Questo urban fantasy che riadatta elementi del folklore bretone e giapponese e un gradevolissimo pizzico di science fiction mi ha conquistato fin dalle primissime pagine.
Il dreamscaping è un’abilità al confine tra magia e scienza, la capacità di camminare nei sogni, di plasmarli e di canalizzarli per creare un legame tra due individui. Un talento unico nel suo genere, che Dario Orilio ha saputo costruire e maneggiare con estrema cura all’interno della sua storia. Lo stesso vale per i molteplici sistemi magici e per le razze create in questo contesto narrativo complesso e intrigante. Fate, streghe, Marci e ibridi si incontrano e si scontrano in questa storia dalle molteplici voci, che parla di perdita, di scoperta del sé e della necessità di unire le forze contro una minaccia comune. Cress, Sakura e Jonsi sono alla ricerca disperata di persone che amano, mossi al contempo dal desiderio di definire la loro posizione in un mondo che va ben oltre i limiti di New York City o Tokyo.
Di particolare interesse è la storia di Graham, un personaggio che, andando avanti nella lettura, scopriamo essere molto più di quello che l’autore, con la sua grande capacità narrativa, ci fa credere all’inizio.
Tutti i personaggi sono delineati con un’umanità disarmante, muniti delle loro insicurezze, dei loro punti di forza e, soprattutto, della loro speranza. Perché ognuno di loro spera, indipendentemente dalla propria posizione nel romanzo, dal proprio background più o meno oscuro. Dal desiderio di ottenere sempre più potere, alla volontà di dimenticare tutto o ritrovare l’amore di una vita, la speranza muove i nostri protagonisti nei molteplici piani dell’esistenza presenti in questo romanzo.
E di questi piani, mondi diversi che fanno da cornice alla storia, ho apprezzato la cura nella descrizione, nella costruzione di un universo che non lascia spazio a incongruenze o banalità.
Ogni aspetto di questo romanzo trova il suo spazio nella narrazione in maniera equilibrata e per niente confusionaria, nonostante la mole di informazioni acquisite man mano dal lettore e dalla lettrice.
Ci troviamo davanti a un urban fantasy fatto come le divinità comandano. Non vedo l’ora di scoprirne le altre (e alte) potenzialità nei romanzi successivi!