Ho iniziato con molte aspettative questo romanzo, ne avevo già letto un altro sulla storia romanzata del Caravaggio e mi affascinano la vita e le opere di questo artista maledetto.
E’ un lavoro svolto su due livelli, nel 1600 racconta le vicende del Caravaggio e nei giorni attuali le ricerche che uno studioso americano e una studentessa svolgono, su un dipinto ritrovato e che si crede possa essere attribuito al Merisi.
Molto più affascinante, a mio parere, la parte storica, con una panoramica su tutta la vita dell’artista, le sue fissazioni, ispirazioni e trasgressioni. Si vedono gli avvenimenti con l’occhio del pittore e si percepiscono i colpi di genio che hanno ispirato le varie opere. La vita del 1600 fra osterie, duelli e prostitute hanno forgiato l’animo del Merisi, rendendolo un attaccabrighe di primo ordine; sempre protetto dalla famiglia Colonna, ha avuto fin troppe opportunità per rimettersi sulla buona strada, ma l’oscurità che caratterizza il suo animo e i suoi dipinti è sempre pronta a rovinare tutto.
Si conosceranno quindi gli eventi che hanno scandito la sua vita, le amicizie, gli amori, le vendette e la sua incredibile capacità di rendere un dipinto così coinvolgente e vero.
La storia attuale vede il professor Richman, studioso d’arte e Lucia, una studentessa italoamericana, indagare su un dipinto ritrovato nell’orfanatrofio gestito da un vecchio conoscente di Lucia.
Questo quadro sembra essere un Caravaggio ma, durante, le ricerche, il quadro viene rubato e i personaggi entrano in una storia più grande di loro fra fanatici religiosi legati ai discendenti del più grande nemico del Merisi.
Richman è un uomo brillante ma riflessivo mentre Lucia ha l’impetuosità della sua giovane età, che la porta spesso nei guai. Ad aiutare i due ci sarà Moto, un giovane amico di Lucia che acquisterà sempre più importanza nel corso degli eventi.
La cosa che mi ha più stupito è l’evolversi della capacità di raccontare gli eventi e l’espressività della autrice. Inizialmente sembra catturare delle istantanee che rimarranno nella mente dell’artista e che lo spingeranno ad esprimere quell’orrore sulla tela, anche i dialoghi sono male strutturati, sia quelli della parte storica che quella attuale. Nel corso del libro poi tutto migliora, la storia prende piede e anche i dialoghi acquistano più struttura.
E’ un romanzo lungo e quindi molto esaustivo ed appassionante che sono sicura vi coinvolgerà e, cosa non da poco, aggiungerà un po’ di cultura artistica alle nostre conoscenze.