da “posta del cuore”? Sì. Santagata ha fatto in modo che fosse così. E tra le decine di versi che si mischiano con le storie dei personaggi e le descrivono alla perfezione, emerge, alla perfezione , la possibilità che il potenziale della poesia, anche quando viene trattata agli “alti livelli” delle facoltà umanistiche se stessimo parlando di trobar clus, sia dato proprio da quelle piccole cose, quei luoghi comuni amorosi (il primo batticuore o il primo sguardo, appunto), che noi, dall’alto della nostra freddezza di “persone evolute, di una realtà contemporanea e moderna”, siamo abituati a deridere oppure a schifarci ( tipico dell’età infantile perché sdolcinato). Eppure certe emozioni non andrebbero dimenticate, mai. Anche quando sembrano “basse” o ridicole. Infatti dalla lettura di questo libro si capisce che si può mischiare l’alto e il basso , si può scendere dalle vette della saccenza per costruire un ponte di comunicazione stabile con il mondo (antico e non ) senza sentirsi contagiati dalle volgarità della realtà di tutti i giorni .Infine consiglierei la lettura di questo libro a coloro che come me intendono riscoprire i piaceri primordiali dell’amore accantonando i pregiudizi e gustando da perfetti ignoranti chi prima di noi e meglio di noi ragionava su una sensazione intensa .
Profile Image for Silvia.
367 reviews30 followers
May 20, 2024
Quando Petrarca smette di essere oggetto di studio e diventa soggetto dell'essere

Fabio, ordinario della cattedra di lettere moderne alla Sapienza di Roma, è invitato a tenere un ciclo di letture di Petrarca a Ginevra; in una mattina nevosa e grigia, in un'aula affollata e sonnacchiosa, legge e commenta 'La vita fugge, e non s'arresta un'ora' di fronte ad una platea di italiofoni e le parole dell'autore diventano improvvisamente lettera viva, fuoco che si imprime sulla nuda carne e che riportano alla memoria del sessantenne Fabio due grandi amori: la giovane Bubi, ginnasiale negli anni Sessanta, troppo diversa per estrazione sociale e dolori trascorsi, e Serafino, l'Allievo prediletto che non ha saputo difendere e lasciar crescere.
Il commento alle parole di Petrarca- tra l'altro originale e interessante- sia alterna così alla dimensione personale, in un commovente ed incantevole contraltare che sembra confermare nei fatti il celebre aforisma calvinaiano per cui i classici sono testi che non hanno mai smesso di dire quel che hanno da dire (o qualcosa di simile).
Profile Image for Margot.
86 reviews7 followers
April 13, 2018
Questo libro (breve, ma intenso) mi ha fatto riflettere molto sulla figura di Petrarca, poeta che già mi piace davvero molto. L’analisi del sonetto è stata la parte che più mi è piaciuta.
Certo, qualche pecca c’è, quali la dispersività del romanzo, la mancanza di un ulteriore approfondimento psicologico di alcuni personaggi (più che comprensibile, dato che essa è peculiare del protagonista), il fatto che l’inizio sia un po’ noioso e, infine, l’impressione che il destinatario di quest’opera possa essere solo un amante del Petrarca e della corrente stilnovistica.
Ad ogni modo, resta una lettura più che godibile.
Profile Image for Fitz.
6 reviews
March 31, 2018
Quattro stelle questo libro le merita tutte. La costruzione narrativa e lo stile di Santagata sono impeccabili. Le pagine scivolano veloci fra le dita del lettore rimanendo però, in molti casi, impigliate alla mente: un perfetto connubio fra levità e acuta riflessione. Unico neo, a mio parere, è nella caratterizzazione di alcuni personaggi. Infine, non si può non fare menzione della splendida perla contenuta fra queste pagine: il commento, molto più che di critica letteraria, del sonetto di Petrarca.
Profile Image for Una lettrice incallita.
44 reviews2 followers
September 20, 2019
Libro per certi aspetti complesso.. si entra nella vicenda molto lentamente.. e poi all’improvviso arriva lei Bubi e ci porta in un turbine di pensieri, vicende, versi poetici... fino a condurci ad un finale davvero profondo.
Profile Image for Chiaraditaranto.
19 reviews
January 1, 2023
Ho amato moltissimo come la storia venisse raccontata tramite la spiegazione dell'opera di Petrarca. Credo che la vita sia scandita allo stesso modo, tra un libro e un film, una poesia e una canzone. La trama è semplice ma divina.
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Profile Image for Eleonora Medea.
18 reviews3 followers
July 3, 2014
Fa fatica a ingranare, poi è delizioso.
Solo per chi ama Petrarca
Displaying 1 - 13 of 13 reviews

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