Lo straordinario decennio in cui Venezia sostituisce l'oro al entra nel 1500 da grande potenza, tutta Europa coalizzata la sconfigge militarmente, ma trionfa come maestra delle arti e della bellezza. Nasce un mito.
Venezia è nel 1499 una grande potenza europea. Solo dieci anni dopo – sconfitta militarmente dalla lega di Cambrai – è una sopravvissuta. Inizia una fase di splendore che durerà ben tre secoli. La Serenissima repubblica sostituirà allora la forza con l'ostentazione, la potenza con la ricchezza, il ferro con l'oro. Sarà il suo modo per recuperare il formidabile colpo inferto da tutti i grandi stati d'Europa coalizzati contro di lei e il conseguente rischio di scomparire per sempre dalla carta geografica. Venezia non sarà più potente, ma splendente, e riuscirà a mantenere un ruolo centrale utilizzando l'arte, l'architettura, le celebrazioni delle ricorrenze civili e religiose. Non potrà più intimorire con il clangore delle armi, ma riuscirà a meravigliare con il tintinnare delle monete. La Venezia del Cinquecento è quella del mito arrivato fino a la città dei palazzi di Sansovino, della celebrazione del governo perfetto, della rivoluzione del colore che influenzerà tutta la pittura successiva. Alessandro Marzo Magno ricostruisce lo stupefacente susseguirsi di eventi che hanno portato la Dominante – così veniva chiamata la città – a essere la fucina delle arti che ancora conosciamo e amiamo.
28/03/2020 (***) Libro ricco di aneddoti, che si concentra sul decennio 1499-1509 della storia della Serenissima. Il momento è e sarà cruciale per i destini di Venezia. Sono gli anni in cui i portoghesi, dopo aver doppiato l'Africa, arrivano direttamente nelle Indie, rischiando di tagliar fuori i veneziani dai lucrosissimi rifornimenti di spezie. E sono gli anni in cui gli Ottomani continuano la loro minacciosa espansione in tutte le direzioni (a brevissimo travolgeranno il sultano mammelucco d'Egitto, mettendo un ulteriore tappo sui tragitti commerciali veneziani). In questo periodo di sommovimenti globali, Venezia approfitta dello sconquasso provocato dalla discesa in Italia del re di Francia nel 1494 per espandersi nella penisola: l'espansione pare inarrestabile, e una alla volta, Venezia fa sua l'intera Romagna, il Polesine, Cremona, svariati porti pugliesi, Trieste e il goriziano. Quando ormai i Veneziani sono a 30 km da Milano e hanno tolto all'Impero tutti gli sbocchi sul mare, scatta l'allarme generale nelle cancellerie italiane e europee. Soprattutto in una, che naturalmente da più o meno 1000 anni brigava brillantemente in politica estera con un solo obbiettivo: evitare, a qualunque costo, che un solo principe o stato assumesse il controllo di tutta la penisola. Si profila all'orizzonte l'alleanza definitiva, quella della Lega di Cambrai, che nel 1509 vede letteralmente tutta Europa avventarsi contro Venezia, per distruggerla e spartirsene le spoglie. Venezia perde, ma miracolosamente sopravvive grazie alla sua ben nota abilità diplomatica; tuttavia, ogni ambizione di dominio italiano e ogni pretesa di potenza continentale svaniscono, facendo iniziare un lungo periodo di sostanziale neutralità e di calibrata conservazione, che faranno sopravvivere la Serenissima fino al ciclone napoleonico. Sarà un periodo di declino politico, in cui la ricchezza residua più che in potenza si trasmuterà in bellezza. Immortale alle volte, ma il più delle volte fine a sé stessa.
Il 1509 è davvero un momento di svolta nella storia d'Italia, su cui varrebbe la pena costruire una bella ucronia: cosa sarebbe successo se a Agnadello i veneziani avessero sconfitto l'esercito della Lega? La risposta più sensata è che, probabilmente, Venezia si sarebbe presa l'intera Lombardia e l'Emilia occidentale, avrebbe confermato le acquisizioni recenti e sarebbe divenuta padrona incontrastata dell'Italia settentrionale, avendo forse quella massa critica a livello di risorse e di manodopera di cui abbisognava per poter contrastare efficacemente gli Ottomani a Oriente e rimanere al tavolo delle grandi potenze a Occidente, anche senza i commerci atlantici. Ma quel giorno Venezia perse rovinosamente, e l'Italia si fece, in qualche modo, solo 300 anni dopo e con grande ritardo rispetto al resto d'Europa. Il resto è storia.
Per chi volesse farsi una panoramica sull'interessantissima storia della Repubblica di S. Marco, suggerisco questo ben più corposo saggio: Storia di Venezia
La splendida Venezia, non poteva esserci miglior titolo. Dieci anni, dal 1499 al 1509, e tante curiosità, storie, battaglie, dipinti, da leggere per amare ancora di più questa magnifica città.