Teresa Radice e Stefano Turconi tornano alle atmosfere del romanzo grafico che li ha resi famosi nel mondo, Il porto proibito, con una serie di storie dedicate alle prostitute del Pillar to Post, il bordello al centro della storia del Porto. Ogni storia si concentrerà su una delle ragazze e sarà autoconclusiva, ma ciascun episodio contribuirà a costruire il mosaico narrativo più ampio di una storia lunga, destinata a dipanarsi negli anni, armonicamente, e che BAO Publishing pubblicherà a due capitoli alla volta, all’incirca ad anni alterni. In questo primo volume, l’arrivo di un aiuto inaspettato per le ragazze, e l’interesse di un giovane scienziato per una di loro saranno gli elementi scatenanti delle due avventure, indipendenti ma interconnesse, che danno inizio a questa nuova saga.
Teresa Radice is an Italian comics writer, born in Milan in 1975. In 2002 Radice started working for the Italian Disney magazine Topolino. For almost twenty years she scripted comics featuring such characters as Mickey, Donald, Scrooge, Goofy. Since 2004 Radice has been involved in an artistic partnership with her husband, illustrator Stefano Turconi, also a prolific Italian Disney cartoonist. Since 2013 Radice and Turconi have published a number of graphic novels, which have received praises in Italy and France. Among their works available in English there are Violette Around the World (Viola Giramondo, Tunué 2013), the Forbidden Harbour (il Porto Proibito, BAO Publishing 2015), Tosca (Dargaud 2017).
Plymouth (Devonshire), 1810. Pillar to Post … Stefano e Teresa hanno viaggiato e studiato molto. E si vede. Hanno studiato poeti, scrittori, navigatori, pittori e hanno anche tratto spunto, sì, dai Maestri, ma rielaborando in chiave originale, intelligente e colta i loro insegnamenti. Considero questo libro (senza dimenticare il meraviglioso adattamento topesco de L’Isola del Tesoro del 2015!) la loro opera più compiuta. Ma altre ne seguiranno … «Bentornato a chi è già stato con noi da queste parti, benvenuto a chi ci arriva per la prima volta.»
Due storie tenere ed emozionanti che si intrecciano a disegni sublimi. Teresa Radice e Stefano Turconi ci riportano a Plymouth per raccontare le storie delle ragazze del Pillar to Post, per essere precisi le storie di June e Lizzie, che affrontano con furbizia e coraggio le numerose sfide che le si pongono davanti.
Gli autori non deludono mai! Queste due storie incentrate su due delle ragazze del Pillar to Post sono state divertenti ed emozionanti. Sono due storie autoconclusive ma collegate fra loro e le ragazze sono al centro della scena. Nonostante si parli di prostitute e bordello non si scade mai in volgarità ma tutto viene raccontato e disegnato in maniera naturale e raffinata. È stato bello approfondire alcune dinamiche del posto e conoscere le ragazze perché oltre al bel fisico hanno un vero mondo da scoprire!
Un’altra perla rara del duo Turconi-Radice che si sono superati nel difficilissimo compito di dare un seguito degno di nota al loro già meraviglioso Il porto proibito. Le avventure amorose delle ragazze del Pillar sono delle storie autoconclusive che però si snodano all’interno di un intreccio che mi fa già fremere per i nuovi episodi! La parte finale di tavole dedicate all’abbigliamento dei soldati dei vari corpi militari dell’epoca fa capire quanto lavoro di ricerca storica ci sia dietro quest’opera. E l’avviso ai naviganti... beh quello è la sintesi di quanto siano bravi questi due!!! voto 5 meritatissime stelle
Mi sono innamorata di Teresa Radice e Stefano Turconi leggendo Il porto proibito, le due storie contenute in questo primo volume della serie fanno rivivere le emozioni del Porto e allo stesso tempo aprono nuovi orizzonti, tenendo comunque come cardine la bellezza degli spiriti che queste storie hanno creato e del loro sguardo sul mondo. Sono oggettiva nel dare a Le ragazze del Pillar 5 stelle come al Porto o Non stancarti di andare (per restare nell'ambito delle graphic rivolte ad un pubblico adulto create dai nostri due)? No, oggettivamente la bellezza dei racconti ha anche il senso di sospensione dovuto alla presenza di una sottotrama orizzontale che si svilupperà nel corso della serie e a esser oggettivi e a considerare anche le altre opere di questa magnifica coppia di autori siamo più sulle 4 stelle e mezzo. Ma più della razionalità, qui, può il sentimento e tornare a Plymouth è stato un dono sorprendente e gratificante che da subito ha reso questo libro un piezz' 'e core.
Teresa e Stefano ci portano a conoscere le ragazze del Pillar.. Due storie molto carine. I disegni sono sempre stupendi e anche se si sente l'assenza di Rebecca la vita e le avventure di Jude e le altre continuano...
Le ragazze del Pillar è una serie di graphic novel che racconta una storia autoconclusiva di una delle ragazze che lavora come prost1tuta nel b0rdell0 di Pillar to Post.
In questo primo capitolo, l'arrivo di un supporto inaspettato per le ragazze e l'attenzione di un giovane scienziato per una di loro costituiranno gli eventi iniziali delle due storie, che sono distinte ma correlate tra loro. Questi elementi daranno inizio a una nuova serie di avventure.
Ho divorato questa graphic novel in una sola seduta di lettura e mi è piaciuta veramente tanta. L'ho trovata anche più interessante e ben fatta di quello che mi aspettavo e mi ha sorpresa positivamente.
Mi piace l'idea di base della storia, le tematiche trattate al loro interno che, pur essendo di contorno alla storia, hanno il loro modo di emergere e far ragionare il lettore, e i personaggi che ci vengono presentati in questo primo volume.
I disegni sono stupendi e, soprattutto i colori regalano un'esperienza di lettura magica e sensazionale.
Non all’altezza de Il porto proibito, ma ci manca poco! Sono contenta che le ragazze del Pillar abbiano il loro spazio perché è un’ambientazione interessante e perché hanno molto da dare, al di là dei loro corpi. A questo proposito, pur essendo delle prostitute e pur lavorando in un bordello, le scene non sono mai volgari ed è una cosa che apprezzo davvero moltissimo. Continuerò sicuramente con la lettura degli altri volumi anche perché apprezzo sempre molto il lavoro di Radice e Turconi!
Non magico quanto Il porto proibito, ma godibilissimo.
Plymouth, Devonshire, 1810. June e Lizzie sono due ragazze del Pillar to Post, un bordello del porto. Qui le conosciamo meglio, attraverso alcune vicende che le coinvolgono. Personaggi che si fanno amare, ambientazione magnifica, dialoghi pepati e tavole dai colori caldi e avvolgenti fanno di questo volume un’altra chicca donataci dalla coppia Radice/Turconi. Ma quanto lavoro c’è dietro queste pagine? Bravissimi!!!
Devo ammettere che il motivo principale per cui ho letto, degli stessi autori, Il porto proibito e questo Le ragazze del Pillar (che ne è lo spin-off e dà il via a una serie "complementare") si trova tutto nella foto qua sopra (un particolare della mappa disegnata all'interno della copertina).
Poiché è chiaro che i due autori sono anche loro grandissimi fan di Patrick O'Brian, e lo usano come ispirazione per le loro storie, questi libri mi aiutano (grazie al lodevole lavoro di ricerca che c'è dietro) a ritrovare e a immergermi di nuovo nel mio mondo preferito, a visualizzare meglio alcuni ambienti e situazioni, e mi diverto a cercare citazioni, richiami, omaggi e "Easter eggs" sparse qua e là come nella foto sopra.
Li tratto un po' quindi da "companion books" della serie di Aubrey & Maturin o da "fan fiction" che espandono quell'universo lì; non posso insomma dire di esserne innamorata. I disegni sono bellissimi, le storie sono... carine, i buoni sono sempre molto buoni e i cattivi si vede subito che sono molto cattivi (tranne uno o due personaggi che all'ultimo si rivelano rispettivamente cattivi se prima sembravano buoni o buoni se prima erano reputati cattivi). Rispetto al Porto proibito qui non c'è nessun elemento "magico" che a me non piace mai molto. La storia della missione della "Last Chance" proseguirà senz'altro nei successivi volumi, dedicati ciascuno alle varie ragazze del bordello.
Proseguirò con la lettura? Sì, ma appunto sarà più per fedeltà e devozione a O'Brian (mi sembra quasi di unirmi ai due autori per fare un po' di "fangirling" insieme).
Tra l'altro, domani è il 1° gennaio, e si sa come deve iniziare un nuovo anno libresco... :-))))))
“Le ragazze del Pillar” è uno sfizioso e piccantino graphic novel. Le protagoniste sono le giovani prostitute che lavorano in un bordello di Plymouth chiamato Pillar to Post e la vicenda, che ha luogo nel 1810, è divisa in due parti. Nella prima, al centro della storia vi è la tenera amicizia tra June, una delle ragazze del Pillar, e Tane, un omone maori arrivato dalla Nuova Zelanda e in cerca di guadagni per ritornare in patria; mentre nella seconda, l’attenzione si focalizza su Lizzie, un’altra delle ragazze, e Jeremy Gray, figlio di un importante naturalista che grazie a Tane ha potuto portare avanti le sue ricerche sul campo. La narrazione è avventurosa, tenera e audace, come lo sono le carinissime protagoniste che si punzecchiano a vicenda con battutine niente male e sanno bene come trattare gli uomini. I dialoghi accattivanti e i disegni curati e dai colori caldi e avvolgenti hanno reso la lettura intrigante e piacevole. Sono in attesa del seguito!
Tornare qua è un piacere. Certo, si è persa la magia della prima volta e il formato breve non dà abbastanza respiro ai racconti. Impossibile leggerli senza aver letto il precedente volume. Però i riferimenti sono sempre quelli giusti e Turconi ha ormai raggiunto un livello di disegno che, per mia conoscenza, è tra i migliori d’Europa e del mondo. La ricchezza di dettagli l’impostazione delle pagine, le sfumature sono da primo della classe. Il colore se possibile esalta ancora di più i disegni. Ho in mente una pagina con un paesaggio e delle barche adagiate sull’acqua che avrei fatto incorniciare all’istante. Insomma, pur con un’opera minore si confermano come i primi della pista in Italia. Li attendo con gioia alla prossima grande opera.
Ho letto questo fumetto consigliatomi da una cara amica, che me l'ha prestato dicendomi, "Ti ho portato questo fumetto perché secondo me ti piace!" Trovo che ci sia sempre qualcosa di piacevolmente confortante nel leggere qualcosa consigliato o prestato da un amico - inevitabilmente cerchiamo quella persona tra le righe, oppure sorridiamo leggendo alcune frasi perché capiamo quanto la persona in questione ci conosce bene. In questo strano anno di pandemia è bello stare vicini almeno tra pagine di un buon libro. Ma non sono questi i soli motivi per il mio rating da cinque stelle!
"Le ragazze del Pillar" è un fumetto di altissimo livello in tutti i sensi. I disegni hanno uno stile che ricorda degli schizzi a carboncino colorati, con toni prevalentemente caldi in tinte di bronzo, rosso e oro che si sposano benissimo con le atmosfere di una Plymouth di inizio XIX secolo: i grandi velieri, le bancarelle al porto, i salotti eleganti con divanetti in velluto e tende di broccato bordeaux... L'artista, evitando l'iperrealisimo, crea delle tavole che sono sempre in movimento e che sono comunque ricche di dettagli (ad esempio, bellissima la scena in cui un gruppo di ragazze avvenenti in abiti sgargianti fa gruppetto complottando al porto, ma nello sfondo si vede una grassa pescivendola che tira l'orecchio al marito/compagno/fratello per distoglierlo dalla piacevole distrazione). Mi piace molto che i protagonisti delle scene hanno più linee a delineare i lineamenti e le espressioni del volto, mentre i personaggi sullo sfondo sono più semplici, appena abbozzati; in questo modo chi legge è direttamente coinvolto dai personaggi, sa dove guardare e non si perde mai nulla.
I due albi in questo volume raccontano episodi della vita di due prostitute, June e Lizzie, al "Pillar to Post", un bordello di lusso nella città di Plymouth. Le storie in sé sono quasi banali: la prima racconta di come la prostituta più dolce e riservata del locale si affeziona al buttafuori maori il quale, complice il colore della pelle, viene accusato ingiustamente di un furto; la seconda è la storia familiare del timido accademico che si innamora, ricambiato, della prostituta più provocante e richiesta, e che infine decide di andare contro le convenzioni sociali e sposarla. Eppure, nonostante la semplicità delle storie, i personaggi con i loro pregi e difetti sono dipinti così realisticamente che le loro personalità spiccano dalle pagine, creando una narrazione avvincente ed emozionante.
Piccolissimo dettaglio che a mio avviso è un gioiellino nascosto e che mi ha dato molta soddisfazione: facendo molta attenzione, nel primo racconto vediamo June che legge un libro del noto poeta romantico Inglese William Wordsworth, mentre alcune ragazze guardano lei e il maori con disdegno; nel secondo invece, una prostituta di nome Cinnamon sta leggendo un volume di John Donne, altro famoso poeta Inglese, quando la sua amica Lizzie irrompe nella stanza sconvolta e portando tristi notizie. Alla fine di entrambi gli albi ci sono due stupende tavole di disegno, dei paesaggi con dei versi di... Wordsworth e Donne rispettivamente. Come non amarlo?
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Le ragazze del Pillar meritavano più spazio e questa serie si prefigge lo scopo di concederglielo. In questo primo volume ci è consentito di sbirciare nella vita di due di loro, June e Lizzie, assistiamo alla loro quotidianità, siamo resi partecipi dei loro desideri. Come sempre non c’è niente di volgare o osceno in queste storie ma il tutto è trattato con l’eleganza della penna di Teresa Radice e del tratto di Stefano Turconi. Ma questo è davvero sufficiente? Devo essere onesta, sulla questione bordelli e prostituzione avevo non pochi pregiudizi e molti mi sono stati sradicati proprio grazie al porto proibito. Il personaggio di Rebecca mi aveva fatto acquisire una nuova consapevolezza sulla questione, priva di stereotipi o facili banalità. In un certo senso speravo che ne “Le ragazze del Pillar” venisse affrontato meglio il tema e in effetti c’è un dialogo - due se consideriamo quello verso la fine ma quello l’ho trovato un po’ prevedibile - in cui viene fatto notare che è un’occupazione come un’altra, certo non sempre quella che si auspica come definitiva ma pur sempre un modo per guadagnarsi da vivere con le proprie forze. Questo l’ho trovato un punto di forza della vicenda, avrei solo voluto che fosse maggiormente approfondito proprio perché è un tema che spesso viene “inquinato” da facilonerie, superficialità e cattivo gusto e io stessa vorrei capirne di più ma confido che, essendo questa una serie, il tutto sarà sviluppato nei prossimi volumi. A questo proposito vorrei solo esprimere un desiderio più che un appunto, ovvero vorrei parlare delle ragazze e del modo in cui troveranno piena felicità e senso di completezza. Innanzitutto è evidente che il "Pillar to Post" sia il loro rifugio e ciò viene espresso molto bene nel corso del volume. Si parla del bordello come di una società di mutuo soccorso in cui ogni ragazza fa la sua parte e infatti non vi sono uomini a capo del bordello né in altre posizioni di potere (se escludiamo Tane che ha un suo perché.) È questo a rendere uniche queste ragazze, si sono costruite il loro angolo di mondo in un periodo e in una società patriarcale, il loro è un rifugiarsi tra la solidarietà femminile e i versi dei poeti. Tuttavia alcune di loro lo vedono anche come un porto temporaneo, magari in attesa di capire a cosa aspirano e come raggiungerlo. Ecco, a questo proposito, ho un solo desiderio: che questa aspirazione e la conseguente realizzazione non derivino necessariamente da un uomo. Per carità, non c’è niente di male eh, ma parlando comunque di tante ragazze diverse tra loro e con diverse inclinazioni, parlando appunto di ragazze che sono riuscite a rendersi indipendenti anche e soprattutto economicamente, credo sia auspicabile che abbiano diversi “finali” ma per questo di nuovo bisogna aspettare i volumi successivi. E quindi aspettiamo ancora una volta di torna e a Plymouth, aspettiamo di scoprire quale sia la missione affidata alla Last Chance, aspettiamo ancora una volta tra marinai, poeti e donne uniche.
è stato bellissimo, amo la mia bestie per avermelo preso e soprattutto: voglio il secondo. devo assolutamente leggerlo. e anche porto proibito, perché ho scoperto che questo è il suo spinoff
Finalmenete a casa! È proprio così che mi sono sentita quando ho aperto questo bellissimo volume, a casa, si torna fra le mani esperte del duo Radice-Turconi, dei veri narratori di anime. Ritorniamo a Plymouth, ai vicoli stretti dal profumo di salsedine e al Pillar.... si sente forte l’assenza di chi è partito, bisogna farci i conti, mentre ci si immerge nelle storie di chi è rimasto e si viene di nuovo rapiti da questo splendido mondo di amore e malinconia. Questi racconti mi hanno incantato, racchiudono tutta la forza e la fragilità del mondo femminile con una delicatezza e un amore pressochè infiniti, non so come facciano i due autori a narrare così bene le anime dei personaggi e a suscitare così tante emozioni. Lo stile di disegno ancora non mi soddisfa a pieno ma questo volume è tutto a colori e l’uso che gli autori fanno di questi è semplicemente sublime, un fine gioco di luci ed emozioni che rende ancora più totalizzante l’immersione nella storia. È ora di salpare verso nuovi orizzonti ma spero di approdare ancora in questo porto, sono sicura che la porta del Pillar sarà sempre aperta, per i vecchi amici.
Benvenuti al Pillar to Post, una casa di piacere per marinai stanchi e affaticati dalle loro imprese in mare, nella Plymouth (città portuale inglese) agli inizi dell’800.
In questo volume - spin off de “Il Porto Proibito” - si raccontano le storie delle ragazze del Pillar to Post, in particolare la storia di June e Lizzie. Due giovani donne che amano, con passione e delicatezza, al di là di ogni tipo di pregiudizio. Donne libere di scegliere, libere di amare, libere di lasciarsi trasportare dai propri sentimenti.
Le illustrazioni rendono questo volume un vero e proprio gioiellino: curate in ogni minimo particolare e fortemente descrittive. Gli abiti d’epoca e le acconciature dei protagonisti sono i risultati di approfonditi studi sull’abbigliamento in voga nell’Inghilterra del XIX secolo.
Che bello tornare nelle atmosfere de Il porto proibito (e che gran voglia di rileggerlo!). In questo volume si raccontano le storie di due ragazze, con una sottotrama che si dipanerà nei seguenti volumi (di cui il secondo è in uscita adesso). Un libro di quelli che ti aspetti da questa fantastica coppia: ben scritto, pieno di citazioni, magnificamente disegnato e con una chicca finale che va a sottolineare il grande lavoro di approfondimento di Turconi. Amo questi due autori!
"Le cose sono grandi o piccole a seconda di come la nostra mente le vuole guardare, Signor Burden. Il diamante non è che un sasso, finché l'uomo non gli attribuisce un valore."
Si sente che fra le mani teniamo un qualcosa di più prezioso del porto proibito (che resta per me uno dei migliori fumetti mai letti).
Ma... Le ragazze del Pillar è ambizioso. Saranno più libri, una serie di storie autoconclusive approfondite e dettagliate come solo l'amore di due genitori può fare. Questo figlio del Porto proibito è cresciuto con cura e dedizione. Gli studi che ci sono dietro si sentono ancora di più, si vede l'attenzione per la Storia (la nostra, di uomini non quella del libro che pure è splendida), l'amore per i dettagli e la voglia di chiudere gli occhi e trovarsi lì, indietro, in quel passato che ci ha resi quello che siamo.
Niestety nie czytałem „Zakazanego portu”, ale to chyba nie jest przeszkodą, by pozytywnie ocenić „Dziewczyny z Pillaru”. Disneyowska kreska i całkiem sympatyczny komiks środka, czyli realia historyczne raczej w wersji soft, choć sugerujące problemy epoki i podające je w rozrywkowo-przygodowej formie. W swojej kategorii rzecz napisana bardzo zmyślnie
Un vrai plaisir de replonger dans cet univers aux personnages si attachants. Cette suite est agréable sans pour autant avoir cette si particulière poésie du premier tome. La couleur, peut-être, qui fait de l'ombres aux si belles esquisses ? Moins marquant que le port des marins perdus, ce roman graphique n'en reste pas moins assez unique en son genre. Une agréable suite à ce chef d'oeuvre que je conseille à tous
IL PORTO PROIBITO, ad oggi, è probabilmente uno dei miei graphic novel preferiti in assoluto. Tornare a Plymouth con LE RAGAZZE DEL PILLAR, di conseguenza, mi ha regalato una gioia immensa, non solo perché è praticamente impossibile non amare questa location, fatta di velieri, vicoli attraversati dall'odore del mare, bordelli, marinai ubriachi ed affascinanti ufficiali in divisa, ma soprattutto perché vengono approfondite le storie di personaggi a cui già ci si era in parte affezionati, pur conoscendoli poco.
In questa nuova avventura, il Pillar to Post, noto bordello del paesino di mare, ci apre nuovamente le porte, raccontandoci la storia di due delle sue ospiti: June ed Elizabeth, la prima pronta a tutto pur di difendere un amico dal cuore grande, la seconda travolta da un amore puro e sincero; il tutto inserito in una cornice narrativa molto più ampia che, come l'ambientazione suggerisce, si basa su intrighi di corte, lettere misteriosi, ricordi di un passato lontano, viaggi.
Radice e Turconi non sbagliano mai, neanche giocando nuovamente una carta già nota: la rimaneggiano con maestria, conservando ciò che il lettore ha imparato ad amare ed aggiungendo dei personaggi meravigliosi e delle nuove avventure che tengono il lettore incollato alle pagine, sia per ammirare i disegni, a dir poco splendidi, sia per scoprire come andrà a finire questa nuova avventura.
Purtroppo (o per fortuna?) si tratta del primo di due volumi, quindi il finale rimane un pochino in sospeso. Mancano ancora altre storie da scoprire, le ragazze del Pillar hanno ancora molto da raccontare; e anche la storia maestra, il filo conduttore di tutto, ha lasciato molte domande.
Attendo con ansia il prossimo volume, un gioiello per gli occhi ma anche per il cuore.
Un perfetto ritorno al mondo del Porto Proibito, Le ragazze del Pillar è il primo una serie di volumi che seguono le storie delle ragazze del titolo (e altri comprimari) sulla scia del finale del libro precedente.
Questo primo volume contiene due storie fondamentalmente autoconclusive con una terza trama in sottofondo che, presumo, continuerà a dipanarsi lungo la serie. L'approccio è più leggero del Porto Proibito: pur essendo ambientato nella stessa Plymouth, senza nascondere le bruttezze del periodo, la melancolia del Porto lascia spazio a un cauto ottimismo e un umorismo gentile che ricorda un po' alla lontana i romanzi storici di Georgette Heyer - solo con molto più sesso!
2022. Poetico ma reale allo stesso tempo. È sempre un piacere perdersi nelle storie di Radice e Turconi. Qui sono presenti solo due storie brevi su due delle ragazze del Pillar, June e Lizzie, ma queste poche pagine bastano per farti immergere nelle storie e farti affezionare a ogni singolo personaggio. Ne sono rimasto affascinato, voglio leggere tutto di questi autori.
2024. Fatta rilettura in seguito dell’acquisto del secondo volume e devo dire che mi erano proprio mancate le loro storie 🥹