La nostra società viene da millenni di cultura patriarcale. Ora le cose stanno cambiando. Ma quanto sono cambiate? A che punto siamo? Quanto ci manca per arrivare alla parità? Ci arriveremo mai? Quanti pregiudizi esistono ancora, quanto sono pericolosi? Lucrezia prova a fare il punto della situazione, cercando di scovare i luoghi comuni e gli automatismi che nascondono una certa misoginia, magari inconsapevole, un paternalismo a volte fastidioso, dei codici di comportamento che affondano ancora le radici in una idea di donna non proprio contemporanea.
Silvia Ziche (born 5 July 1967) is an Italian cartoonist. Ziche debuted in 1991. She has devoted much of her work to Disney comics, as published in the Italian weekly digest Topolino. Her style, round and comical, injects cartoony vibes into the tradition of Mickey Mouse and Donald Duck comics. Besides Disney, Ziche's comics and vignettes have appeared in a number of Italian magazines, like Linus and Cuore. Her most famous original creation is Lucrezia, a humorous series exploring the funny side of modern womanhood. Her latest graphic novel is the autobiographical La Gabbia ('The Cage', 2022).
Avevo già letto qualcosa della Ziche, qua e là, mi pareva divertente ed ho voluto provare questo suo ultimo lavoro...speravo di farmi qualche risata, ma, ahimè, il risultato non è stato quello desiderato. Tutto il libro è un pippone, a volte sacrosanto a volte assolutamente iperbolico, sulle ingiustizie subite dalla donna nella società moderna per certi versi ma per altri, legati all'altra metà del cielo, ahimè ancora molto antiquati.Tipo il caro vecchio "le pulizie e la cura dei figli spettano alla donna perchè sono più nella sua natura". Veramente la mia natura sarebbe stare sul divano a disfarmi di serie tv e gelato mentre qualcun'altro spazza e cucina, ma vabbè. In complesso solo tanta amarezza e nervoso, il che non era decisamente quel che mi aspettavo...
Mi ero già approcciata, a un'altra opera di quest'autrice che parla della condizione della donna, rimanendo un po' delusa, e purtroppo in questa nuova opera ho ritrovato tutti i difetti della precedente, senza però una struttura narrativa che organizzasse i vari spunti di riflessione in un qualcosa di coeso. Non si capisce bene se sia una raccolta di vignette a tema donne nel lavoro/condizione femminile, o se sia nata come opera per parlare delle quote rosa, ma che a conti fatti è un minestrone di spunti e discussioni che non vengono approfonditi. Non so nemmeno se la consiglierei come opera per approcciarsi al tema delle quote rosa, credo che un neofita non ci capirebbe una virgola e potrebbe anche trovare fastidiose alcune parti in cui sembra che la protagonista sia circondata da uomini odiosi, oppure lei stessa diventa fastidiosa col suo modo di reagire stizzito a certe frasi, frasi che una che mastica già da un po' questi argomenti femministi sa contestualizzare e quindi capire perché Lucrezia reagisca così male; ma chi non sa un'H di femminismo? Potrebbe prendere la reazione di Lucrezia come la solita manfrina da femminista isterica, a cui magari hai solo fatto un complimento, e invece se la prende per nulla. Non so, secondo me si poteva fare di meglio, specie coi dialoghi e la coesione della storia.
Essere donna non è per nulla semplice! Tutte le donne lo sanno, i maschi un po’ meno - diciamocelo! Silvia Ziche, con il suo tratto unico, torna a parlare di femminismo, società patriarcale e maschilismo. La voce è quella di Letizia, il suo alter-ego, una lavoratrice instancabile, un’amica fedele, un’ex da sposare - considerato che il suo ex fidanzato dorme ancora sul suo divano e approfitta di tutti i lussi e i privilegi che Letizia crede di dovergli!
Una graffiante critica alla società moderna, che proprio non riesce a distaccarsi da quel “sì, ma tu sei donna!” che ha messo gli uomini su un piedistallo.
Fumetto molto ben leggibile, disinvolto e accattivante dove temi e riflessioni di ambito femminista vengono trattate in modo molto serio e leggero (nella sua accezione più positiva). È il secondo fumetto su questo tema della anziché, da alcuni definito piuttosto ridondante. Non ho letto il primo, ma trovo che questo sia veramente un buon punto di partenza per riflessioni ad ampio raggio su molteplici tematiche. Consiglio vivamente l’uso e la lettura nelle scuole superiori per creare numerosi momenti di dibattito e confronto.
Ho un debole per i fumetti con un fine istruttivo e di sensibilizzazione su alcune tematiche "pesanti", e questo libro ha soddisfatto le mie aspettative al riguardo. Con ironia fa un ritratto ineccepibile della realtà che molte donne vivono ogni giorno, nel quale mi sono riconosciuta e su cui ho riso su. Lo consiglio per chi vuole affrontare la tematica del sessismo con la leggerezza tipica del fumetto, a mio avviso utile anche e soprattutto per un pubblico maschile, affinché possa comprendere dinamiche e sensibilità che altrimenti verrebbero ignorate.
Il libro fa esattamente quello che ci si aspetta: offre spunti importanti sugli svantaggi della condizione femminile nel patriarcato e lo fa in modo divertente. Ci sono più difetti, ma il fatto che un'autrice così importante di fumetti prenda posizione in questo modo mi fa ben sperare. La bibliografia alla fine è proprio per chi vuole istruirsi sul tema in un modo più completo.
Fulminanti racconti su come le donne debbano fare le cose meglio degli uomini e avere meno riconoscimenti, perché non importa se abbiamo studiato di più e siamo più brillanti, alla fine dobbiamo occuparci della casa e della famiglia, perché abbiamo due cromosomi XX.
carino, si poteva fare di meglio, alcune vignette sono molto belle ma nel complesso dice un po' poco. è stato molto più bello leggere "e noi dove eravamo"
Si può parlare di femminismo in maniera ironica e pungente? Sì, se sei Silvia Ziche. E il risultato è davvero eccezionale. L'autrice ci regala una piccola perla, da divorare e di cui far tesoro. Con il suo solito umorismo brillante e sagace, la protagonista Lucrezia affronta una questione per noi donne ormai abbondantemente sdoganata, ossia quella della discriminazione femminile attraverso il divario salariale, le relazioni con il partner, il rapporto con le altre donne e le proprie convinzioni personali di dover trovare a tutti i cosi un posto all’interno della società. Nulla di nuovo per chi, come me, conosce la materia a tal punto da poterla persino insegnare, ma sicuramente utile e interessante per chi per la prima volta si approccia all’argomento – mentre noi veterane possiamo comunque godere dell’ironia di Lucrezia e del suo modo sempre pungente ma efficace di trattare i propri argomenti. Personalmente ho un debole per Silvia Ziche e per le storie di Lucrezia, quindi non posso che promuovere a questo fumetto tanto simpatico e intelligente, consigliandolo a tutti quanti ma soprattutto a chi ancora non ha ben chiaro il concetto di “quote rosa” o desidera comprendere un po’ meglio la complessità del mondo delle discriminazioni di genere.
Riletto ora, poco dopo la giornata internazionale delle donne, e che dire, ora che lavoro e vivo da sola mi fa ancora più ridere e piangere insieme. Silvia Ziche è sempre una garanzia.