Lo sviluppo e la diffusione delle intelligenze artificiali sollevano nuovi problemi di natura etica. Che cosa accade, infatti, quando non sono gli uomini, ma le macchine a decidere? L'autore, noto a livello internazionale nell'ambito della bioetica e del dibattito sul rapporto tra teologia, bioingegneria e neuroscienze, guarda con favore alla diffusione delle «macchine sapienti» e ragiona sul fatto che i processi innovativi hanno valenza positiva solo se orientati a un progresso autenticamente umano che si concretizzi in un sincero impegno morale dei singoli e delle istituzioni nella ricerca del bene comune.
Le macchine sapienti è un libro che mira a creare nei lettori la consapevolezza che il mondo sta cambiando e si sta avviando verso quella che, grazie alle nuove tecnologie digitali, potrebbe essere la quarta rivoluzione industriale. Benanti sostiene che se le istituzioni ad alto livello non creeranno un sistema di governance per tutelare l’etica e l’integrazione delle intelligenze artificiali nella nostra vita, diventeremo spettatori di scenari distopici, degni delle sceneggiature di Black Mirror. Quello che a mio parere manca nel libro è una presa di posizione da parte dell’autore: il mondo sta cambiando tanto e velocemente, ma in meglio o in peggio?