"L'eredità del pensiero dei greci sulla differenza ha svolto nei millenni e in ogni campo un ruolo che ha reso duro e lunghissimo il cammino che ha portato alla liberazione dallo stereotipo del femminile legato alla natura, con tutto quello che questo porta con sè. Che dire? Nessuno è perfetto: neppure i greci (che non per questo, comunque, amiamo di meno)."
Pensare alla civiltà greca spesso ci riporta alla mente tutto quello che di bello e positivo abbiamo ereditato da loro. Pensiamo alla democrazia, alla filosofia, alla scienza, all'arte, al teatro e a molto altro ancora. Difficilmente però ci concentriamo sul fatto che abbiamo ereditato dai Greci anche qualcosa di non così positivo e che ha avuto ripercussioni sulla nostra vita, che ancora ha ripercussioni sulla nostra quotidianità.
Eva Cantarella, in pochissime pagine, ripercorre quella che possiamo definire la nascita della differenza di genere. E' proprio ai Greci, in particolare ad alcuni di essi, che dobbiamo la teorizzazione del concetto secondo il quale le donne sono inferiori agli uomini, sia per forza fisica che per intelletto. Dal momento in cui la differenza di genere è diventata un dato di fatto, sono diventate ovviamente reali anche le discriminazioni subite dalle donne che vanno avanti dal mondo greco fino ad oggi.
L'autrice parte dal mito che nella civiltà ellenica per la prima volta introduce la figura di una donna, il mito di Pandora, e da quel momento in poi riprende le teorie di medici, filosofi e altri personaggi di spicco, come Socrate, Ippocrate, Aristotele e Platone. In particolare ci si sofferma sulle discriminazioni subite dalle donne greche nella società ateniese, ma leggendo ci si rende ben presto conto che i lasciti di questa eredità hanno ancora ripercussioni sulla nostra società, sulla vita delle donne nel 2021.
Per quanto la nostra sia una società molto più moderna e avanzata, in realtà alcune di quelle discriminazioni sono ancora ben radicate all'interno di essa.
Il saggio è davvero breve, quindi gli argomenti presi in esame non possono essere approfonditi come meriterebbero. Si tratta però di un'ottima infarinatura, di un buon punto di partenza da cui prendere spunto. A mio parere è una lettura molto interessante che potrebbe spingere a qualche riflessione più profonda su un tema che, ahimè, è ancora fin troppo attuale.