Lo straordinario decennio in cui Venezia sostituisce l'oro al entra nel 1500 da grande potenza, tutta Europa coalizzata la sconfigge militarmente, ma trionfa come maestra delle arti e della bellezza. Nasce un mito.
Venezia è nel 1499 una grande potenza europea. Solo dieci anni dopo – sconfitta militarmente dalla lega di Cambrai – è una sopravvissuta. Inizia una fase di splendore che durerà ben tre secoli. La Serenissima repubblica sostituirà allora la forza con l'ostentazione, la potenza con la ricchezza, il ferro con l'oro. Sarà il suo modo per recuperare il formidabile colpo inferto da tutti i grandi stati d'Europa coalizzati contro di lei e il conseguente rischio di scomparire per sempre dalla carta geografica. Venezia non sarà più potente, ma splendente, e riuscirà a mantenere un ruolo centrale utilizzando l'arte, l'architettura, le celebrazioni delle ricorrenze civili e religiose. Non potrà più intimorire con il clangore delle armi, ma riuscirà a meravigliare con il tintinnare delle monete. La Venezia del Cinquecento è quella del mito arrivato fino a la città dei palazzi di Sansovino, della celebrazione del governo perfetto, della rivoluzione del colore che influenzerà tutta la pittura successiva. Alessandro Marzo Magno ricostruisce lo stupefacente susseguirsi di eventi che hanno portato la Dominante – così veniva chiamata la città – a essere la fucina delle arti che ancora conosciamo e amiamo.
Alessandro Marzo Magno (Venezia, settembre 1962) è un giornalista e scrittore italiano.
Gli inizi come giornalista Dopo la laurea in storia conseguita all'Università Ca' Foscari di Venezia, iniziò a lavorare come giornalista, prima al Gazzettino, di Venezia, quindi nel 1990 fu assunto alla Nuova Vicenza, in seguito andò a lavorare a Trieste Oggi e lì cominciò a seguire il conflitto nell'ex Jugoslavia. Scrisse come inviato nei Balcani per Avvenire, La Voce, il Giornale. Collaborava con le trasmissioni italiane di Radio Melbourne, con Radio Vaticana, con Cnr Radio. Nel 1997 si trasferì a Milano e dal 1998 cominciò a lavorare nel settimanale Diario dov'era caposervizio esteri. Durante questo periodo, per circa 10 anni, viaggiò nei Balcani seguendo le vicende belliche in Jugoslavia[1] e in vari altri paesi, scrivendo reportage, tra gli altri, dal Canada, dal Congo Brazzaville e da Timor Est. Successivamente ha collaborato con Linkiesta[1], Gli Stati Generali, con Focus Storia e alla sezione "Food" de Il Sole 24 Ore[2]. Attualmente collabora con le pagine culturali del Gazzettino.
Ha partecipato alla trasmissione televisiva Unomattina Estate, dove teneva la rubrica "Grand Tour". Ha collaborato con Unomattina, con una rubrica assieme ad Antonia Varini, è stato ospite Geo con Sveva Sagramola, sul tema della storia del cibo.
Attività di scrittore Autore o curatore di 25 libri, ha iniziato a scrivere come saggista storico. Dopo un collettano sulla guerra nell'ex Jugoslavia (La guerra dei dieci anni. Jugoslavia 1991-2001, il Saggiatore 2001) di cui è stato curatore, ha pubblicato come autore il long seller Il leone di Lissa. Viaggio in Dalmazia (il Saggiatore, 2003). Il suo L'alba dei libri. Quando Venezia ha fatto leggere il mondo (Garzanti 2012) ha avuto sette edizioni, ed è stato tradotto in inglese, cinese, giapponese, coreano e spagnolo; il successivo L'invenzione dei soldi. Quando la finanza parlava italiano (Garzanti 2013) in coreano e in turco[3]. Con l'editore Laterza ha pubblicato La splendida. Venezia 1499-1509 (2019), L'inventore di libri. Aldo Manuzio, Venezia e il suo tempo (2020), Venezia. Una storia di mare e di terra (2022, tradotto in cinese, russo, polacco, greco, serbo), Casanova (2023, tradotto in greco), Storia di Venezia in dieci battaglie navali (2025).
Con il collettivo I Babài, Storia di Venezia attraverso le due fake news, Mazzanti Libri, San Donà di Piave, (2025).[4]
Nel 2015 è arrivato in finale del Premio Bancarella della Cucina con il libro Il genio del gusto. Come il mangiare italiano ha conquistato il mondo, edito da Garzanti, classificandosi in seconda posizione[5].
Altre attività Negli anni 2014 e 2015 ha tenuto un laboratorio semestrale di storia del cibo presso l'Università Statale di Milano.
28/03/2020 (***) Libro ricco di aneddoti, che si concentra sul decennio 1499-1509 della storia della Serenissima. Il momento è e sarà cruciale per i destini di Venezia. Sono gli anni in cui i portoghesi, dopo aver doppiato l'Africa, arrivano direttamente nelle Indie, rischiando di tagliar fuori i veneziani dai lucrosissimi rifornimenti di spezie. E sono gli anni in cui gli Ottomani continuano la loro minacciosa espansione in tutte le direzioni (a brevissimo travolgeranno il sultano mammelucco d'Egitto, mettendo un ulteriore tappo sui tragitti commerciali veneziani). In questo periodo di sommovimenti globali, Venezia approfitta dello sconquasso provocato dalla discesa in Italia del re di Francia nel 1494 per espandersi nella penisola: l'espansione pare inarrestabile, e una alla volta, Venezia fa sua l'intera Romagna, il Polesine, Cremona, svariati porti pugliesi, Trieste e il goriziano. Quando ormai i Veneziani sono a 30 km da Milano e hanno tolto all'Impero tutti gli sbocchi sul mare, scatta l'allarme generale nelle cancellerie italiane e europee. Soprattutto in una, che naturalmente da più o meno 1000 anni brigava brillantemente in politica estera con un solo obbiettivo: evitare, a qualunque costo, che un solo principe o stato assumesse il controllo di tutta la penisola. Si profila all'orizzonte l'alleanza definitiva, quella della Lega di Cambrai, che nel 1509 vede letteralmente tutta Europa avventarsi contro Venezia, per distruggerla e spartirsene le spoglie. Venezia perde, ma miracolosamente sopravvive grazie alla sua ben nota abilità diplomatica; tuttavia, ogni ambizione di dominio italiano e ogni pretesa di potenza continentale svaniscono, facendo iniziare un lungo periodo di sostanziale neutralità e di calibrata conservazione, che faranno sopravvivere la Serenissima fino al ciclone napoleonico. Sarà un periodo di declino politico, in cui la ricchezza residua più che in potenza si trasmuterà in bellezza. Immortale alle volte, ma il più delle volte fine a sé stessa.
Il 1509 è davvero un momento di svolta nella storia d'Italia, su cui varrebbe la pena costruire una bella ucronia: cosa sarebbe successo se a Agnadello i veneziani avessero sconfitto l'esercito della Lega? La risposta più sensata è che, probabilmente, Venezia si sarebbe presa l'intera Lombardia e l'Emilia occidentale, avrebbe confermato le acquisizioni recenti e sarebbe divenuta padrona incontrastata dell'Italia settentrionale, avendo forse quella massa critica a livello di risorse e di manodopera di cui abbisognava per poter contrastare efficacemente gli Ottomani a Oriente e rimanere al tavolo delle grandi potenze a Occidente, anche senza i commerci atlantici. Ma quel giorno Venezia perse rovinosamente, e l'Italia si fece, in qualche modo, solo 300 anni dopo e con grande ritardo rispetto al resto d'Europa. Il resto è storia.
Per chi volesse farsi una panoramica sull'interessantissima storia della Repubblica di S. Marco, suggerisco questo ben più corposo saggio: Storia di Venezia
La splendida Venezia, non poteva esserci miglior titolo. Dieci anni, dal 1499 al 1509, e tante curiosità, storie, battaglie, dipinti, da leggere per amare ancora di più questa magnifica città.