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Basta! Il potere delle donne contro la politica del testosterone

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Pace a tutti gli uomini di buona volontà. Ma guerra agli altri. Perché ne abbiamo abbastanza. Aggressioni scioviniste sul web, risse, stupri, omicidi. L’invisibilità delle donne, escluse dai ruoli decisionali. In una parola: il machismo al potere. Da troppo tempo siamo governati dall’internazionale del testosterone: Trump, Putin, Xi Jinping, Bolsonaro, Erdogˇan, Johnson… Risultato: un’emergenza migratoria non gestita, una crisi economica infinita, un pianeta in fiamme. E un clima di arroganza e di odio che favorisce il diffondersi del populismo e mina le istituzioni democratiche. Quindi, risparmiateci altri aspiranti autocrati con più panza che sostanza e dateci più ragazze. Sportive grintose come Milena Bartolini, attiviste determinate come Greta Thunberg, politiche autorevoli come Ursula von der Leyen e Christine Lagarde e, oltreoceano, Nancy Pelosi. Ci riterremo soddisfatte quando avremo raggiunto i giusti obiettivi: equal pay e un 50 per cento nei consigli di amministrazione, nei parlamenti, nei governi.
È il messaggio di Lilli Gruber, che in questo libro fa parlare i fatti: dati, storie e personaggi. Scrive un vero e proprio reportage dal fronte della battaglia per il potere femminile. Filtra racconti e analisi attraverso la propria esperienza professionale. Delinea per le donne una strategia precisa: puntare sulle competenze, farsi valere e studiare, sempre. E chiama a raccolta anche gli uomini: perché solo cambiando insieme le regole ci potremo salvare.

202 pages, Paperback

First published October 1, 2019

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About the author

Lilli Gruber

22 books77 followers
Dietlinde Gruber nasce a Bolzano il 19 aprile del 1957 da una famiglia di imprenditori. Durante il fascismo la sorella della nonna materna era inviata al confino e il padre, Alfred, lavorava come insegnante clandestino nelle cosiddette "Katakomben - Schulen". Il percorso di studi di Lilli passa da Verona presso le Piccole Figlie di San Giuseppe, e presso il liceo linguistico Marcelline di Bolzano, proseguendo alla facoltà di Lingue e Letterature straniere dell'Università di Venezia. Conseguita la laurea torna in Alto Adige-Sudtirolo: sono questi gli anni di Alexander Langer e dell'impegno, che Lilli Gruber fa suo, per la nascita di una cultura del dialogo tra i diversi gruppi linguistici.

Parla italiano, tedesco, inglese e francese: svolge il praticantato giornalistico presso l'emittente tv Telebolzano, allora unica televisione privata dell'Alto Adige. Scrive per i quotidiani "L'Adige" e "Alto Adige". Diventa giornalista professionista nel 1982. Dopo due anni di collaborazione con la Rai in lingua tedesca, nel 1984 viene assunta al Tg3 Regionale del Trentino-Alto Adige; in seguito viene chiamata dal direttore del Tg2 Antonio Ghirelli a condurre il telegiornale della mezzasera e della Notte, nonchè inserita nella redazione di politica estera.

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5 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 59 reviews
Profile Image for Elisa Orrù.
18 reviews5 followers
October 30, 2019
Il libro scorre velocissimo, tanto che me lo sono finito in meno di una giornata. Affrontando alcuni argomenti chiave e dando dati specifici che ne rafforzano l'idea di fondo, emerge un testo che altro non si può definire se non a prova di bomba. Lo stile chiaro e pungente lo rende estremamente fruibile, parlando a donne di tutte le età, latitudini e livelli di istruzione.
Dire "Basta!" non significa porsi su un piedistallo per via di una presunta superiorità di genere, ma opporsi a un tipo di politica e di linguaggio che ha già ampiamente dimostrato la propria inadeguatezza nell'affrontare problemi complessi che riguardano tutti (non solo le donne). Perché da un nuovo tipo di discorso - più inclusivo, civile e democratico - ne usciamo rafforzati come società tanto dal punto di vista etico quanto da quello economico.
Ho molto apprezzato le riflessioni lucide di Lilli Gruber in questo libro. Tra i sorrisi strappati coi commenti più ironici e l'indignazione suscitata da molti (sin troppi!) dei fatti riportati, la lettura si è rivelata estremamente piacevole e informativa. Un must per tutte le donne e un buon punto di inizio per coloro che vogliono cominciare ad approfondire argomenti nella sfera della parità di genere.
Profile Image for SCARABOOKS.
292 reviews264 followers
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January 5, 2020
Questo libro ha tre grandi meriti.
Il primo è quello di avermi fatto ricordare le poche righe del commento-recensione che Giorgio Manganelli dedicò all’uscita del romanzo “Il padrino” di Mario Puzo. E in particolare mi ricordavo la formidabile citazione di Scheiwiller: "non l'ho letto e non mi piace".
È esattamente così. Il libro della Gruber non l’ho letto e non mi piace.
Un buon lettore (non solo un lettore professionista, come dice Manganelli, anche un lettore amatoriale “forte”) ha come prima qualità quella di sapere quali libri non leggere. E questo di sicuro è uno di quelli.
Poi oggi, con l’iPad, tra il leggere e il non leggere il confine è permeabile e ho approfondito.
Qui, per chi è interessato, trova il risultato. E anche il pezzo di Manganelli. https://scarabooks.blogspot.com/2020/...
2 reviews
November 12, 2019
Un libro purtroppo necessario. Tutti dovemmo leggerlo. È leggero nonostante il tema pesante. Non metto 5 stelle perché non è approfondito come avrei voluto, ma suggerisce ottime letture per un approfondimento personale. Lilli nel cuore
Profile Image for Maria Chiara.
43 reviews12 followers
January 28, 2022
Direi complessivamente decente: ha il merito di introdurre a temi che per i giovani (e soprattutto per le giovani) sono scontati persone di età più avanzata, che proprio per la distanza generazionale spesso non sono consapevoli di tutto ciò per cui il femminismo combatte oggi (anche mia nonna, ottantadue anni, figlia del patriarcato, mi ha chiesto di comprarle questo libro).

Come sempre, dato che si rivolge a un pubblico ampio, il messaggio non è così di qualità: il femminismo che propugna Gruber si può riassumere nella frase "Più donne al potere" ed è il femminismo più superficiale: è quello che si dice femminismo liberista, che non è neanche lontanamente abbastanza - alcune delle loro battaglie sono anche giuste, ma non sono sufficienti: più donne al potere non sarebbe che la conseguenza della liberazione della donna -, perché non mira ad attaccare alla radice il patriarcato ma gratta soltanto la superficie, auspicando solamente la parità di genere, senza neanche attaccare duramente il capitalismo patriarcale.
Una parte di questo atteggiamento emerge chiaramente nel libro: dato che è il suo campo, Lilli Gruber si concentra sulla sfera sociopolitica, ma non c'è il benché minimo cenno alla necessità di rimuovere la mentalità patriarcale dalla società in termini di "pensiero universale". Avere più donne al potere non distrugge il patriarcato, foss'anche solo perché restano milioni di donne sottomesse e oppresse. E soprattutto, la stragrande maggioranza di esse, pur con la "rivoluzione auspicata" dalla Gruber, rimarrebbe schiacciata dal mito della bellezza, che è il più grande nemico delle donne e ad oggi quello che dev'essere combattuto davvero.
Quello che le libfem non capiscono è che è inutile dire "siamo tutte belle", "sei bella anche così", perché questo non fa che definirci sempre in funzione della validazione maschile, in risposta all'atavico compito che ci hanno assegnato: essere belle. Non dobbiamo essere belle. Pag. 165: "mentre la società nega il diritto di considerarsi desiderabili a donne della stessa età". Le donne non devono sentire il bisogno di essere desiderabili: è un desiderio superficiale, frutto di secoli in cui la donna è stata valutata in base alla sua carica attraente. Rivendicare il diritto a essere desiderabili - voler essere desiderabili - è ancora inconsciamente il desiderio dell'essere attraenti all'occhio (predatore) maschile.
Quindi: qual è il senso di dire "compratevi una giacca"? L'abbigliamento dovrebbe avere il valore di uno sputacchio nella vita di una società civile. L'autodeterminazione di una donna non deve passare dai vestiti.

Inoltre, il femminismo come m'intendo io non ha come unico focus la parità: il femminismo lotta per la liberazione di una classe oppressa, e la parità sarebbe solo una delle tante conseguenze della suddetta liberazione. L'analisi marxista della condizione operaia funziona abbastanza bene anche per la classe femminile: e proprio come l'obiettivo di marx era la società senza classi, il nostro obiettivo dev'essere la società senza genere.
Infatti la parità non sarà mai raggiunta finché non sarà frantumato il ruolo che il genere ha nella società: finché esisteranno nomi da maschi e nomi da femmina, finché ci saranno comportamenti, materie, pettinature da maschi e comportamenti, materie, pettinature da femmine, finché ci si aspetterà che le donne si depilino e che i maschi siano sportivi, che le donne portino borse e tacchi. Il genere dev'essere relegato a un carattere meramente medico-biologico, senza alcun ruolo in società; la parità non ci sarà finché esisterà ben netta nella mente di ognuno la distinzione tra uomo e donna. La cosa più importante per un rivoluzione vera è insegnare alle persone a ignorare il genere, a considerarlo una caratteristica superflua, inutile, di nessun interesse. Allora, la parità verrà da sé. Il concetto di genere ci avvelena al punto che la nostra stessa lingua presenta una distinzione di genere per molti nomi: ma dobbiamo smettere di pensare che il genere di una persona sia un'informazione fondamentale quando si parla di essa; non può essere necessario, in una società civile, sapere che organo riproduttore ha una persona quando si sta discutendo del suo lavoro. Io stessa mi rendo conto che quando mi imbatto in nomi stranieri che non conosco mi chiedo subito se si tratti di una femmina o di un maschio. Ora, sembra un'utopia. E anche se è difficilissimo, occorre cominciare a seminare in questo senso, cosa che il libro di Gruber non fa neanche un pochino.

La superficialità è probabilmente necessaria per ampliare il pubblico che può accettare quanto la scrittrice dice. Che lei stessa non abbia presente i concetti che ho espresso sopra traspare, e. g., quando nel lodare Ursula von der Leyen (pag. 133) dice che le è apparsa "... sempre molto femminile". I concetti di femminilità e virilità devono essere eliminati dalla società perché si possa raggiungere la completa parità: finché si crede che ci sia qualche differenza tra i due sessi a livello non prettamente fisico, ma comportamentale o intellettuale, verrà naturale assegnare loro diversi compiti - in base, appunto, alle diverse attitudini -, ma la scienza dimostra che non ha senso parlare di cervello maschile e cervello femminile.

Peraltro, il rosa per la copertina si poteva evitare. Tra tutti i colori che potremmo scegliere come simbolo della rivoluzione femminista il rosa è proprio quello da eliminare immediatamente.

Non ho apprezzato i continui riferimenti agli ormoni: mi sembra un modo infantile di affrontare il problema, che ovviamente non ha neanche lontanamente radici biologiche, ma culturali ed educative.

Quello che denuncia - con qualche difetto - Gruber è la punta dell'iceberg. Meglio di niente, comunque.
Profile Image for Serena Olgiati.
16 reviews
January 23, 2020
Questo libro mi fa sentire invincibile. Mi fa venire voglia di conquistare il mondo, arrivare in cima e girarmi a fare il dito medio a tutti i maschi bianchi di mezz’età dietro di me.
È ancora sconcertante che si avverta il bisogno di scrivere un libro sulla misoginia e il machismo che sono oramai parte integrante della nostra società: talmente radicalizzato che a volte non ce ne accorgiamo neanche.
Ma questa lettura mi lascia anche un profonda speranza, poiché noi donne siamo tante, più di quante gli uomini possano immaginare. Insieme riusciremo - magari non oggi, magari non domani, ma ci riusciremo - a ribaltare il patriarcato che ci attanaglia e ci incatena alla sedia di casa.
Donne, impariamo tutte ad essere determinate, a camminare con la testa alta e di ricordarci che la libertà dobbiamo conquistarcela, non aspettare che essa ci venga concessa.
Quando la conquisteremo, la vittoria sarà ancora più dolce.
Profile Image for Fabio.
391 reviews5 followers
January 18, 2020
Libro prezioso, serio, delicato, intelligente, informativo, e scorrevole. Un libro che nell’attuale situazione politica mondiale dovrebbero leggere tutti. Fa riflettere, ma soprattutto informa e offre speranza. Partiamo da qui.

Mi ha fatto rivalutare pesantemente in positivo Lilli Gruber, di cui per svariati motivi non mi ero mai fatto un’idea chiara. Ora ha un nuovo fan. Una giornalista seria e professionale, come vorrei fossero tutti gli appartenenti alla categoria.
Profile Image for Dabliu.
26 reviews14 followers
December 26, 2019
Libro fondamentale, che si fa leggere in poche ore, pieno di aneddoti e dati puntuali che raccontano, nel grandissimo stile di Lilli Gruber, come la strada verso la parità di genere sia ancora terribilmente in salita.
Profile Image for Vanessa.
106 reviews3 followers
March 8, 2020
Interessantissimo e pieno di cose che non sapevo. Decisamente consigliato, la bibliografia poi offre spunti per altre letture sul tema.
Brava Lilli!
Profile Image for Utti.
511 reviews35 followers
August 1, 2020
Regalatelo a ogni padre. Regalatelo alle vostre figlie e ai vostri figli
Ho ricevuto questo libro per il compleanno in pieno lockdown, amici speciali che non volevano lasciarmi sola mi hanno mandato un messaggero con il libro di Lilli Gruber.

Brillante e arguta dal vivo, la Gruber scritta è ancora più travolgente: polemica sì ma solo con dati alla mano. Una parola dietro l'altra leggo come argomentare quelle che sono tante sensazioni che mi porto dietro da anni: c'è bisogno di femminismo e di equità e la strada da fare è ancora lunghissima.

Ho avuto la fortuna di poter studiare quello che volevo, matematica, e di non incontrare nessuno che mi dicesse che la ragazze non sono portate per la matematica. Ho avuto la fortuna di essere in un ambiente che mi ha stimolato a sporcarmi le mani nell'associazionismo. Però non può essere fortuna: non è giusto che si parli di fortuna quando per un ragazzo è normale sentirsi libero di fare tutto questo. Non è giusto che a ogni ragazza capiti di ricevere commenti per strada e praticamente a nessun uomo.

Regalatelo ai papà di figlie femmine, ma anche alle mamme di figli maschi, perché c'è bisogno di mettere le cose in fila e di dire a gran voce cosa ancora non va bene.
532 reviews5 followers
January 2, 2020
Libro interessante, ma non folgorante. Ho letto altre cose relative alle discriminazioni sessuali e anche con focus sulla politica. Un buon primo libro se ci si vuole avvicinare al tema, ripetitivo se si conosce già la materia.
Profile Image for Jessica.
309 reviews102 followers
January 5, 2020
Lucida indignazione e un pizzico di sarcasmo. Un testo ricco di dati, esempi d'attualità, proposte e qualche nota autobiografica tutti incentrati sul tema della parità di genere! Ben scritto e ben pensato ( cosa non sempre ovvia di questi tempi)
Profile Image for Claudia Gio.
125 reviews4 followers
December 28, 2019
Un pamphlet che da buoni spunti di riflessione soprattutto nei capitoli finali. Ma non facciamo del nuovo femminismo una guerra tra i sessi!!!!
Profile Image for stregachilegge.
178 reviews64 followers
December 29, 2021
È più un 3.5

Non è di certo un libro con particolare approfondimento femminista, ma non è niente male per una lettura degli avvenimenti recenti con occhi femministi.

Con umorismo affronta temi molto attuali rendendo il tutto meno pesante ma non togliendone la serietà.

Trump e le lobby, cambiamento climatico, Europa e la Brexit, ce n'è di carne al fuoco!

Ma soprattutto sottolinea quanto siamo ancora lontani dall'effettiva parità, trovo molto efficace in un libro di "primo approccio" al femminismo avere i dati alla mano e sicuramente Lilli ne riporta molti.

Tocca la maggior parte dei temi principali: gender gap, discriminazioni, violenza.
Mi sarei però aspettata che, siccome lavora nel mondo televisivo, trattasse la figura femminile nei media e l'oggettificazione del corpo femminile. Mentre proprio non ne fa cenno.
Anzi, parlando dei cosmetici dice:

"Sembrare giovani ci interessa,certo, ma meno che sentirci in forma."

Oppure quando racconta dell'incontro con Lagarde, fa uno sproloquio sulla sua bellezza anziché piuttosto sulla sua competenza.
Stereotipo della bellezza portami via..

Un'altra cosa che mi ha lasciato perplessa è stata, parlando della leadership di Trump (ma saltà fuori anche in altre parti):

"È evidente che negli Stati Uniti si cominci a pensare che la soluzione al disastro degli ultimi anni sia femmina"

Senz'altro dobbiamo incrementare la percentuale di donne in politica (e anche in ruoli di potere tipo ovunque), ma non capisco cosa intenda. Sembra un po' un "la donna è migliore, tiè" velato e non penso sia un pensiero femminista. Un po' forse anche come lo slogan "the future Is female" che non ho ancora ben capito e non so se è per qualche retaggio patriarcale che mi porto dietro, sarei molto contenta se qualcuno me lo spiegasse..
Profile Image for Vanessa Orrù.
16 reviews1 follower
August 28, 2020
Leggere un libro attuale come questo, uscito l’anno scorso, alla luce degli avvenimenti accaduti quest’anno fa riflettere. Lilli Gruber parla di impeachment, di elezioni, di personaggi pubblici che nel giro di sei mesi hanno ribaltato la politica occidentale, e lo fa raccontando l’invisibilità delle donne si stia velocemente trasformando. Le donne stanno combattendo per arrivare alla ribalta del palcoscenico politico, provocando sconcerto. Non si tratta, però, solo di politica, anche in ambito sportivo, di spettacolo, ambientale, personaggi come Greta Thunberg, Megan Rapinoe ed altre, stanno finalmente prendendo il loro posto, stanno lottando per ottenere ciò che a loro spetta. Ci ritroviamo quindi nel bel mezzo di una guerra per il potere, in cui da una parte abbiamo coloro che, uomini e donne, vogliono cambiare il mondo, stufi di un sistema che non funziona, dall’altra coloro che, troppo spaventati anche solo per pensare ad un cambiamento, decidono di lottare per poter mantenere gli equilibri di potere sbilanciati come sono sempre stati.
Il dubbio è, quindi, lecito: chi vincerà? Avremo un nuovo mondo, o solo un vecchio mondo con parvenze nuove?
Profile Image for flaams.
693 reviews51 followers
January 9, 2021
Vorrei tanto che questo libro non fosse necessario. Vorrei che tutti i dati che la Gruber ha fornito fossero sbagliati e che si trattasse di un libro di finzione, e invece purtroppo non è così...
Il libro è come notato da molt* altr*, estremamente scorrevole, e si rivolge ad un pubblico ampio, che sia disposto ad ascoltare e a riflettere, nella mia testa io e l'autrice eravamo sedute negli studi di La7 un paio d'ore prima della messa in onda della puntata di "Otto e mezzo". Si sente la passione con cui sottolinea le mancanze e critica la nostra società. Polemica, decisamente molto, ma sempre dando dati.
Seppur parli di argomenti "triti e ritriti", non cade mai nel banale. Sottolinea l'importanza del femminismo nella società e da parte dell'intera società. Mi ha decisamente dato diversi spunti di riflessione, e mi ha sicuramente avvicinata a femminist* "dell'anteguerra" che a me sono sempre sembrat* così lontan*, quando non siamo mai stat* così vicin*.
Mi ha fatta molto arrabbiare, molto, ma non il libro di per sé, quanto il fatto stesso che stiamo sempre lottando per le stesse cose, i nostri tempi sono decisamente migliori, ma è proprio vero, per una società giusta, è necessario l'appoggio di tutt* questo è un libro che sottolinea quanto sia importante che tutt* partecipino.
Un libro che andrebbe letto da tutt*, perché il femminismo deve partire, sì, dalle donne, ma deve essere accompagnato da alleat* che possano crescere individui femministi.
Profile Image for Giulia Pes.
60 reviews14 followers
May 16, 2020
Dove sono stata tutto questo tempo senza aver letto e ascoltato Lilli Gruber?
Questo libro è una rivelazione. Rispecchia pienamente il mio pensiero politico e femminista con una scrittura diretta e quasi pungente ma con dei messaggi inconfutabili.
Lilli Gruber qui punta il dito, solleva ogni angolo dei tappeti e mostra lo sporco nascosto sotto. Se potessi descrivere con un aggettivo questo libro sarebbe: inarrestabile.
Ragazze, donne, noi tutte veniamo spronate e spinte a farci strada senza vergogna verso il futuro.
Grazie Lilli per aver scritto nero su bianco tutto cosa sentivo il bisogno di dire da sempre.
4.5/5 ⭐️
Profile Image for Irene Polini.
272 reviews13 followers
December 9, 2020
Da sempre stimo Lilli Gruber per essere una delle poche persone della categoria dei giornalisti italiani degne di questo nome.
Questo pamphlet (che tanto breve non è) è il suo manifesto femminista su cui concordo in ogni singola parola.
Mi sono trovata a riflettere, ridere, arrabbiarmi, rallegrarmi. Insomma, un libro completo. Che ovviamente consiglio fortemente.
Profile Image for Virginia.
292 reviews33 followers
November 7, 2020
Carino, una lettura piacevole e scorrevole e una panoramica della situazione femminile contemporanea. Nessuna riflessione particolarmente profonda o originale.
Profile Image for Magnolitaz.
374 reviews13 followers
February 11, 2020
“Non è un destino genetico dimenticare gli anniversari o seminare i calzini per casa. Non è un riflesso condizionato l’incapacità di tenere le cerniere chiuse o le mani a posto. (...) Il tempo dei proverbi è finito ed è arrivato il tempo del cambiamento. Che è nelle mani delle donne. Non per una questione di femminismo, ma per una questione di civiltà. Quella che rischiamo di giocarci, insieme alla democrazia, alla pace sociale e all’abitabilità del pianeta Terra, a meno di una decisa inversione di rotta.”
Profile Image for Roberta Carambia.
19 reviews1 follower
March 15, 2020
Lilli Gruber mi affascina da quando sono piccola. Finiva la sigla del tg e appena appariva la sua figura sullo schermo, ogni volta seguiva la mia esclamazione piena di giubilo e ammirazione: "Oh!! C'è Lilli!".
Nonostante questo, ho letto il libro tutto d'un fiato. L'ho trovato interessante, pieno di dati, nomi, fatti e spiegazioni esaurienti.
Mentre lo leggi la femminista che è in te non può che scalpitare e aver voglia e bisogno di agire. Le sue parole riescono a creare indignazione e urgenza nel voler voltare pagina per giungere finalmente a un cambiamento concreto.
Ho apprezzato tutti i riferimenti a donne da cui prendere esempio e ai suggerimenti di lettura.
Mi è piaciuta molto anche la parte finale sui sette consigli, in cui, proprio come una mamma, suggerisce il giusto cammino da intraprendere. L'ho trovata una parte importante, chi non ricercherebbe il parere e le raccomandazioni di una persona così autorevole.
Profile Image for Erica Sabbatino.
17 reviews2 followers
January 15, 2020
Primo libro che leggo dell'autrice, e l'ho trovato un libro necessario, come tempistica in Italia; fa sempre piacere sapere di non essere sole a condividere indignazione per il periodo storico e politico che stiamo vivendo ed anche per i comportamenti ben oltre sopra le righe dei nostri rappresentanti politici.
In Italia la parola "femminismo" è ancora un insulto e definirsi "femminista" significa "odiare gli uomini".
Affermazioni inesatte e che devono cambiare.
Chiunque (donna od uomo) che si identifichi nel termine deve sapere che ci sono altre persone con cui condividono idee, sentimenti,opinioni ed ideali.
Il libro tratta vari temi, ben argomentato, molti buoni spunti di discussione ma con poco approfondimento. Forse questa è una piccola pecca.
Chissà, magari farà da apripista ad un seguito!
Profile Image for Gloria Pierucci.
7 reviews
January 13, 2020
Interessante e leggermente politico avrei detto fino al penultimo capitolo, insomma da 3 stelle.
Invece la Gruber mi stupisce per un finale da standing ovation. Il capitolo sui “beni comuni” intesi in sbalzi d’umore o fine dell’ età fertile, è descritto in maniera chiara ed ironicamente pungente da non lasciar scampo a nessuna forma di misoginia.
Il fenomeno del “glass cliff” va riconosciuto e annientato se siete donne e avete un coraggio tale da affrontare una simile situazione.
Consiglio questo libro alle donne ambiziose e corrette, alle sostenitrici del #MeToo e a tutti gli uomini consapevoli di quanto una donna è in grado di dare e di avere, con o senza un supporto maschile a fianco.
14 reviews
November 22, 2019
Molto ben scritto, traspare appieno la passione della Gruber per questo tema. Il libro fa molto riflettere e offre molti spunti per approfondimenti. Tratta numerosi temi, senza però entrare nel dettaglio, come criticato da alcuni lettori. A mio parere questa è la forza del libro: variegato e mai noioso. Se qualcuno volesse approfondire poi una determinata questione, dia un'occhiata alla bibliografia finale. Non sono mai stata particolarmente femminista, ma il libro mi ha di certo dato a pensare e mi ritrovo a dover rivalutare alcune mie convinzioni. Una grazie all'autrice!
Profile Image for BeaMarinoni.
4 reviews3 followers
December 30, 2019
Aspettavo da anni di leggere un libro italiano così ben scritto e dettagliato su un tema che mi sta enormemente a cuore.
Lilli Gruber si dimostra ancora una volta una donna estremamente colta e informata ma anche ironica e tagliente.
Poi il fatto che adori Amy Schumer è un plus!
Lo consiglio tantissimo e spero che in molti lo leggano in Italia.
Profile Image for elisa dovio.
54 reviews1 follower
January 1, 2020
Bello,forte e veloce.
Scorre via che è una meraviglia, affrontando un tema troppo spesso accantonato in un angolo.
Un libro Pop, nell' accezione positiva del termine, perché porta all'attenzione di tutti un tema difficile senza togliergli valore
3 reviews1 follower
December 25, 2019
La parità é raggiunta, ormai siete dappertutto.
Saggio di facile lettura per aprire gli occhi su una parità ancora da conquistare.
Displaying 1 - 30 of 59 reviews

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