“Il Muro non c’è più, il Muro è dappertutto. I berlinesi hanno voluto cancellare la visione, liberare l’orizzonte, ma la memoria è più ingombrante e il tempo la lavora. Pezzi di muro rimasti in piedi si trasformano in opere d’arte come a East Side Gallery. Segni del percorso del Muro vengono tracciati sulle strade della vecchia Berlino Est. Croci bianche spuntano sulla riva della Sprea a ricordare le fughe disperate, i tuffi, le uccisioni. Banalmente, lottizzando le reminiscenze, frammenti di Muro, veri o falsi, finiscono su banchetti ambulanti, come morabilia incellophanate della DDR”
Ezio Mauro scrive un ottimo resoconto, molto ben strutturato e con grande ricerca storica, degli anni del Muro di Berlino; tratteggia in modo vivo i ritratti di Erich Honecker, Christa Wolf, Erich Mielke della Stasi, Wolf Biermann e le decine di dissidenti dell’Est e di fuggitivi che hanno sfidato quel Muro, dando una lettura appassionante delle vicende; leggerlo mentre si visita Berlino offre qualcosa in più per capire la geografia umana e storica della città, oltre a fare luce su come questo frammento del Novecento ci dica qualcosa su dove vada la nostra Europa, tra tendenze autoritarie e sete di libertà