(Parlo da grande fan di Serge Gainsbourg e Jane Birkin)
Il libro è il seguito di Munkey Diaries, diario personale di Jane nel quale confessa i propri pensieri, e che va indicativamente dalla sua adolescenza fino alla fine della sua relazione con Serge.
"Post-Scriptum" riparte dunque da qui (inizio anni 80) e arriva fino al 2013, anno che purtroppo vedrà la scomparsa di sua figlia Kate.
Anche in questo libro, come nel precedente, Jane racconta la propria vita: il rapporto con Serge dopo la separazione fino alla sua morte nel '91; quello con le proprie figlie, Kate, Charlotte, Lou; con il regista Jacques Doillon, padre di Lou; con i suoi "compagni di viaggio", che la accompagnano in una carriera da attrice/cantante sempre in trasformazione, soprattutto dopo la fine della collaborazione con Serge e dopo aver raggiunto lo status di icona consolidata in Francia.
Il libro riporta le pagine di un diario intimo, quindi la sintassi risente della velocità di pensiero (può essere anche il suo pregio). Se devo però smarcarmi da giudizi "da fan", ammetto che questa seconda parte può risultare meno affascinante della prima (dove protagonisti sono gli anni 60/70, in una Francia piena di fermento culturale e dove nasceva la storia d'amore con Serge, una delle più iconiche di sempre).
Ovviamente gli anni dall'80 al 2010 hanno meno eventi "spettacolari". Qui sono più presenti le insicurezze e l'emotività di una donna che, anche dopo aver conquistato la fama, si interroga sempre sul proprio valore non solo di artista, ma anche di madre, figlia e compagna.
Concludendo, mi riesce difficile dare un giudizio obiettivo, in quanto fan. Ma se lo siete anche voi, e volete approfondire la vita di Jane Birkin anche nel periodo post-Francia degli anni 60/70 (quello che oggi è rimasto nell'immaginario comune) allora Post-Scriptum fa per voi.