In questo colloquio, pubblicato qui per la prima volta nella versione integrale, la scrittrice affronta i temi più importanti del pensiero femminista che animavano e animano ancora il dibattito di questo movimento.
Simone de Beauvoir was a French existentialist philosopher, novelist, essayist, memoirist, and feminist whose writings profoundly shaped twentieth-century philosophy, literature, and modern feminist thought. Born in Paris into a bourgeois Catholic family, she displayed exceptional intellectual ability from an early age. After studying philosophy at the Sorbonne, she passed the prestigious agrégation examination in 1929, becoming one of its youngest successful candidates. During her studies she met Jean-Paul Sartre, with whom she formed a lifelong intellectual and personal partnership that became central to the development of French existentialism. Although Beauvoir often rejected the title of philosopher during her lifetime, her work established her as one of the discipline's most influential modern thinkers. She explored themes of freedom, responsibility, ethics, oppression, and human existence through both philosophical and literary writing. Her groundbreaking book The Second Sex (1949) transformed feminist theory by arguing that femininity is shaped primarily by social and historical conditions rather than biology, introducing the celebrated idea that "one is not born, but rather becomes, woman." The work challenged traditional assumptions about gender and became one of the foundational texts of contemporary feminism. Beauvoir also authored influential philosophical studies, including The Ethics of Ambiguity, alongside acclaimed novels such as She Came to Stay, The Blood of Others, The Mandarins, which received the Prix Goncourt in 1954, and The Woman Destroyed. Her four-volume autobiography, beginning with Memoirs of a Dutiful Daughter, remains an important account of twentieth-century intellectual and cultural life. Throughout her career she served as co-founder and editor of the influential journal Les Temps Modernes, contributing essays on politics, literature, philosophy, and contemporary social issues. Beyond her writing, Beauvoir was deeply engaged in public life. She campaigned for women's rights, reproductive freedom, and social equality, signing the Manifesto of the 343 that called for the legalization of abortion in France. She also opposed colonialism, criticized social injustice, and supported progressive political causes throughout her life. Her travels inspired widely read travel books and essays examining cultures in the United States and China. Beauvoir's legacy extends far beyond feminism, influencing existential philosophy, literary criticism, political theory, ethics, sociology, and gender studies. Despite continuing debate over aspects of her personal life and controversial relationships, her intellectual contributions remain central to modern scholarship. Her books have been translated into numerous languages and continue to be studied worldwide for their philosophical depth and literary achievement. Honored with distinctions including the Prix Goncourt, the Jerusalem Prize, and the Austrian State Prize for European Literature, Simone de Beauvoir is widely regarded as one of the defining intellectual figures of the twentieth century, whose writings permanently transformed discussions of gender, freedom, morality, and the human condition while continuing to inspire scholars, writers, and activists across generations.
Intervista (molto) riassuntiva del pensiero femminista radicale e comunque illuminante. Indispensabile Quando tutte le donne del mondo... per un articolato approfondimento alla posizione dell’autrice nel molteplice scenario femminista dell’epoca.
Brevissimo libretto che raccoglie un'intervista fantastica, del '77, alla divina Simone de Beauvoir. Accuratissime domande e interessantissime risposte. Quindi: piccolo eh, ma CARATTARISTICO (cit aulica)
Piccola intervista del 1977 ad una delle voci più importanti del Femminismo Europeo. In queste poche pagine la De Beauvoir ribadisce i concetti fondanti del suo pensiero riguardo la questione femminile. Un volumetto utile per avvicinarsi al pensiero dell’attrice. Chiaramente non esaustivo, visto il suo carattere di intervista e la pubblicazione sotto forma di piccolo pamphlet. Un pezzetto in più sul pensiero femminista in Europa!
“l’interesse del movimento femminista non è che ci sia un certo numero di celebri donne [..] è la sorte di tutte le donne in generale ed esse non guadagneranno un granché se avranno qualche donna privilegiata e d’élite.” • questo piccolo libricino, di poco più di settanta pagine, racchiude un’intervista fatta a Simone De Beauvoir nel 1977 pubblicata integralmente per la prima volta. in quest’intervista la De Beauvoir parla di molte tematiche affrontate dal femminismo, di alcune criticità che vede nei movimenti degli anni ‘70, del rapporto che la liberazione della donna ha con le lotte del proletariato e con il capitalismo, del potere e di come può essere ammaliante per una donna, della necessità della revisione della psicanalisi e di molto altro. sì, tutto in settanta pagine. ovviamente sono tematiche che necessitano un approfondimento ma è un buon punto di partenza per discutere e documentarsi sugli argomenti trattati. in alcuni punti è abbastanza chiaro che non sia un’intervista fatta in questi ultimi anni, ma purtroppo per molti altri sembra di non aver fatto quasi nessun passo in avanti. uno dei punti che mi ha colpita di più è stato quando ha parlato dell’emancipazione del bambino e di come dovrebbe andare di pari passo con quella della donna, discorso ancora molto attuale a mio avviso e che necessiterebbe di essere ripreso. vi consiglio di recuperare questo libricino perché, pur nella sua brevità, è stato illuminante e molto interessante leggere una voce che arriva dagli anni ‘70 ed è rimasta così attuale.
“Certamente! Penso che non ho fatto che aprirmi agli altri sempre di più, partendo da un atteggiamento iniziale molto chiuso che, d’altra parte, coincide, credo, in molte donne in tutti i casi, ma può darsi anche in molti uomini - con la necessità di battersi per riuscire intellettualmente, per uscire dalla famiglia, per affermarsi. C’è un momento, a mio parere, in cui è moralmente e praticamente giusto chiudersi; in me, questo bisogno di chiusura era particolarmente forte. Mi ricordo certe discussioni, a vent’anni, con un amico: si deve amare tutti, diceva, e io rispondevo con furore che bisognava amare pochissime persone, odiarne molte, e che questo odio era la condizione di quell’amore. Questo si manifestava in me attraverso una certa ironia, un modo di eludere, di prendere le distanze, di non voler capire, e anche con una sorta di moralismo con il quale tagliavo corro, imponevo le mie scelte. Un po’ dopo la guerra questo atteggiamento inizio a cambiare, e in seguito sempre di più.”
Un titolo solo per le femministe "avanzate" e che conoscono il movimento e l'opera della De Beauvoir, altrimenti la comprensione risulta complicata. Io stessa mi sono persa in alcuni passaggi, ma è sicuramente un titolo da avere se ci si professa femministe.
Per essere un libriccino di queste dimensioni fa tanto. Simone De Beauvoir sempre una garanzia. Vi consiglio la lettura di Quando tutte le donne del mondo, altra raccolta di interviste secondo me molto più efficaci.
Un'interessante intervista che contrappone l'idea di differenza di genere di Irigay a quella dell'intellettuale e femminista francese, che la nega con forza. Meritava un ristampa per la l'intelligenza limpida delle riflessioni e la moltitudine di temi che in poche pagine vengono affrontati: le borghesi e le proletarie, le difficoltà della sinistra a considerare l'urgenza della lotta femminista, l'approccio delle giovani al movimento, l'autocoscienza, l'utilizzo della violenza da parte delle donne, il rapporto con la politica.. La maggiorparte delle questioni ha ancora una valenza nel femminismo contemporaneo, ed è questo a mio parere l'aspetto più stimolante della lettura di questo breve saggio. Certo non è esauriente e questo probabilmente è il suo limite. Consiglio di approfondire con il Secondo sesso, ma anche con Quando tutte le donne del mondo..
«Penso che debba prima cambiare la mentalità delle persone per l'impulso di molteplici pressioni, perché le parole "femminile" e "virile" nel senso che si dà ad essere abitualmente perdano tutto il loro significato e appaiano come delle vere e proprie sciocchezze.»
Breve intervista a De Beauvoir che fa emergere alcuni dei punti focali del suo pensiero. Può essere una facile lettura introduttiva se non si é letto altro dell'autrice o se ci si sta approcciando al tema del femminismo.