Karin - per RFS
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" STORIA DEL SIGILLO NERO di Arthur Machen
Ero uscita preparata a morire, e nel lasciare la casa che mi aveva ospitato avevo detto addio coscientemente alle speranze e ai ricordi; la porta aveva sbattuto dietro di me con un tonfo sordo e mi era parso che una lama definitiva fosse scesa sulla storia breve della mia vita, che da quel momento avrei camminato in un mondo oscuro di ombre; ero di scena nel primo atto della morte."
Il libro “I racconti delle tenebre” di Fabio Genovesi, altro non è che una raccolta di storie brevi, scritte dai maggiori esponenti di culto dell’horror in un orizzonte internazionale; si passa da autori quali Backwood a Lovecraft, passando per Poe. Molte di queste novelle mi erano già note. Chi, come me, ha una spasmodica passione per l’horror non può che accingersi a leggere i grandi classici che hanno fatto la storia del genere. Naturalmente risultano, a chi si approccia per la prima volta a questo tipo di genere letterario cult, probabilmente poco “paurosi”, perdonatemi il termine. Ebbene sì, in questi racconti, infatti, vi è una ricerca della paura scaturita dalla normalità e da quanto il genere umano, nella sua naturalezza, possa essere molto spaventoso già di suo.
Qui viene raccontato il buio come contrario della luce e dal quale emerge il vero terrore, quel terrore che nasce da paure infantili, quella fase dello sviluppo psicologico che è talmente importante e sano quanto, se non superato, raccapricciante. Oltre all’oscurità stessa, è il non sapere cosa in essa si nasconde a suscitare paura, così come terrorizza anche l’accendere la luce, per scoprire se al suo interno vi è un abominio o un mostro. Ben presente, inoltre, è la paura della morte e le riflessioni su cosa avverrà dopo: le anime rimarranno davvero sulla Terra? Si tramuteranno in fantasmi che potrebbero farci del male? E se ci si trovasse faccia a faccia proprio col Demonio?
L’autore di questa antologia di diciassette storie, ci conduce in una sorta di viaggio della paura e, di racconto in racconto, ci aiuta ad addentrarci in profondità, come a volerci indicare la via da prendere.
Ho apprezzato l’intento dell’autore di far conoscere le storie horror che hanno segnato i lettori nelle diverse epoche e che, forse, non esistono più. Sebbene mi sarebbe piaciuto leggere meno i “grandi autori”, già noti al piccolo e grande pubblico, per favorire quegli scrittori del passato meno noti, ma che hanno apportato un grande contributo. Intendiamoci, non mancano e capisco perfettamente che leggere Edgar Allan Poe porti le persone a esserne maggiormente affascinate, ma uno scrittore esordiente dell’epoca, con un animo sadico e sanguigno, avrebbe regalato quella curiosità e brio che mi è mancato.