Nel giugno 1939 fu celebrato a Tolosa uno strano processo. Louis Dagobert Plantard de Lorraine, giovane professore universitario di storia, fu accusato di aver ucciso un franco-argentino, Serge Enriquez, in possesso di notizie compromettenti sul passato di sua moglie, una bella montenegrina. Luis fu condannato sulla base di prove indiziarie e venne liberato, durante il trasferimento in carcere, dai "Priori di Sion", un'associazione segreta che tutti credevano estinta da secoli. Intorno a Louis ruotava una ricerca esoterica, che vedeva in lui una figura predestinata, una sorta di futuro re di quell'Europa che forse sarebbe nata dall'imminente conflitto mondiale.
Carlo Sgorlon was born in 1930 in Cassacco, a tiny village near Udine, capital of Friuli, a region in northeastern Italy near the Austrian and Yugoslav borders. He spent much of his childhood in the countryside, where he attended primary school only rarely but came into daily contact with Friulian peasant life. The influence of his grandfather, a retired schoolmaster with a strong literary bent, and his grandmother, a practicing midwife steeped in local folklore, formed the basis of his love of literature and his reverence for ancient peasant traditions. He has written a number of novels in the dialect of Friuli, as well as twelve novels and numerous short stories in Italian. His fiction has been translated into French, Spanish, Finnish, German and certain Slavic languages. His literary scholarship, aside from translations from the German, includes two major critical works, one on Kafka and the other on Elsa Morante.
Ispirato dalle teorie pseudostoriche de "Il Santo Graal" di Lincoln, Baigent & Leigh e all'esoterista Pierre Plantard, il romanzo racconta la storia dell'orfano Louis e dell'idea che egli sia l'ultimo discendente dei re Merovingi, definiti dal Priorato di Sion la "linea di sangue del Santo Graal". Sgorlon mescola, nella vicenda, riflessioni sulla filosofia materialista e spiritualista e sulla monarchia.