Roma, Anno del Signore esamidimaturità. Melania Santacroce ha diciotto anni, un gusto eccentrico in fatto di vestiti e i capelli tinti di viola. Afferma di portare una terza scarsa di seno più per ottimismo che per amore della realtà e, quando non si allontana dal mondo per comporre poesie distratte, si interroga sull'efficacia delle taglie dei jeans, su Lord Byron e sulla dubbia puntualità dei mezzi di trasporto capitolini. Sebbene alta e non proprio esile, a volte teme di risultare impercettibile, ma a salvarla dalla banalità del quotidiano sono le uscite al vetriolo che di tanto in tanto ama diffondere con nonchalance. Non è proprio sicura di credere in Dio, ma frequenta una scuola privata di stampo cattolico.Non ama tradurre il greco, ma si accinge ad affrontare l'ultimo anno di liceo classico.Non si è mai innamorata, ma alla fine è arrivato Manfredi Vergara: suo professore e uomo impegnato in una relazione complicata con Dio. Perché Manfredi è un prete. E Melania, che non ha mai assaporato la tentazione, si trasformerà in quella più pericolosa per un uomo che non appartiene nemmeno a se stesso. O forse nel suo amabile inferno.
*AVVERTENZE: questo romanzo può considerarsi autoconclusivo, non è obbligatoria la lettura di eventuali seguiti.
Eleonora Fasolino è nata a Roma nel 1992. Dopo la Maturità Classica, ha conseguito la Laurea Triennale in Lingue, Culture, Letterature e Traduzione presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza. Si definisce una studentessa sbadata ma una sognatrice precisa: se sembra non ascoltarvi, infatti, è perché probabilmente sta prestando attenzione a uno dei tanti personaggi che aspetta di mettere su carta. Ama la cucina asiatica e quella messicana, i vestiti più vintage ed eccentrici, rifugiarsi in piccoli bar per sorseggiare cioccolata calda mentre fuori piove e la Scozia. Se volete contattarla, potete scriverle all’indirizzo: eleonorafasolinoauthor@hotmail.com. Oppure sulla sua pagina Facebook o sul suo profilo Instagram.
Protagonisti detestabili, lei diciottenne che si crede tanto matura, lui prete e professore che non fa che abusare della propria posizione di superiorità. Libro in cui abbondano i refusi, affiancati ad un uso spropositato di congiuntivi -utilizzati a sproposito- e accostamenti di parole -metafore forse?- senza senso (cito densità vellutata, macchine che straripano dalle corsie, disincagliare una brutta notizia, essere fatti di vene e misteri, farsi apparecchiare il culo). Ciò che non riuscirò più a togliermi dalla mente è la descrizione dettagliata del sesso con le mestruazioni - ognuno ha le proprie preferenze e non sta a me giudicarle, ma la descrizione dell'atto non può che essere definita come disgustosa. Mentre una citazione che mi è rimasta impressa "il sesso è una terapia fisica per i solitari veri e per gli iperattivi"... WTF?
Aspettavo questo romanzo da così tanto tempo che, quando ho scoperto che Amazon l’aveva fatto uscire prima, mi sono fiondata subito ad acquistarlo in eBook, benché le mie intenzioni fossero di gustarmelo in cartaceo. Ora che l’ho finito, la voglia di inserirlo nella mia libreria, tra gli altri romanzi che ho amato, si è soltanto intensificata. Mi mancano le parole per dire quanto abbia adorato questo libro. Da quel poco che avevo potuto leggere su Facebook (e a ciò si aggiunge il fatto che conosco l’autrice grazie alle fanfictions di Harry Potter su EFP), ero sicura che non sarei stata per niente delusa... eppure mi ha sorpreso comunque constatare che ha superato le mie già altissime aspettative. Negli ultimi mesi, ho letto libri che mi hanno entusiasmato poco, o che sí, pur essendomi piaciuti, non mi hanno invaso la testa per giorni. Con “Amabile inferno”, mi è capitato questo e di più. Benché avessi un esame imminente e non potessi divorarmelo tutto in un soffio, le vicende di Manfredi, Melania, Fabrizio, Virginia, etc... mi hanno talmente coinvolta che mi distraevo continuamente a pensare a loro. Per quanto riguarda la storia, posso dire di essermi identificata in tutto e per tutto in Melania: i complessi sul suo peso, quel suo distrarsi continuamente perché quel che ha da dire spesso vuole uscir fuori nei momenti meno opportuni (e so benissimo quanto sia orribile doversi contenere), il voler essere rispettata, il non riuscire ad esternare “dal vivo” ciò che pensa perché non sa come dirlo, quando intervenire... l’unica cosa che mi manca è l’intraprendenza, ed è proprio questo ad avermela fatta amare tantissimo come personaggio. Una ragazza così giovane che però ha abbastanza maturità da sapere cosa vuole, e che lotta per ottenerlo. Nonostante gli anni che la separano da Manfredi, risulta essere una ragazzina solo per età anagrafica. Non ho percepito alcun... divario di fondo. La loro relazione è pienamente plausibile e motivata. Mi è capitato spesso in molte altre letture di non capire perché mai “lui” dovesse amare “lei” e viceversa. Cosa che qui non succede, perché arrivi a comprendere cosa ci trovi Manfredi in Melania, perché si sia “incaponito” proprio con Melania... lei è la sua “trasgressione”, certo, ma l’attrazione che prova nei suoi confronti non dipende dal fatto che lei sia una sua studentessa, tutt’altro. Né Melania cerca un’avventura “con un uomo più vecchio di lei”, con un suo insegnante, per di più prete, perché il proibito l’attrae. Ovviamente entrambi sono curiosi l’uno dell’altra, ma la loro affinità trascende i loro “ruoli”. D’altra parte, è Manfredi il personaggio che ho scoperto di amare di più: se è Melania che ha “messo in moto” le cose a inizio romanzo, scopriamo che è Manfredi, con le sue scelte, che nemmeno le persone più vicino a lui hanno capito, ad avere determinato gran parte degli eventi. Con lui, tutti i pregiudizi e le convinzioni che abbiamo sui preti - un po’ gli stessi che ha Melania - cadono ad uno ad uno. Eppure, come dice Fabrizio, nonostante infranga una parte dei voti che ha fatto nel momento in cui si innamora di Melania... non per questo smette di essere un “buon prete”: non mette mai e dico mai in dubbio la sua fede verso Dio. Una fede pura, genuina... che non nascondo mi ha anche “contagiata”. Manfredi è forse una delle persone che ha meno motivazioni per credere in Dio, dopo tutto ciò che ha “subìto” (e inflitto, benché senza l’intenzione di far del male), eppure il suo amore per Lui non viene mai meno. Se pure riflette sul suo modo di agire, cioè sulla correttezza o scorrettezza delle sue azioni, resta comunque un punto di riferimento indiscutibile per i suoi fedeli. E si capisce che ama il contatto con gli altri. Aiutare e confortare le persone. Cosa dire di Virginia e Fabrizio? Che li ho amati, soprattutto il caro Montelieri... ti aspetti (ma nemmeno del tutto, perché conosco la capacità dell’autrice di costruire personaggi di spessore) il personaggio “spalla”, che fa battute sarcastiche e fa colpo sulle ragazze... e se pure Fabrizio sí, può dare questa impressione... è anche molto di più. Forse sbaglio, ma lo considero il personaggio più generoso e altruista di questo romanzo. Virginia - benché compaia soprattutto nella seconda parte del romanzo - è un altro grandissimo personaggio, con una grande forza d’animo e una sorta di... integrità che personalmente ho ammirato; ma non nascondo di aver amato molto anche Helena Victoria Roberts alias “Vicky”. Ho adorato un sacco il suo rapporto con Fabrizio, tutt’altro che superficiale. L’autrice ha saputo costruire in maniera magistrale dei personaggi-persone, non dei “tipi”, che subiscono gli eventi passivamente. Perché, certo, i colpi del destino li subiscono, ma non smettono comunque di far sentire la loro voce nella trama. E più che sentirsi spettatore, il lettore viene trascinato letteralmente nella storia. Per finire, vorrei commentare un altro grande protagonista di questo bellissimo libro: lo stile. Premetto di essere quel tipo di lettrice che ama gli stili semplici, poco infarciti di metafore... descrittivi ma comunque non barocchi. Non si può parlare di “stile barocco” in questo romanzo... di stile “poetico”, forse. Lo stile di Eleonora Fasolino è poetico, ma non si perde in alcun ragionamento privo di senso. Ogni frase - perfino quelle volte a descrivere l’ambiente - è così elegante eppure scorrevole che non ho avuto bisogno di rileggere più volte per capire. È uno stile che si sente, che lascia il segno... di cui percepisci l’”impronta”. E che tuttavia non stona, tutt’altro. I temi affrontati e il modo in cui sono stati presentati nel romanzo dimostrano la maturità “umana” dell’autrice. È un libro che fa riflettere, questo. Un libro che non puoi leggere soltanto una volta. Un libro che non credo invecchierà col tempo. Se devo trovarci un difetto (ma nemmeno) è il finale aperto, perché, lo dico chiaro a tondo: ho bisogno di un sequel. DEVO ASSOLUTAMENTE SAPERE. Anche soltanto così, però, con l’ultima parola dell’epilogo, è assolutamente perfetto. MA DEVO SAPERE COMUNQUE. Se avessi potuto mettere sei stelle piene, pienissime... le avrei messe sicuramente. Perciò, che dire? Invito tutti a leggerlo, ma senza pregiudizi sul genere e sui “ruoli” dei personaggi. E se pure li avrete, questo libro li demolirà uno ad uno.
Recensione doppia a cura di Artemis e Lucrezia per Feel the Book
Voto 3,5
Artemis: Ho fatto click ieri sera. Il libro lo recensisco, ma se alla fine il prete non si spreta gli do zero spaccato, avvisate la Fasolino.
Lucrezia: *mascella caduta*
Artemis: IoodiopadreRalph
Lucrezia: Ed è giusto ma non puoi farlo subire a tutti!!!
Aletheia: Volete fare una doppia? No, qui, mi pare che si stia approntando un ring…
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Ed ecco come mai siamo qui in due a raccontarvi di un forbidden romance al quadrato con un tema particolarmente spinoso: l’amore tra una ragazza e un prete che è anche un suo professore di liceo.
Un argomento che può essere trattato in un’infinità di modi diversi, dal più drammatico al più provocatorio e volutamente scandaloso.
Va dato atto all’autrice, da subito, che i toni di questo romanzo non sono offensivi. Si può essere d’accordo o meno sulle scelte dei personaggi, ma non c’è assolutamente l’intenzione di offendere la Chiesa Cattolica o la religione.
Fatta questa premessa e sottolineato che l’approvazione o meno dei comportamenti di Manfredi non hanno influito sul voto finale, passiamo a parlare del romanzo.
Melania è una liceale normale, insicura, amante della poesia e che esprime la sua ribellione con i capelli viola e perdendosi nel suo mondo di sogni romantici durante le lezioni. Peccato che l’oggetto delle sue toccanti poesie e dei suoi sogni altri non sia che Manfredi Vergara, suo professore e… prete.
Allo stesso tempo, è una ragazza intelligente, ironica e generosa.
Artemis: Melania è pur sempre una ragazzina; la vita che ha scelto forse la renderà cinica e disillusa prima o poi o forse no.
Manfredi è un buon professore e un uomo con profonde ferite nell’animo. Vorrei anche dire un buon prete per molti aspetti ma…
Artemis: Il prete? Bocciato per me.
Manfredi è strano, una contraddizione vivente; razionale e superstizioso al contempo per le scelte di vita che compie e i quasi paranoici sensi di colpa, viene dipinto come un buono, ma è colui che con le sue “buone azioni” riesce a fare più male a coloro che dice di amare. Un buon egoista, concentrato esclusivamente su se stesso e sull’immagine di sé, è per lui una definizione migliore a mio parere.
Lucrezia: io l’ho trovato molto umano, con i suoi pregi e i suoi difetti, ovviamente. Non condivido tutte le scelte, ma le capisco, e capisco soprattutto il concetto dietro il quale si trincera, che Dio è amore e non punirà qualcuno per aver amato. Non lo trovo ipocrita, forse debole. Credo che il celibato dei preti sia un errore, qualcosa nato dalla politica e non credo che una persona sia un sacerdote migliore vivendo nella privazione di un sentimento così importante.
Artemis: Ma sì, chi se ne frega del celibato e di un anacronistico voto di castità. Sono uomini come chiunque altro. Mi dà fastidio che per mantenere il loro status tengano le compagne in condizione di clandestinità, concedendo loro solo le briciole. Chi sceglie di rimanere prete lo fa per amore del suo ruolo, non per amore di Dio, che si può servire in mille altri modi diversi.
Insieme faranno un percorso che non parla solo di amore, ma anche di accettazione di se stessi e di maturazione, specialmente per Melania.
Al loro fianco un gruppo di personaggi di contorno tra cui spicca un brillante Fabrizio, che nasconde dietro la facciata di sciupafemmine un animo gentile. Fabrizio sembra passare da un’avventura all’altra, vive del suo ego e di scandali veri e presunti, ma è un vero amico, sul quale si può contare sempre, ed è una figura che alleggerisce i toni drammatici in cui, a tratti, vira la narrazione.
Artemis: Ecco, Fabri è il mio personaggio preferito, il meglio riuscito, davvero notevole. Dietro l’apparenza di dandy menefreghista, è colui che sa amare nel modo più totale, non pretendendo nulla per sé, ironica e melanconica figura di custode dell’altrui felicità.
In particolare alcuni dettagli, sia all’inizio che nella parte centrale, risultano forse un po’ esasperati: ambiscono a dipingere personaggi con un passato tragico ma, purtroppo, rivelano anche qualche ingenuità nel descrivere fatti e situazioni inverosimili. In alcuni casi non erano nemmeno così fondamentali per la trama e potevano tranquillamente essere alleggeriti senza che la narrazione ne risentisse.
Artemis: Tipo l’adozione telefonica? Come quando mi chiama il macellaio per dirmi che ha messo un paio di stinchi da parte per me, ehehehe. “Senta signora, qui è l’ospedale, avremmo un neonato che ci avanza, se può interessarle”. Scherzo, dai, piccole ingenuità dovute a inesperienza. Però c’è da dire che questa ragazza ha un buon potenziale. Davvero belle e profonde alcune riflessioni presenti nel libro.
Lucrezia: E su questo siamo pienamente d’accordo, cara. A suo favore c’è uno stile buono, magari da semplificare ogni tanto, riflessioni davvero interessanti, in particolare di Melania che per quanto giovane è molto matura, nonché la capacità di trasmettere emozioni e tenere alta l’attenzione del lettore.
In conclusione, e in perfetto accordo, Artemis e Lucrezia pensano che questo sia un romanzo che, nel bene o nel male, lasci il segno, sia in grado di sollevare spunti e sfiorare con garbo argomenti difficili.
Ho scoperto questa autrice diversi anni fa leggendo alcune sue FF poi, non so bene il perchè, ho iniziato ad allontanarmi da quel mondo e di lei avevo perso le tracce. Fortunatamente l'ho ritrovata in tempi recenti e in maniera del tutto casuale, su Facebook, con un suo gruppo e lì ho scoperto che sarebbe arrivato il suo primo romanzo. Un romanzo che ho amato dalla prima all'ultima riga, letteralmente! Innanzitutto mi ha colpito l'eleganza con cui scrive questa ragazza; mescola una storia contemporanea, attuale con uno stile unico, che a tratti sembra ricercato ma che risulta assolutamente naturale, vero; in altre parole, non è una scrittura pomposa, barocca, adornata da tante belle parole inserite più per fare bella figura che per apportare qualcosa in più alla storia (come invece succede a tanti altri, anche nomi già affermati). Sono tante le bellissime frasi all'interno di questo romanzo che vale sempre la pena di rileggere (e magari appuntarsi su un quaderno a parte). Veniamo ora ai personaggi: pur essendo una storia d'amore incentrata su Melania e Manfredi, l'allieva e il professore-prete, ci sono anche altre figure ricorrenti che hanno (o hanno avuto) un ruolo importante, su tutti Fabrizio e Virginia. Il primo me lo ero immaginato come una sorta di antagonista al protagonista maschile e non un personaggio del tutto positivo... e invece mi sbagliavo: innanzitutto sono rimasta colpita dall'amicizia che lega i due, che ha fatto emergere un Fabrizio totalmente diverso: esternamente può sembrare piuttosto superficiale, mentre in realtà emerge un uomo leale, sincero e anche sorprendentemente fragile. Virginia, per contro, è quasi l'opposto: apparentemente fragile all'esterno ma una donna estremamente forte nell'animo, forgiata dalle tante difficoltà che la vita le ha messo davanti. Mi è piaciuto molto leggere lo sviluppo del loro rapporto (quasi una sorta di storia parallela a quella di Melania e Manfredi) dai tempi delle superiori a oggi. Ultima riflessione: Fabrizio mi ha fatto morire, è uno di quei personaggi che se non ci fossero, bisognerebbe inventarli per forza! Tornando ai protagonisti, la cosa che mi piace di più di Melania è il fatto che sembri vivere a un ritmo tutto suo, è una ragazza riflessiva (anche se non ha problemi a dire esattamente quello che pensa), genuina, catapultata in un mondo moderno ma saldamente aggrappata a dei principi che solo lei conosce. E che dire di Manfredi... è un uomo che ha vissuto la sua bella dose di sofferenze, e ora finalmente ha l'opportunità di lasciarsi il passato alle spalle e aprire di nuovo le porte alla felicità, grazie a Melania, che lo travolge con il suo ciclone fatto di freschezza, ostinazione e anche un pizzico di ingenuità. La loro è una storia con un inizio piuttosto lento, graduale, che poi acquista un certo ritmo a mano a mano che si prosegue nella lettura finchè diventa impossibile staccare gli occhi dalle pagine. Cresce il loro amore, ma crescono anche loro in quanto persone, imparano l'uno dall'altra, si sostengono a vicenda, grazie anche agli amici. E qui, dal mio punto di vista, si arriva all'altro grande tema di questa storia, oltre all'amore: l'amicizia. Come già accennavo prima, mi ha colpito molto il legame tra Manfredi e Fabrizio, perchè penso sia quel tipo di amicizia rara, quella vera, che porta due persone a rimanere unite indipendentemente dagli impegni della vita, il lavoro, le difficoltà... senza contare che il loro gruppo speciale è costituito anche da Virginia, Eric e Daphne (gli ultimi due qui hanno un ruolo più marginale rispetto agli altri, motivo per cui mi piacerebbe leggere di più in un eventuale seguito). Ed è lo stesso tipo di amicizia che lega anche Melania e Francesca: nel corso della storia avremo modo di vedere come Francesca si riveli un vero pilastro per la protagonista, una persona sulla quale si può sempre fare affidamento e che non giudica l'amore tra Mel e Manfredi perchè, pur essendo un amore particolare, proibito o comunque lo si voglia definire, è amore, è felicità e questo per lei è sufficiente. In conclusione, se dovessi proprio trovare un piccolo difetto (ma piccolino, -ino - ino) sono rimasta leggermente destabilizzata dal boom di eventi che si sono succeduti piuttosto rapidamente e di cui ci viene detto nell'epilogo del libro (uno, in particolare, piuttosto traumatico); forse mi sarebbe piaciuto che si sviluppassero in maniera più lenta, ma questa è una considerazione puramente soggettiva che non toglie assolutamente niente alla qualità della storia, che rimane di altissimo livello. Ultimissima cosa: non so se di solito nelle recensioni si scriva una cosa così, ma auguro a questa ragazza di scrivere tanti altri romanzi, per poter continuare a farci sognare con le sue parole e le sue storie!
Fin dall'inizio viene dichiarato il filo conduttore del romanzo: l'amore tra un giovane prete insegnante e la sua allieva. Presentandovelo in questo modo si potrebbe gridare allo scandalo, ma, leggendo Amabile Inferno, ci importa ben poco dei ruoli dei nostri protagonisti. L'unica cosa che vediamo è il loro essere umani, e, come tali, imperfetti.
Melania è una protagonista atipica per il genere: maggiorenne e con una vena poetica, non è la solita belloccia. Si è tinta i capelli di viola e la sua bellezza si può comprendere e apprezzare solo conoscendola. (Oltretutto, ragazze, in questo romanzo ci sono riferimenti a smagliature e cellulite... quando mai le sentite nominare nei romanzi?).
Manfredi, un giovane uomo sulla trentina, è un insegnante intransigente con la capacità di saper ascoltare i suoi studenti. Ed è bello, di una bellezza interiore ed esteriore complicata, talmente tanto che è il sogno proibito di tutte le sue studentesse e soprattutto di Melania (abbiamo già detto che lui è un prete, vero?).
Conversazioni rubate durante la ricreazione e mai scontate, incontri pomeridiani aperti agli studenti, situazioni al limite dell'incredibile porteranno i due ad avvicinarsi sempre di più. Melania scrive poesie sull'amore, ma non è mai stata innamorata. Manfredi, invece, ha amato profondamente una donna, ha sacrificato questo sentimento per la sua devozione a Dio, talmente forte da non farlo mai vacillare. Almeno fino all'arrivo della ragazza con i capelli viola.
«Si era innamorato di lei nascondendola nei sogni, trasformandola una disobbedienza di cui non avrebbe chiesto perdono nemmeno a Dio. Una disobbedienza che era diventata amore, un amore giovane e appassionato.»
Il loro amore è un sentimento forte, anche se sofferto. Incomprensioni e obblighi si insinueranno nella loro relazione e anche il passato tornerà per metterli ancora alla prova. Come ho detto, questo romanzo è interessante per l'umanità con cui vengono presentati i personaggi, quelli principali e quelli secondari. Tutti sono in un modo, hanno determinati comportamenti, fanno determinate scelte, ma la Fasolino, con studiati flash back, ci fa ripercorrere le tappe salienti della loro esistenza e noi riusciamo a comprenderli fino in fondo.
Non mi rimane che consigliarvi questo romanzo e sperare che questa autrice scriva al più presto il seguito. Soprattutto spero che scriva un romanzo su Fabrizio, uno dei migliori amici di Manfredi, perché, vi garantisco, ve ne innamorerete. Quindi vi lascio con cinque stelle meritatissime e un concetto che esprime la nostra Melania e che io ho evidenziato per non dimenticarlo.
«Non ho affatto bisogno di lui per percorrere le stanze che ho dentro, adesso lo so. Ma ho scelto di farlo con lui, anche a distanza, ho scelto di fargli aprire le porte, qualche volta, come io apro le sue mentre lui si abita. Sa essere se stesso anche senza di me. So essere me stessa anche senza di lui, ma insieme ci sembra più grande. Di abitare una casa più grande».
Melania Santacroce è una ragazza di diciotto anni; vive a Roma con la sua famiglia e frequenta l'ultimo anno di liceo classico presso l'Istituto privato San Carlo. Non ha molti amici; la sua unica migliore amica, con la quale trascorre le sue giornate, è Francesca Severini. Ama leggere, soprattutto poesie; spesso scrive versi, presa dall'ispirazione; si distrae molte volte durante le lezioni. È una ragazza molto riflessiva e romantica; sogna l'amore, che non ha ancora avuto l'occasione di vivere sulla propria pelle. Proprio quell'ultimo anno alla sua classe è stato assegnato un nuovo professore di italiano, storia, latino e greco. Il suo nome è Manfredi Vergara e, oltre a essere bellissimo e il sogno di quasi tutte le ragazze che frequentano il San Carlo, è un prete. Melania rimane subito colpita da lui, ma pensa fin da subito che questa sua infatuazione potrà rimanere soltanto un bellissimo sogno. Scrivere questa recensione non è facile: nonostante si tratti di un romanzo rosa/erotico, è scritto veramente molto bene ed è ricchissimo di dettagli. Nella trama, infatti, volutamente ho svelato molto poco, per evitare fastidiosissimi spoiler. La caratterizzazione dei personaggi è qualcosa di meraviglioso: tutti sono analizzati perfettamente, dall'aspetto esteriore a quello psicologico. I dialoghi sono strutturati magnificamente e aiutano ancora meglio, il lettore, a rendere chiara nella sua mente l'immagine di ogni singolo personaggio. I Flashback presenti si intrecciano in maniera impeccabile col presente, lasciando spiazzato il lettore. Moltissimi sono i colpi di scena che lasciano letteralmente col fiato sospeso, che fanno emozionare davvero tanto. Il lessico utilizzato è altrettanto perfetto, molto curato. Le descrizioni sono minuziose e le ho amate alla follia. A rendere, però, questo romanzo fantastico sono anche i temi trattati. Non si tratta solo dell'amore, perché qui sono messi in evidenza temi non facili anzi, complessi e l'autrice è stata all'altezza di trattare determinati argomenti senza mai scadere nel banale. È sempre stata, invece, molto profonda; ha saputo definire molto bene le opinioni differenti dei personaggi, nei momenti diversi della loro vita. È un libro che consiglio davvero a tutti di leggere: si "divora" nel vero senso della parola. È straordinario fino alla fine. Persino il finale mi ha lasciata sconvolta, in senso positivo naturalmente. È uno di quei pochi libri che non vorreste finisse mai. Lascia un vuoto dentro, nel senso "E adesso? Cosa leggo?" È un libro che difficilmente può essere rimpiazzato da una nuova lettura, perché la storia che viene narrata rimane impressa, è emozionante, commovente, sorprendente.
C’è una parola sola per Eleonora Fasolino: brava. Scrive benissimo, con tutti i tempi narrativi giusti, senza dilungarsi e senza aver fretta.
Soprattutto ha saputo creare uno di quei personaggi che restano iconici, che entrano a far parte dell’immaginario collettivo, come Edward Cullen o Christian Grey. Lei ha creato il nostrano Manfredi Vergara, uno che già dal nome ti scatena gli ormoni.
Bello e impossibile. E l’amore impossibile, si sa, è quello più intenso e romantico. Impossibile, Manfredi, lo è tre volte. Per la differenza di età, lui è un uomo fatto e lei solo una ragazzina. Perché lui è un professore e lei la sua studentessa. E perché Manfredi è… un sacerdote.
Siamo in un liceo classico romano, l’anno degli esami di maturità. Manfredi insegna, bello, bravo, intrigante. Melania Santacroce è la sua allieva, intelligente, graziosa, poetica ma niente di speciale. Forse nel cognome ha già scritto il destino di Manfredi. Sarà la sua tentazione, il suo peccato, la sua croce, la sua colpa.
Ma lui decide di vivere questa storia, di assaporarla senza pensare al futuro, di considerarla una parentesi. Per Melania, Manfredi è tutto, è l’amore, è la scoperta del sesso, è l’ingresso nella vita adulta, è un rischio e un conforto insieme.
La vicenda si svolge nel presente ma si riallaccia al passato, a una precedente storia d’amore di Manfredi, al ricordo di una donna alla quale ha dovuto rinunciare. Il romanzo ha dialoghi ben sviluppati e plausibili, scene ben articolate, il sesso è esplicito - fin troppo per la sottoscritta -, senza freni e senza inibizioni. Il romanticismo, però, e il pathos sono entrambi alle stelle.
Amabile inferno è uno di quei romanzi che, col passaparola, è destinato a diventare un caso editoriale.
Ho appena finito Amabile Inferno, e non so se sia un bene scrivere questa recensione subito, a cuore caldo, a mente ancora impegnata con i suoi protagonisti, o se forse sarebbe meglio lasciar decantare questo libro nell'anima, come un buon vino rosso, corposo, pieno, soddisfacente.
Avevo aspettative altissime, e avevo timore ad iniziarlo per paura venissero disattese, non per sfiducia ma perché ultimamente trovare un libro con una storia che mi appassioni è davvero arduo, soprattutto per quel che riguarda le storie d'amore mi sembra tutto una cosa "già letta, già vista". Non è questo il caso. Nonostante alcune somiglianze con i romanzi della Reisz (che Amo, è che comunque si fermano al parallelismo tra il lavoro di Soren e Manfredi), questo è diverso. È potente, delicato, feroce, poetico; Eleonora ha una capacità incredibile di far entrare nel cuore i suoi personaggi, gli dona la vita davvero, li caratterizza. Ho chiuso il libro con già nostalgia ma è come se, nonostante ciò, tutti continuassero davvero a vivere e stesse tutto andando avanti. Viene spontaneo chiedersi "cosa starà facendo Manfredi ora? E Melania?". Spero vivamente scriva altri libri, e che questo non sia l'unico con questi protagonisti, potrei soffrirne molto!
In pratica, sono completamente appagata da una lettura che mi ha rapito, stupito e che ho amato fino all'ultima pagina. Grazie Eleonora.
Non sono mai stata un'appassionata di libri romance, anzi, è il genere che più detesto, ma "Amabile Inferno" è una stupefacente eccezione. Lo considero uno dei romanzi stilisticamente più belli che abbia mai letto, con una caratterizzazione tutta propria che lo rende unico. La sola cosa che mi ha fatto un po' storcere il naso è stata la presenza di alcuni dialoghi che mi sono parsi poco realistici in alcune situazioni, ma a parte questo, non ho nulla da obiettare. La trama l'ho trovata originale, mai banale, e ho talmente adorato lo stile di Fasolino che per tutto il libro avrebbe potuto parlare di yogurt e io lo avrei letto lo stesso con entusiasmo. Generalmente, sono propensa a non apprezzare i romance per via della loro natura smielata e nauseante, ma non è il caso di questo romanzo. Ironica e accattivante, questa storia ha come preteso di farsi leggere, ed io sono stata ben disposta ad accontentarla e a divorare le pagine in un giorno solo. Lo sviluppo dei personaggi, a mio parere, non poteva essere gestito meglio, e ho gradito molto l'attenzione dedicata con cura a quelli secondari, che donano completezza all'intero corso degli eventi. Eleonora Fasolino non avrebbe potuto fare un esordio migliore.
Seguivo l'autrice dai tempi di efp e già allora rimasi colpita dalla sua scrittura. Limpida, elegante, a tratti poetica senza essere retorica, delicata. Ho ritrovato tutto ciò in Amabile Inferno, una storia scritta in modo raffinato, dai personaggi indimenticabili ( è possibile trovare uno come Manfredi spretato?) e così profondamente umani con tutte loro debolezze, le loro paure, che per un attimo ti dimentichi che esistano solo sulla carta, ma hai la sensazione di potertici imbattere, fuori, per strada, o magari alla Feltrinelli di Largo Argentina. Una lettura delicata, che di certo non è un inferno ma sicuramente amabile lo è. (Lo so, potevo risparmiarmela, però voi il libro leggetelo lo stesso!)
Avevo iniziato a leggere questo libro in formato eBook e, arrivata a un terzo della storia, mi sono fermata e ho ordinato il cartaceo. Perché? Beh, perché mi sono innamorata al punto tale da volerlo avere ben visibile nella mia libreria. Eleonora Fasolino ha uno stile di scrittura scorrevole, delicato e le sue descrizioni sono pura poesia. A un primo sguardo la storia di Melania e Manfredi potrebbe essere scambiata per il solito rapporto segreto tra alunna e professore, ma così non è (non mi esprimo di più per non cadere in qualche spoiler). Mi sono emozionata assieme a Melania, mi sono sentita in crisi con le scelte di Manfredi, ho riso come una pazza con Fabrizio e, devo ammetterlo, ho provato amore e odio per Virginia. Complimenti all’autrice!
Ho letto la nuova riedizione e ho amato tutto di questo romanzo. Protagonisti e personaggi secondari che si amalgamano alla perfezione, trattati con una profondità eccelsa. Una storia che in alcuni momenti ti strappa l'anima, ma che ti regala così tante emozioni che risulta impossibile non tremare. Una storia d'amore (anche se mi riferisco non solo a quella dei protagonisti) che è pura poesia.
Recensione 2021 per la versione pubblicata da Officina Milena
Ci sono libri che quando li leggi, senti che dovrebbero stare su uno scaffale di una libreria, e questo è esattamente quello che ho pensato la prima volta che ho letto Amabile inferno di Eleonora Fasolino; per quanto possa sembrare assurdo, sono rimasta molto contenta che quel pensiero sia diventato realtà, infatti questo romanzo – adesso – potete trovarlo in tutte le librerie.
Ma volete sapere perché secondo me la storia di Melania e Manfredi meritava così tanto? Nella sua versione self era palese l’impegno dell’autrice, la cura nei dettagli, nell’essere originale ma nello stesso tempo non perfetta – perché parliamoci chiaramente: nessun personaggio di questa storia lo è, ma è così anche nella vita vera, no?
La domanda successiva, che mi è stata posta quando ho fatto sapere che stavo leggendo il romanzo, è stata: ci sono differenze tra le due versioni? Sì e no. Sì perché ci sono stati degli aggiustamenti, piccolissime modifiche che hanno perfezionato maggiormente il tutto; no, perché la storia di base è la stessa.
Come sapete non sono solita rileggere i libri, anche quelli che ho amato, ma per questo ho fatto un’eccezione con piacere e posso dirvi che stranamente ho riprovato le mille emozioni sentite sulla pelle la prima volta. Mi sono ritrovata a rimanere nuovamente incollata alle pagine, tra i primi passi nel mondo di Melania, tra i dubbi di Manfredi, tra la loro passione, i loro sentimenti, i loro “peccati”. I due non sono solo un insegnante e una studentessa, sono anche una ragazza e un prete, di per sé la cosa può far stranire o far storcere il naso ai più suscettibili, ma io in questa storia ho trovato sentimenti, colpe, dubbi, ma soprattutto voglia di vivere e viversi. I due non sono gli unici personaggi, infatti tra le pagine ritroviamo Virginia e Fabrizio ma anche altri, ognuno con un peso e un’importanza. Ogni dettaglio non è stato messo lì a caso, ogni personaggio ha una storia da raccontare e mostrare al lettore, in questo romanzo non si trova solo la storia d’amore, non si tratta di oscenità o di sconvolgere, ma semplicemente di una storia che, chissà, potrebbe anche accadere nella vita reale.
Eleonora Fasolino ha un modo di scrivere particolare, articolato, fluido ma sicuramente non alla portata di tutti (e lo dico in senso positivo), quindi non posso che consigliarvi questo romanzo che mi ha tenuto incollata alle pagine non una, ma ben due volte.
“Tu non sei il mio peccato, Melania. Tu sei una scelta. La scelta di un patto infranto”.
Recensione del 2019 per la versione self.
Sono le sei del mattino e ho appena finito di leggere Amabile inferno di Eleonora Fasolino. Ho atteso a iniziare questo libro... perché? Perché sono stupida ma ad essere sincera, sapevo di dover trovare il tempo di metterci sia il cuore che la testa. Sapevo che mi sarebbe piaciuto, nonostante la particolarità della storia. Questa autrice è italiana, dopo svariati ragionamenti si è buttata nel mondo del self e ci ha concesso di vivere questa storia. Ora vi chiederete cos'ha di particolare questo libro? Se dovessi semplicemente dirvi che parla di un'alunna che intraprende una relazione con un suo professore, la risposta sarebbe "nulla", ma se aggiungessi che questo insegnante è anche un prete ma soprattutto un uomo? In questo caso vi direi che è questa la particolarità che troverete tra queste pagine. Non per il fatto dell'essere un prete ma un uomo fatto di carne, sensi di colpa, desideri e amore. Non mi sentivo così presa da un racconto da un po' ed è stato bello non riuscirsi a staccare, è stato persino bello non riuscire a dormire perché dovevo arrivare alla parola fine. Vi troverete presi da ogni personaggio, da ogni avvenimento raccontato... a un certo punto mi sono sentita presa anche dalla punteggiatura, per dire. So che molte persone hanno dei preconcetti riguardo al mondo del self ma dietro questo romanzo c'è stato molto lavoro, ogni dettaglio si apprezza facilmente, per non parlare dell'italiano e del modo di scrivere dell'autrice. Decisamente cinque stelle ❤️ non fatevi scappare questo libro, ve lo dico col cuore. Chi mi conosce sa che cerco e leggo libri romantici, forse abbastanza scontati... ecco, con questo romanzo trovate di tutto, tranne le cose scontate, lo apprezzerete
non so. questo romanzo è partito in quartissima, entusiasmandomi come pochi. eleonora scrive benissimo, qua e là qualche refuso, ma niente di che. le scene sono passionali, ironiche, sensate. finché i flashback (peraltro dal carattere per la mia presbiopia pressoché illeggibile) - stratagemmi che detesto visceralmente - mi hanno sconfortata. inoltre la trama ha preso una piega tristemente drammatica, divagando sul passato del protagonista, lasciando alla comprimaria una zona di sfondo. quando tutto è proseguito, dopo pagine di interminabili sofferenze, la conclusione non è stata male, ma non so se voglio leggerlo un'altra volta. peccato.
Aspettavo questo libro come acqua nel deserto: conoscevo già da tempo la scrittura di Eleonora, avendo letto 2 fan fiction da lei pubblicate, e non vedevo l’ora di poterlo leggere. È un romanzo provocante, sia per la narrazione in sè, sia per le tematiche trattate, poiché vanno a toccare aspetti della nostra società che ancora sono visti come tabù. È anche un romanzo che permette di riflettere, perché spinge a immedesimarsi e a mettere in discussione le proprie decisioni. Ottimo esordio, senza dubbio.
Ho iniziato a leggere questo libro proprio per caso, ed è stato uno di quei libri che ti prendono e non riesci a smettere di leggere. Si parla di tematiche forti, la scrittrice riesce a scrivere in modo leggero ma non per questo superficiale o scontato. Ora aspetto con ansia la novella. Stra-consigliato!
Questo è il primo romanzo che leggo di Eleonora Fasolino e non sapevo cosa aspettarmi dalla sua penna. Inoltre non avrei mai creduto che la storia d'amore proibita tra una diciottenne e un suo professore, un prete di poco più di 30 anni, mi prendesse a tal punto. Ed è stata anche affrontata in maniera molto diversa da come immaginavo, ma andiamo per gradi.
Melania Santacroce frequenta un liceo privato di Roma, uno di quelli per ricchi, con tanto di uniforme, ma lei è una sovversiva: si tinge i capelli di viola e non frena mai la lingua tagliente quando si rivolge ai docenti. È anche attratta dal prof. Vergara, alias Don Manfredi, insegnante di italiano, latino e greco. Ma lo sono tutte le studentesse e pure le madri: Manfredi è un uomo bellissimo e carismatico, dallo sguardo magnetico e la voce profonda.
L'avvicinamento tra i due è molto graduale, tanto che il romanzo, nei primi due capitoli, non fa intravvedere una prospettiva di relazione neanche da lontano. Si prende i suoi tempi. Ma un passaggio in auto dopo un incontro extrascolastico accende la miccia di un incendio che si propaga pian piano, fino al punto in cui i due si ritroveranno a bruciare l'uno per l'altra senza più potersi sottrarre alle fiamme.
All'inizio il tutto è messo sotto un punto di vista fisico: finché non si innamorano e accettano la relazione così com'è, va tutto bene. Ed è questo l'aspetto che più mi ha colpito: mi aspettavo che il conflitto di Manfredi fosse più improntato sul peccato dei piaceri della carne, invece no. Anche perché Manfredi aveva una vita normale (passatemi il termine) prima di decidere di prendere i voti, e aveva una fidanzata. Una vita normale ce l'ha anche adesso, con tanto di amici e uscite con loro. Con l'unica differenza che ha fatto voto di castità. Ma infrangerlo, per lui, non è questo grande tabù. Certo, all'inizio le remore ci sono, ma non lo avverte come un peccato. Il peccato è tradire i voti che ha fatto e l'impegno verso Dio, non il sesso in sé.
Melania, beninteso, ci mette del suo. Anzi, è lei a fare la prima mossa. Ed è in quel momento che le difese di Manfredi, costruite in anni di sofferenza per il passato, crollano. Perché sì, dietro Manfredi c'è una lunga storia con tanto di colpi di scena, il romanzo vale la lettura anche solo per quelli.
Per il resto, che dire? Non solo mi sono ritrovata diciottenne ancora una volta (e ne sono passati di anni), ma ho sperimentato anche un sacco di farfalle nello stomaco, quelle legate alle prime volte, alla scoperta dell'intimità e del piacere di condividere dei momenti insieme: una cena, un film sul divano. (Lui è un sacerdote diocesano, ha una casa propria, io ignoravo perfino che esistessero, vabbè 😂). Ma anche il brivido del dover nascondere a tutti una relazione pericolosissima, soprattutto a scuola, dove Manfredi fa apposta a essere ancora più severo con Melania, più intransigente.
Melania mi ha ricordato un po' la me 18enne, devo essere sincera. Un'anima tormentata dalla propria profondità, incompresa, con un'unica valvola di sfogo a disposizione: le parole. La poesia. L'unica differenza tra me e lei è che lei esprime a voce alta ciò che le passa per la testa, io invece tenevo il sarcasmo per me. Melania col cavolo 😂 Adorabile, adorabilissima. Ed è un personaggio forte non solo a parole, durante il corso del romanzo dimostra di esserlo anche nelle azioni, o almeno impara a esserlo.
I personaggi secondari non sono affatto di contorno. Anche loro hanno uno spessore incredibile e un ruolo importante nella vicenda, in questa storia d'amore proibita, e soprattutto un passato che tornerà a bussare alla porta di Manfredi per presentare il conto. Ci sono parecchi flashback, anche lunghi, con i punti di vista dei PG secondari, espediente che di solito non mi piace, ma in questo caso non solo l'ho apprezzato, ma mi ha anche permesso di entrare dentro di loro e capire come si sono svolte le vicende, perché Manfredi è dove è ora e perché il tradimento dei voti dal suo punto di vista è peggio di un peccato carnale.
Ma arriviamo al plauso più grande: quello allo stile. Quella di Eleonora è una penna magnifica. Certo, la sua prosa non è affatto semplice perché molto ricca di immagini poetiche e riflessioni profonde. Ho dovuto rodare un attimo prima di entrare nel romanzo e nel suo linguaggio volutamente complesso (ma questo è un problema mio perché leggo sempre in momenti di stanchezza). Quello che voglio dire è: lasciate perdere se cercate il romanzetto dai temi leggeri e scritto in maniera semplice, questo non lo è affatto. I temi, le riflessioni e i personaggi sono profondi e pertanto meritano una penna che sappia dar loro giustizia con un linguaggio ricco. Ecco, quello che l'Autrice ha scelto per questo romanzo lo è. E l'ho adorato.
Inoltre, i temi trattati sono molto delicati, ma Eleonora ha saputo farlo infondendo tenerezza e dolcezza anche nei momenti più difficili tra i due e forse dissacranti. Perché no, Manfredi non è assolutamente un santo e quella che fa non è solo la posizione del missionario, anzi...
Insomma, sotto un sacco di aspetti la storia si è discostata molto da quello che mi aspettavo, ma arriva al cuore e lo fa battere anche a qualche giorno di distanza dopo aver chiuso l'ultima pagina. BELLISSIMO. Soprattutto se vi piacciono gli age gap e i forbidden, non potete lasciarvelo scappare.
È da quando è uscito che volevo leggerlo ma mi spaventava l'idea che fosse un mattone drammatico, anche sapendo di essere uno dei miei generi preferiti non pensavo di averne le forze, finalmente mi sono buttata! La curiosità ha avuto la meglio e devo dire: menomale! Voglio dargli il massimo delle stelle perché in quasi 12 mesi solo due libri mi hanno tenuta incollata alle pagine ed era da gennaio che non trovavo nulla che mi facesse sentire quella voglia impellente di tornare a leggere in ogni momento, quindi se le merita. Ma, c'è un ma perché è giusto che faccia presente ciò che per gusto mio non ho apprezzato, sempre nel rispetto dell'autrice, ci mancherebbe: 1. Inizierei col citare tutti quel flashback (grazie a Dio pochi se contiamo le 350pag.) che bloccano la narrazione per mostrare con 15 pagine qualcosa che era stato detto subito prima con 3 righe. Io personalmente nutro un odio profondo per tutto ciò che interrompe la narrazione, e qui appunto non ne ho trovato neanche un motivo valido visto che era già tutto detto. 2. Per collegarmi al 1, tutti quegli aneddoti che vogliono essere spiegazioni di fatti avvenuti prima all'interno di una scena in azione: alcune volte ammetto di aver dovuto rileggere perché la terza persona + lo speudo salto temporale con spiegazione non mi era ben chiaro, oltre che poco carino. Io sono amante della narrazione in ordine cronologico, per certe scene trovo sarebbe stato molto più chiaro e semplice seguire la linea piuttosto che ricordarsi di tornare indietro a spiegare quel punto perché altrimenti il lettore si chiede da dove esca. 3. Sempre per gusto personale, ribadisco, non sopporto gli insegnanti che abusano del loro ruolo (per non dire altro) (in questo caso ben 2) ma, per fortuna, quella scena è stata breve e mi sono morsa la lingua. Io, ripeto personalmente, l'avrei evitata o messa in maniera diversa proprio perché succede una volta e fine lì (cosa che al momento apprezzo fosse soli 1 piuttosto che 2 perché mi ha fatta tirare giù dei santi per il fastidio. Ripeto: per gusto personale.) 4. Ultimo punto che non vuole essere proprio negativo: ho trovato alcuni atteggiamenti di Manfredi estremamente immaturi (nonostante lo abbia trovato tenerissimo), rispetto a Melania che probabilmente dimostrava alla perfezione una persona con la testa sulle spalle e rispettosa di sé e del prossimo. Forse alcune cose mi hanno leggermente dato fastidio ma credo che in un libro con dei temi molto umani e di emozioni e fragilità ci stia benissimo, per cui non me la sento di renderlo un aspetto negativo, forse una parte della caratterizzazione che seppur fatta bene nella mia vita vera non avrei condiviso. Concludo dicendo che i refusi sono molto pochi; forse gli altri personaggi hanno avuto parecchio più spazio all'interno della storia rispetto a quanto mi aspettassi e alle volte pure troppo, ma ci sta, sono stati degli ottimi compagni di avventura e in barba a chi si aspettava solo un forbidden loro vs tutti questa versione è meno da dark Romeo&Giulietta e più da GilmoreGirls fall in Love. Detto ciò, lo consiglio? Tantissimo. Mi dispiace per alcune cose semplicemente perché mi ci sono immedesimata moltissimo e se fossi stata io non avrei di certo fatto/detto certe cose o lasciate correre ma credo questo sia un lato importante della lettura: vivere la vita di altri come fosse la tua e adattarti a essa per capirla. Mi mancheranno molto.
La recensione contiene spoiler verso la fine, fermatevi in tempo se non volete sapere ltr
Avevo questo libro da molto tempo nella libreria kindle, infatti ho letto la versione self (ma comprerò anche quella pubblicata dalla CE) e pochi giorni fa mi sono decisa a leggerlo perché sapevo che trattava di un argomento diverso da quelli che leggo di solito.
È il secondo libro in realtà che leggo che ha come tematica l'amore tra un prete e una ragazza, in questo caso è ancora più forbidden in realtà perché lui è anche il suo insegnante (quindi c'è proprio tutto: prete e insegnante di 20 anni più grande, più forbidden di così?!)
La storia d'amore tra Melania e Manfredi nasce dalle loro conversazioni, è bello leggere di come le parole tra loro siano fondamentali. L'autrice descrive molto bene le sensazioni e i concetti e lo fa in un modo che ogni parola è importante, ti trascina e non devi far altro che berle tutte così non sarai più assetata.
Melania mi è piaciuta molto, i suoi pensieri, le sue idee e anche la sua intraprendenza. Ha una amica, Francesca, che le è stata vicina rispettando i tempi e così fa anche Melania. Inoltre, è spesso tra le nuvole, si distrae e scrive poesie come un modo per esprimere al meglio ciò che prova.
Manfredi, invece, è quello che mi è piaciuto di meno. Avrei voluto prenderlo a sberle soprattutto verso la fine. Vuole fare del bene ma per colpa del suo comportamento egoista, ferisce chi ama piuttosto che proteggerli. Tuttavia, i suoi migliori amici Fabrizio e Virginia, lo rendono umano e perdonano i suoi errori anche se rivolti verso loro. L'autrice è stata brava nel creare dei personaggi secondari con un background e sono importanti a livello di narrazione.
MA. Purtroppo c’è un ma. E qui potrei fare qualche SPOILER, quindi fermatevi se non volete sapere. . . . Ciò che non mi convince è il fatto che lui viva praticamente due vite! Ha come due personalità, è sposato ma ha un’amante e nonostante dica di amare la sua Melania più della sua stessa vita, l’ha comunque trascinata in un mondo fatto di segreti, di mani che si sfiorano, di occhi sempre in guardia, uno stato di allerta sempre presente che viene meno solo nel momento in cui Manfredi e Melania vivono la loro vita di coppia chiusi in casa (ovviamente di Manfredi). E nonostante lei dica che finchè ha lui le sta bene tutto, io penso che prima o poi si ribellerà. A meno che (e questo l’ho sperato fino alla fine) lui non decida di rinunciare ai voti. . . . Si, altro SPOILER quindi se non lo avete fatto fermatevi! . . . Il finale purtroppo mi ha lasciato l’amaro in bocca. È aperto, o quasi, e quindi lascia più interpretazioni però dopo tutto quello che è successo, dopo tutti i segreti avrei preferito un lieto fine. Ho detto “o quasi” perchè in realtà c’è una frase che fa pensare ad un lieto fine a tutti gli effetti, ma è come se ci fossero ancora troppe cose in sospeso e non so se l’autrice lo scriverà nel seguito (perchè so che esiste un seguito ma non so quando uscirà) o se era previsto nella novella (che ora purtroppo non è più disponibile su amazon).
Quindi, sono rimasta con dubbi e domande e vorrei avere risposte. Pazienterò e, nel frattempo, immagino il finale che più mi piace per questa storia, nonostante tutto, meravigliosa.
Faccio una premessa prima di raccontarvi il mio viaggio tra le pagine di questo libro. Si tratta di una lettura che bisogna affrontare a mente aperta e con poche riserve. Solo così riuscirete a godervela in pieno. Io sapevo che l'avrei amata sin dalla sinossi. Ho adorato e apprezzato l'irriverenza di Melania, il suo non volersi uniformare alla massa ma essere sempre diversa e soprattutto se stessa. Lei è tutto ciò che non è una ragazza di diciotto anni. Lui, Manfredi, è tutto ciò che non è un prete. Diventerà un amante appartenente ancora a Dio. E non solo... lui è anche il suo professore e la cosa non è così semplice. È tutto così nuovo e strano, così stimolante e platonico per certi versi. Ovviamente ogni sua singola scelta è stata ponderata, pensata e rinnegata ma si sa che all'amore non si può dire di no e dall'amore non si può scappare. Melania è stata il suo risveglio dopo un lungo inverno gelido, una boccata d'aria fresca in piena estate, i colori dell'arcobaleno che erano assenti da parecchio. Il loro amore è uno di quelli che vi faranno sognare a occhi aperti ma che verrà celato agli occhi di tutti.
“Aveva permesso a Melania di avvicinarsi e… no, non lo aveva permesso. Lo aveva desiderato. Lo aveva desiderato da quel pomeriggio a Largo Argentina, quando lei lo aveva spogliato senza nemmeno toccarlo; quando gli aveva ricordato la bellezza del desiderio. Un desiderio totale, di spirito e carne. Lei l’aveva preso, ostinata, e lui l’aveva lasciata fare.”
Melania con lui è cresciuta, è diventata una donna in grado di saper prendere delle decisioni. Le difficoltà non saranno poche, come anche i sensi di colpa. Non mancheranno i colpi di scena e vi assicuro che saranno tanti. Io ho imprecato diverse volte (Don Mandredi non sarebbe contento di me) e i "Wooow" si susseguiranno pagina dopo pagina. Da non tralasciare sono Fabrizio e Virginia, gli amici di una vita di Manfredi che definirei dei co-protagonisti e non personaggi secondari. Manfredi è quel che è anche grazie a loro. La scrittura è magnetica, ipnotizzante e ne vorrete sempre di più. Scritto in terza persona, l'alternanza di aspetti e pensieri dei due personaggi vi permetterà di comprendere a pieno le loro emozioni ma soprattutto le loro azioni che molto spesso non ho condiviso. "Amabile inferno" è uno di quei romanzi indimenticabili, che lascerà il segno. Promosso a pieni voti per il mio The Best Books 2021. Complimenti all'autrice, e chissà che magari non ci regali qualche altra storia con questi protagonisti. Se amate le storie dove segreti e intrighi fanno da padrone, dove c'è la presenza di un amore impossibile agli occhi di tutti, dove mai nulla è scontato, non potete farvi sfuggire questo romanzo.
This is such a good book, perfectly inserted in the genre and, above all, with colour and flavour in both the story and the style. A forbidden love, due to the age gap (although the age of consent is respected), the trope of the dynamic teacher/student, and with a man of God (a Roman Catholic priest). Say no more, I am in. I would like to give credit to the author for the fact that there is no mockery in religion (although I myself am agnostic, I do not like when cutting remarks are made by either party), and Manfredi's characterisation is indeed well written, alongside all the characters as well, but I would like to focus on him because he is my favourite in terms of characterisation. Due to his personal history and character, I did not like him completely, but this is due to the good characterisation given to him: he is, before being a character, a human being. He is... let us say, an "angelic demon", who tries to do his best, but his best, whether consciously or not, makes the other people suffer, and then he finds ways to atone for what he did, even by denying himself happiness. Melania, on the contrary, is with her youth, dreams, and desire, a girl who writes poems about love, but has never been in love before, and will find her way to be chosen as a "sin" to be lived. He reminded me, to a certain extent, of one of my favourite characters ever: Sebastian Vael, from Dragon Age, and it has been a nice reference for me, although they are pretty different characters. The deuteragonists, Francesca and Fabrizio, are true friends, and I admit that Fabrizio, who at first glance, looks like the volatile dandy, is in the end a person who truly knows what selflessness is, alongside love. He has such depth and he is my favourite character (as a person). The smutty scenes were spicy and explicit and, compared to the previous books that I read last week, captivating (I asked myself if it was due to the language, but it is not, it is the style that makes the difference). Thank you, author, for having portrayed a real woman, as I was looking forward to seeing one! The author has a style which I found interesting: it is not too "baroque" that gives an obsolete allure to the entire text, but it is not so simple in syntax. I am not a fan of the "subject, verb, object" sentences, so descriptions are welcomed, and poetry too. Melania's poems were interesting as well. Perhaps, in the end, some details from the plot could be avoided, as I felt they were not developed enough, but it would be nice having a sequel, as I felt the character and I would like to know how they are getting on. A very interesting reading; when I am in Italy I will purchase the paper edition, as I enjoyed it!
Quando ho letto la trama di quest'opera, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata un'opera chiamata Uccelli di Rovo, un romanzo di Colleen McCullough di cui fecero anche una miniserie. Io non l'ho mai letto o visto ma mia madre me ne parla così tanto che ormai è come se lo conoscessi. Quest'opera non ha nulla a che vedere, però, con quel romanzo o meglio: la ship di base dell'uomo di chiesa con la donna comune c'è, ma la storia ovviamente è tutt'altra cosa, tutt'altra trama. Curiosi? Parliamone! Ci troviamo a Roma, nel maledettissimo anno degli esami di maturità che sono peggiori della più totale maledizione o benedizione se non sei uno che vive d'ansia. Io sono per # ancheoggilansiavaviadomani. Comunque. La nostra protagonista è Melania, una ragazza dal carattere particolare e dall'aspetto eccentrico che frequenta una scuola privata di stampo cattolico. Immaginatevi le suore come guarderebbero una ragazza dai capelli colorati di viola. È comunque una ragazza come tutte noi, piena di incertezze, paranoie e la testa tra le nuvole che per fortuna può contare su Francesca, quell'amica rispettosa di cui tutti avremmo bisogno. Poi accade qualcosa che porta nella vita di Melania uno scompiglio non indifferente: Manfredi, il suo professore nonché prete, tra una conversazione e l'altra inizia ad entrarle nelle vene più di quanto dovrebbe e non pensate che Manfredi sia indifferente, tutt'altro! Anche la nostra protagonista inizia ad interessargli più di quanto non dovrebbe interessare l'amore carnale a un prete.
" Sono diventato pazzo? Un peccatore tanto innamorato della propria trasgressione da non saperne riconoscere l'oscurità? "
Che dire: la storia mi è piaciuta veramente moltissimo, seppur il finale mi abbia lasciato l'amaro in bocca e abbia trovato il personaggio di Manfredi abbastanza egoista da non entrarmi tanto in simpatia. Il finale è al tempo stesso aperto e lascia tante domande a cui dare risposta quindi non so, spero in un seguito o magari un qualche extra che chiuda il cerchio e ci dia il finale che meritiamo senza se e senza ma. Ero indecisa sul voto, se dare 3,5 o 4, ma alla fine ho preferito arrotondare. Consigliato agli amanti del genere!
Uccelli di Rovo ha sempre il suo fascino. Un forbidden al cubo: age gap+professore-allieva + prete come poteva non attirare la mia attenzione?
Manfredi, il protagonista, è uno dei personaggi maschili più egoisti che abbia conosciuto , quello che mi ha accattivato di lui è che dopo aver basato una scelta su un assurdo senso di colpa non sviluppa neppure un minimo di pentimento per portarsi a letto la studentessa 18enne.
È un uomo fortunato, alla fine lo perdonano tutti, sempre ed è il più immaturo della compagine eterogenea di questo Romance che definirei corale . È più immaturo pure di Melania, la protagonista 18enne. Però anche gli egoisti e gli immaturi trovano l’amore nella vita reale quindi perché no? Anche se avrei voluto che faticasse un po’ a riprendersi Melania non la merita completamente.
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2.5 Purtroppo la mia valutazione va un po' controcorrente. Diciamo che la storia parte sotto i migliori auspici, inizialmente molto interessante, scrittura gradevole, ma si perde a metà libro. L'idea iniziale era davvero buona, nonostante il lato "forbidden" non è stato quel tipo di romanzo che diventa pruriginoso per il ruolo di Manfredi e non faccio spoiler dicendo che lui è un prete. Quello che fa perdere colpi è l'eccessivo ingarbugliamento che deriva dalla descrizione del passato di Manfredi, per alcune scelte sinceramente irreali, dove non basta il beneficio del dubbio per accettarle. Poi si perde il focus sulla storia principale per tutte le persone che entrano in gioco e i vari avvenimenti del passato e diventa un peso arrivare alla fine senza saltare le pagine. Mi dispiace, perché l'autrice non scrive male, ma per quanto mi riguarda la storia non regge.
Ho letto questo libro con ansia e amore per Melania e Manfredi la loro storia e unica , credo che non c’è una storia simile alla loro. E stato davvero bello il libro . Per un po’ ho odiato Virginia non so ma mi dava l’impressione che volesse Manfredi ma invece….. non vi dico con ci si sposa . Ma mi aspettavo un finale diverso ma l’ho apprezzo comunque .
Ho come il sentore che l'autrice si sia ispirata al tragico amore che infiammò la Parigi dell'anno Mille... Mi riferisco a “Storia delle mie disgrazie. Lettere d'amore di Abelardo e Eloisa” di Pietro Abelardo (la cui storia è stata altresì narrata in modo magistrale in “Addio, mia unica” di Antoine Audouard).
Bello da togliere il fiato: mi ha incatenato alle sue parole da subito!!! E mi ha tenuta ancorata alle pagine con estrema facilità. Completo, totalizzante, sorprendente...bello!!!! Bello, bello, bello che lo ricomincerei a leggere da subito!
Un libro bellissimo che parla di amore, di amicizie e di come le nostre scelte condizionano il futuro delle persone vicine a noi.
È un forbidden romance perché racconta l’amore tra Melania e Manfredi, lei è una studentessa all’ultimo anno di liceo classico, lui il suo professore di lettere, nonché prete.
In questo romanzo non c’è nulla di immorale o sporco, la loro storia, benché non sia socialmente accettabile, è bella, pulita, dolce e romantica.
Sono due anime che si sono incontrate e non hanno saputo resistere perché, semplicemente, si amano.
La mia opinione su questo libro è che sia perfetto, sotto tutti i punti di vista.
Ho letto Amabile inferno più volte da quando è uscita la prima versione, autopubblicata e l’ho riletto con molto piacere in questa nuova veste.
Ogni volta è sempre una lettura emozionante e le piccole modifiche della nuova edizione hanno reso un libro stupendo un vero capolavoro.
È un romanzo che parla direttamente alle nostre anime, tra queste pagine troviamo pensieri e riflessioni che ciascuno di noi potrebbe avere.
Personalmente, mi sono rivista molto in Melania, ho ritrovato in lei molte delle mie insicurezze.
Considero questo libro uno dei più belli letti negli ultimi anni, penso sia perfetto sotto tutti i punti di vista.
Assolutamente consigliato a chi vuole leggere una bella storia, a tratti esplicita, scritta molto bene e con uno stile unico, secondo me può piacere anche a chi non ama il genere romance.